<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402</id><updated>2012-02-14T23:21:40.839-08:00</updated><category term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>IL BEATO PAOLO D'AMBROSIO</title><subtitle type='html'>Il Beato Paolo D'Ambrosio da Cropani, sacerdote del terz'Ordine regolare di san Francesco d'Assisi, nato il 1432 e morto il 24 gennaio 1489, fu un contemplativo e una grande guida spirituale a favore degli ultimi. Nella croce di Cristo trovò la radice della sua ascesi e della sua azione pastorale. Il suo culto è stato un continuo inno di grazie al Signore dal giorno della sua morte fino ai nostri giorni.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-4170756928909079125</id><published>2012-02-03T05:52:00.000-08:00</published><updated>2012-02-03T06:26:08.778-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>30. IL CULTO DEL BEATO PAOLO D'AMBROSIO nella sua Cropani</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di PADRE PASQUALE PITARI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Domenica 29 gennaio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="400" width="600"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/1820487527585"&gt;&lt;embed src="http://www.facebook.com/v/1820487527585" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="400" width="600"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAOLO D'AMBROSIO DA CROPANI (1432-1489)&lt;br /&gt;(Beato antico - Sacerdote del Terz'Ordine Regolare di san Francesco d'Assisi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nacque a Cropani, in Calabria, il 24 gennaio 1432. Dopo un'infanzia e una adolescenza trascorse nello studio e nella pratica delle più belle virtù, scelse di condurre una vita dedita alla contemplazione e alla penitenza fra i terziari francescani dell'eremo di San Salvatore, presso Cropani.&lt;br /&gt;Divenne sacerdote nel 1458, a ventisei anni, e da allora alla vita eremitica aggiunse la vita attiva, accogliendo quanti ricorrevano a lui. Dotato del dono della conoscenza dei più intimi se¬greti del cuore, donava a piene mani luce e conforto. Gli onori e la venerazione del popolo non si addicevano alla sua umiltà e fra Paolo allora si ritirò nell'eremo di Scavigna, non molto lontano.&lt;br /&gt;L'obbedienza lo distolse dalla sua beata solitudine e lo obbligò a partecipare al capitolo generale del suo ordine, che si celebrava a Lodi di Lombardia nel 1488.&lt;br /&gt;Lungo il percorso, sia di andata che di ritorno, i santuari di Roma, Assisi, Loreto furono le sue mete più ambite, come pellegrino, penitente e asceta.&lt;br /&gt;A Roma, il Signore volle premiare tanta fede e tanto sacrificio, con il concedere al Beato Paolo il dono della bilocazione. Celebrava la messa nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, dove era un ospizio per i pellegrini, e al «memento», quando cioè si ricordano i defunti, rimase come assente, senza dare segno alcuno di vita. Richiesto dal suo superiore, il Beato confidò di essere stato a Cropani, dove in quel momento stava morendo suo padre, e di avergli portato il suo filiale conforto.&lt;br /&gt;Al ritorno salutò per 1'ultima volta sua madre, predicendole che fra otto giorni sarebbe morto. Il 24 gennaio 1489, all'età di cinquantasette anni, rese l'anima a Dio.&lt;br /&gt;Ai suoi funerali e poi alla sua tomba si susseguirono strepitosi prodigi. Fu sepolto sotto l'altare maggiore della chiesa di san Salvatore. Nel 1562, il Legato del Sommo Pontefice, Flavio Orsini, difese il culto prestato al Beato a voce di popolo e lanciò la scomunica su chi avesse osato impedirlo. Dalla sua morte ad oggi il suo culto è stato ininterrotto nella cittadina di Cropani (Catanzaro), dove le sue reliquie sono venerate in una cappella della Chiesa Parrocchiale.&lt;br /&gt;Il 1980 è iniziato il processo di beatificazione ufficiale da parte della chiesa. Ma già nel passato più volte era stato iniziato, mai giunto a termine per le vicende politiche avverse. Il processo si è concluso il 10 settembre 1996, ma il 20 ottobre 2011 è stato ripreso per un supplemento di indagini, finalizzate al riconoscimento del culto ab immemorabili e delle virtù eroiche,&lt;br /&gt;Per uleriori conoscenze, consultare il blog:&lt;br /&gt;http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/ in cui sono riportate 17 biografie del beato con altri interessanti documenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;1. ANDREOZZI Gabriele, Il Beato Paolo D’Ambrosio da Cropani del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco, Roma, 1996.&lt;br /&gt;2. LE PERA Padre Remigio, Vita del Beato Paolo D'Ambrosio da Cropani, 2a ed.,1989.&lt;br /&gt;3. CANTISANI Mons. Antonio, Convertitevi e credete al Vangelo, Esortazione pastorale, Catanzaro 1988.&lt;br /&gt;4. http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Pasquale Pitari, Cappuccino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-4170756928909079125?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/4170756928909079125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/02/il-culto-del-beato-paolo-dambrosio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/4170756928909079125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/4170756928909079125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/02/il-culto-del-beato-paolo-dambrosio.html' title='30. IL CULTO DEL BEATO PAOLO D&apos;AMBROSIO nella sua Cropani'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-1706826349270004121</id><published>2012-01-17T14:05:00.000-08:00</published><updated>2012-02-03T06:14:15.394-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>29. LA PERSONALITA' E LA SPIRITUALITA' DEL BEATO PAOLO D'AMBROSIO da Cropani</title><content type='html'>di PADRE PASQUALE PITARI&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TbQjLsLRtIA/TxX4tCYa0-I/AAAAAAAAAqY/CTVkf_5brEM/s1600/100_0774.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TbQjLsLRtIA/TxX4tCYa0-I/AAAAAAAAAqY/CTVkf_5brEM/s400/100_0774.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698734356124324834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Fra Paolo D'Ambrosio da Cropani (1432-1489), sacerdote del Terz'Ordine Regolare di san Francesco d'Assisi, come l'altro suo conterraneo e contemporaneo più famoso, San Francesco di Paola, fu un uomo del suo tempo, testimone penitente dell'amore misericordioso di Dio, amante della solitudine contemplativa, ma attento ai bisogni dei poveri. In più, rispetto a  Francesco di Paola, ebbe il ministero sacerdotale. In una situazione sociale di grande decadenza, seppe temperare il suo  zelo contemplativo con le esigenze della vita apostolica.&lt;br /&gt;Da buon religioso francescano, dava il massimo impegno alla disciplina monastica: "Silentio, orationibus, divinis meditationibus, ieiuniis et disciplinis assidue erat occupatus"  (Bordoni).&lt;br /&gt;Da buon sacerdote "ogni giorno celebrava la Santa Messa con grande spirito e devotione"  (Bordoni) ed era un "ottimo consigliere spirituale"  (Vernon). Sapeva "consolare e rappacificare" (Bordoni).&lt;br /&gt;Da buon penitente, viveva "orando e contemplando li sacrosanti misteri della Passione del Salvatore" (Bordoni)  .&lt;br /&gt;Il Signore, per la sua fedeltà, gli concesse il dono dei miracoli, sia in vita che dopo morto: fu taumaturgo. "Per l'esercizio delle sue grandi virtù, e per i prodigi che il Signore per mezzo di lui operava, si era reso il Taumaturgo nelle sue vicinanze"  (Anonimo) .&lt;br /&gt;Il suo culto, ininterrotto, persiste nella sua Cropani. Egli è presentato nella diocesi di Catanzaro-Squillace, dagli stessi pastori,  come "una luminosa figura da conoscere, da imitare e da invocare" (Mons. Cantisani).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. LA PERSONALITA'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-f8RpLRq910I/TxX5OEb08CI/AAAAAAAAAqk/ZKSa7xYcjCc/s1600/S1054218.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-f8RpLRq910I/TxX5OEb08CI/AAAAAAAAAqk/ZKSa7xYcjCc/s400/S1054218.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698734923611172898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a. Un uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo d'Ambrosio nacque a Cropani, in Calabria, il 24 gennaio 1432, da "onesti e pii genitori" (Bordoni).&lt;br /&gt;Visse un'infanzia e una adolescenza nello studio e nella pratica delle più belle virtù, "mostrando per altro senno, modestia e virtù come di perfecto adulto"  (Fiore).&lt;br /&gt;La sua profonda pietà e formazione religiosa lo guidava nelle scelte con serietà e generosità. "Evangelii legibus eruditus fuit. … Paulus semper se virilem et generosum praestitit (si comportò)" (Vernon). "Era tanto savio et obediente al maestro, … le sue azioni parevano d'uomo di gran prudenza, non di figliolo di così giovenil età" (Bordoni). "Per la bontà del suo comportamento era chiamato Angelo" (Fiore). "O nella scuola o nella Chiesa era solito trattenersi il giorno"  (Martire).&lt;br /&gt;L'umanità di Paolo era splendente di cortesia e di rispetto: "cortesemente ascoltava" (Bordoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b. Un francescano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ebbe 15 anni, Paolo sentì la vocazione di consacrarsi al Signore. Scelse di condurre per sempre una vita tutta dedita alla contemplazione e alla penitenza fra i terziari francescani dell'eremo di San Salvatore, presso Cropani. "Magnum adeo progressum fecit in virtute tempore Novitiatus" (Vernon). "In monastica observantia, et  exercitiis spiritualibus coeteris praestabat (era zelante)" (Bordoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c. Un sacerdote&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divenne sacerdote nel 1458, a ventisei anni, e da allora alla vita eremitica aggiunse la vita attiva, accogliendo quanti ricorrevano a lui. Dotato del dono della profezia e della conoscenza dei più intimi segreti del cuore, donava a piene mani luce e conforto e sospingeva tutti verso mete più alte, da esperto consigliere spirituale. "Superiorum iussu, initiatus sacerdotio, Missam quotidie celebrabat eximia pietate" (Veron). "Multi ad eum accurrebant pro consiliis tum animae tum corporis, quorum mentem et cordis desideria antequam loqueretur praenuntiabat illis, ministrando documenta salutis" (Bordoni). "Ad eum plerique (i più) confugebant (si rifugiavano), velut ad peritissimum conscientia moderatorem" (Vernon). "Nemo accessit ad eum tristis, qui non redierit consolatus; dissidentes facili negotio reconciliabat ad invicem" (Bordoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d. Un taumaturgo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli onori e la venerazione del popolo non si addicevano alla sua grande umiltà e fra Paolo ottenne allora di ritirarsi nell'eremo di Scavigna, non molto lontano. "Più gustava la famigliare conversazione del suo Signore, che quella degli uomini… Aborriva, infatti, i concorsi degli uomini. Questi li accettava solo se si "frammezzavano gli interessi di Dio… Ma quanto egli studiava come se-pellirsi fra le tenebre delle solitudini, tanto più studiava il Cielo come discoprirlo con la Luce de' suoi favori" (Fiore). "Per l'esercizio delle sue grandi virtù, e per i prodigi che il Signore per mezzo di lui operava, si era reso il Taumaturgo nelle sue vicinanze"  (Anonimo). "Sparsa la fama della sua bontà gli concorreva della gente, menandoci infermi e altri travagliati, e tutti eran da colui consolati" (Martire).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e. Un itinerante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obbedienza lo distolse dalla sua beata solitudine e lo fece peregrinare da un capo all'altro d'Italia, per partecipare al capitolo generale del suo ordine, che si celebrava a Lodi, in Lombardia. Era il 1488. (Bordoni).&lt;br /&gt;Lungo il percorso, sia di andata che di ritorno, i santuari di Roma, Assisi, Loreto e di altri luoghi furono le sue mete più ambite, come pellegrino, penitente e asceta (Bordoni).&lt;br /&gt;A Roma, il Signore volle premiare tanta fede e tanto sacrificio, con il concedere al Beato Paolo il dono della bilocazione per assistere il padre morente (Bordoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;f. Sorella morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornato a Scavigna, Fra Paolo salutò per l'ultima volta sua madre e "dopo di haverla consolata con filiale amorevolezza le predisse il giorno della sua morte" (Anonino). Qui, dopo 4 o 5 giorni di febbre,  sorella morte lo prese con sé il 24 gennaio 1489, all'età di cinquantasette anni.&lt;br /&gt;Ai suoi funerali e poi alla sua tomba si susseguirono strepitosi prodigi.&lt;br /&gt;Il suo culto è stato ininterrotto, fino ad oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. LA SPIRITUALITA'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-USdq4o6XNh8/TxX7DcB8JaI/AAAAAAAAAq8/i_Fpa0QiD4c/s1600/87.%2BGrazie%2Ba%2Btutti%2Bper%2Bl%2527impegno%2Be%2Bl%2527entusiasmo.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-USdq4o6XNh8/TxX7DcB8JaI/AAAAAAAAAq8/i_Fpa0QiD4c/s400/87.%2BGrazie%2Ba%2Btutti%2Bper%2Bl%2527impegno%2Be%2Bl%2527entusiasmo.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698736939989738914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a. L' amore per Cristo e per Maria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vita di Fra Paolo il rapporto con Dio aveva un'importanza unica, prioritaria rispetto ad ogni altra occupazione. Il coro, la preghiera, le divine meditazioni, la celebrazione della Santa Messa, la contemplazione del Crocifisso occupavano il primo posto. In tutte queste cose i biografi dicono che Fra Paolo "erat assiduus" (Bordoni). Nelle iconografie il Beato è sempre rappresentato contemplante e adorante la croce o con la croce in mano. Era nel nome di Gesù Crocifisso e Redentore che Fra Paolo offriva la sua opera di consigliere, di rappacificatore, di predicatore e di confessore. A tutti dava "documenta salutis" (Bordoni), ossia le indicazioni certe per la salvezza.&lt;br /&gt;Il romitorio-convento di Scavigna era dedicato a Santa Maria dello Spirito Santo e l'ospizio del TOR di Cropani a Santa Maria delle grazie. Il Bordoni dice che Fra Paolo "erat multum devotus" di Maria (Bordoni).  Condotto da Cristo e da Maria, il beato visse le virtù teologali e cardinali in modo luminosissimo. Da buon francescano, sulla scia di San Francesco d'Assisi, si consacrò totalmente a Cristo con i voti religiosi, vivendoli e facendoli vivere in modo "egregio". "Mores egregie reformabat, potens in opere et sermone, perducendo illos ad perfectionem vitae religiosae" (Bordoni). "Mores reformavit suorum subditorum, quos magis exemplo et opere, quam verbo et persuasione ad perfectionem vitae religiosae perduxit" (Bordoni).&lt;br /&gt;Ma Paolo amò teneramente Cristo e lo servì anche nei "lebbrosi" del suo tempo, proponendo a tutti la via del Vangelo della carità, del perdono e della misericordia. "Nemo accessit ad eum tristis, qui non redierit consolatus" (Bordoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b. La penitenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il beato Paolo, sulla scia di san Francesco, uomo penitente, abbracciò il valore-dono-dovere evangelico della penitenza con gioia ("plurimum in deliciis"), lo amò, lo visse, lo testimoniò. Fu il segreto della sua amabilità e della efficacia della sua azione, come uomo di Dio e come uomo vero, forgiato di verità e di sapienza. "Mortificava il suo corpo con lunghi digiuni, discipline, cilicii e flagelli per mantenerlo soggetto alla ragione" (Bordoni). "Mirabantur omnes quantum praevaleret supra caeteros sapientia et fortitudine in disciplinae monasticae rigida observatione. Silentium, meditatio, austeritas illi, plurimum in deliciis erant" (Vernon). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c. La contemplazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il serafico Padre San Francesco, -dicono i suoi biografi-, spesso si ritirava nelle selve e nei romitori di La Verna, di Rivotorto, … per contemplare le realtà di Dio e, piangendo, gridava "L'amore non è amato" oppure ripeteva "Dio mio, mio tutto". Fra Paolo, vero figlio di Francesco, aveva fatto della contemplazione la sua ascesi quotidiana. Nel rapporto con Dio, in comunione con i frati o nella solitudine delle grotte, nel silenzio di San Salvatore o di Scavigna, conventieremi lontani dal centro abitato almeno un miglio, Fra Paolo viveva e "gustava la famigliare conversazione del suo Signore". La sua preghiera "famigliare" era la lode, o la liturgia delle ore, o la penitenza per i peccati degli uomini, oppure la meditazione del senso delle cose, alla luce della Parola di Dio e delle promesse celesti. In questo, Fra Paolo era il testimone della trascendenza, richiamo all'essenza della vita, monito per gli uomini suoi fratelli a non lasciarsi distrarre dalle vanità e dalle vacuità. "L'uomo di Dio, più gustava la famigliare conver-sazione del suo Signore, che quella degli uomini… Ma quanto egli studiava come seppellirsi fra le tenebre delle solitudini, tanto più studiava il Cielo come discoprirlo con la Luce de' suoi favori" (Fiore).&lt;br /&gt;L'apice della contemplazione era la celebrazione della Santa Eucaristia, in cui, con Gesù sulla croce, anche lui si immedesimava vittima per la salvezza di quel mondo, che lui aveva abbandonato, ma per amore: per meglio servirlo con la sua preghiera oblativa e il suo saggio consiglio. "Quotidie immaculatum sacrificium Deo offerebat" (Bordoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-4opaz9T5zdw/TxX7NnZjbKI/AAAAAAAAArI/LlxkAmKf5As/s1600/85.%2BMpns.%2BA.%2BCantisani%2B2%25C2%25B0%2Bconvegno%2B2011.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4opaz9T5zdw/TxX7NnZjbKI/AAAAAAAAArI/LlxkAmKf5As/s400/85.%2BMpns.%2BA.%2BCantisani%2B2%25C2%25B0%2Bconvegno%2B2011.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698737114840263842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;d. La pace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore della pace è preminente nella spiritualità di Fra Paolo. Lui era uomo di pace, secondo lo spirito delle beatitudini, perché pieno di Dio, l'unico vero principio della pace per l'uomo. La pace che Paolo viveva, la sapeva trasmettere. Ecco perché le genti ricorrevano a lui; e lui tutti ascoltava, consolava e guidava, anche se qualche volta questo avveniva con sofferenza interiore. Insomma, la sua non è stata una santità facile: cercava quell'equilibrio interiore tra l'essere "tutto di Dio" e l'essere "tutto di tutti". "Dissidentes facili negotio reconciliabat" (Bordoni). "Cortesemente ascoltava, dandoli documenti di salute" (Bordoni). "Nessuno mai s'accostò a Lui travagliato, che non si partisse ancor consolato" (Bordoni).&lt;br /&gt;Concludiamo con le parole ispirate del pastore, Mons. Antonio Cantisani, che ha proposto il beato come modello dell'essere chiesa oggi nella storia, modello di conversione e di fede, nella Esortazione pastorale Convertitevi e credete al Vangelo:  "Sente con più viva intensità il bisogno di essere «strumento di pace» chi ha avuto la grazia di rimanere affascinato dal carisma di S. Francesco d'Assisi. Così è avvenuto per il Beato Paolo. Accoglieva persone di ogni condizione e di ogni ceto: e per tutti aveva parole di conforto, e tutti esortava alla comprensione, alla riconciliazione, al perdono, alla pace".&lt;br /&gt;Il 1980 è iniziato il processo di beatificazione ufficiale da parte della chiesa. Ma già nel passato più volte era stato iniziato, mai giunto a termine per le vicende politiche avverse. Il processo si è concluso il 10 settembre 1996, ma il 20 ottobre 2011 è stato ripreso dall'Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone, su invito del postulatore generale del TOR Padre Pino Neri, per un supplemento di indagini finalizzate al riconoscimento del culto ab immemorabili e delle virtù eroiche.&lt;br /&gt;A lode di Dio. Amen&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-1706826349270004121?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/1706826349270004121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/la-personalita-e-la-spiritualita-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1706826349270004121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1706826349270004121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/la-personalita-e-la-spiritualita-del.html' title='29. LA PERSONALITA&apos; E LA SPIRITUALITA&apos; DEL BEATO PAOLO D&apos;AMBROSIO da Cropani'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TbQjLsLRtIA/TxX4tCYa0-I/AAAAAAAAAqY/CTVkf_5brEM/s72-c/100_0774.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-5894872737455966184</id><published>2012-01-16T12:54:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T15:24:07.898-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>17. PROFILO BIOGRAFICO di  PAOLO da CROPANI, beato,  in BIBLIOTHECA SANCTORUM (1968)</title><content type='html'>in BIBLIOTHECA SANCTORUM. Vol. X, Roma 1968. Pag. 257.&lt;br /&gt;PAOLO da CROPANI, beato.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-XIQ8ufyiDqo/TxSw5krmUtI/AAAAAAAAApo/0eIV4rcZ0Wc/s1600/Processione%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 274px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-XIQ8ufyiDqo/TxSw5krmUtI/AAAAAAAAApo/0eIV4rcZ0Wc/s400/Processione%2B1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698373931676095186" /&gt;&lt;/a&gt;Nato a Cropani (Catanzaro) il 24 gennaio1432, apparteneva alla famiglia D'Ambrosio, in seno alla quale fu formato alla pietà cristiana e nella conoscenza delle lettere sacre e profane. A diciotto anni entrò nell'Istituto del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco e professò nel convento del S.mo Salvatore in Cropani.