CESARE MULE' (Moderatore )
CONCLUSIONI
Quei fatti lontani giungono sino a noi recandoci la cronistoria agiografica del beato Paolo inserita nel contesto descritto così validamente da tanti illustri relatori. Il filo sottile oggi è un nodo di speranza e di gratificazione, un colpo d'ala di tutta una comunità che a dispetto del consumismo e della violenza vuole esaltare alla gloria degli altari un uomo che ha saputo interpretare le reali aspettative della gente: una vita personale e sociale improntata a rapporti di semplicità e di bontà con un comportamento ordinario comune e perciò più eroico perché dispiegato nel corrusco di tempi in cui le armi e il potere tanto decidevano del destino degli uomini.
Noi siamo compartecipi di quel secolo di dolori, di contrasti, di pericoli. Il beato Paolo ci ha coinvolti ed oggi Lui è compresente per aiutarci con il suo esempio e la sua parola, a chiedere a gran voce una vita da cristiani nelle relazioni interpersonali e in quelle comunitarie.
Per questo lo vogliamo riconosciuto santo, perché noi stessi vogliamo essere santificati e cioè avviati alla salvezza dello Spirito.
La società sarà salvata -ha scritto un pensatore francese- non da un politico o da un economista (tante illusioni crollano miseramente proprio in questi mesi) ma da un santo e cioè dal tentare di essere santi in una congiuntura in cui il potere è sovrano, il denaro una misura, la disperazione crudeltà e barbarie.

Cropani fu la sua culla ed il suo altare. Cropani fu l'ererno solitario ma non isolato, il campo fecondo del suo apostolato sobrio ma incidente. Ed oggi quì la tradizione di devozione acquista nuova forza e convinzione.
IL card. Schuster ha scritto che una delle doti dei santi è la pienezza della semplicità, la "plenitudo simplicitatis". E' questa semplicità e bontà e sorriso ed accoglienza aperta e leale della Calabria che si riconoscono in questi santi.
Per questo diciamo: "Ti preghiamo, b. Paolo, acciocché anche per il tuo tramite Cropani e la Calabria siano preservate e sia garantita la semplicità del vivere che è cultura di speranza e di pace".
Nessun commento:
Posta un commento