&lt;br /&gt;Ordinato sacerdote nel 1458, si distinse subito nell'esatta osservanza della regola monastica, nell'amore al silenzio e al raccoglimento, nell'orazione e nella penitenza. La fama delle sue virtù religiose e sacerdotali si diffuse nella contrada e gran numero di persone ricorreva a lui per consigli e per guida, sicché in breve divenne il consigliere e il consolatore di tutti. Più volte priore del convento di Cropani, preferì tuttavia passare buona parte della vita nel ritiro di S. Maria dello Spirito Santo a Scavigna, che predilesse per essere deserto e quindi adatto alla preghiera, al raccoglimento e alla mortificazione.&lt;br /&gt;Nel 1488 partecipò al capitolo generale di Montebello in Lombardia e al ritorno visitò Roma e celebrò la Messa nella chiesa dell'Ospedale della Consolazione. Un giorno, mentre ivi celebrava la Messa, sostò al Memento più del solito; richiestone del perché, confidò al provinciale che in quel momento il Signore gli aveva fatto conoscere la morte del padre e che in spirito aveva assistito ai suoi funerali. Dopo aver visitato anche Assisi e Loreto, ritornò al suo ritiro di Scavigna per prepararsi alla morte, che previde imminente, e che lo colse il 24 gennaio 1489.&lt;br /&gt;Il provinciale, Bernardino da Oriolo, lo fece seppellire nella chiesa del convento, dove ebbe culto pubblico con festa annuale, celebrata solennemente. Soppresso il convento nel 1653, le reliquie furono trasferite nella chiesa parrocchiale, dove hanno continuato ad essere oggetto di venerazione. Diversi miracoli, accuratamente catalogati da Remigio da Cropani nel can. X della sua biografia, sono stati da lui operati dopo la morte.&lt;br /&gt;Nei 1562 Flavio Orsini, uditore generale di Pio IV, comminò la scomunica contro chiunque avesse osato impedire o disturbare la venerazione delle ossa del beato. II suo culto, mantenutosi ininterrotto attraverso i secoli nella sua città è stato diffuso in America dai cropanesi emigrati, i quali ne celebrano solennemente la festa anniversaria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-5894872737455966184?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/5894872737455966184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/26-profilo-biografico-di-paolo-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/5894872737455966184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/5894872737455966184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/26-profilo-biografico-di-paolo-da.html' title='17. PROFILO BIOGRAFICO di  PAOLO da CROPANI, beato,  in BIBLIOTHECA SANCTORUM (1968)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-XIQ8ufyiDqo/TxSw5krmUtI/AAAAAAAAApo/0eIV4rcZ0Wc/s72-c/Processione%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-192959346654175541</id><published>2012-01-16T12:29:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T23:36:33.297-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>16. BIOGRAFIA "Il B. Paolo Ambrosi" di R. Pazzelli (1958)</title><content type='html'>In R. PAZZELLI, "Il Terzo Ordine Regolare di S. Francesco attraverso i secoli". Spoleto 1958. pp.150-153.&lt;br /&gt;* Questo profilo del B. Paolo ha avuto come fonte l'opera del LUCONI &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-vl-s9dGlOYo/TxSJnXffH9I/AAAAAAAAApE/WqWBSFVGULg/s1600/b.%2Bpaolo%2BD%2527Ambrosio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 232px; height: 349px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-vl-s9dGlOYo/TxSJnXffH9I/AAAAAAAAApE/WqWBSFVGULg/s400/b.%2Bpaolo%2BD%2527Ambrosio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698330737944502226" /&gt;&lt;/a&gt;Un altro Religioso Terziario che nel Quattrocento fece degni frutti di penitenza fu il B. Paolo Ambrosi. Nato a Cropani (Prov. di Catanzaro) nel 1432 ed educato da pii genitori nel timore di Dio e nelle Lettere. A 18 anni entrò nell'Ordine e ne professò la Regola nel Convento del SS. Salvatore in Cropani, distinguendosi subito fra tutti nella regolare osservanza, nell'orazione e nella mortificazione.&lt;br /&gt;Promosso per ubbidienza agli Ordini sacri nel 1458, fu un Sacerdote secondo il cuore di Dio. Il buon odore di santità non tardò a propagarsi. Benché avesse attrattive per la solitudine ed amasse ritirarsi nei monti della sua Calabria per dedicarsi alla penitenza e alla contemplazione delle cose celesti, non si separò completamente dal mondo e si rese utile ai fratelli che, numerosi, accorrevano a lui per consiglio e per conforto. Aveva il dono del consiglio ed il segreto di consolare gli afflitti e riconciliare gli animi dissidenti. &lt;br /&gt;Cosa veramente mirabile, prima che i devoti gli manifestassero i loro bisogni ed i loro desideri, l'uomo di Dio, illuminato da una luce superiore, li preveniva mostrandosi bene informato delle loro necessità spirituali e temporali. Il santo religioso fu  più volte preposto al governo del suo Convento di Cropani  e traeva i suoi sudditi all'osservanza della vita regolare più con l'esempio che con la parola.&lt;br /&gt;Nella primavera del 1488 intervenne col suo Provinciale al Capitolo Generale convocato a Montebello (Lodi) in Lombardia. Nel viaggio visitò Roma; durante tale sosta, un mattino celebrò la S. Messa a S. Maria della Consolazione, alle pendici del Campidoglio. Avvenne che al Memento restasse lungamente immobile con ammirazione degli astanti che non sapevano spiegarsi la ragione di quella troppo lunga pausa. Finita la celebrazione, il buon Padre confidò al suo Provinciale che durante la Messa il Signore si era degnato rivelargli l'avvenuta morte del suo genitore e al Memento aveva assistito in spirito ai funerali di lui. Di ritorno dal Capitolo di Montebello, visitò la S. Casa di Loreto ed i santuari della Verna e di Assisi; nel gennaio del 1489 era di nuovo nella solitudine della sua Calabria, dalla quale doveva presto uscire per volarsene in cielo. Durante il viaggio aveva predetto la sua prossima morte; di fatti, dopo una brevissima malattia, confortato dai santi Sacramenti, si addormentò nel Signore il 24 gennaio dello stesso anno 1489.&lt;br /&gt;Il servo di Dio, chiaro per l'amore alla solitudine e per lo spirito di orazione, ricco dei doni del consiglio, della profezia e dei miracoli, fu sepolto nella Chiesa del Convento di S. Maria delle Grazie (*). Soppresso quel Convento da Innocenzo X nel 1652, il corpo del Beato l'anno seguente fu trasportato nella Chiesa maggiore dove continua ad essere venerato come quando riposava nella Chiesa del suo Ordine.&lt;br /&gt;La compendiosa narrazione della santa vita di questi uomini illustri che fiorirono nel primo secolo di vita unitaria basta a darci un'idea della espansione e vitalità spirituale dell'Ordine. Nessuno purtroppo ci narrerà le opere sante degli eremiti dei secoli XIII e XIV i quali, come abbiamo visto, orientarono il Terzo Ordine Secolare allo stato regolare con la vita comune e la professione dei voti religiosi. Se avevano la nobile ambizione di aspirare a doni maggiori – aemulantes charismata meliora – dobbiamo ritenere che erano uomini di santa vita. Se tanti non sono stati proclamati santi dalla Chiesa non importa: è certo che furono uomini di alta perfezione e possiamo ritenere che il loro nome e scritto in cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(*) Solo nel 1622 le reliquie del B. Paolo furono portate al Convento di Santa Maria delle Grazie. Prima erano al Convento del SS. Salvatore in Cropani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-192959346654175541?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/192959346654175541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/16-biografia-il-b-paolo-ambrosi-di-r.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/192959346654175541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/192959346654175541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/16-biografia-il-b-paolo-ambrosi-di-r.html' title='16. BIOGRAFIA &quot;Il B. Paolo Ambrosi&quot; di R. Pazzelli (1958)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vl-s9dGlOYo/TxSJnXffH9I/AAAAAAAAApE/WqWBSFVGULg/s72-c/b.%2Bpaolo%2BD%2527Ambrosio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-5791136570559423434</id><published>2012-01-16T12:21:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T12:25:05.302-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>15. BIOGRAFIA "B. Paolo Ambrosi" di R. LUCONI (1935)</title><content type='html'>in R. LUCONI, I1 Terz' Ordine Regolare di S. Francesco, con prefazione di Giovanni Joergensen. Macerata 1935 pp. 134-135.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-6P6a4UKAK90/TxSHhu0UXZI/AAAAAAAAAo4/FVbufDJm3OY/s1600/100_0777.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 312px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6P6a4UKAK90/TxSHhu0UXZI/AAAAAAAAAo4/FVbufDJm3OY/s400/100_0777.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698328442103422354" /&gt;&lt;/a&gt;Nel convento di Cropani si venerava fino al 1653 il corpo del B. Paolo Ambrosi: altra bella figura di religioso vissuto santamente nel quattrocento. Era nato a Cropani l'anno1432. Educato dai pii genitori nel timor di Dio e nelle lettere, a 18 anni entrò nell'Ordine e fece la sua professione nel convento del SS. Salvatore in Cropani. Fin dai primi anni fu religioso osservantissimo della vita monastica e non fu secondo a nessuno nel silenzio, nell'orazione e nella penitenza. &lt;br /&gt;Nel 1458  fu promosso agli ordini sacri e ogni giorno celebrava la S. Messa. II buon odore di santità del servo di Dio non tardò a propagarsi e molti ricorrevano a lui per consiglio; e, cosa veramente mirabile, prima che i bisognosi manifestassero i loro desideri, l'uomo di Dio li preveniva, mostrandosi bene informato delle necessità spirituali e materiali che li avevano condotti a lui. Così divenne il saggio consigliere e l'amorevole consolatore di tutti. Eletto più volte all'ufficio di Priore nel suo convento, predicò l'osservanza regolare più con l'esempio che con la parola. Però la maggior parte della sua vita la passò nel convento di S. Maria dello Spirito Santo a Scavigna, luogo deserto e più adatto all'orazione, alla contemplazione e alla penitenza. &lt;br /&gt;Nei 1488 intervenne col suo Provinciale al capitolo generale, convocato nel convento di Montebello in Lombardia. Nel suo viaggio visitò Roma e celebrò la S. Mesa nella Chiesa di S. Maria della Consolazione. Ora avvenne che al Memento rimase lungamente immobile con ammirazione dei presenti. Dopo la Messa i1 buon Padre confidò al suo Provinciale il motivo di quel lungo Memento e dichiarò che il Signore si era degnato rivelargli la morte del suo genitore e in spirito aveva assistito ai di lui funerali.&lt;br /&gt;Dopo il capitolo generale visitò i luoghi santi di Roma,&lt;br /&gt;Assisi e Loreto e ritornò alla sua solitudine nel gennaio 1489. Durante il viaggio di ritorno predisse la sua morte imminente. Una febbretta di quattro o cinque giorni lo ridusse agli estremi. Ricevuti i santi sacramenti ed esortati i confratelli all'osservanza della Regola si addormentò nel Signore il 24 gennaio 1489.&lt;br /&gt;Il  suo Provinciale, P. Bernardino, fece seppellire la sua venerata salma nel convento di Cropani, dove incominciò il culto dei fedeli. (1) &lt;br /&gt;Soppresso questo convento da Innocenzo X nel 1622, il corpo del beato nel 1653 fu trasportato nella Chiesa maggiore, dove continua ad essere venerato come   quando riposava nella Chiesa del1'Ordine. (2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Bordoni: Opera Omnia, vol IV, 136. &lt;br /&gt;(2) Bordoni: Historia T.O. , 404.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-5791136570559423434?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/5791136570559423434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/15-biografia-b-paolo-ambrosi-di-r.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/5791136570559423434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/5791136570559423434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/15-biografia-b-paolo-ambrosi-di-r.html' title='15. BIOGRAFIA &quot;B. Paolo Ambrosi&quot; di R. LUCONI (1935)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6P6a4UKAK90/TxSHhu0UXZI/AAAAAAAAAo4/FVbufDJm3OY/s72-c/100_0777.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-8218437014810731174</id><published>2012-01-16T11:52:00.000-08:00</published><updated>2012-01-17T00:08:28.692-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>14.  BIOGRAFIA " IL BEATO PAOLO D'AMBROSIO (1432 - 1489) " di PADRE GIOVANNI PARISI (1968)</title><content type='html'>P. GIOVANNI PARISI, Florilegio serafico del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco. S. Lucia del Mela 1968, pp.127-148.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-RhX-UCupUqI/TxSA9Jg-eHI/AAAAAAAAAoI/olzFelZJTFs/s1600/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 156px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-RhX-UCupUqI/TxSA9Jg-eHI/AAAAAAAAAoI/olzFelZJTFs/s320/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698321216545126514" /&gt;&lt;/a&gt;Nacque, questo nostro Beato, nella ridente cittadina di Cropani, in provincia di Catanzaro, il 24 gennaio 1432, dall'antica e modesta famiglia degli Ambrosi, oggi completamente estinta. La fortunata cittadina, che gli è grandemente devota e venera con solennità e sentita gratitudine le sue reliquie, sorge su un'amena e pittoresca collina ricca di verde e di oliveti e domina la lussureggiante e tortuosa vallata del Crocchia, l'immensa distesa della marina e l'ampio golfo di Squillace.&lt;br /&gt;Fin della prima fanciullezza e prima ancora di raggiungere 1'uso di ragione, come asserisce il P. Fiore (2) e come si legge anche in un manoscritto del P. Giovanni Mercurio, ambedue cappuccini, il grazioso pargoletto, che al fonte battesimale ebbe il nome di Paolo, diede visibili segni della sua futura santità, mostrandosi già adulto assennato, modesto e virtuoso tanto che di quell'età, come bellamente si esprime il predetto P. Fiore, altro non ebbe che il tempo. L'indole buona e disciplinata fece ben presto del nostro Paolo un giovane modello, il quale, mentre era d'incitamento e d'esempio ai suoi coetanei, si andava sempre più avanzando nelle vie del bene mercé la vigile ed accurata educazione che riceveva dai suoi pii e santi genitori. Essi, tutti amore per il loro figliuolo, benché poveri, come vuole la tradizione cropanese, nulla tralasciarono per bene educarlo sia nel campo delle lettere come in quello dei buoni costumi. Come e quanto il pio giovane facesse tesoro di questi sani e cristiani intenti lo dimostrano la serietà del suo agire, le conversazioni sempre gravi, mai fanciullesche e inutili, e per lo più con persone assennate e timorate di Dio. Il Signore, tra gli altri non comuni doni, aveva elargito al nostro giovane un ingegno brillante e pronto a percepire anche le cose più difficili alla sua età, e fu ciò che maggiormente spinse i virtuosi genitori ad avviarlo con grave loro sacrificio alla carriera degli studi. All'acutezza dell'ingegno e alla ferma volontà di progredire negli studi intrapresi, Paolo accoppiava la tenace resistenza a tutto ciò che poteva avere l'ombra del peccato e il fermo proposito di corrispondere sempre più generosamente ai richiami della divina grazia che lo invitavano a una vita sempre più perfetta. Ed era così avanti nell'esercizio di ogni virtù da meritare dai suoi compaesani, e da quanti ebbero la ventura di conoscerlo ed avere con lui familiarità, il bel titolo di Angelo. L'ubbidienza, l'umiltà, la purezza dei costumi infioravano in modo straordinario la sua vita e gli creavano d'intorno un'atmosfera di riverenza e un fascino di celestiale attrattiva.&lt;br /&gt;Il segreto di tanto progresso spirituale era la preghiera umile e quasi continua. L'angelico giovane ne comprese tutta la necessità ed importanza, di modo che la sua mente e il suo cuore erano continuamente rivolti a Dio utilizzando in ciò, sia in casa che fuori, ogni ritaglio di tempo libero. La devozione alla Vergine, l'amore ardente a Gesù nel Sacramento dell'Eucaristia, indispensabili ad ogni anima pia che voglia progredire nella virtù, dovettero essere per lui anche il conforto più grande ed efficace nei momenti di angustia, di assalti del nemico d'ogni bene, e la forza per superare le tentazioni e quanto poteva anche minimamente offuscare 1'innocenza angelica della sua anima.&lt;br /&gt;Giunse finalmente per il fortunato giovane l'ora in cui Dio si benignava strapparlo dalle insidie e dai pericoli del mondo trapiantandolo, come pianta amorevolmente scelta, nel giardino ubertoso e profumato del nostroTerz'Ordine Regolare, che proprio in quel tempo, anche nelle Calabrie, viveva un periodo di grande fervore religioso e di vera rinascita spirituale.&lt;br /&gt;Fiorenti comunità di anime assetate di religiosa perfezione erano infatti sorte, proprio in quegli anni, in varie località di quella regione. Così, per limitarci alla sola Calabria, nel cui ambito Cropani si trovava, nel 1433 a Belcastro era stato fondato il convento dello Spirito Santo; nel 1439, ad opera del P. Biagio Margioni, era stato aperto quello di S. Francesco ad Oriolo; un terzo, quello di S. Maria delle Grazie, nel 1440 era stato fondato dallo stesso P. Margioni in Bisignano; un altro ancora, sotto l'invocazione di S. Nicolò, nel 1441 era stato eretto in Belvedere; nel medesimo anno 1441, o in quello precedente, come vuole qualche scrittore, un altro ancora, dedicato al SS. Salvatore, ne era stato fondato presso la stessa cittadina di Cropani, la fortunata patria del nostro Beato.&lt;br /&gt;La fondazione, quasi contemporanea, di tutti questi conventi ci dice in modo chiaro quale santo fervore animasse allora i Terziari Regolari anche in Calabria, dove già, seguendo il nuovo orientamento dell'Ordine, si cercava di abbandonare la vita eremitica e fondare conventi nei luoghi abitati. Infatti il nominato P. Margioni, infaticabile e zelante apostolo calabrese, si era a tal fine recato personalmente a Firenze verso il 1439 e aveva ottenuto da Papa Eugenio IV una Bolla in cui gli si concedeva di fondare conventi non più in luoghi solitari e segregati dal consorzio umano, come fino allora si era usato, ma addirittura nelle città. Pochi anni dopo tale importante concessione pontificia e solo tre anni prima che entrasse nell'Ordine il nostro Beato, cioè nel 1447, Nicola V, con la sua Bolla Pastoralis officii del 20 luglio, veniva a coronare il lento e faticoso cammino verso lo stato regolare compiuto in oltre due secoli di vita dal Terz'Ordine, fino allora essenzialmente eremitico ed ospedaliero. In virtù di tale storica Bolla, i religiosi che in esso militavano, potevano ormai riunirsi tutti sotto un unico e medesimo Ministro Generale, da essi stessi eletto, adattarsi un proprio abito religioso che li distinguesse dai semplici eremiti, che tanti ne restavano ancora sparsi per la Penisola, e formularsi apposite regole e costituzioni, che dessero una ben precisa fisionomia e una salda strutturazione al sacro Istituto ormai gerarchicamente organizzato.&lt;br /&gt;Era quindi naturale che il nostro Paolo, dovendo entrare in qualche Istituto religioso, si orientasse verso il nostro Terz'Ordine Regolare, che tanta ricchezza di spiritualità proprio in quegli anni mostrava. II passo decisivo egli lo fece il 20 marzo 1450 quando contava diciotto anni di vita. E' questa 1'età esuberante, infiorata di dolci speranze, di sogni dorati, in cui tutto sembra sorridere, mentre la fantasia si culla nell'accarezzare mete lontane, che appaiono sublimi ed affascinanti, e che il più delle volte nascondono le più amare delusioni.&lt;br /&gt;Paolo, dunque, dà un addio al secolo e si chiude per sempre tra le sacre mura del convento del SS. Salvatore, che pochi anni prima, come abbiamo già accennato, i Padri del Terz'Ordine avevano fondato fuori le mura di Cropani (3), indossando con santo entusiasmo il sacro abito della penitenza per dare subito inizio all'anno di noviziato come chierico destinato al sacerdozio. In tal modo egli trionfava definitivamente sul mondo, che tanto aveva lottato per averlo, e poteva ormai camminare a passi da gigante nella pratica di quelle virtù che tanto eroicamente aveva cercato di acquistare stando ancora nel secolo. Quali santi propositi non avrà egli fatto varcando la soglia di quelle sacre mura che lo accoglievano come novizio, nel coprirsi del ruvido saio francescano, nell'abbracciare un tenore di vita che, specie allora, era quanto mai rigido ed austero! In questa nuova palestra d'ogni virtù, il giovane novizio, aiutato dal lavorio interiore della divina grazia, si sentiva ardere di giorno in giorno sempre più di amore verso le cose celesti e dal desiderio di raggiungere le più alte vette della religiosa perfezione. Il silenzio profondo, 1'astinenza rigorosa, la frequenza agli atti di comunità, e soprattutto l'umiltà negli esercizi più bassi erano per il nostro Beato cosa ordinaria tanto da diventare nel chiostro ben presto, nonostante che fosse giovanissimo e ancora agli inizi della vita religiosa, edificante ed esemplare modello di ogni virtù anche per i confratelli più provetti.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-FOmve8hsFOQ/TxSB9h18AHI/AAAAAAAAAoU/d07eNQMleK8/s1600/PICT0052.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FOmve8hsFOQ/TxSB9h18AHI/AAAAAAAAAoU/d07eNQMleK8/s400/PICT0052.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698322322587123826" /&gt;&lt;/a&gt;Durante il corso degli studi filosofici e teologici, compiuti con grande impegno, il giovane chierico proseguì con crescente alacrità nella pratica delle più sode virtù religiose, rendendo sempre più rigido l'aspro tenore di vita intrapreso e coltivando un cosi basso concetto di sé da non credersi neppure degno, a guisa del Patriarca S. Francesco, di ascendere al sacerdozio. Ma il voto della santa obbedienza, che aveva solennemente promesso di osservare per tutta la sua vita, gli impone di non rifiutarsi ai divini voleri e cosi, nel 1458, col candore nell'animo e con la certezza di servire meglio il Signore nella qualità di suo ministro, si sottomette docilmente alla volontà dei suoi Superiori ed è sacerdote per sempre.&lt;br /&gt;Elevato alle incomparabili altezze del sacerdozio, Paolo sale ogni giorno, con commossa devozione, l'altare per offrire a Dio il santo sacrificio. Il suo cuore, staccato da ogni umana creatura, arde sempre più di amore per il suo divino Redentore e per unirsi più intimamente a Lui vorrebbe vivere in una completa solitudine e attendere unicamente alla preghiera e alla contemplazione dei divini misteri, ma i suoi confratelli, che ben conoscono le sue rare virtù e le singolari doti del suo animo, lo eleggono Superiore del convento.&lt;br /&gt;In questo suo nuovo ufficio i1 P. Paolo si studia di rendersi tutto a tutti e modello d'ogni virtù, diventando oggetto di ammirazione tra i religiosi per la scrupolosa puntualità agli atti comuni, lo zelo della regolare osservanza e la paterna bontà che mostra verso i suoi sudditi. La fama della sua straordinaria santità non tardò a diffondersi anche nei paesi vicini, sicché gente d'ogni ceto e condizione cominciò ad affluire da ogni parte al convento del SS. Salvatore, tutti in cerca del P. Paolo per avere da lui consiglio nei dubbi e nelle ansietà di spirito e soprattutto conforto nelle molteplici angustie e traversie della vita.&lt;br /&gt; II Servo di Dio, come usano sempre i Santi, tutti ascolta con ammirabile pazienza e carità ed ha per ciascuno una parola di conforto e di paterna esortazione che scende a lenire 1'animo esulcerato. Non vi è alcuno -riferiscono i suoi biografi - che si rechi da lui preoccupato o triste e non se ne parta in qualche modo consolato. Non di raro il Signore stesso si compiace di rendere manifesta la santità del suo Servo col dargli il dono della scrutazione dei cuori, sicché alle volte, prima ancora che gli si apra il proprio interno o che si proferisca parola sullo scopo della propria venuta, egli conosce perfettamente ogni cosa e dà senz'altro gli opportuni rimedi e consigli a seconda dei bisogni di chi ha fatto a lui ricorso.&lt;br /&gt;Mentre il P. Paolo era Superiore nel predetto con¬vento del SS. Salvatore un fatto straordinario raccontato dai suoi biografi e dallo stesso nostro P. Bordoni (4) , contribuì grandemente a rendere sempre più nota la sua santità. Si apportavano dei necessari restauri a una parte del fabbricato quando i muratori, intenti a sistemare una grossa trave su due muri, riscontrarono che era troppo corta tanto che poggiata sopra una parete non arrivava a toccar l'altra. Chiamano il P. Paolo, che in quel momento era in preghiera, e gli dicono che, essendo quella trave troppo corta, occorreva procurarne un'altra adatta allo scopo. "Provate di nuovo - risponde il Beato - a ricollocarla sulle due pareti". I muratori, quantunque sapessero che non arrivava, la provarono di nuovo tanto per accontentarlo. Ma grande fu la loro meraviglia quando riscontrarono che essa era realmente della lunghezza richiesta.&lt;br /&gt;Di fronte a tanto prodigio i muratori e quanti erano presenti si fecero un gran concetto dei meriti e della santità del Servo di Dio, il quale, con la sua preghiera, aveva allungato una trave secca e stagionata quanto era necessario allo scopo.&lt;br /&gt;Per i1 grande accorrere di fedeli e di devoti il convento, quantunque solitario, cominciò a rendersi poco adatto al raccoglimento e alla contemplazione, a cui ardentemente aveva sempre aspirato il Servo di Dio. La sua santità, ormai conosciuta, richiama troppa gente perché egli passa vivere nascosto nella bramata solitudine, e ottiene dai suoi Superiori di potersi trasferire nel solitario convento di S. Maria dello Spirito Santo, in una contrada chiamata Scavigna, tra Cropani e Belcastro, convento abbandonato dai religiosi del Terz'Ordine nel 1652 (5) ed oggi caduto in completa rovina. In questo luogo del tutto solitario e lontano dal consorzio umano il P. Paolo passa gran parte della sua vita religiosa tutto dedito alla mortificazione, alla penitenza e alla contemplazione più profonda. Lo spettacolo della natura, che lo circonda, lo aiuta potentemente ad elevarsi fino a Dio, e, come un tempo il suo Serafico Padre S. Francesco, egli gode nell'unire gli slanci del suo cuore e le misteriose ascensioni del suo spirito al canto degli uccelli e all'inno incessante che le creature tutte, nel loro muto linguaggio, innalzano al loro Creatore. Da questa sua solitudine egli non esce che assai raramente e soltanto per dovere d'ufficio o quando il bene delle anime glielo impone essendo egli anche in Scavigna Superiore del convento e richiesto alle volte nei dintorni per ragione di sacra predicazione. Il P. Bordoni dice, infatti, di lui che era potente con la parola e con le opere e che molte anime, al sentirlo predicare, abbandonavano il vizio e si davano a Dio.&lt;br /&gt;Fu probabilmente durante il tempo che il Servo di Dio visse in Scavigna che si verificò un episodio, il quale dimostra, tra tanti altri, come fosse in lui ordinario lo spirito di profezia e di chiaroveggenza. Aveva egli consegnato a sua madre, che era andata a trovarlo nel suo convento, alcune sue coserelle per distribuirle ai poveri. Da questi ella ricevette, in segno di gratitudine e come in cambio, tre uova, che credette bene di portare a questo suo figlio Paolo. Ma prima ancora di dargliele il Servo di Dio, che per interna ispirazione conosceva già come avesse avuto quelle uova, cominciò a riprenderla e le ingiunse di restituirle ai poveri, dai quali nulla avrebbe dovuto accettare.&lt;br /&gt;I1 P. Paolo lavorò anche molto per la dilatazione e consolidamento dell'Ordine in Calabria; sappiamo, infatti, che nel 1477, insieme a due altri Padri della Provincia, Bernardino Nigra e Ludovico Di Marco, si adoperò per la fondazione del convento di S. Maria di Loreto nella cittadina di Terranova, ora non più esistente e soppresso anch'esso nel 1652.&lt;br /&gt;Rimasto per tanti anni nascosto, a guisa degli antichi anacoreti, nella solitudine di Scavigna, volle finalmente il Signore, essendo anche prossima la sua fine, far conoscere al mondo la sua straordinaria santità. Correva l'anno 1488 e il nostro Paolo è costretto a recarsi col P. Bernardino da Bisignano, allora Ministro Provinciale, al Capitolo Generale, che il 25 aprile di quell'anno si celebrava in Lombardia nel convento di S. Maria di Pizzighettone in Montebello, essendo stato eletto per suo compagno.&lt;br /&gt;Lascia, dunque, il nostro Beato, il prediletto convento e in compagnia del suo P. Provinciale intraprende il lungo e faticoso viaggio. In Roma, ove i due viaggiatori fecero sosta, celebrando il P. Paolo col suo solito fervore il santo sacrificio nella chiesa di S. Maria della Consolazione, dopo la consacrazione, al Memento dei morti, mentre era tutto raccolto e immobile sull'altare, una nube misteriosa, come se fosse discesa dal cielo, lo avvolge in tutta la persona nascondendolo a lungo agli occhi attoniti dei fedeli, che si trovano presenti ad assistere alla Messa.&lt;br /&gt;Al termine del sacro rito, il suddetto Provinciale P. Bernardino, del quale il P. Paolo era compagno di viaggio, gli domanda come mai, contrariamente al suo solito, si fosse fermato tanto tempo nel fare il  Memento dei morti. Ma il Servo di Dio, mostrandosi più che mai reticente, non voleva dire il vero motivo e adduceva il pretesto che molti erano i defunti da ricordare in modo particolare. E i1 P. Provinciale, insistendo: "Sai - gli disse - che parecchi si sono accorti che il tuo volto era tramutato come se qualche cosa di assai doloroso ti fosse in quel momento accaduto e non pochi dei presenti  sono anti rimasti meravigliati e altri forse anche scandalizzati?".&lt;br /&gt;Il Servo di Dio, messo in tal modo alle strette dal suo Superiore, manifesta candidamente, nel mentre che si scioglieva in lacrime, come in quel momento il Signore si era compiaciuto di rivelargli che in Cropani moriva proprio allora suo padre e che quindi era stato ben giusto e per lui anche doveroso dargli 1'ultimo abbraccio e recitargli un Requiem.&lt;br /&gt;Questo singolare prodigio di bilocazione, di cui ci fanno fede i suoi biografi, che i1 Signore, nella sua infinita potenza ha voluto concedere al nostro Beato, come pure l'ha concesso a S. Antonio di Padova mentre predicava e ad altri Santi della Chiesa, colmò di tenera commozione i fedeli, che ne furono spettatori e che ne furono messi a parte dallo stesso P. Bernardino.&lt;br /&gt;Dopo la celebrazione del Capitolo Generale, in cui venne eletto a supremo moderatore dell'Ordine il P. Bernardo Settagni da Crema, religioso di grande pietà e prudenza, il Servo di Dio, prima di rientrare nel suo amato convento di Scavigna, in Calabria, per riprendere con rinnovato fervore la sua vita di penitenza e di preghiera, ottiene di potere visitare alcuni importanti santuari, quali quello dell'Averna, di Assisi e della Santa Casa di Loreto. Viaggiando poi verso Scavigna predice al fratello, che lo accompagna, la sua prossima fine.&lt;br /&gt;Quando, nei primi del 1489, rientrò nel suo convento, fu un accorrere di fedeli e di devoti, felici di riaverlo finalmente in mezzo a loro, e tra questi fu particolarmente lieta di riabbracciarlo la sua cara e vecchia madre, ancora vivente. La gioia dell'umile donna fu immensa e molto godeva nel sentire raccontare dal figlio le meraviglie da lui visitate in quei tempi in cui era sempre una non comune avventura compiere viaggi sì lunghi.&lt;br /&gt;Ben presto però tanta gioia si tramutò per lei in profondo cordoglio per averle il Servo di Dio rivelato che presto sarebbe passato di vita e che quindi quella era 1'ultima volta che in terra si vedevano. Soggiunse però subito, per consolarla, che tra non molto si sarebbero nuovamente riuniti in cielo.&lt;br /&gt;Si ritirò poi nella sua amata solitudine per prepararsi come meglio gli era possibile al supremo passaggio, che il Signore gli aveva concesso di conoscere prima del tempo. Avvicinandosi l'ora estrema per una febbre, che lo travaglia per quattro o cinque giorni, chiede egli stesso che gli vengano amministrati gli ultimi Sacramenti, si raccomanda alle preghiere dei confratelli, che addolorati gli fanno corona d'intorno, e che, esortatili a perseverare nella regolare osservanza, benedice paternamente. Atteggiate poi le labbra a un dolce sorriso come se una visione angelica fosse apparsa a consolarlo, se ne volò serenamente al cielo in data del 24 gennaio 1489. Aveva 57 anni di età, dei quali 39 passati in religione.&lt;br /&gt;Trionfali furono le esequie anche per i non pochi prodigi che in tale occasione ebbero luogo. II popolo, che ha avuto la sorte di avere avuto un uomo come il nostro Beato, che per tutta la sua vita ha profuso favori d'ogni genere, che è stato per esso un parafulmine nello scongiurare con le sue virtù i divini castighi, e che è stato inestimabile consolatore e consigliere delle anime, nell'ora dolorosa, in cui viene rapito dalla morte, è naturale che non sappia contenere l'impeto della sua devota riconoscenza. Cropani diede lo spettacolo di una devozione senza pari allorquando si sparse la notizia della morte del suo grande concittadino e benefattore. Da Cropani, da Belcastro e da tutti i dintorni fu un accorrere di gente d'ogni ceto e condizione, desiderosa di rimanere a contemplare per l'ultima volta le amate sembianze.&lt;br /&gt;In occasione della sua morte e delle sue esequie si verificarono, come abbiamo detto, non poche grazie e fatti prodigiosi, raccolti, come asserisce il P. Bordoni, dal predetto Provinciale P. Bernardino, che ne fu testimone oculare e che quindi è in tutto degno di fede.&lt;br /&gt;Prima di lasciare la sua spoglia mortale il P. Paolo aveva espresso ai suoi religiosi il desiderio che subito dopo la morte venisse trasportato e inumato nel convento del Salvatore, presso Cropani, affinché riposasse defunto dove vivo aveva avuto la grazia d'essere ricevuto nell'Ordine e di professare il sacro Istituto, e anche perché prevedeva non lontana, come difatti poi avvenne, la rovina del convento di Scavigna.&lt;br /&gt;Quando si sparse in Cropani la notizia della morte del Beato e, soprattutto, che i suoi resti mortali, per espressa sua volontà, dovevano essere trasportati e custoditi in questa sua città natale, e ciò nonostante che il Vescovo e il Clero della vicina Belcastro li desiderassero e avessero fatto del tutto per averli nella loro Cattedrale, una cassa si fece subito lavorare in vista di tesoro sì prezioso, foderata nell'interno di apposito drappo per riporvi i1 sacro corpo; e tutto il popolo, con a capo il Rev.mo Capitolo, il Clero Secolare e Regolare e le autorità cittadine, si avviò alla volta del convento di Scavigna. Quivi arrivati videro tutti che la cassa, fatta in tutta fretta e senza misura, non era adatta e, non sapendo come rimediarvi in un luogo cosi distante da Cropani, si era in grande confusione. In tale frangente non restò che rivolgersi con fiducia al Beato, e con stupore generale la cassa si vide prodigiosamente allungata e allargata tanto da potervi comodamente entrare il cadavere.&lt;br /&gt;A siffatto prodigio è tradizione che un altro ne seguisse: i portatori, durante il lungo e disagiato cammino di circa quattro miglia per viottoli impervi e in aperta campagna, non solo non avvertirono la minima stanchezza ma ebbero la sensazione che la cassa fosse addirittura vuota fino a dubitare che i religiosi li avessero voluto ingannare trattenendo in Scavigna il sacro corpo. Solo quando si giunse al convento del SS. Salvatore e venne aperta la cassa si convinsero che la straordinaria leggerezza era stata del tutto prodigiosa.&lt;br /&gt;Quel che pero rese ancor più visibile la santità de Servo di Dio fu il fatto che il benedetto cadavere, scoperto e lasciato per diversi giorni esposto al fine di soddisfare la grande devozione del popolo, che ininterrottamente vi accorreva da tutte le parti, di pallido ed estenuato che era per le penitenze e le continue mortificazioni praticate, fu osservato da tutti colorito, fresco e vegeto come di uomo che dormisse, e in più lo si vide, con stupore generale, emanare un sudore profumato e in tanta copia che molti ne inzupparono pezzuole e fazzoletti, coi quali si verificarono in seguito prodigi e guarigioni miracolose. Così, tra gli altri, un certo Mario Biondo di Misuraca, professore in lettere, che fu anche lui presente alle esequie del Servo di Dio, toccando un giorno la figlia agonizzante, nel mentre che con fiducia si raccomandava al Beato, col fazzoletto inzuppato un tempo del sudore di quel sacro corpo, ebbe la straordinaria consolazione di vedersela prodigiosamente guarita.&lt;br /&gt;Attorno al feretro, rimasto per più giorni esposto al pubblico, fu un continuo spettacolo di pietà e di filiale tenerezza. Molti devoti non si contentavano di contemplare le venerate sembianze, ma facevano di tutto per avere qualche sua reliquia, specie dell'abito. Fu così che si passò a tagliuzzare gli indumenti che lo ricoprivano tanto che per ben due volte gli si dovettero rinnovare. Quando fu possibile dargli sepoltura, il sacro corpo venne devotamente riposto sotto l'altare maggiore della stessa chiesa del SS. Salvatore dei Padri del Terz'Ordine Regolare, accompagnando tutti la mesta cerimonia con lacrime e il Signore con numerosi prodigi (6).&lt;br /&gt;Anche dopo la morte, specie nei primi anni, numerosi prodigi e guarigioni miracolose furono eloquente testimonianza della santità del Servo di Dio.&lt;br /&gt;Un certo Francesco da Cropani, incapace a camminare per essere stato colpito da un sasso a un ginocchio e non riuscendo a guarire per quante cure facesse, si rivolge con fede al Servo di Dio ed immantinente si vede guarito.&lt;br /&gt;Un vecchio, un certo Gian Paolo da Cropani, infermo da non potersi muovere e mostruosamente gibboso, si fa portare al sepolcro del Beato e di subito guarisce.&lt;br /&gt;Crescenzio di Marco, del tutto sordo, riacquista l'udito col solo visitare il suo corpo.&lt;br /&gt;Anche la città di Belcastro. che verso il Beato ha nutrito sempre una tenera devozione, ha visto tangibili segni della sua celeste protezione. Vi era colà una signora per nome D. Ilaria affetta da gravissima malattia per essere, insieme ad un suo figliuolo, tutta coperta di nere e fetide pustole. A nulla erano valsi i molti rimedi consigliati dai medici. I1 24 dicembre del 1490 si rivolse con fiducia al Beato e subito essa e il figlio riacquistarono la salute perduta.&lt;br /&gt;Nella medesima Belcastro il diacono D. Dionigi nel 1494 viene liberato da un acutissimo dolore che lo tormentava in tutta la persona.&lt;br /&gt;La città di Crotone ebbe a sperimentare 1'efficacia della protezione del Beato. Una certa D. Armenia, dalle mani paralizzate, nel dicembre del 1491 ne riacquista l'uso in seguito a un voto fatto in onore del Beato. La stessa, nel dicembre del 1493, ottiene la guarigione del figlio, zoppo da molto tempo.&lt;br /&gt;D. Florina di Misuraca, che aveva un labbro enormemente tumefatto e orribile a vedersi, non trovando alcun rimedio, nel dicembre del 1490 si passa sopra con fiducia un pezzetto di abito del Beato e subito il tumore scompare.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-umnHgXvocQU/TxSCe-XMV0I/AAAAAAAAAog/U1PK6BDfKxs/s1600/S1054229.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-umnHgXvocQU/TxSCe-XMV0I/AAAAAAAAAog/U1PK6BDfKxs/s400/S1054229.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698322897178482498" /&gt;&lt;/a&gt;A conferma di queste e di numerose altre grazie, che il Beato in ogni tempo ha concesso e che qui omettiamo di riportare per amore di brevità, contro alcuni scettici e ipercritici, che ne disturbavano il culto e il fiducioso ricorso dei fedeli nei loro bisogni, il P. Alfonso Barchio dello stesso nostro Terz'Ordine Regolare, Commissario della religiosa Provincia di Calabria e cittadino cropanese, uomo pio e prudente, come lo dice i1 P. Bordoni, portandosi in Roma espose i1 caso increscioso alla S. Sede e con decreto del 12 gennaio 1562, rilasciatogli dal Vescovo Flavio Orsini, Uditore Generale di S. Santità Pio IV e Giudice Ordinario della Curia Romana, e sottoscritto dal Notaio D. Cesare Quintilio, ottenne che venisse lanciata la scomunica e severe sanzioni a quanti continuassero a disturbare ed impedire la pubblica venerazione delle sacre Ossa del B. Paolo D' Ambrosio da Cropani, site nella cappella del SS. Salvatore (7) .&lt;br /&gt;Questo importante documento pontificio veniva così a stroncare in tempo 1'ignobile campagna di alcuni malevoli, che, mossi probabilmente da invidia, blateravano contro il culto pubblico che veniva prestato al Beato e il conseguente profluvio di grazie che egli elargiva dal cielo ai suoi devoti.&lt;br /&gt;Quantunque la chiesa del SS. Salvatore fosse assai fuori dell'abitato, essendo a circa un chilometro da Cropani, pure il concorso dei fedeli, che vi si recavano per pregare dinanzi alle reliquie del Beato, custodite in una urna dorata e con cristalli per renderle visibili, era continuo.&lt;br /&gt;Incoraggiati dalle molte offerte e soprattutto dal gran numero di grazie e guarigioni miracolose, che i fedeli ottenevano da Dio per intercessione del Beato, i Padri del Terz'Ordine decisero finalmente di abbandonare il loro convento del SS. Salvatore, troppo staccato dal paese e quindi assai incomodo per la cura dei religiosi infermi e il disimpegno del sacro ministero, e di trasferirsi, insieme con le preziose reliquie, nel nuovo loro convento di S. Maria delle Grazie, che con annessa chiesa avevano costruito in luogo più comodo e più vicino al paese. Il decreto pontificio di potervisi trasferire essi 1'avevano già avuto da Sisto IV, sotto la data del 23 marzo 1476, viven¬te ancora il Beato Paolo, ma il passaggio definitivo, forse per non aver potuto ultimare la fabbrica prima di allora, avvenne solo nel 1622.&lt;br /&gt;La traslazione delle preziose reliquie ebbe luogo con grande solennità e con la partecipazione del Clero e di tutta la popolazione ad opera principalmente del Superiore del convento, che era allora i1 P. Francesco Speranza, già Ministro Provinciale della religiosa Provincia di Calabria. I1 pacifico svolgimento del culto in onore del Beato era ormai assicurato anche per virtù del suaccennato decreto pontificio ottenuto dal P. Barchio. Le reliquie si solevano esporre in chiesa alla pubblica venerazione dei fedeli e il 25 gennaio d'ogni anno, data della morte, come pure in vista di pubbliche calamità, si portavano proces¬sionalmente con grande concorso di popolo per le vie della città.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-1saeQTf4csI/TxSCooMymNI/AAAAAAAAAos/Oni06JmcotE/s1600/AssuntaArgiroMiracolata.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 297px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-1saeQTf4csI/TxSCooMymNI/AAAAAAAAAos/Oni06JmcotE/s400/AssuntaArgiroMiracolata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698323063027964114" /&gt;&lt;/a&gt;Anche dalla nuova dimora il Beato continuò, con segnalati favori, a proteggere la sua diletta patria. Così nel 1625, allorché tutte le campagne del cropanese, per una persistente siccità, che durava ormai da otto mesi, erano cosi aride da compromettere irreparabilmente il raccolto dell'annata. Non mancarono preghiere e penitenze solite a farsi in simili pubbliche calamità, ma il cielo continuava ad essere di bronzo e una tremenda carestia si profilava.&lt;br /&gt;I Padri del Terz'Ordine, quando ogni speranza poteva considerarsi svanita, presero la risoluzione di portare in processione di penitenza per le vie del paese le reliquie de Beato. La processione riuscì imponente per l'intervento di tutti gli abitanti, animati da gran fede di ottenere dal loro celeste Protettore la sospirata grazia.&lt;br /&gt;Giunti alla Collegiata, mentre si cantavano le litanie dei Santi, il cielo, da limpido che era, si coprì repentinamente di nubi foriere di abbondante pioggia. Dopo i1 canto delle litanie non fu possibile continuare la processione per le altre vie della città a causa di una leggera pioggia che non accennava a cessare. Non essendo però sufficiente l'acqua per le arse campagne, il giorno seguente 13 aprile, che cadeva in giorno di domenica, le Autorità civili di Cropani scongiurarono il Superiore del convento a voler esporre il SS. Sacramento, affinché il Signore si benignasse compiere la grazia incominciata per i grandi meriti del Beato. II Superiore volentieri venne incontro al comune desiderio. I1 Clero intervenne con tutto il popolo e una Messa solenne fu celebrata per ottenere la sospirata grazia.&lt;br /&gt;Mirabile a dirsi! Non erano terminate ancora le sacre funzioni che già il cielo cominciò a versare pioggia così abbondante che le campagne ne furono ristorate e abbondanti raccolti diedero in quell'anno.&lt;br /&gt;Così, in mezzo a prodigi e grazie continue, il culto del Beato andava sempre più crescendo quando per la Bolla di Innocenzo X anche il convento di S. Maria delle Grazie nel 1652 venne soppresso (8) .&lt;br /&gt;Nel lasciare questo loro convento i Padri del Terzo Ordine avrebbero voluto portare con sé i preziosi resti del Beato, ma la cittadinanza non lo avrebbe certo permesso, per cui sorge vivo contrasto tra i Padri Cappuccini e i Frati Minori, che avevano i loro conventi in Cropani: chi di loro ne doveva entrare in possesso? Per stroncare ogni litigio, a seguito di una solenne processione con la partecipazione di due Compagnie militari di 150 soldati ciascuna, nel mentre che si era nella chiesa di S. Maria delle Grazie, i soldati stessi s'impossessarono con tanta destrezza dell'Urna delle reliquie che nessuno dei pretendenti ardì farsi avanti e così il sacro deposito venne processionalmente portato in Collegiata.&lt;br /&gt;Non si faceva la processione, come abbiamo detto, solo nel giorno dedicato al Beato, ma in ogni pubblica necessità, particolarmente in occasione di mancanza di pioggia e con tanta efficacia che alle volte la processione era costretta a fermarsi in altre chiese, lungo il tragitto, non potendo più oltre proseguire per la pioggia dirotta. D'ordinario però 1'acqua cominciava al rientro della processione.&lt;br /&gt;Nel 1705 dopo la processione un fatto sorprendente avvenne: due donne osservarono che il colore del volto della statua (9) si era annerito e sudava. Ne diedero subito avviso all'Arciprete e tutti constatarono i1 fatto. La chiesa si gremì di gente. I1 P. Serafino Pecchia di Napoli, carmelitano scalzo, che predicava il Quaresimale, parlò in tale circostanza con tale veemenza dal pergamo che scosse i cuori più duri. Tra gli altri un tale Antonio Pucci confessò ad alta voce in pubblico che era andato appresso alla processione per avere a tiro un certo Gioacchino Bruno e ucciderlo per averlo giorni prima ferito. Quindi tirò fuori il pugnale e lo spezzò dinanzi alla statua.&lt;br /&gt;In seguito a siffatti prodigi la devozione verso il Beato crebbe molto e si pensò di erigere nella Collegiata una cappella in suo onore, ma non si veniva a conclusione per la grossa spesa da affrontare. Si ricordò un devoto d'una grazia che a lui aveva concesso il Beato. Aveva egli la madre inferma, la quale, quantunque non giudicata in pericolo di vita dai medici, pure chiese di confessarsi e avere i1 Viatico. Il figlio si oppose perche non lo considerava necessario. La mattina seguente l'inferma perdette la parola e i sensi, né vi fu più speranza essendo entrata in agonia. Questo suo figlio si portò subito in chiesa, vi fece celebrare una Messa e mentre 1'andava ascoltando pregava il Beato a concedergli la grazia che la madre potesse ricevere almeno i Sacramenti. Pregava ancora quando un servo gli venne a riferire che la madre aveva ripreso i sensi e la parola e che chiedeva con insistenza i santi Sacramenti. Chiedeva anche che le si portasse presso il letto un quadro coll'immagine del Beato che teneva in casa. Ricevuti i Sacramenti spirò serenamente.&lt;br /&gt;Ora fu appunto questo devoto che volle fare a sue spese la cappella, alla sola condizione che una delle chiavi, dove si racchiudeva il santo deposito, avesse a stare presso di lui.&lt;br /&gt;A questa nuova cappella la gente concorreva numerosa e molti non si partivano se non prima avessero ottenute le grazie che chiedevano (10) .&lt;br /&gt;L' autore del citato manoscritto passa a riferire qualche altra guarigione miracolosa avvenuta in tempi più recenti.&lt;br /&gt;Una tale Lucrezia Baldini di Cropani, moglie di Antonio Perotti, nel 1700 veniva da più tempo tormentata da acerbissimi dolori cagionati da un gonfiore a un ginocchio, che le impediva di stare in piedi. Si fece condurre alla cappella del Beato e avendo unto il ginocchio con l'olio d'una delle lampade, che continuamente ardeva davanti al suo altare, perfettamente guarì e se ne tornò sana a casa.&lt;br /&gt;Un bambino di cinque o sei anni per nome Sebastiano, figlio di Tommaso Ferraro di Cropani, ricevette un calcio così violento che internamente produsse guasto tale che a giudizio dei medici non era possibile che sopravvivesse. La povera madre, sentendo tale tremendo giudizio, non disperò. Corse subito con grande fiducia alla cappella del Beato e con molte lacrime lo pregò per la salvezza del figlio. Prese poi dell'olio della lampada e unse il capo del piccolo moribondo. L'osso del collo che si era abbassato nel ricevere il colpo, ritornò al suo posto e il bambino in breve guarì.&lt;br /&gt;Nella città di Catanzaro un certo Tommaso Bianchi, tessitore di damaschi, ammalatosi, si ridusse in fin di vita e fu liquidato ormai dai medici. Una sua cognata, Isabella Gronda, cercava di consolare i familiari piangenti e riferì come stando in Cropani molte guarigioni si ottenevano coll'olio della lampada del Beato. Bastò questo perche un fratello dell'infermo si recasse subito a Cropani e prendesse un po' di tale olio non senza aver fervidamente pregato nella cappella del Beato.&lt;br /&gt;Tornato in Catanzaro trovò il fratello destituito dei sensi e ciò nonostante fu unto con grande fiducia con quell'olio. Dopo qualche istante il moribondo aprì gli occhi come se si svegliasse da un sonno profondo, meravigliandosi di quanto accadeva attorno a lui. II Parroco, D. Domenico La Manna, credette in sulle prime che fosse una tentazione e gettò dell'acqua benedetta, ma l'infermo disse d'aver veduto un frate francescano pregare per lui e che a sua intercessione il Signore gli ha ridato la salute. Gli raccontarono allora come si era corsi a Cropani per l'olio e che quindi tale frate non poteva essere altri che il Beato Paolo.&lt;br /&gt;Anche nel 1867 una certa Elisabetta Corabi, del fu Luigi e di Vittoria Bitelli di Cropani, depone che il fratello Carlo cadde gravemente infermo e, ridottosi in punto di morte, riacquistò la guarigione non appena la madre lo unse con un po' di cotone intinto nell'olio della lampada del Beato.&lt;br /&gt;Dopo quanto è stato fin qui detto, sia pure in modo cosi breve e conciso intorno alla vita e ai fatti prodigiosi del nostro Beato, è lecito concludere che veramente fortunata è la cittadina di Cropani nell'avere in cielo un tanto protettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE &lt;br /&gt;(1) Bibliografia:&lt;br /&gt; a) Atti del processo di beatificazione, Archivio della Curia Gcn.le dcl T.O.R. &lt;br /&gt;b) Vita e miracoli del Beato Paolo. Manoscritto trovato nel 1832 e conservato coi predetti Atti del processo.&lt;br /&gt;c) Vita e miracoli del Beato Paolo  nel volume manoscritto del P. Francesco Bordoni Sacrum Sillabarium de Sanctorum, Beatorum, Servorum Dei, ecc., Archivio della Curia Generale T.O.R.&lt;br /&gt;d) Vita del Beato Paolo d'Ambrosio da Cropani, del P. Remigio da Cropani.&lt;br /&gt;(2) Cfr. P. Giovanni Fiore, Calabria Illustrata. Tom. II, cap. III.&lt;br /&gt;(3) Questo convento era sito nella località donata dal ricco signore Pietro Massaro, che ivi volle finire i suoi giorni, lasciandovi in eredità tutti i suoi beni. Fu fondato da un certo P. Pietro Pedace pro¬veniente da Bisignano. Sotto Sisto IV i religiosi ottennero di poterlo abbandonare e trasferirsi in quello di S. Maria delle Grazie più comodo e più vicino al paese.&lt;br /&gt;(4) Cfr. P. Fr. Bordoni: Sacrum Sillabarium de vitis Sanctorum.&lt;br /&gt;(5) In tale anno venne soppresso insieme a molti altri conventi dell'Ordine per il decreto di Innocenzo X sui conventini.&lt;br /&gt;(6) Questi particolari sono in gran parte desunti dalla vita manoscritta, che si trova nel fascicolo degli Atti del processo.&lt;br /&gt;(7) II P. Bordoni riferisce, nel citato suo Sacrum Sillabarium, di avere questo importante documento presso di sè, proveniente con gli altri Atti dal soppresso convento del SS. Salvatore.&lt;br /&gt;(8) Nel seguente anno 1653 le rendite del soppresso convento furono divise tra il Capitolo e le monache che erano in Cropani. Vedi: P. Coco : Saggio di Storia Francescana di Calabria, pag. 165. &lt;br /&gt;(9) L'urnetta delle reliquie si teneva chiusa in seno alla statua, come tuttora si può ammirare nella cappella della Collegiata. Nell'urnerta vi è un documento in cui si dice che il 26 agosto 1826, in presenza di Mons. Emanuele Maria Bellodoro, Vescovo di Catanzaro, in corso di S. Visita. furono apposti i sigilli all'Urna che contiene i resti di ossa del Servo di Dio, il cui capo trovasi nel petto di detto simulacro.&lt;br /&gt;(10) L'autore della Vita manoscritta, conservata negli Atti del processo, attesta : "I Padri del Terz'Ordine Regolare, non potendosi portare il corpo del Beato, si portarono via il libro". E altrove soggiunge: "Questi miracoli si sono raccolti dagli Annali del P. Bordoni e da un libro che benché stampato, non ho potuto raccoglierne che poche carte lacere, e stimo che nel medesimo libro stava registrata la vita del Beato".&lt;br /&gt;(11) Oltre il Beato d'Ambrosio molti altri nostri religiosi saranno passati di vita in Calabria in gran concetto di santità. Così dal Remer (Vita del Servo di Dio P. Mariano Postiglione, cap. VI, pag. 77; in nota veniamo a sapere che "questa Provincia calabrese (del Terz'Ordine Regolare), nel 1795 vide morire da gran santo, come era vissuto, il suo ex-Provinciale P. Antonio Corbelli; onde il popolo, proclamandolo cittadino del beato regno, gli tagliò tutto l'abito per sua devozione".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-8218437014810731174?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/8218437014810731174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/22-biografia-il-beato-paolo-dambrosio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8218437014810731174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8218437014810731174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/22-biografia-il-beato-paolo-dambrosio.html' title='14.  BIOGRAFIA &quot; IL BEATO PAOLO D&apos;AMBROSIO (1432 - 1489) &quot; di PADRE GIOVANNI PARISI (1968)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-RhX-UCupUqI/TxSA9Jg-eHI/AAAAAAAAAoI/olzFelZJTFs/s72-c/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-1383190836653842449</id><published>2012-01-16T11:17:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T12:43:00.073-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>23. RIFLESSIONE DI CESARE MULE' a conclusione del convegno sul Beato Paolo (1989)</title><content type='html'>CESARE MULE' (Moderatore )&lt;br /&gt;CONCLUSIONI&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-KkN1TW7VtXM/TxR5YGMz92I/AAAAAAAAAnw/xL5DguBRJVE/s1600/Cesare%2BMule%2527.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 332px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KkN1TW7VtXM/TxR5YGMz92I/AAAAAAAAAnw/xL5DguBRJVE/s400/Cesare%2BMule%2527.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698312883418691426" /&gt;&lt;/a&gt;Chi ha seguito lo svolgersi del convegno di preghiera e di studio su beato Paolo Ambrosio ne avrà notato l'ampiezza e la solidità dell'impostazione e l'esplorazione di tante aree: l'ambiente socio-economico, i conflitti politici e dinastici, le rivolte delle plebi rurali ed in parallello l'evolversi della spiritualità e della pietas popolare, l'attività delle istituzioni ecclesiastiche ed insieme il modo di essere e di comunicare di una piccola ma dignitosa gente vissuta nel sec. XV dentro cui fiorì un uomo semplice e pacifico, vissuto per gli altri nel culto del Signore attraverso la mediazione della rinunzia e della preghiera come ha anche ricordato l'arcivescovo Antonio Cantisani.&lt;br /&gt;Quei fatti lontani giungono sino a noi recandoci la cronistoria agiografica del beato Paolo inserita nel contesto descritto così validamente da tanti illustri relatori. Il filo sottile oggi è un nodo di speranza e di gratificazione, un colpo d'ala di tutta una comunità che a dispetto del consumismo e della violenza vuole esaltare alla gloria degli altari un uomo che ha saputo interpretare le reali aspettative della gente: una vita personale e sociale improntata a rapporti di semplicità e di bontà con un comportamento ordinario comune e perciò più eroico perché dispiegato nel corrusco di tempi in cui le armi e il potere tanto decidevano del destino degli uomini.&lt;br /&gt;Noi siamo compartecipi di quel secolo di dolori, di contrasti, di pericoli. Il beato Paolo ci ha coinvolti ed oggi Lui è compresente per aiutarci con il suo esempio e la sua parola, a chiedere a gran voce una vita da cristiani nelle relazioni interpersonali e in quelle comunitarie.&lt;br /&gt;Per questo lo vogliamo riconosciuto santo, perché noi stessi vogliamo essere santificati e cioè avviati alla salvezza dello Spirito.&lt;br /&gt;La società sarà salvata -ha scritto un pensatore francese- non da un politico o da un economista (tante illusioni crollano  miseramente proprio in questi mesi) ma da un santo e cioè dal tentare di essere santi in una congiuntura in cui il potere è sovrano, il denaro una misura, la disperazione crudeltà e barbarie.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-WFBxmuFfxhw/TxR5pQ2d7DI/AAAAAAAAAn8/iMzuG5eEyRk/s1600/AssisiConvSantonio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 219px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-WFBxmuFfxhw/TxR5pQ2d7DI/AAAAAAAAAn8/iMzuG5eEyRk/s320/AssisiConvSantonio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698313178335538226" /&gt;&lt;/a&gt;E siamo grati a p. Remigio che ne ha studiato la vita, alla Chiesa di Cropani e all'attuale arciprete don Arrotta che ne custodisce le sacre reliquie, al Terzo Ordine Regolare di S. Francesco che risolutamente ne postula le ragioni per il tramite particolare di p. Gabriele Andreozzi e con l'indagine ad ampio spettro di don Raffaele Pazzelli, ai nostri ordinari diocesani e specialmente all'arcivesco¬vo Cantisani che ci ha donato una densa esortazione pastorale emanata in occasione del V centenario della morte del beato Paolo e presentata dal vicario generate mons. Lorenti.&lt;br /&gt;Cropani fu la sua culla ed il suo altare. Cropani fu l'ererno solitario ma non isolato, il campo fecondo del suo apostolato sobrio ma incidente. Ed oggi quì la tradizione di devozione acquista nuova forza e convinzione.&lt;br /&gt;IL card. Schuster ha scritto che una delle doti dei santi è la pienezza della semplicità, la "plenitudo simplicitatis". E' questa semplicità e bontà e sorriso ed accoglienza aperta e leale della Calabria che si riconoscono in questi santi.&lt;br /&gt;Per questo diciamo: "Ti preghiamo, b. Paolo, acciocché anche per il tuo tramite Cropani e la Calabria siano preservate e sia garantita la semplicità del vivere che è cultura di speranza e di pace".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-1383190836653842449?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/1383190836653842449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/21-riflessione-di-cesare-mule.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1383190836653842449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1383190836653842449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/21-riflessione-di-cesare-mule.html' title='23. RIFLESSIONE DI CESARE MULE&apos; a conclusione del convegno sul Beato Paolo (1989)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KkN1TW7VtXM/TxR5YGMz92I/AAAAAAAAAnw/xL5DguBRJVE/s72-c/Cesare%2BMule%2527.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-6672745290434847338</id><published>2012-01-16T10:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-17T00:42:56.878-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>22. I CONFRATELLI DEL BEATO PAOLO IN CALABRIA di P. GABRIELE ANDREOZZI (1989)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-PW5ZVRwJRbk/TxRyzpCRPfI/AAAAAAAAAmc/rIjrw8AMMrw/s1600/Padre%2BGabriele.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 274px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-PW5ZVRwJRbk/TxRyzpCRPfI/AAAAAAAAAmc/rIjrw8AMMrw/s400/Padre%2BGabriele.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698305660044787186" /&gt;&lt;/a&gt;Nella seconda cappella a sinistra di chi entra nel duomo di Cropani è esposta alla venerazione dei fedeli la statua del Beato Paolo de Ambrosis da Cropani, che è insieme il suo reliquiario.&lt;br /&gt;E' un frate di bell'aspetto, ancor giovanile, vestito di un saio nero pieghettato, stretto ai fianchi dalla corda francescana, l'abito che indossano attualmente i frati del Terz'Ordine Regolare di San Francesco, al quale il Beato appartenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.  IL TERZ'ORDINE REGOLARE DI SAN FRANCESCO - ORIGINI PROSSIME E REMOTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un ordine antico, solennemente approvato dal papa Niccolò V nel 1447, ora composto di un migliaio di membri, sparsi non soltanto in Italia e in Europa, ma anche nelle Americhe, in Africa e in Asia. L'ordine è ora inesistente in Calabria, ma una volta contava ben ventotto conventi in questa regione (1).&lt;br /&gt;Le origini remote di quest'ordine si perdono nel buio dei tempi, traendo esso la sua origine dall'antico Ordine della Penitenza, preesistente allo stesso San Francesco d'Assisi e del quale il santo fece parte subito dopo la sua conversione. A chi infatti domandava loro chi fossero, Francesco e i suoi primi compagni Bernardo e Pietro rispondevano: "Noi siamo gli uomini della penitenza della città di Assisi" (2).&lt;br /&gt;Già ai tempi di San Francesco, i frati della Penitenza, come si ricava dalla lettera "Nimis patenter" di Gregorio IX, datata 26 maggio 1228 (3) non vivevano tutti nelle proprie case, ma alcuni "per fare penitenza si erano ritirati in segreti recessi".&lt;br /&gt;Erano gli eremiti, gli "amici di Dio", come li chiamava Gregorio IX: uomini di ogni età, dalla lunga barba fluente, sotto una chioma incolta, vestiti di una tunica di lana non tinta che arrivava al ginocchio, stretta ai fianchi da una cintura o da una corda, con in mano un lungo bastone, talvolta una croce, un libro, un rosario. La croce che vediamo nella destra del nostro Beato è, dunque, un elemento storico della sua iconografia.&lt;br /&gt;Gli eremiti non attendevano solo alla preghiera o alla custodia di una cappella, ma si rendevano spesso spiritualmente e socialmente utili: si trasforma¬vano in predicatori itineranti, riaccendendo la fede, sanando le discordie, spegnendo i focolai delle guerre; traghettavano i viandanti da una sponda all'altra di un fiume, accoglievano i pellegrini, dando loro alloggio e ristoro, curavano gli ammalati. Sullo stretto di Messina erano loro che alimen¬tavano il faro sulla torre di San Ranieri e raccoglievano i naufraghi.&lt;br /&gt;La Calabria, come tutti sanno, fu della "la nuova Tebaide", per il gran numero di eremi che, dopo il mille, costellarono i più reconditi e impervi recessi, specie sulla Sila e la piccola Sila, formando zone eremitiche e monasteri celebri, fra cui ricordiamo la Certosa di S. Stefano del Bosco a Serra S. Bruno, dove morì lo stesso santo fondatore dei certosini. Pensiamo a Gioacchino da Fiore, che fondò l'eremitica congregazione florense, a fra Angelo Clareno, che venne a morire a S. Maria dell'Aspro, presso Marsico Vetere, nel 1337, a San Francesco di Paola, eremita e fondatore dei Minimi, inizialmente seguace di San Francesco d'Assisi.&lt;br /&gt;E' certo che all'apparire del santo Poverello, il suo fascino si diffuse largamente anche in Calabria e lo seguirono in molti. Erano calabresi i frati minori martirizzati in Marocco nel 1227. E' comprensibile che anche e soprattutto gli eremiti siano stati conquistati dall'ideale francescano, così ad essi congeniale, e siano divenuti seguaci di lui, entrando a far parte del Terz'Ordine della Penitenza, pur rimanendo negli eremi.&lt;br /&gt;L'esistenza in Calabria di eremiti di espressa professione francescana nell'Ordine della Penitenza o Terz'Ordine di San Francesco risulta con certezza ai primi decenni del '400.&lt;br /&gt;La notizia più antica ci viene da fra Giovanni Fiore da Cropani (+1688). Nella sua opera "Della Calabria Illustrata", il dotto scrittore cappuccino parla di una bolla di Eugenio IV del 1439 "ove si racconta che fra Biagio, uomo di Calabria, con altri frati del Terz'Ordine, forse tratti dal grido degli altri già claustrali alquanto prima, si ritirarono in alcuni luoghi della Marca per amore della virtù e della penitenza, ma avendo quivi incontrate alcune marose procelle, ebbero il loro meglio il ritornarsene nella Calabria. Arrivati in Bisignano e accolti con umanità dall'abate Giacomo, ottennero da lui un luogo assai comodo per ritirarvisi claustrali, dove per viepiù stabilirvisi, ne ottennero conferma dal suddetto papa Eugenio, diretto all'Archimandrita di S. Adriano, comincia "Sedis Apostolicae gratiosa benignitas", spedito in Fiorenza l'anno 1439, concedendo loro non pure la conferma del suddetto luogo, ma la facoltà ancora di allargarsi in due altri. L'anno dunque 1440 F. Pietro da Pedace passò in Cropani e vi fondò il monastero detto allora del Salvatore" (4).&lt;br /&gt;Il nostro De Sillis parla di una bolla, ottenuta il 6 febbraio 1439 da fra Biagio Margione calabrese di Sinisi, nella quale egli veniva autorizzato a costruire conventi dentro e vicino alle città, ma afferma di aver veduto soltanto carte "scripturas perantiquas" e non parla della permanenza dei frati calabresi nelle Marche:&lt;br /&gt;"Visitanti mihi Provinciam Calabriae (Il De Sillis fu ministro generate dell'Ordine dal 1607 al 1613), venerunt ad meas manus scripturae quaedem perantiquae, in quibus inter alia perlegi qualiter Pater Blasius Margionus Calaber de Sonisi, tertii ordinis S. Francisci regutaris observantiae, ivit Florentiam et die 6 februarii 1439 obtinuil ab Eugenio IV Bullam quamdam Archimandritae S. Adriabi dioecesis Rossanensis directam, ut sibi placeret fratribus tertii ordinis S. Francisci opem terra pro construendis coenobiis intus et prope civitates et terras, eo quod propter inolestias lastrunculorum cogebantur vitam heremiticam deserere. Qui pater Blasius, et una secum frater Petrus de Pedaciis in brevi construxerunt monasteria Bisiniani, Cropani, Orioli et alia" (5).&lt;br /&gt;IL Sordoni (6) riferisce quanto ha appreso dal De Sillis, con l'aggiunta di un solo particolare, riguardante la fondazione del convento di Oriolo, come vedremo.&lt;br /&gt;Mettendo insieme quanto apprendiamo dai tre autori a quanto posteriormente è venuto alla luce, possiamo dunque cosi narrare la storia delle origini del Terz'Ordine Regolare in Calabria: esistevano già da tempo immemorabile in Calabria gli eremiti del Terz'Ordine di San Francesco. Forse in occasione dell'Indulgenza della Porziuncola, che attirava ad Assisi da ogni parte ogni genere di pellegrini, gli eremiti calabresi conobbero gli eremiti della Marca "già claustrali alquanto prima" e si unirono a loro in alcuni luoghi della Marca "per amore della virtù e della penitenza".&lt;br /&gt;Chi possono essere stati questi eremiti della Marca "già claustrali"? Sappia¬mo con certezza che nel 1409 esisteva già la Provincia del Montefeltro, dato che in tale data il suo ministro fra Antonio da Lucera dei Saraceni aveva ricevuto in donazione l'eremo detto di Bonora a Montefiore Conca (7). Sappiamo che il 14 aprile 1436, ministro generate del Terz'Ordine era fra Onofrio da Mondavio (paese delle Marche, in provincia di Pesaro) che in tale veste delegava il suo vicario fra Stefano da Como a ricevere la professione di alcune suore (8). Sappiamo che il 15 dicembre 1436 il detto fra Onofrio da Mondavio era ricevuto in udienza a Bologna dal papa Eugenio IV, insieme a San Giovanni da Capestrano e al vescovo di Rimini Cristoforo e che in tale occasione il papa assolveva i terziari da ogni censura e li autorizzava a vivere in comunità (9). Sappiamo infine che il 3 agosto 1448 era ministro della Provincia della Marca, Ira Pietro da Rimini (10). Tutto ciò sta a dimostrare che realmente nelle Marche il Terz'ordine era già "claustrale" e possedeva più luoghi, dove i frati calabresi poterono essere accolti.&lt;br /&gt;Di che natura possano essere state le "marose procelle" che costrinsero i calabresi a rimpatriare, non è facile intuirlo.&lt;br /&gt;E' certo che nelle Marche esistevano molti romitori sia degli eretici fraticelli, come dei Fratres de paupere vita di fra Angelo Clareno (11), detti anch'essi "fraticelli", come pure di eremiti terziari francescani, come sopra abbiamo dimostrato.&lt;br /&gt;Ed è anche certo che contro tutti questi era in atto una caccia spietata ad opera degli Inquisitori contro l'eretica pravità, francescani e domenicani, incaricati dai sommi pontefici di estirpare con ogni mezzo una simile zizzania, con la conseguenza che talvolta, insieme alla zizzania, poteva essere estirpato anche il buon grano.&lt;br /&gt;E' probabile che per sfuggire a queste "marose procelle", i frati calabresi abbiano preferito rimpatriare.&lt;br /&gt;Ma è anche più probabile che per "marose procelle", Il Fiore abbia inteso parlare della forzata espulsione dei frati terziari dai loro conventi, ad opera dei frati gerolamini di fra Pietro Gambacurta pisano, che ebbe il suo epilogo nel 1432, con la bolla di Eugenio IV "Apostolicae servitutis officium", datata 7 luglio 1432 (12).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. EREMI E CONVENTI IN CALABRIA NEL '400 E '500&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riteniamo che, nelle lontane Calabrie, i frati siano stati avvertiti delle mutate condizioni, dopo l'udienza concessa da Eugenio IV a fra Onofrio da Mondavio ministro generate del Terz'Ordine, accompagnato e garantito da San Giovanni da Capestrano, nel 1436. Non è del tutto improbabile che una copia della lettera "Noveritis qualiter" di San Giovanni da Capestrano sia pervenuta laggiù.&lt;br /&gt;IL facto è che i frati di Calabria trovarono il coraggio di presentarsi personalmente ad Eugenio IV, che viveva allora a Firenze, per ottenere il suo appoggio presso i vescovi, in modo che fosse loro consentito di fondare conventi dentro o vicino alle città e alle terre, per sfuggire alle molestie dei ladroni.&lt;br /&gt;La lettera apostolica "Sedis Apostolicae gratiosa benignitas", che il Fiore dice essere stata emanata nel 1439, non si trova in Vaticano nè si legge nelle varie compilazioni, come il Bullarium Franciscanum o l'Archivium del Bordoni, il che tuttavia non osta alla sua autenticità, dato che, come è noto, le bolle a carattere privato venivano trascritte nei regesti pontifici, solo a richiesta dell'interessato. L'esistenza della bolla è però confermata dal De Sillis, che ne conosce la data (6 febbraio 1439), il destinatario e il contenuto e riporta il nome completo dello stesso fra Biagio: "Pater Blasius Margionus Calaber de Sinisi".&lt;br /&gt;IL Bullarium Franciscanum riporta però altre due bolle riguardanti lo stesso fra Biagio: la "Sollicitae considerationis indagine", emanata da Eugenio IV il 3 febbraio 1440 (13) e la "Sollicitae considerationis" emanata dallo stesso Eugenio IV il 14 marzo 1440.&lt;br /&gt;Nella prima si dà mandato all'Archimandrita di S. Elia di Carbona e all'arci¬prete "de Sevitio Anglonensis dioc."di indagare sui meriti e l'idoneità "dilecti filii Blasii de Sevitio, presbiteri dictae dioecesis asserentis se ordinem S. Francisci de poenitentia nuncupati expresse professum" che ha avanzato richiesta di essere investito del beneficio del monastero di S. Nicola de Farnete, i cui frutti, redditi e proventi non superano gli annui venti. fiorini d'oro. Il monastero, appartenente all'ordine di S. Benedetto, era privo di abate e di monaci.&lt;br /&gt;Nella seconda bolla si dà mandato al vescovo di Anglona di nominare abate del monastero di San Nicolò di Farneta Angelo de Angelo dell'ordine di San Benedetto, dato che Biagio de Senisio non si è curato di assumere il regime e I'amministrazione del detto monastero, da sei anni indebitamente occupato da Roberto de Sinisio, presbitero della stessa diocesi. Il fatto fa onore a fra Biagio, che dimostrò così di essere uomo di pace, avendo preferito rinunciare ad un tetto, anziché entrare in lite con un confratello nel sacerdozio, per giunta suo concittadino.&lt;br /&gt;In ordine cronologico, presentiamo ora un prospetto dei conventi del Terz'ordine Regolare che sono esistiti in Calabria nei secoli XV e XVI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORIOLO&lt;br /&gt;La prima fondazione sembra che sia stata quella di Oriolo, in diocesi di Anglona, intitolata a San Francesco, risalente al 1439. Si deve a fra Biagio Margione, calabrese, della terra di Sinisi, e ai suoi compagni.&lt;br /&gt;il Bordoni ci tramanda il ricordo di un fatto prodigioso, che sarebbe avvenuto nella fondazione di questo convento: "Conventus primo aedificatus fuit ab eodem in loco, quem postea, ruinam minatem, a Deo revelatione accepta, alio transtulit, inter duo flumina et S. Julianum" (15). Il terreno sul quale fra Biagio stava gettando le fondamenta era un terreno franoso. Per divina rivelazione, fra Biagio seppe dell'imminente pericolo e trasferì la costruzione in luogo sicuro, nel piano, tra due fiumi e San Giuliano.&lt;br /&gt;Era nato ad Oriolo il quarantaseiesimo ministro generale dell'ordine, fra Dionisio Colomba, eletto nel capitolo generale tenuto ad Imola il 20 maggio 1589, nel convento di S. Maria del Piratello. Morì lo stesso anno e Sisto V  il 22 gennaio 1590, lo sostituì con un vicario apostolico, nella persona di fra Serafino Masnaga da Milano.&lt;br /&gt;IL convento di Oriolo fu uno dei sette che si salvarono nella soppressione dei conventi piccoli, ordinata da Innocenzo X nel 1653.&lt;br /&gt;Nel Capitolo Generale del 1707, fu letto un memoriale del P. Maestro Vincenzo Brancia, il quale chiedeva che fossero concesse le lettere di fondatore del nuovo convento di Oriolo in Calabria all'eccellentissimo marchese Ferdinando Spinelli, che a sue spese volle ricostruire il convento. Fu risposto che era giusto concedere tali lettere, per premiare la buona intenzione di fare del bene alla nostra religione (16).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BISIGNANO&lt;br /&gt;IL convento di S. Maria delle Grazie a Bisignano fu fondato anch'esso da fra Biagio e compagni nel 1440, su una casa e un fondo donati da Giacomo degli Abbati, cittadino di Bisignano.&lt;br /&gt;Si salvò anche questo dalla soppressione innocenziana. Fuori Bisignano, c'era un altro convento, forse un eremo, dedicato a S. Maria di Loreto.&lt;br /&gt;Nell'opera "Il Regno delle Due Sicilia" (17), troviamo qualche altra notizia: "Nei 1446 un Ospedale e un Romitorio furono concessi ai Minori Terziari, o Continenti, per collocarci un Monastero della loro regola, con la bolla che fu indirizzata al Vescovo Piscicello da Eugenio IV. Il nuovo convento fu soppresso nel 1809. Il convento di S. Maria di Loreto, che fu del medesimo ordine, era rovinato avanti il 1652".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ulyhZb8KlG8/TxRzMlAOlYI/AAAAAAAAAmo/Z2IazVJIOXI/s1600/100_0814.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ulyhZb8KlG8/TxRzMlAOlYI/AAAAAAAAAmo/Z2IazVJIOXI/s400/100_0814.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698306088459212162" /&gt;&lt;/a&gt;CROPANI&lt;br /&gt;Risale parimenti al 1440 il convento di Cropani, fondato da fra Pietro de Pedace e dedicato a San Salvatore. Fu santificato dalla virtuosa vita del Beato Paolo de Ambrosis da Cropani, il quale visse però anche in altri conventi, cioè in quello di Terranova, di cui fu confondatore e nel romitorio di Scavigna , in territorio di Belcastro, dove morì.&lt;br /&gt;IL Padre Fiore (18) ne scrive così: "Monastero oggidì soppresso, ma perché antichissimo, ed il secondo di questa Religione nella Calabria, vò registrare la storia, raccolta da M. S. antichi. Fra Pietro dunque da Pedace, come di sopra si è tocco, l'anno 1440, passato da Bisignano in Cropani, ed accolto amorevol¬mente da un tale per nome Pietro Massaro, da bene e benestante di facoltà, a cui dichiarato il fine della sua venuta, gli donò egli un territorio, ove l'altro edificò una Chiesolina col nome del Salvatore, e vi attaccò poche cellette per l'abitazione, e sua, e de' suoi compagni, alla quale donazione l'anno seguente del 41 aggiunse un altro Territorio, ed anche sé medesimo, se non religioso, vestito almeno dell'abito stesso in una casettina, attaccata alle lor celle. Che poi l'anno 1450, già morto lor lasciò il rimanente della sua robba, e tutto se medesimo seppellito in quella Chiesa. Partiti intanto li religiosi, con non lasciar ivi, che un solo Terziario, da ciò animato un nipote del defunto Benefattore, Prete per nome D. Giovanni Massaro, che mal soffriva la disposizione fatta dal Zio, andato in Catanzaro, ed esposta a quella Corte la partenza de' Religiosi, e l'ereditaria successione alle robbe del Zio, se l'ottenne a titolo di beneficio, e di facto ne prese il possesso. Fra questo mentre ritornato Fra Pietro con i suoi compagni, e querelatosi in Catanzaro dell'aggravio ricevuto, ebbe favorevole il decreto, dal quale però appellandosi a Reggio il Prete, venne la causa commessa a Monsignor Michele Cosa, Vescovo dell'Isola, il quale passato in Cropani restituì a' frati il Monasterio, e la Chiesa, alla quale di vantaggio concesse giorni 40 d'indulgenza in perpetuum li sei agosto. Ma perché la distanza dall'abitato portava qualche incomodo a' Frati infermi, ed agli altri, quali, o per occasione della cerca, o per altro affare, eran in necessità di venir alla Terra; ottennero da Sisto IV con la Bolla sotto la data del 23 marzo 1476, la Chiesa di S. Maria la Grazia presso le mura, alla quale attaccate alcune celle l'istituirono per lor Ospizio, ed Infermeria. Aggiunge l'Epitomo che vi fu eretta una Confraternita detta li Battenti. E nulla di meno infestati li Religiosi del Salvatore dalla gente di Campagna l'anno 1613, presero ad ingrandir l'Ospizio che poi perfezionarono in forma di Monasterio compiuto. Abbandonato l'altro, vi si ritirarono l'anno 1622. Finalmente l'anno 1653 restò insieme con gli altri soppresso dalla Bolla di Papa Innocenzo X, e l'entrate ripartite da Monsignor Fabio Olivadesio Vescovo di Catanzaro fra il Capitolo della stessa Terra e le Monache ripentite della suddetta Città".&lt;br /&gt;Abbiamo cercato la bolla di Sisto IV, ma senza risultato. Nel Bullarium Franciscanum (19) abbiamo però trovato la seguente nota: "Fratribus Tertii Ordinis provinciae Calabriae concedit (Sisto IV) iuxta ab ipsis postulata, ut domum quamdam, quam sub invocatione S. Salvatoris habebant longe ab oppido Cropani, dioec. Catacen, propter loci distantiam et aeris intemperiem sibi valde incommodam, mutare possint in aliam sub titulo S. Mariae de Gratia, prope dictum oppidum aediticandam, ibidemque confraternitatem S. Salvatoris, alias de Battenti vocatam admittere".&lt;br /&gt;La mancanza dell'originale di questa bolla si spiega con il fatto che il libro 105 del Bullarium di Sisto IV non c'è più nell'Archivio Vaticano.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-x0VU9B8Fdik/TxRz4OawfjI/AAAAAAAAAm0/SNbx4N83_4Y/s1600/100_0856.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-x0VU9B8Fdik/TxRz4OawfjI/AAAAAAAAAm0/SNbx4N83_4Y/s400/100_0856.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698306838310714930" /&gt;&lt;/a&gt;Per ciò che riguarda la sostanza di questa bolla, crediamo di poter trarre le seguenti conclusioni: nel 1477 era costituita la Provincia di Calabria del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco; la richiesta dei frati, accolta da Sisto IV, mirava non tanto ad avere in Cropani un'infermeria od un ospizio, quanto alla definitiva chiusura di San Salvatore e alla costituzione della nuova casa in paese; nella vita del Beato Paolo, si legge che proprio nel 1477, insieme ai frati Bernardino Negra e Ludovico de Marco, ottenne la concessione del luogo di S. Maria di Loreto a Terranova, juspatronato di Giovanni Falconiari (20).&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-UuX1bToYgnM/TxR0fm31erI/AAAAAAAAAnA/aOyQGiJZDuM/s1600/100_0863.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-UuX1bToYgnM/TxR0fm31erI/AAAAAAAAAnA/aOyQGiJZDuM/s400/100_0863.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698307514890025650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La coincidenza dei due Patti avvenuti nel 1477 non è forse casuale, ma potrebbe indicare un contrasto ideologico tra i frati che volevano rimanere fedeli  all'eremitismo  e quelli che miravano all'inurbamento. Il Beato Paolo sarebbe stato dei primi: per salvare la vocazione penitenziale ed eremitica il Beato non esitò dunque ad abbandonare la sua terra e i suoi genitori e andare lontano, dove nessuno lo conosceva e dove avrebbe potuto vivere più liberamente la sua vocazione.&lt;br /&gt;In realtà il progettato trasferimento dalla campagna al paese non si realizzò in breve tempo; per i primi tempi la casa in paese non fu altro che un ospizio per i frati malati e i loro assistenti; solo nei primi decenni del seicento, venne ingrandito l'ospizio, costruita o forse ricostruita e ampliata la chiesa, e i frati vi si trasferirono, lasciando il vecchio convento di San Salvatore, e portando con sé le venerate spoglie del Beato Paolo.&lt;br /&gt;Attualmente una via del paese si chiama Via delle Grazie, ma della chiesa e del convento non vi e più alcuna traccia. Forse quarant'anni fa, a quanto mi diceva un'anziana donna del luogo, si vedevano ancora su una parete delle teste di santi.&lt;br /&gt;Nel 1653, il convento di Cropani rientrò nella soppressione innocenziana dei conventi piccoli e il corpo del Beato Paolo, alla fine della quaresima del 1653, venne di comune accordo traslato nella chiesa maggiore, con la condizione che dovesse essere restituito, se i frati fossero riusciti a ricuperare il convento, il che non è finora avvenuto.&lt;br /&gt;Il corpo del Beato Paolo è dunque ora qui venerato, come scrive il Bordoni, (21) "frequenti fidelium concursu, sicut in propria Ecclesia sui ordinis venerabatur".&lt;br /&gt;La via che passa davanti alla casa che si ritiene sia stata la casa natale del Beato, contrassegnata da una piccola edicola e da una scritta devota, si chiama da tempo immemorabile "Corso Beato Paolo". Un'immagine su un altare e un'altra nell'abside ed un'edicola sulla strada ricordano il Beato nella locale chiesa dei cappuccini.&lt;br /&gt;Le celebrazioni del V Centenario del Beato Paolo sono state una riprova di quanto, nonostante tutto, siano ancor vive nella popolazione la memoria e la venerazione verso il santo concittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BELVEDERE&lt;br /&gt;Per ordine di antichità, viene ora il convento di S. Nicola "de Palumbaria" a Belvedere in diocesi di San Marco Argentano. Come si ricava dalla bolla di Eugenio IV "Solet Apostolicae Sedis copiosa benignitas" datata il 13 novembre 1441 e diretta al Vescovo di San Marco (22), i frati Nicola Artesio e gli altri frati del Terz'Ordine di S. Francesco della Penitenza della provincia di Calabria, capitolarmente congregati, secondo l'uso dei frati minori, avevano chiesto che la detta casa con l'oratorio, Porto, le officine, diritti e pertinenze, abbandonata dai frati minori, perché "incongrua et inutilis" venisse ad essi concessa per autorità apostolica. Il papa concedeva quanto richiesto e incaricava il vescovo di San Marco, dopo diligente verifica, ad immettere i richiedenti nella possessione.&lt;br /&gt;Il convento non fu compreso fra quelli soppressi da Innocenzo X, perché precedentemente lasciato, non sappiamo in che anno e per quale motivo (23).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BELCASTRO&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-IIY_PM-HLyQ/TxR2uSwSXYI/AAAAAAAAAnk/VqgsRLp1kPQ/s1600/55.%2BGrotta%2Bdell%2527Eremo%2Bdi%2BScavigna.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-IIY_PM-HLyQ/TxR2uSwSXYI/AAAAAAAAAnk/VqgsRLp1kPQ/s400/55.%2BGrotta%2Bdell%2527Eremo%2Bdi%2BScavigna.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698309966210948482" /&gt;&lt;/a&gt;Il 7 gennaio 1443, come risulta da apposito istrumento (24), il vescovo di Belcastro concedeva a fra Pietro de Pedagiis, povero del Terz'Ordine di San Francesco, di poter edificare un "opus salutaris perfectionis", in onore di S. Maria dello Spirito Santo e di S. Francesco, su un fondo donato dai fratelli carnali Domenico e Nicola de Clava, in località denominata Scavigna nel territorio di Belcastro, presso la Serra Alta.&lt;br /&gt;Attiguo all'eremo di S. Maria dello Spirito Santo e di San Francesco, ce ne doveva essere un altro, anch'esso occupato da frati che si dicevano del Terz'Ordine di S. Francesco.&lt;br /&gt;Il 14 maggio 1446 arrivò una bolla pontificia: "Fr. Francisco de Ursino (Verzino) et Sociis Tertii Ordinis S. Francisci, scribit (Eugenio IV) circa oratorium B. Mariae de la Florestella in Calabria. Dat. Romae, apud Sanctum Petrum, Anno MCCCXXXXVI, Pridie Idus Maii, Pont. anno sextodecimo". "Justis penitentium votis" (25).&lt;br /&gt;Nel Bullarium Franciscanum, si ha la seguente nota: 171. 1446, maii 14, Romae. Scribit (Eugenius IV) pro fr. Francisco de Ursino et socis Tertii Ordinis circa oratorium B. Mariae de la Florestella in Calabria. Iustis. Pridie ides maii, a. XVI" (26).&lt;br /&gt;IL Bullarium Franciscanum rimanda però agli Annales del Wadding, (ad a. 1446, n. 27) dove si legge: "Secundus (conventus) S. Mariae de la Florestella, Belcastrensis diocesis in Calabria, ex quo eiecti sunt fratres, orta in illis partibus magna seditione" (27).&lt;br /&gt;Nella carta geografica militare (F. 242), vediamo segnato il toponomastico "Santa Maria" senza altra specifica e non lontano vengono segnalate le "Grotte Beato Paolo". Poco lontano, su una notevole estensione di terreno si legge: "Cicco l'Orbo" ed inoltre "C. Cicco l'Orbo" (Casa di Cicco l'Orbo?).&lt;br /&gt;Fu in quest'eremo che chiuse i suoi giorni il 24 o il 25 gennaio 1489 il nostro Beato Paolo.&lt;br /&gt;Una tradizione ancor viva vuole che, dopo la morte del Beato, tra quei di Cropani e quei di Belcastro si sia accesa una disputa sul luogo della sua sepoltura. Inutili furono gli sforzi dei belcastresi, che non riuscirono a sollevare la salma per la sua enorme gravità, sicché, come il Beato aveva predetto, le sacre spoglie vennero deposte nella chiesa di S. Salvatore a mezzo miglio da Cropani e traslate a S. Maria delle Grazie, quando ivi si trasferirono i frati.&lt;br /&gt;Il mantello del Beato però, che i belcastresi riuscirono a strappare di mano ai cropanesi, fu conservato come preziosa reliquia a Belcastro.&lt;br /&gt;Dell'eremo di Scavigna ora non rimane che un rudere, mentre assai ben conservate sono le Grotte del Beato Paolo, adibite ad usi agricoli.&lt;br /&gt;La vicinanza della casa di Cicco l'Orbo all'eremo non è senza significato, giacché ci conferma se non altro l'esistenza storica di questo che fu il primo biografo del Beato.&lt;br /&gt;Scriveva infatti il Fiore (30) parlando degli scrittori della vita del Beato Paolo: "Ma più prima scritto n'avea in ottava rima italiana con frase cropanese un tal per nome Francesco, il quale, per esser nato, e vissuto cieco, dimesso il nome della famiglia, veniva detto volgarmente Francesco l'Orbo, che per esser stato ne' tempi più in là prossimi al Santo, poté del tutto essere ammaestrato della pubblica fama".&lt;br /&gt;Francesco l'Orbo, o meglio "Cicco l'Orbo" era dunque un confinante dell'eremo, testimone diretto dei fatti cantati nel poema. I competenti di storia locale dicono infatti che Francesco l'Orbo, detto così perche cieco di un occhio, scrisse la vita del Beato a pochissimi anni, una decina, dalla morte di lui. Si tratta di un poema in vernacolo calabrese, andato purtroppo perduto.&lt;br /&gt;I frati, dopo la morte del Beato Paolo, rimasero pacificamente nell'eremo fino al 1562. In tale anno però, al dire del Bordoni, i minori conventuali mossero lite per il possesso del luogo. I nostri, rappresentati da fra Alfonso de Barto, commissario per il regno di Napoli e la Calabria, riportarono sentenza favore¬vole dal Cardinale Protettore Fr. Alciati, nel 1578.&lt;br /&gt;Non sappiamo se contemporaneamente o successivamente, i frati ebbero vari altri domicili a Belcastro: la SS. Trinita, S. Maria di Loreto, S. Biagio e poi di nuovo la SS. Trinita.&lt;br /&gt;L'ordine scomparve da Belcastro nel "comune exterminium parvorum con¬ventuum", come scrive il Bordoni (31).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LAVELLO&lt;br /&gt;La Provincia di Calabria possedeva anche un convento a Lavello, nella diocesi di Acerenza, nell'odierna Basilicata. Eugenio IV concesse ai frati Lorenzo e Paolo de Ragusiis una chiesa con alcuni beni della mensa vescovile, nell'anno 1444 (32).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSENZA&lt;br /&gt;Trascriviamo dal Russo (33): "In diocesi di Cosenza, i Terziari Regolari aprirono diversi conventi. A Cosenza, quello dedicato a S. Maria degli Angeli fu aperto verso il 1440, per opera di Pietro Ferrante e di sua moglie Antonia. Paco dopo ne fu aperto un altro, quello di S. Michele Arcangelo, con bolla di Eugenio IV del 31 maggio 1446, diretta all'Arcivescovo di Cosenza, al quale si comanda di introdurvi i Terziari, dopo di averne allontanato il rettore Angelo Russo. Alla fine del sec. XVI la Provincia dei Terziari Regolari di Calabria che contava allora 27 conventi, ne aveva sette in diocesi di Cosenza".&lt;br /&gt;Continua il Russo: "I Terziari Regolari sono spariti del tutto non solo dalla diocesi di Cosenza, ma da tutta la Calabria. Il loro convento di S.Maria degli Angeli  in Cosenza fu definitivamente soppresso nel 1783. I locali furono acquistati e adibiti ad abitazione da Pietro Salfi. La chiesa fu incendiata nel 1806, insieme con quella dell'Annunziata dell'Ospedale, perche -scrive L. M. Greco- essendosi verificata una grande mortalità nell'esercito francese e non essendo possibile provvedere al seppellimento dei cadaveri, furono questi ammonticchiati nelle dette due chiese e bruciati" (34).&lt;br /&gt;Di diverso parere, circa l'origine dei due conventi di Cosenza, è il Bordoni: il convento di S. Michele Arcangelo risale al 1446, quello di S. Maria degli Angeli al 1608 (35).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TERRANOVA&lt;br /&gt;Di questo convento, che ebbe come cofondatore, nel 1477, il Beato Paolo de Ambrosis, abbiamo parlato quando trattavamo di Cropani.&lt;br /&gt;IL Bordoni lo colloca (36) nella "Nota conventuum non extantium" senza dire quando abbia cessato di esistere. Potrebbe trattarsi di Terranova di Sibari, presso Cosenza o di Terranova di Pollino, presso Potenza. In ambedue i casi, si sarebbe trattato di un luogo assai distante da Cropani e adatto a favorire il distacco totale del Beato dalle cose e dalle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SAN LUCIDO&lt;br /&gt;Le notizie più esatte su questo convento ci provengono dal p. Russo (37): "S. Maria di Pressano, presso San Lucido, concessa da Eugenio IV al terziario Francesco da Verzino il 6 maggio 1447, ma poco dopo si ebbe la revoca dal successore Niccolò V".&lt;br /&gt;Net Bullarium Franciscanum (38), leggiamo infatti la bolla "Humilibus perso¬narum", emanata da Eugenio IV il 27 aprile 1446, diretta all'arcivescovo di Cosenza e al vescovo di Oppido, con la quale si ordinava che a Francesco de Verzio di Calabria, del Terz'Ordine di San Francesco, venisse conferita la cappella di S. Maria di Pressano, nella terra di Castel San Lucido, diocesi di Cosenza, rimosso il presbitero Nicola da Crotone. Più che di una cappella, si trattava di un monastero situato sul monte che sovrasta San Lucido, che era ¬stato in origine degli Agostiniani e poi dei Cistercensi.&lt;br /&gt;IL 6 maggio 1447, Niccolò V concedeva che fosse data di nuovo a Francesco de Verzino del Terz'Ordine di San Francesco in Calabria la cappella di S. Maria di Pressano in territorio di San Lucido, per edificarvi un convento per sé e per i suoi compagni (39).&lt;br /&gt;Ma il 16 marzo 1454 lo stesso Niccolò V ordinava all'Abate del monastero di S. Giovanni in Fiore che, dopo diligente inquisizione, privi Francesco de Verzino di Calabria, laico che si presenta come professo del Terz'Ordine di San Francesco della Penitenza, della cappella di S. Maria di Pressano e la conferi¬sca a Benedetto Scorso del Cetrato, chierico, della terra di Monte Cassino (40).&lt;br /&gt;Fra Francesco da Verzino è evidentemente lo stesso che fu scacciato, insieme ai suoi compagni, dall'eremo della Florestella a Belcastro il che ci induce a ritenere che si sia trattato di un gruppo anomalo o dissidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ZAGARISE&lt;br /&gt;Il convento di San Salvatore a Zagarise, in diocesi di Catanzaro, fu aperto nel 1535. Nel 1532, nella relazione in occasione della visita "ad limina", il Vescovo Arati diceva infatti che il convento di San Salvatore non era ancora ultimato. Fu soppresso nel 1653 (41). Attualmente non si conosce neppure la sua ubicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAGISANO&lt;br /&gt;IL convento di San Salvatore a Magisano in diocesi di Catanzaro, poi S. Maria di Loreto, fu aperto grazie ad una lettera di Giulio II del 18 febbraio 1505, diretta ad Ascanio Girardino, vescovo di Catanzaro. Fu anche questo soppresso nel 1653 (42).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AMANTEA&lt;br /&gt;Fuori Amantea, in diocesi di Tropea, nel 1535  fu aperto il convento di S. Maria di Loreto, poi soppresso nel 1653 (43).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRIMALDI&lt;br /&gt;IL Sordoni conosce l'anno della chiusura di questo convento, che fu forse il 1548 (44). Il Russo (45) conosce anche il titolo della chiesa: la SS.ma Concezione, e l'anno di fondazione: 1450.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMANICO&lt;br /&gt;IL convento di S. Maria del Monte Carmelo a Domenico, in diocesi di Cosenza, fu aperto net 1550, soppresso net 1653 (46). La storia paesana ci dice che i terreni circostanti erano stati bonificati dai terziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANGINETO&lt;br /&gt;IL convento di S. Maria della Pietà a Sangineto, in diocesi di San Marco fu costruito nel 1558 su un fondo donato da Francesco de Simone. Si salvò dalla sopressione innocenziana (47).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LAGO&lt;br /&gt;Il convento di S. Maria del Soccorso in diocesi di Cosenza fu concesso nel 1561 dal Cardinale Taddeo de Gadelis, perpetuo amministratore della Chiesa di Cosenza, per mezzo del suo Vicario Generale Onorio Greco, vescovo di Lesina (48). Anche questo si salvò dalla soppressione innocenziana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COTI&lt;br /&gt;IL convento di S. Maria della Croce, poi S. Maria delle Grazie, aperto l'anno 1570, fu coinvolto nella soppressione innocenziana (49).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FAGNANO&lt;br /&gt;Il convento di San Sebastiano, in diocesi di San Marco, fu aperto nel1580 e si salvò dalla soppressione innocenziana (50).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOTTAFOLLONE&lt;br /&gt;IL convento di S. Maria della Croce, in diocesi di San Marco, fu concesso dal vescovo di San Marco, Antonio Grignetta, nel 1585. Si salvò anche questo dalla soppressione innocenziana (51).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TREBISACCE&lt;br /&gt;A fra Paolo di Feulo, commissario del ministro provinciale di Calabria fra Giovanni Greco di Terranova, fu concessa nel 1586 la chiesa di S. Maria di Loreto, con il patto di costruirvi a fianco un convento (52) .&lt;br /&gt;La Provincia di Calabria possedeva anche dei conventi nelle Puglie, come Patrica (romitorio di San Cataldo, concesso da Sisto IV nel 1476 con la bolla "Digna exauditione") (53), Taranto (concesso da Eugenio IV, con la sua bolla "Sedes Apostolica" del 20 giugno 1443) (54), a Stromboli (S. Maria delle Grazie) e a Lipari (S. Bartolomeo) (55).&lt;br /&gt;Per pochi anni i nostri possedettero anche il convento di Pietrafitta, "seu Ballivae Casabis Francorum" in diocesi di Cosenza, dedicato a S. Maria degli Angeli, prima abitato dai cappuccini. La concessione avvenne nel 1636 ad opera di Lelio de Tallis, vicario apostolico di Cosenza, eseguendo le lettere della Sacra Congregazione a Giulio Antonio Santoro, arcivescovo di Cosenza. Soggiacque anch'esso alla soppressione innocenziana (56).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INSERIMENTO VITALE NELL'ORDINE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-B4ricG7dJDw/TxR13OvdHjI/AAAAAAAAAnY/GeCwYrAVP9A/s1600/S.Salvatore.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 361px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-B4ricG7dJDw/TxR13OvdHjI/AAAAAAAAAnY/GeCwYrAVP9A/s400/S.Salvatore.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698309020240911922" /&gt;&lt;/a&gt;Veniamo ora a parlare della Provincia di Calabria, cioè del ruolo di questa provincia in seno all'ordine.&lt;br /&gt;Dopo la loro partenza dalla Marca, a causa delle "marose procelle", di cui parla il Fiore, i frati conservarono i loro contatti con i confratelli terziari.&lt;br /&gt;IL 31 luglio 1446, vediamo frater Cola de Calabria partecipare al Capitolo Generale di Assisi, nel quale i diciotto vocali presenti nominarono tre procuratori da inviare al papa Eugenio IV (57) per ottenere certe grazie e privilegi, e in primo luogo l'approvazione pontificia dell'Ordine, che si ebbe infatti l'anno successivo, con la bolla "Pastoralis officii" concessa da Niccolò V, che nel frattempo era succeduto ad Eugenio IV, il 20 luglio 1447.&lt;br /&gt;L'anno seguente, il 3 agosto 1447, sempre in coincidenza con l'Indulgenza della Porziuncola, si tenne a Foligno un piccolo capitolo di soli sette "fratres dicti tertii ordinis".&lt;br /&gt;Si trattò di clareni o di terziari propriamente detti? Il Sensi ritiene trattarsi di clareni, per il fatto che in detto capitolo risultò eletto un clareno, fra Bartolomeo de Benamatis. Ma è più probabile che si tratti di una riunione mista dei rappresentanti dei due gruppi, come era stata quella dell'anno precedente in Assisi e come sarà il Capilolo Generale del 1448 a Montefalco. I due gruppi erano infatti addivenuti ad una unione di fatto. Non si potrebbe altrimenti spiegare la presenza di "frater Geronimus Petrucciòli de Massa" e di "frater Stefanus Jacobi de Como" e crediamo anche di "frater Vitus de Calabria" (23). I primi due erano sicuramente esponenti del gruppo terziario propriamente detto e crediamo anche il terzo, dato che nei documenti ufficiali risulta la presenza in Calabria dei terziari, ma non dei clareni in quei tempi.&lt;br /&gt;Non stiamo quì a riferire le alterne vicende che caratterizzarono la vita del nuovo ordine nei primi decenni della sua esistenza.&lt;br /&gt;Ci basti tener presente che quando, ad iniziativa dei frati lombardi, l'ordine riprese anche ufficialmente ad esistere, i frati della Calabria furono i primi ad aderire alla sua restaurazione. Lo apprendiamo da una nota del De Sillis (58): nel 1552 fu celebrato il Capitolo Generale nel convento di S. Maria del Piratello presso Imola. Si discusse fra l'altro sulla precedenza delle singole province. Il commissario del Regno di Napoli prese a discutere con il Provinciale romano il quale, essendo più vicino alla Lombardia insieme alle provincie unite, pretendeva il primo posto dopo i lombardi. Ma Girolamo Patio, che in nome del Cardinal Protettore Rodolfo Pio da Carpi presiedeva il Capitolo, sentenziò che il primo posto spettasse ai calabresi, "tamquam qui prius Longobardis fuerunt uniti", perché per primi si erano uniti ai Longobardi.&lt;br /&gt;Nei primi tempi si ritenne opportuno lasciare una certa autonomia ai vari gruppi che avevano aderito ai Lombardi. Le province di Calabria, Sardegna, Napoli, Sant'Angelo del Monte Gargano, della Puglia, di Lecce e della Basilicata facevano i capitoli provinciali nelle rispettive province, nei quali eleggevano il loro vicario provinciale, con gli altri officiali. E mandavano un padre eletto in capitolo provinciale a dare il suo voto nel Capitolo Generale della Congregazione Lombarda, nel quale si eleggeva un commissario generale per queste province.&lt;br /&gt;Ai tempi del Beato Paolo però vigeva un'altra legge: al Capitolo Generale di Lombardia partecipavano il ministro provinciale e un delegato per ogni provincia. Fu in tale veste che al Capitolo Generale, celebrato a Montebello di Lodi nel 1488, partecipò il nostro Beato ed ebbe modo di incontrarsi con il Beato Geremia Lambertenghi, che in una selva vicina al convento conduceva vita eremitica.&lt;br /&gt;Per mancanza di documentazione, ci è impossibile tessere una storia completa della Provincia di Calabria. Abbiamo solo qualche sprazzo di luce.&lt;br /&gt;Il primo risale al 1525 e consiste in un decreto di Carlo V, l'imperatore sul cui impero non tramontava mai il sole. Nella sua qualità di re delle due Sicilie, aveva ricevuto una supplica da fra Pietro Alberico da Crotone o da Casobino, del terz'ordine di S. Francesco in abito eremitico della penitenza della congregazio¬ne lombarda, nella quale si diceva che Paolo II aveva comunicato ai frati della congregazione lombarda tutti i privilegi, gli indulti e le grazie concessi ai frati del terz'ordine di S. Francesco della Penitenza di Castiglia e di Leon a della diocesi leodiense e che Sisto IV aveva concesso al visitatore generate dell'ordine di visitare, riformare, punire, castigare e spogliare dell'abito tutti gli eremiti anche non facenti parte della congregazione.&lt;br /&gt;L'imperatore emanava il suo decreto, diretto a tutti gli Arcivescovi e vescovi, abati, canonici e chierici, come pure a tutti i vicerè, governatori, principi, duchi, marchesi, conti, baroni, signori e signore del regno delle due Sicilie e di Sardegna, ingiungendo loro di prestar aiuto, consiglio e favore necessario e opportuno ai detti frati, sotto pena di incorrere nell'ira e nell'indignazione di Sua Maestà e di un'ammenda di mille ducati (59).&lt;br /&gt;Il problema degli eremiti contumaci e vagabondi non si era evidentemente risotto. Vediamo infatti che nel 1563 fra Alfonso da Barco da Cropani era nominato commissario contro di essi, dal ministro generate fra Gaspare da Modena (60).&lt;br /&gt;La vitalità e la santità di vita dei terziari calabresi non era affatto mediocre, se consideriamo la loro espansione anche in Basilicata, Puglie, Sicilia e i fiori di santità emersi fra loro.&lt;br /&gt;Oltre al Beato Paolo da Cropani, parlando dei frati morti in onore di santità negli ordini francescani in Calabria, il Russo nomina P. Francesco Gargana da Paola "che fu compagno di S. Benedetto da S. Filadelfo e morì in fama di santo a Palermo il 27 febbraio 1597" (61).&lt;br /&gt;Anche il Fiore ne parlava con queste parole: "B. Francesco: quello qual per la lunga dimora nella Sicilia dismesso il nome della Patria, veniva detto di Calabria: Fu religioso del Terz'Ordine, di molta austerità di vita, che menò sempre, orando, digiunando, vegliando, ed in altre maniere macerandosi. Morì nella Sicilia di Palermo l'anno 1597, avendone 102 di età, onorato il suo Funerale da incredibile concorso di popoli" (62). E citava Domenico Gravina vox turt. p. 2, c. 24 e Martirolog. Francesc. ad diem 22 Dcemb.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN MINISTRO GENERALE. I MINISTRI PROVINCIALI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-suYb81u-EyY/TxR066AgBRI/AAAAAAAAAnM/_bwRZDxmcRM/s1600/100_0882.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-suYb81u-EyY/TxR066AgBRI/AAAAAAAAAnM/_bwRZDxmcRM/s400/100_0882.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698307983883109650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La provincia di Calabria e i suoi frati godevano di alta considerazione nell'ordine, tanto che il 20 maggio 1589, nel capitolo celebrato nel convento della Madonna del Piratello presso Imola, venne eletto Ministro Generale Padre Dionisio Colomba da Oriolo, che morì nel primo anno del suo generalato.&lt;br /&gt;Fu nel suddetto capitolo generale che il neo eletto ministro generale P. Dionisio Colomba e i padri capitolari emanarono le prime costituzioni perma¬nenti.&lt;br /&gt;Non possediamo l'elenco dei ministri provinciali di Calabria. IL Bordoni ci tramanda il nome di uno di essi: fra Giovanni Greco, che nel 1586, per mezzo del suo commissario fra Paolo di Feulo, accettò la donazione del convento di S. Maria di Loreto, da parte della comunità di Trebisacce (63).&lt;br /&gt;Possediamo anche il verbale del Capitolo provinciale celebrato nel 1599, nel convento di S. Maria del Carmelo a Domanici, in diocesi di Cosenza. Presiedeva il ministro generate P. Girolamo Marchetti da Crerna. I tredici vocali, dopo aver eletto tre scrutatori, passarono all'elezione del ministro provinciale, dei due definitori del discreto e dei priori dei tredici conventi. Fra Orazio Sangenito fu eletto ministro provinciale. Abbiamo anche i nomi di tutti gli altri eletti (64).&lt;br /&gt;Dal 1619 possediamo l'elenco dei partecipanti ai capitoli generali soliti a celebrarsi ogni triennio. La provincia di Calabria, così come le altre, la troviamo rappresentata dal ministro provinciale, dal discreto e dal custode. Nel capitolo generale del 1785, vediamo la Calabria rappresentata da un solo vocale: P. Eugenio Tarco, custode. Poi la provincia scompare dagli atti ufficiali dell'ordine.&lt;br /&gt;Fra Giovanni Fiore, o meglio il suo continuatore fra Giovanni da Badolato, ci ha lasciato un elenco dei ministri provinciali di Calabria, ma "senza alcuna distinzione di tempo", come egli si esprime: Francesco Pugliese da Corigliano, Dionigi Colombo da Oriolo, Cherubino Jannelli da Oriolo, Francesco da Cuti, Serafino Caruso da Lago, Gio. Battista Bruno da Lago, Giuseppe Dente da Ariano di Puglia, Antonio Sacco da Lago, Tommaso Clauso da Rogliano, Gio. Antonio Pufice da Lago, Gio. Battista Clauso da Rogliano, Bonaventura Salerno da Oriolo. Giuseppe Sottile da Cosenza, Domenico Imperiale da Oriolo, Antonio Pascale da Cosenza, Antonio Corbelli da Motta Follono, Ludovico Rizzuti da Bisignano, Dionigi Spina da Lago, Gio. Andrea Bruno da Lago, Francesco Liguori da Oriolo (65) .&lt;br /&gt;Sulla scorta degli atti dei capitoli generali, possiamo fare un po' d'ordine e stabilire una serie cronologica dei ministri provinciali incompleta ma sicura: P. Francesco Speranza da Cropani, Vicario provinciale (1619), P. Giovanni Tassoni, provinciale della provincia di Calabria (1622); nel 1625 vennero al capitolo soltanto i delegati padre Salustio e padre Serafino da Lago, data la morte del padre provinciale; nel 1628, fra Luca provinciale di Calabria; nel 1634, P. Nicola Orlandi; nel 1638, padre Ludovico Leoni; nel 1647 padre Filippo Sganga; nel 1653, padre Giuseppe Picci; nel 1665, padre Modesto da Bisigna¬no; nel 1683, padre Ceruti provinciale di Calabria; nel 1689, padre lettore Andrea Bruni, discreto: nel 1695, padre Antonio Sacco; nel 1701, padre Antonio Policicchio, discreto; nel 1707, padre Antonio Pisa, discreto; nel 1713, padre Giovan Battista Calusi, provinciale; net 1725, padre lettore Domenico Imperiali, provinciale; nel 1731, padre Ludovico Rizzuto, provinciale: nel 1737, padre Antonio Pascale, definitore generate e custode di Calabria; nel 1749, fu assente il ministro di Calabria; nel 1755, assente; nel 1761, padre Romualdo Caruso; nel 1767, padre Dionisio Spina; nel 1773, assente; nel 1779, padre maestro Vincenzo Gatti; nel 1785, padre Eugenio Tarco, custode.&lt;br /&gt;Stranamente, solo cinque di questi nominativi si riscontrano nella lista di ventidue nomi pubblicata da padre Fiore e aggiornata fino al 1743 da fra Domenico da Badolato: Dionigi Colomba da Oriolo, Antonio Sacco da Lago, Gio. Battista Clauso da Rogliano; Domenico Imperiale da Oriolo, Antonio Pascale da Cosenza, Ludovico Rizzuti da Bisignano, Dionigi Spina da Lago.&lt;br /&gt;Quali le cause del progressivo declino e in fine dell'estinzione della provin-cia? E' certo che un colpo assai grave era stato inferto alla provincia dalla soppressione dei piccoli conventi ordinata da Innocenzo X nel 1652. Fu così che i frati dovettero allontanarsi per sempre da Cropani ed inoltre da Terranova, Zagarise, Amantea, Domanico, Cuti, Belcastro e Pietrafitta.&lt;br /&gt;Ma la vera decadenza e poi la fine si ebbero nel secolo XVIII. Un terribile terremoto nel 1783 fece crollare chiese e conventi. La politica giurisdiziunalista del ministro Tanucci fece il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONCLUSIONI&lt;br /&gt;A due secoli di distanza dalla sua scomparsa da questa regione, il Terz'Or-dine Regolare di S. Francesco non si sente forestiero in Calabria.&lt;br /&gt;Ha qui lasciato ad attenderlo uno dei suoi figli migliori, germoglio semprever¬de di questa terra generosa, che lo ha gelosamente custodito, in attesa di un glorioso risveglio.&lt;br /&gt;Intendiamo parlare del Beato Paolo e della conclusione della causa per il riconoscimento del culto prestato ab immemorabili al nostro Beato e all'adempimento del voto per un felice ritorno che fecero i confratelli del Beato Paolo al momento della loro dolorosa partenza da Cropani.&lt;br /&gt;Tutto è possibile con l'aiuto di Dio e la buona volontà di noi tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE&lt;br /&gt;1. Lo storico Francesco Bordoni, nel suo Cronologium fratrum, et sororurn Tertii Ordinis S. Francisci tam reqularis quam saecularis, stampato a Venezia nel 1658, ci offre l'elenco completo dei conventi della Provincia di Calabria, con brevi note storiche su ognuno di essi. Ai suoi tempi, esistevano ancora sette conventi: Oriolo (San Francesco) del 1439, Bisignano (S. Maria delle Grazie) del 1440, Sangineto (S. Maria della Pieta) del 1558, Lago (S. Maria del Soccorso) del 1561, Fagnano (S. Sebastiano) del 1580, Mottafollone (S. Maria della Croce) del 1585, Cosenza (S. Maria degli Angeli) del 1606.&lt;br /&gt;Recentemente, nel 1653, il papa Innocenzo X aveva soppresso ben nove conventi, con il pretesto che, non essendovi in essi almeno sei frati, non si potesse osservare la regola. Si estinsero cosi i conventi di: Terranova (S. Maria di Loreto) fondato nel 1477 dai frati Bernardino Negra, Ludovico de Marco e Paolo de Ambrosis da Cropani, il nostro Beato!, Cropani (San Salvatore del 1441, poi S. Maria delle Grazie del 1477, dove riposava il corpo del Beato Paolo), Zagarise (San Salvatore) del 1533, Amantea (S. Maria di Loreto) del 1535, Domanico, (S. Maria del Monte Carmelo) del 1550, Magisano (San Salvatore, poi S. Maria di Loreto) del 1505, Coti (S. Maria della Croce, poi S. Maria delle Grazie) del 1570, Belcastro, (S. Maria dello Spirito Santo, poi la SS.ma Trinita, poi S. Maria di Loreto, poi San Biagio e in ultimo di nuovo la SS.ma Trinita), Pietrafitta (S. Maria degli Angeli) del 1633.&lt;br /&gt;In precedenza erano stati chiusi, per motivi che non conosciamo, i seguenti altri conventi: Belvedere (S. Nicola de Palurnbaria) fondato nel 1441, Castel SanLucido (S. Maria di Pressano) fondato nel 1447, Grimaldi chiuso nel 1548, Cosenza (S. Michele Arcangelo) fondato nel 1446, Lavello fondato nel 1444, Stromboli (S. Maria delle Grazie), Lipari (San Bartolomeo), Taranto convento fondato nel 1443, Trebisacce fondato nel 1583, Patrica (Romitorio di S. Cataldo) fondato nel 1476.&lt;br /&gt;2.  Leggenda dei Tre Compagni, in FF n. 1441, p. 438: Anonimo Perugino, in FF n. 1509, p. 1135.&lt;br /&gt;3. BF I 30.&lt;br /&gt;4. F RA GIOVANNI FIORE DA CROPANI. Della Calabria Illustrata, Libro II Calabria Sacra, Napoli, nella Stamperia di Domenico Roselli MDCCXLIII, p. 121.&lt;br /&gt;5. SILLI o DE SILLIS ANTONIO, Studia originern, provectum atque complementum Tertii ordinis de Poenitentia S. Francisci concernentia. Napoli, Ex Tipographia Constantini Vitalis MDCIX, p. 32&lt;br /&gt;6. BORDONI FRANCESCO, Cronologium Fratrum et Sororum TertIl Ordinis S, Francisci tam reqularis quam saecularis etc. Parmae, Tàpis Marij Vignae MDCLVIII, p. 42.&lt;br /&gt;7. BORDONI FRANCESCO,  Archivium Bullarum, Privilegiorum. Instrumentorum et Decretorum fratrum, et Sororum Tertii Ordinis S. Francisci. Parmae, 1àpis Marij Vignae, 1658. Instr. XI, p. 689.&lt;br /&gt;8. Arch. Not. di Foligno, n. 100, Vol. 1436-37, f. 34r, 14-14-1436. Cfr ROSSETTI FELICE, La Beata Angelina dei Conti di Montegiove. Pistoia 1976, p. 109.&lt;br /&gt;9. ANDREOZZI G., San Giovanni da Capestrano e Terz'Ordine di San&lt;br /&gt;Francesco. Roma 1987, p. 113 ss. &lt;br /&gt;10. SENSI M., Osservanze francescane nell'Italia Centrale, p. 339.&lt;br /&gt;11. PAGNANI G., San Liberato e il suo convento. 1942, p. 41 e 339.&lt;br /&gt;12. BF I  71.&lt;br /&gt;13. BF I  458.&lt;br /&gt;14. BF I 769.&lt;br /&gt;15. BORDONI F., Cronologium, p. 402.&lt;br /&gt;16. LUCONI, Comitia Generalia, p. 461.&lt;br /&gt;17. Il Regno delle Due Sicilie, descritto e illustrato - Opera dedicata alla&lt;br /&gt;Maesta di Ferdinando II, Napoli, p. 40.&lt;br /&gt;18. FIORE G., Della Calabria Illustrata, p. 421.&lt;br /&gt;19. BF III, 965, 474.&lt;br /&gt;20. BORDONI, Cronologium, p. 403.&lt;br /&gt;21. ID., p. 404.&lt;br /&gt;22. BF I, 548.&lt;br /&gt;23. BORDONI, Cronologium, p. 405.&lt;br /&gt;24. BORDONI, Archivium, instr. XIII, p. 705.&lt;br /&gt;25. RUSSO F., Regesto Vaticano per la  Calabria, Vol. I, pag. 302.&lt;br /&gt;26. BF Ill Suppl., p. 976.&lt;br /&gt;27. WADDING, Annales, T. XI, 1446, XXVII, p. 307.&lt;br /&gt;28. FIORE, Della Calabria Illustrata, cap. ILI, p. 79.&lt;br /&gt;29. BORDONI, Cronologium, p. 403.&lt;br /&gt;30. FIORE G., Della Calabria Illustrata, p. 79.&lt;br /&gt;31. BORDONI, Cronologium, p. 402.&lt;br /&gt;32. ID., p. 405.&lt;br /&gt;33. RUSSO F., Scoria dell'Arcidiocesi di Cosenza, p. 134.&lt;br /&gt;34. GRECO L. M. Annali della Calabria Citeriore dal 1806 al 1811. Cosenza 1882.&lt;br /&gt;35. BORDONI, Cronologium, pp. 403-405.&lt;br /&gt;36. ID., p. 403.&lt;br /&gt;37. RUSSO, D.C. p. 144.&lt;br /&gt;38. 3F 1991, p..187.&lt;br /&gt;39. BF III, 190, p. 980.&lt;br /&gt;40. BF II, 736, p. 861, Bolla "Dignum arbitramur et congruurn" del 16 marzo 1454.&lt;br /&gt;41. BORDONI, o.c., p. 404.&lt;br /&gt;42. ID., p. 404.&lt;br /&gt;43. ID., p. 404.&lt;br /&gt;44.  ID., p. 405.&lt;br /&gt;45. RUSSO, Scoria dell'Arcidiocesi di Cosenza, p. 144&lt;br /&gt;46. BORDONI, o.c., p. 404.&lt;br /&gt;47. ID., p. 402.&lt;br /&gt;48. ID., p. 402.&lt;br /&gt;49 ID., p. 404.&lt;br /&gt;50 ID., o.c., p. 403.&lt;br /&gt;51 ID., o.c., p. 403.&lt;br /&gt;52 ID.. o.c.. p. 406.&lt;br /&gt;53 iD., o.c., p. 406.&lt;br /&gt;54 iD., o.c., p. 406.&lt;br /&gt;55 ID., o.c., p. 406.&lt;br /&gt;56 ID., o.c., p. 405.&lt;br /&gt;57 SENSI, Le Osservanze francescane, p. 1333.&lt;br /&gt;58 DE SILLIS A., Studia etc., p. 36.&lt;br /&gt;59 ID., o.c., p. 98.&lt;br /&gt;60 SORDONI, Cronologium, p. 314.&lt;br /&gt;61 RUSSO, o.c., p.&lt;br /&gt;62 FIORE G., o.c., p. 83.&lt;br /&gt;63 BORDONI, Cronologium, p. 406.&lt;br /&gt;64 PETRICCIONE V., De ratione studiorum in Tertio Ordine Regulari S. Francisci. iuxta Decreta Constitutionum Generalium ab anno 1589 ad annum 1780. In ATOR VIL p. 750, n. 3 Ex Tabul. Nat. Parm.Cod. Pal.1160,f.173r e v.&lt;br /&gt;65 FIORE, o.c. Calabria Sacra, T. IL, p. 422.&lt;br /&gt;66 LUCONI R., Comitia Generalia Tertii Ordinis Regularis S. Francisci e orumque acta selecta. In ATOR, T. III pp. 361-585, passim.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-6672745290434847338?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/6672745290434847338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/20-i-confratelli-del-beato-paolo-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6672745290434847338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6672745290434847338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/20-i-confratelli-del-beato-paolo-in.html' title='22. I CONFRATELLI DEL BEATO PAOLO IN CALABRIA di P. GABRIELE ANDREOZZI (1989)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PW5ZVRwJRbk/TxRyzpCRPfI/AAAAAAAAAmc/rIjrw8AMMrw/s72-c/Padre%2BGabriele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-8351006883837129179</id><published>2012-01-16T10:25:00.000-08:00</published><updated>2012-01-17T00:36:22.131-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>21. CHIESA E SOCIETA' NELLA CALABRIA DEL '400 di DON MARIO SQUILLACE (1989)</title><content type='html'>Prof. DON MARIO SQUILLACE&lt;br /&gt;(Docente di Sociologia, Studio Teologico "S. Pio X" CATANZARO)&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-OEHDys2Aj10/TxRsi0C-sAI/AAAAAAAAAl4/ry-I0fZYosA/s1600/100_0809.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 273px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-OEHDys2Aj10/TxRsi0C-sAI/AAAAAAAAAl4/ry-I0fZYosA/s400/100_0809.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698298773873012738" /&gt;&lt;/a&gt;Lasciata ben difesa la contea di Melfi e determinato a conquistare il Mezzogiorno, Roberto il Guiscardo irrompe, furibondo, sulla Val di Crati.&lt;br /&gt;Trova inespugnabile il monastero benedettino di Stridula che sottomette alla sua ragione politica con un ardito stratagemma: fa spargere la voce che uno dei suoi soldati fosse morto ed ordina di depositarne la bara sulla soglia della Chiesa.&lt;br /&gt;Ignari e vinti da pietà - onde dare sepoltura cristiana - i monaci se la trasportano entro il sacro recinto.&lt;br /&gt;Improvvisamente il mentito morto si desta e con le armi in pugno minaccia i monaci che atterriti fuggono senza trovare scampo, perché ad attenderli armate, sulla porta del monastero, se ne stavano le bande normanne.&lt;br /&gt;Guglielmo Appulo che riferisce l'episodio si affretta a chiarire: "Valse a farli perdere l'inganno di un morto. Ma non ci fu né la distruzione del monastero né la dispersione del gregge monastico" (1).&lt;br /&gt;Il luogo, ciò nonostante, viene trasformato in fortilizio militare dal quale partono le iniziative ed i piani d'attacco per debellare i cosentini e quanti - scrive il Malaterra - ancora in Calabria restano ribelli" (2).&lt;br /&gt;IL Guiscardo passa, per le nostre terre, conquistatore incendiario e feroce.&lt;br /&gt;L'ultima resistenza l'ebbe a Scilla "ma presto - scrisse J. Norwich - i greci si resero conto che la loro causa era perduta e così in una notte d'estate senza luna, s'imbarcarono in segreto, diretti a Costantinopoli. Quella notte segnò la fine del dominio greco in Calabria" (3).&lt;br /&gt;Con questa conquista scompare, non soltanto un dominio, ma una cultura, quella bizantina, che il monasticismo italo-greco, l'eremitaggio, l'ascesi cenobi¬tica, la lingua, il rito, la liturgia, gli scriptoria, l'arte calligrafica, l'innografia, la trascrizione dei codici ed una affascinante architettura, aveva reso la Calabria emula dei grandi centri monastici d'Oriente.&lt;br /&gt;Il crollo della rocca di Scilla segnava, irreversibilmente, il tramonto di un'epoca ed il Mezzogiorno - conteso dagli Imperatori d'Occidente perché considerato parte del Regno Italico, dagli Imperatori d'Oriente per il secolare dominio bizantino e dal Papa che ne ha sempre rivendicato il possesso antico ¬diveniva regno normanno.&lt;br /&gt;Leone IX (1048-1054) aveva tentato, il 1053, un confronto militare con gli Altavilla ma era caduto prigioniero a Civitate.&lt;br /&gt;Dopo i brevi pontificati di Vittorio II (1055-1057) e di Stefano IX (1057-1058), i1 24 dicembre 1058, in Siena e col determinante consiglio di Ildelbrando, i cardinali eleggono Papa Gerardo di Borgogna che assume il nome di Niccolo II.&lt;br /&gt;Particolarmente accorti, i Normanni sanno di non dovere perpetuare col Papa il conflitto e si addiviene, il 1059, allo storico concordato di Melfi: Niccolo II ne riconosce le conquiste e nomina Roberto "Duca di Puglia, di Calabria e di Sicilia".&lt;br /&gt;L'investitura - sotto il profilo formale - è di tipo feudale ma ai fratelli Altavilla basta per sentirsi giuridicamente legittimati nel dominio politico dell'Italia meridionale.&lt;br /&gt;"Io Roberto - questo il rescritto del Guiscardo - per grazia di Dio e di S. Pietro duca di Puglia, di Calabria e prossimamente di Sicilia, giuro che sarò fedele a S. Romana Chiesa, che offrirà ogni aiuto perché S. Pietro detenga ed acquisti "regalie", le possegga con titolo giuridico di possesso, al fine di governare con sicurezza ed onore il Papato romano &lt;br /&gt;promette che non invaderà, non conquisterà e non deprederà il patrimonio di S. Pietro e del Principato: si studierà, anzi, e con retta fede che la S. Romana Chiesa, annualmente, abbia un tributo dalla terra di S. Pietro &lt;br /&gt;s'impegna di rimettere sotto la potestà del Papa tutte le chiese esistenti nel suo dominio e d'essere fedele soltanto alla S. Romana Chiesa &lt;br /&gt;di prodigarsi perche - dopo la morte del pontefice - sia eletto dai cardinali, dal clero e dal popolo di Roma un Papa, tutto determinato all'onore di S. Pietro. Io Roberto" (4).&lt;br /&gt;Per il Concordato di Melfi la politica ecclesiastica dei Normanni è tutta determinata alla rilatinizzazione del Mezzogiorno e che si attua attraverso il ritrasferimento delle diocesi calabresi di rito greco dalla giurisdizione del Patriarca di Costantinopoli a quella del Vescovo di Roma, il riordinamento delle diocesi ed un più esteso e rafforzato insediamento del monachesimo latino-occidentale.&lt;br /&gt;Delle "Tres Tabernae" (5) scompaiono Taverna e Stilo e con esse la diocesi di Amantea.&lt;br /&gt;Si istituiscono "nuove" la diocesi di Catanzaro (6), di S. Marco Argentano, di Martirano e di Mileto nella quale va a confluire tutto il vasto territorio ecclesiastico di Vibona e Tauriana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le diocesi calabresi in età normanna &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Metropolia di Reggio - sec. IX - :Reggio-Gerace-Squillace-Nicotera-Tropea-Nicastro-Crotone-Oppido-Bova-Catanzaro &lt;br /&gt;* Metropolia di S. Severina - sec. IX - : S. Severina-Isola C. R.- Umbriatico-Strongoli-Belcastro-Cerenzia-S. Leone. &lt;br /&gt;* Metropolia di Cosenza: Cosenza-Martirano &lt;br /&gt;* Arcidiocesi senza suffraganee: Rossano&lt;br /&gt;* Soggette alla S. Sede: Mileto-Cassano-Bisignano-Malvito-S. Marco (7) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(nota)&lt;br /&gt;- REVISIONE delle diocesi dopo il Concordato del 21 marzo 1818 tra Pio VII e Ferdinando I: Le diocesi sono ridotte da 25 a 18.&lt;br /&gt;- DECRETO Congregazione di Visconi: Denominazione e Sede delle diocesi in Italia: 30.09.1986. Le diocesi passano da 18 a 12.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisivo - per lo sviluppo della vita ecclesiastica - l'insediamento ed il rafforzamento del monachesimo di regola benedettina: &lt;br /&gt;-nella Calabria settentrionale s'afferma &lt;br /&gt;*S. Maria di S. Eufemia (Nicastro), &lt;br /&gt;*S. Maria della Mattina (S. Marco), &lt;br /&gt;*S. Maria di Camigliano (Tarsia-Rossano) &lt;br /&gt;-ed in quella meridionale: &lt;br /&gt;*la SS.ma Trinità e S. Michele Arcangelo (Mileto) e &lt;br /&gt;*S. Maria Cattolica e dei XII Apostoli (Bagnara), fondata dal conte&lt;br /&gt;   Ruggero nel 1085 ed affidata ai Canonici Regolari di S. Agostino (8).&lt;br /&gt;*Sono coevi, sull'altipiano serrese -in diocesi di Squillace- la nascita della&lt;br /&gt;  Certosa di S. Maria e di S. Stefano del Bosco e gli insediamento circestensi&lt;br /&gt;  della Sambucina di Luzzi e di S. Maria di Corazzo (9).&lt;br /&gt;*Non mancò neppure un privilegiato aiuto ai monasteri greci fedeli a Roma: a S. Giovanni Cheresti di Stilo, a S. Maria di Popsi di Gerace, a S. Nicodemo di Mammola e a S. Leonardo di Catanzaro.&lt;br /&gt;I vescovi greci intanto vengono man mano sostituiti con vescovi latini e l'elemento greco vi sopravvive solo per il mantenimento -nei pochi monasteri superstiti- del rito greco-bizantino.&lt;br /&gt;Conserveranno la liturgia di S. Giovanni Crisostomo, Rossano -sede arcivescovile autocefala- sino al 1460 e Gerace sino al 1480.&lt;br /&gt;Per quest'opera di riordinamento di tutto i1 sistema istituzionale ecclesiastico condivisibile il positivo giudizio di Ernesto Pontieri: "Il fervore con cui i Normanni riassettarono la chiesa calabrese suscitò in questa regione un risveglio di sentimento religioso che si tradusse in egregie opere civili, artistiche ed assistenziali" (10).&lt;br /&gt;Ma si deve anche ai Normanni -realizzata l'unità politica del Mezzogiorno- l'introduzione del "feudalesimo".&lt;br /&gt;Si istituiscono le Contee di Bova, Martirano, Sinopoli, Squillace, Tarsia e Catanzaro ed assume rilevanza socio-politica la classe dei duchi, dei baroni, dei vassalli, sorretta dal sistema dei diritti feudali che, ignoti all'ordinamento giuridico bizantino, creano, man mano, nella società tensioni e conflitti sociali.&lt;br /&gt;Federico II si trovò così, giovanissimo re, a dovere fronteggiare due gravissimi problemi: l'anarchia dei baroni e l'indebolimento dell'autorità dello Stato.&lt;br /&gt;Cercò di frenare l'anarchia baronale con l'editto "De resigrandis privilegiis", teso a revisionare i titoli di legittimità delle concessioni e dei privilegi feudali, e di dare forza all'autorità dello Stato attraverso un più accentuato potere monarchico, con le "Costituzioni" di Melfi (1231).&lt;br /&gt;Era il tentativo di dare ordine e pacificazione ad una società sociologicamen¬te frammentata e pesantemente ingiusta: vi sopravvive la "schiavitù" come istituto giuridico, vivono una condizione di sfruttamento i coloni ed i contadini, la piccola borghesia non ha rilevanza politica ed è sempre più forte il blocco della nobiltà (militari, baroni, conti), preoccupato di difendere e conservare ogni sorta di privilegio.&lt;br /&gt;B. Croce -con una sensibilità tutta razionalistica- di Federico II esalta "la legislazione ricondotta ad altezza romana e a sistema la tendenza razionalistica al superstizioso e barbarico e passionale procedere che ancora perdurava in altre parti d'Europa: l'idea dell'indipendenza dello Stato dalla Chiesa, non più nella forma dell'invecchiato Impero, né dell'assolutismo cesareo-bizantinoislamitico" (11).&lt;br /&gt;L'idea moderna di Stato non era nata con Federico di Svevia -come ha preteso la storiografia storicista d'ispirazione hegeliana-: aveva avuto una meditata elaborazione col maestro Rufino cui si deve la distinzione tra il "jus auctoritatis" ed il "jus administrationis" in virtù della quale il potere del Papa è nell'imperium spirituale, mentre ai "reges" ed ai "juduces" è riconosciuta una propria, autonoma "jurisditio" (12).&lt;br /&gt;Del resto la distinzione dei poteri era patrimonio della tradizione e punto acquisito di dottrina del magistero della Chiesa come desumibile dalla letteratura patristica e dalla più nota lettera di Papa Gelasio (492-496) all'imperatore Atanasio:&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-q47gFQD580M/TxRtR6Nc3pI/AAAAAAAAAmE/jWTEpVv0US4/s1600/100_0767.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-q47gFQD580M/TxRtR6Nc3pI/AAAAAAAAAmE/jWTEpVv0US4/s400/100_0767.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698299582981398162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Sono due i principi che reggono il mondo: la sacra autorità dei vescovi e il potere del sovrano" (13).&lt;br /&gt;Papa Gelasio riafferma l'autonomia, l'indipendenza e la preminenza del "Sacerdotium" rispetto al potere imperiale che, nella nuova economia cristiana, è chiamato a svolgere funzioni e compiti di ministerialità e di servizio alla causa della fede e della società.&lt;br /&gt;Si è ben lontani dal "teocraticismo" bizantino e non troverà consenso -nel secolo XVII- la concezione "jerocratica" elaborata dal Campanella.&lt;br /&gt;Federico II -lambito da una evidente patina di anticurialismo- è determinato per forme e pratiche di governo di tipo "statalista" e ciò suscita iraconde ribellioni sino a spingere i Morano, i Ruffo e la gran parte della nobiltà calabro-¬sicula a sposare la causa del "guelfismo" papale.&lt;br /&gt;In questo quadro d'acceso antagonismo ha luogo lo scontro campale, presso Spezzano Albanese, tra Manfredi e Bartolomeo Pignatelli, arcivescovo di Cosenza, il quale, dopo la sconfitta, corre a Roma e con mandato di Clemente IV (1265-1268) si porta in Francia e persuade Carlo I d'Angiò a scendere nel Mezzogiorno.&lt;br /&gt;Lo scontro ha luogo il 26 febbraio 1266 a Benevento e Manfredi resta ucciso in battaglia.&lt;br /&gt;A Dante era giunta voce che "Il Pastor di Cosenza" -su suggerimento del Papa- avesse fatto disseppellire il corpo di Manfredi per rigettarne le ossa "fuor del Regno, quasi lungo il Verde dove le tramutò a lume spento" (DANTE: Purg. III, 43).&lt;br /&gt;Ma si tratta di mera leggenda.&lt;br /&gt;Carlo d'Angiò scrisse testualmente al Papa:&lt;br /&gt;"Ego itaque, naturali pietate inductus, corpus insum cum quadam honorifi¬centia sepolturae non tamen ecclesiasticae, trahi feci" (14).&lt;br /&gt;"lo pertanto, mosso da naturate pietà, feci disseppellire lo stesso corpo per una onorata sepoltura, sebbene non ecclesiastica".&lt;br /&gt;Andava in esecuzione -dopo la sconfitta sveva- "Il Capitolato" nella "forma proposta da Bartolomeo Pignatelli" per il quale il regno di Sicilia tornava feudo della Chiesa e Re Carlo diveniva "Vassallo" del Papa.&lt;br /&gt;In Calabria -dopo la stipulazione dell'accordo e la vittoria di Carlo- vescovi ed abati aprirono liti e contenziosi civili per la restituzione dei beni usurpati da parte della nobiltà, legata agli svevi, e fu conflitto duro e largo tra le parti sino al punto di richiamare l'attenzione di Martino IV (1281-1285), costretto ad autorizzare -con Breve del 10 dicembre 1282- il re a porre "castra et arces" -presidi e fortilizi- persino nelle pertinenze ecclesiastiche.&lt;br /&gt;S'accesero, carichi d'odio e ribelli, i "vespri siciliani" (1282): (la Sicilia e la Calabria tornarono terre di contesa e di risse perché  la vecchia nobiltà, proterva ed ostinata, avvicinatasi ai siculo-aragonesi, prese a disseminare non poco scompiglio presso i vescovadi di Reggio Calabria, Nicastro, Martirano, S. Severina, Umbriatico e Strongoli.&lt;br /&gt;Inaudito e barbaro il crimine di Bisignano: un gruppo di facinorosi, al soldo del conte di Corigliano, irruppe nell'episco¬pio uccidendo alcuni parenti del vescovo Federico.&lt;br /&gt;Catturati, poi, lo stesso vescovo, una ventina d'altri familiari, dei chierici e dei laici, li condussero sul confine della città.&lt;br /&gt;E li trucidarono.&lt;br /&gt;Tagliato il capo e le mani del vescovo Federico, lo mostrarono -in orrenda ostentazione- al pubblico. Gettati i resti alle bestie, ne impedirono pietoso seppellimento.&lt;br /&gt;Passarono poi alla rapina delle reliquie, delle croci, dei calici, dei paramenti pontificali e di tutto il tesoro della Chiesa, dividendoselo " (15).&lt;br /&gt;Mandante spietato del delitto, Ruggero Sanseverino, conte di Corigliano.&lt;br /&gt;Se ne ignora il motivo, ma non possiamo non pensare ad una delle tante contese, sorte per la rivendicazione d'un pezzo di feudo, l'esazione delle tasse o il dominio d'un territorio.&lt;br /&gt;Roberto d'Angiò, morto il 19 gennaio 1343, lascia erede sul trono di Napoli Giovanna I e sulla Calabria s'abbattono cinquant'anni di desolazione.&lt;br /&gt;Quasi non fosse bastata la guerra sterminatrice del "vespro" vi sopraggiunge una terribile epidemia che dissemina altra miseria, altra morte ed altri lutti.&lt;br /&gt;Ed è ancora terra contesa, per il dominio dinastico, tra angioini e durazzeschi.&lt;br /&gt;La crisi si fece ancora oscura col malgoverno di Giovanna II e le nostre chiese conobbero -pur esse- nel gran travaglio politico, lunghi e tristi decenni di abbandono spirituale ed istituzionale.&lt;br /&gt;La realtà ecclesiastica è in Calabria -nel '400- pesante, difficile e complessa.&lt;br /&gt;Essa si presenta come un affresco drammatico nel quale l'ombra, rispetto alle poche luci, è dominante ove si pensi ai contenziosi per le commende e per i fitti, per le provviste beneficiali e per le rendite, per l'assegnazione dei vescovadi e delle pingue parrocchie, per la presenza d'un clero analfabeta e corrotto, più incline al litigio per un ducato che avvampante di passione pastorale per la cura delle anime.&lt;br /&gt;IL Regesto di Francesco Russo è la documentazione netta e puntuale dello stato di crisi, di degenerazione e di disgregazione in cui affondava l'organizzazione ecclesiastica.&lt;br /&gt;Galterio -Nunzio Apostolico a Napoli- in data 12 dicembre 1365 è costretto a comminare la scomunica contro Ser Giovanni de Valentino, Decano del Capitolo di Cosenza, ed altri perché colpevoli di appropriazione dei beni del fu arcivescovo di Cosenza Nicola (Caracciolo) e per altri capi d'accusa (16).&lt;br /&gt;Non meno triste -nel secolo XV- lo stato del monachesimo basiliano.&lt;br /&gt;Ce ne ha lasciato memoria documentata Atanasio Calceopilo nel Liber Visitationis: lì dove erano stati trascritti e miniati i Codici, esperimentata la santità dell'ascesi, conosciuta la macerazione del corpo e l'estasi del cuore, l'amore tenero per la Theotokos e l'ineffabile gusto di Dio, vi abitavano l'ignoranza, lo squallore morale, il vizio, la crapula e il turpiloquio.&lt;br /&gt;Si erano come diradate le ombre luminose di Nilo, di Bartolomeo, di Giovanni Theresti, di Ambrogio, di Nicola, di Nicodemo, di Fantno, di Basilio, di Leoluca (17).&lt;br /&gt;Gioacchino da Fiore -con forte tumulto del cuore- sul finire del 1200 aveva gridato e scritto: "Verrà Cristo per espellere dalla sua casa questi mercanti e far vendetta contro i figli di Levi che si sono impinguati della sostanza del Crocifisso; si vendono e si comprano le Chiese; si commette il sacrilegio di ammettere al chiericato tutti coloro che ambiscono ad esso per lucro; vengono respinti coloro che vivono nel rinnegamento e nel nascondimento, mentre vengono associati al clero indifferentemente coloro che posseggono astuzia" (18).&lt;br /&gt;Non sono risparmiati gli stessi monaci:&lt;br /&gt;"Dal tempo di S. Benedetto, sotto cui il popolo cristiano fu confermato nella fede cattolica, è scomparsa dal mondo quella perfezione della vita eremitica quando i monaci cominciarono ad avere fattorie e contadini, e a non avere della gloria monastica altro che il nome" (19).&lt;br /&gt;Gioacchino da Fiore non è in questi spunti e denunzie, ch'erano stati già di Pier Damiani e di Bernardo, e saranno, via via, di Brigida e di Savanarola.&lt;br /&gt;Gli zampillano dal fondo della coscienza, rischiarata dalla luce del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, della cui presenza è segnato il tempo dell'uomo.&lt;br /&gt;La carnatitas e l'animalitas nella Chiesa sono fonte avvelenata di colpe e di tradimenti ma tutto -anche il peccato istituzionale e degli uomini peccatori- è dinamicamente orientato e proteso verso la spiritualitas e la Ecclesia fulgens per cui tocca ai chierici "predicantes, monachi e contemplantes", ritracciarne il cammino di purificazione e di santità.&lt;br /&gt;L'abate florense mai pensò ad un "duplex religionis ordo": il movimento francescano assumerà questa intuizione ecclesiologica come una chiara e precisa profezia sui due ordini religiosi -il francescano ed il domenicano- dando origine a quella posterità spirituale, ambiguamente carismatica ed incerta tra fervore escatologico-apocatittico e pericolosa eresia.&lt;br /&gt;Ferma e limpida l'ortodossia dell'abate Gioacchino, come emerge dall'Epi-stola prologalis o testamento: "Io son pronto a tenere quel che essa (la Santa Sede) ha deciso o deciderà di osservare, a non difendere alcuna dottrina contraria alla sua santa fede, credendo integralmente quel che essa crede ed accogliendo la sua correzione sia in campo morale che dottrinale, respingendo quel che essa respinge, accogliendo quel che essa accoglie, e credendo fermamente che le porte dell'inferno non potranno prevalere contro di essa, anche se le capiterà di venir talvolta turbata o venire agitata dalla tempesta, e che la sua fede non verrà meno sino alla fine del mondo" (20).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-qwqYP9qqyOQ/TxRtlE_br9I/AAAAAAAAAmQ/KS3bi8_B4Uw/s1600/De%2BSillis.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 287px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-qwqYP9qqyOQ/TxRtlE_br9I/AAAAAAAAAmQ/KS3bi8_B4Uw/s400/De%2BSillis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698299912292904914" /&gt;&lt;/a&gt;Non indebito, pertanto, in questa relazione ed in questo convegno, il richiamo dell'abate Gioacchino, ancorato all'ortodossia della fede, docile a Roma e con una esperienza di vita, cristiana e monastica, severissima per cui nessuna sorpresa se i suoi contemporanei lo sentirono e lo venerarono "beatus Joachim".&lt;br /&gt;Francesco d'Assisi -richiamato forse dalla lunga storia del nostro monasti-cismo italo-greco-benedettino e dalla nuova dell'ascetismo contemplativo del "Florense"- scelse di costituire in Calabria una delle prima Provincie-Madri: v'inviò Pietro S. Andrea di Faenza e sorse a Castrovillari il primo convento francescano calabrese.&lt;br /&gt;Dal Pollino, aspro ed inaccessibile, era partito -predatore di terre ed avventuriero incendiario- Roberto il Guiscardo: da l'altipiano di Castrovillari scende, come un fiume caldo di luce, il movimento dei "Minori" che prenderà ad espandersi ed insediarsi nei centri più importanti della regione disponendo, nel 1316, di quattro Custodie e quaranta Conventi.&lt;br /&gt;Nella lotta tra Gregorio IX e Federico II i figli di S. Francesco sposeranno la causa del Papa ma saranno soprattutto accanto alla gente povera, più somi¬gliante a Cristo, nella cui "Passione" è carnalmente iscritta la propria quotidiana sofferenza.&lt;br /&gt;L'albero francescano avrà in Calabria la fioritura della "Riforma Osservan¬te", dei "Minori Cappuccini" e del "Terz'Ordine Regolare" col suo Convento del SS.mo Salvatore in Cropani, onorato e santificato dal "Beato Paolo degli Ambrosi".&lt;br /&gt;Vorrei concludere con un auspicio dell'anima: che il vestir duro nel ruvido sacco di lana, il cingersi con aspra fune, il cilizio, l'andare scalzo, le vigilie lunghe e i digiuni, i1 dormire sulla tavola dura entro un buco di cella che furono del Beato Paolo e di Giovanni Fiore si ripropongano come messaggio di novità di vita, urgente in questo nostro difficile tempo, aperto su l'orizzonte del terzo millennio cristiano.&lt;br /&gt;NOTE&lt;br /&gt;1. G. APPULO: "ignaros fraudis quos fallere vivi non poterant homines defuncti fictio fallit non monasteri tamen est eversio facta nec estirpatus grex est monasticus inde", in Gesta Roberti Guiscardi, 1,II,335 e ss. Ed. M. Mathieu&lt;br /&gt;2. G. MALATERRA: "firmans ei Castrum in Valle Cratesi, in loco qui Scribla dicitur, ad debellandum Consentinos et eos qui in Calabria rebelles erant" in De&lt;br /&gt;rebus gestis Rogerii Calabriae et Sicilia Comitis, in: MIGNE, PL, 149, c. 1108 Ed. Pontieri, BOLOGNA, 1929&lt;br /&gt;3. J. NORWICH: I normanni nel Sud, TORINO, 1974, pag. 154&lt;br /&gt;4. M. SCADUTO: Il monachesimo basiliano, ROMA, 1947, pag. 76&lt;br /&gt;5. R. CARBONELLO: Chronaca Trium Tabernarum, in: Cod. Vat Lat. 4936 - in F. Ughelli: Italia Sacra, IX, op. cit. pp. 487-499 - a cura di Caspar: Der Kronic von Tres Tabernae, 1967 - cfr. Rubino-Teti: Catanzaro, BARI, Laterza, 1987, pag. 171, nota n. 58&lt;br /&gt;6.. CALLISTO Bolladi Callisto 1l, in: G. Santagata: Calabria Sacra, REGGIO CAL., Ed. Parallelo 38, 1974, pp. 119-124&lt;br /&gt;7.  F. RUSSO: Organizzazione ecclesiastica nell'evo bizantino, in: Storia della Chiesa in Calabria, SOVERIA MANNELLI, Rubettino, 1982, Vol. I, pp. 185-215 - Ristrutturazione della Chiesa in Calabria nel 1482, cfr. Cod. Vat. Lat., 9239 e Russo: Rvc, n. 12702-12703-12704-12705-12706&lt;br /&gt;8. F. RUSSO: Storia della Chiesa, op. cit., pp. 382-385&lt;br /&gt;9. F. RUSSO: Storia della Chiesa, op. cit. pp. 400-407&lt;br /&gt;10. E. PONTIERI: Tra i Normanni nell'Italia meridionale, NAPOLI, 2a Ed., 1964, 186&lt;br /&gt;11.  B. CROCE: Storia del regno di Napoli, BARI, Laterza, 1966, pp. 8-9&lt;br /&gt;12.  S. MOCHI ONORY: Fonti canonistiche dell'idea moderna di stato, MILANO, Vita e Pensiero, 1951&lt;br /&gt;13.  GELASIO: Lettera all'imperatore Atanasio, in AA.VV.: Autobiografia della Chiesa -a cura di M. Meslin e J. Loew- FIRENZE, Sansoni, 1981, pp. 160-161&lt;br /&gt;14.  F. RUSSO: Storia della Chiesa op. cit., Vol. IL, pag. 518&lt;br /&gt;15.  F. RUSSO: Rvc, n. 6503 del 23 maggio 1340&lt;br /&gt;16.  F. RUSSO: Rvc, n. 7781 del 12 dicembre 1365&lt;br /&gt;17.  A. CHALKEOPOULOS: Liber Visitationis -a cura di M. H. Laurent e A. Guillou- CITTA' DEL VATICANO, 1960&lt;br /&gt;18. GIOACCHINO DA FIORE: Tractatus  super auattuor Evangelia -a cura di&lt;br /&gt;E. Buonaiuti- ROMA, 1930, pp. 243-248&lt;br /&gt;19.  GIOACCHINO DA FIORE, Concordia Novi et Veteris Testamenti, VENEZIA, 1519, 101&lt;br /&gt;20.  GIOACCHINO DA FIORE: Epistola rologalis, in Concordia, op. cit.&lt;br /&gt;21.  F. RUSSO: Storia della Chiesa, op. cit., pp. 546-547&lt;br /&gt;22.  F. RUSSO: Storia della Chiesa, op. cit., pp. 538-539&lt;br /&gt;23.  E. MISEFARI: Il Consolato dell'arte della seta in Catanzaro. Statuto: anno1519, in  Storia sociale della Calabria, MILANO, Jaca Book, 1976, pp. 187-216&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-8351006883837129179?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/8351006883837129179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/20-chiesa-e-societa-nella-calabria-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8351006883837129179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8351006883837129179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/20-chiesa-e-societa-nella-calabria-del.html' title='21. CHIESA E SOCIETA&apos; NELLA CALABRIA DEL &apos;400 di DON MARIO SQUILLACE (1989)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-OEHDys2Aj10/TxRsi0C-sAI/AAAAAAAAAl4/ry-I0fZYosA/s72-c/100_0809.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-3239403962744306716</id><published>2012-01-16T08:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T12:41:21.491-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>20. I FIORETTI DEL BEATO PAOLO di MARIA LINA STANIZZI (1990)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-eN_S87HVwkw/TxRWFWp4IUI/AAAAAAAAAlU/khCh78U8b_0/s1600/PICT0083.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-eN_S87HVwkw/TxRWFWp4IUI/AAAAAAAAAlU/khCh78U8b_0/s400/PICT0083.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698274078511079746" /&gt;&lt;/a&gt;La Calabria è fiera per l'apporto di alta spiritualità che in tutti i tempi e in tutti i campi ha dato alla Patria comune. Ma è anche fiera della sua bellezza paesistica, che pochi conoscono: "Siamo in fondo allo stivale, nel più bel paese del mondo", scriveva Luigi Paolo Courier, che vi era giunto con l'esercito napoleonico del generate Regnier.&lt;br /&gt;"E' contrada ricchissima di meravigliosi spettacoli della natura", scrisse un altro francese, il Lenormant, nella sua celebre opera "La Magna Grecia". Che cosa sia questa bellezza non è facile dire. Certo dipende dallo spiccato contrasto fra monti e marina, dall'alternarsi di vallate ubertose e cime granitiche arse dal sole, dalla lieve improvvisa apparizione di un paesaggio pieno di luce all'oscura ombra di foreste impenetrabili, dagli ampi orizzonti aperti sui mari, alle numerose gole alpestri, sonore di acque correnti.&lt;br /&gt;Terra di meditazione, si apre tutt'intera con le sue luci abbaglianti e le sue cupe ombre ai pellegrini silenziosi e pensosi della bellezza.&lt;br /&gt;Il suo fascino, lontano dai soliti allettamenti preparati in altri luoghi, a lento ma duraturo; a come quei profumi, che sembra debbano subito svanire, eppure resistono at tempo e penetrano di se ogni cosa.&lt;br /&gt;Politicamente la Calabria si divide in tre province: Catanzaro, Cosenza e Reggio. Nella provincia di Catanzaro,  su di una deliziosa collina, ricca di uliveti, sorge Cropani, quasi sicuramente di origine greca, assai interessante per i suoi monumenti, fra i quali primeggia il Duomo, costruito nel secolo XIV.&lt;br /&gt;La tradizione riporta la data di origine della nostra "Cattedrale" al 1486, in essa hanno officiato 12 canonici e un Arciprete.&lt;br /&gt;Ma Cropani deve ritenersi fortunato perchè ha dato i natali al Beato Paolo d'Ambrosio, nato il 24 gennaio 1432 dall'antica famiglia degli Ambrosi, oggi estinta. Paolo, fin  dall'infanzia, fu esempio di serietà per i suoi coetanei. &lt;br /&gt;Il 12 marzo 1450 entrò nel Convento di S. Salvatore, officiato dai frati del Terz'ordine Regolare di S. Francesco. Si dimostrò sempre diligente e volenteroso negli studi intrapresi, sempre pronto a fuggire il peccato e fermo nel proposito di acquisire quelle virtù evangeliche che lo resero degno di essere consacrato Sacerdote nel 1458.&lt;br /&gt; Sempre caritatevole, casto, ubbidiente, umile, virtuoso, ma soprattutto dedito alla preghiera, devoto della Madonna e amante di Gesù Sacramento, divenne prediletto al Signore e agli uomini. La fama della sua santità si diffuse ovunque; anche dai paesi lontani accorrevano a Lui per preghiere e consigli. Ma, amante della solitudine, perché solo così poteva dedicarsi interamente alla preghiera e vivere di essa, si ritirò in un Convento chiamato di S. Maria dello Spirito Santo in contrada "Scavigna" tra Cropani e Belcastro, dove passò la maggior parse del suo tempo dedicandosi alla preghiera, rubando, spesso, tempo al sonno.&lt;br /&gt;Visse una vita di apostolato, preferendo i poveri che soccorreva e consolava.&lt;br /&gt;Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di preghiera, per manifestare il nostro amore per il Padre che ci ha creato e perché possiamo trovare pace in questo mondo caotico, dove tutti siamo presi dall'ansia di arrivare, di conquistare ed accumulare beni terreni. IL Beato Paolo con la sua vita contemplativa, a cinquecento anni dalla sua morte, continua ad essere per tutti noi concittadini un esempio ed un invito alla preghiera, la sola che dà forza e ci salva.&lt;br /&gt;Il Beato è venerato dai Cropanesi, che nei momenti difficili ricorrono alla sua intercessione ed Egli continua ad operare grazie e prodigi per i suoi concittadini. Paolo diede segni della sua singolarità fin dalla nascita; si narra, infatti, che i vicini, in quella lontana notte del 24 gennaio del 1432, videro la casa degli Ambrosi andare in fiamme; spaventati corsero in aiuto, ma quando arrivarono non videro più le fiamme, ma trovarono la padrona di casa che aveva dato alla luce un bambino a cui fu imposto il nome di Paolo: nome che doveva, poi, diventare tanto caro ai Cropanesi, che in suo onore continuano ad imporlo ai loro figli. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-SxVOzbQiw-k/TxRWd6GQ9kI/AAAAAAAAAlg/gAIpdhgL2uE/s1600/P1050351.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-SxVOzbQiw-k/TxRWd6GQ9kI/AAAAAAAAAlg/gAIpdhgL2uE/s400/P1050351.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698274500342249026" /&gt;&lt;/a&gt;Nell'eremo di Scavigna, spesso, andava a fargli visita sua madre. Paolo, come si può leggere nella breve biografia che il P. Parisi ha scritto del Beato, amò teneramente i suoi genitori, verso i quali fu sempre sollecito, non solo perche gli avevano dato la vita, ma perché gli avevano trasmesso la fede e lo avevano incamminato verso la vita religiosa.&lt;br /&gt;Il suo esempio è molto importante, specialmente nel mondo di oggi dove gli anziani, maltrattati, emarginati, messi in ospizi, muoiono d'inedia e di solitudine.&lt;br /&gt;La tradizione ricorda la madre del Beato con un aneddoto curioso. Si dice che in una delle sue visite a Scavigna portò al figlio un galletto ripieno, fichi bianchi e fichi neri. Tutti e due i doni erano stati ottenuti in modo illecito; infatti, la madre, poiché poverissima, aveva rubato il galletto, entrato per caso in casa sua, e aveva preso i fichi da alcuni alberi del "Fossone", un appezzamento di terreno che si trova lungo la strada per recarsi a Scavigna. Il Santo ringraziò la mamma, ma le disse di riportarsi i doni e di rimetterli nel posto in cui li aveva presi.&lt;br /&gt;La madre, preoccupata, nel ripassare dal "Fossone" posò i frutti su di un fico e, oh meraviglia! I fichi si attaccarono ai rami dell'albero, che da quel giorno produsse fichi bianchi e fichi neri. "L'albero del Beato Paolo", come si chiamò dopo il fatto prodigioso è rimasto in vita fino a 70 anni fa, come testimonia Carolina Guzzetti di anni 82.&lt;br /&gt;Arrivata a casa, la mamma del Beato posò per terra il tegamino col galletto ripieno; a notte, come per miracolo, il galletto si alzò, cantò e andò via. Agli occhi dei non credenti questa testimonianza può sembrare un po' fiabesca e cercheranno di allontanare i fedeli dalla veridicità di essa, ma per i Cropanesi e i credenti tutti è indice della grande santità del Beato Paolo. &lt;br /&gt;Nel 1488 il Beato Paolo partecipò al Capitolo Generale di Montebello di Lodi (Lombardia); lasciò l'eremo di Scavigna per accompagnare il P. Bernardino da Bisignano.  Con lui durante il viaggio visitò molti santuari e luoghi francescani: Roma, Assisi, La Verna, Loreto. Mentre il Beato si trovava in viaggio, morì a Cropani suo padre. I biografi raccontano che Paolo ne venne a conoscenza mentre celebrava ea Massa nella Chiesa di S. Maria della Consolazione in Roma, e affermano che ebbe il dono della bilocazione per assistere suo padre morente. Dopo il Capitolo del 1488, molto commovente fu l'incontro del Beato can la madre, ormai motto anziana, estasiata per la narrazione del lungo viaggio. Ben presto, però, nel cuore della povera mamma subentrò il dolore quando il figlio le disse che presto sarebbe passato all'altra vita per ricongiungersi al Creatore. Per consolare la madre piangente le annunziò che in breve tempo anche lei sarebbe morta e le assicurò che si sarebbero uniti in cielo.&lt;br /&gt;Paolo, prima di morire, manifestò il desiderio che dopo la morte il suo corpo venisse trasportato a Cropani. A morte avvenuta (24 gennaio 1489), i belcastresi, devoti del Beato, reclamarono il suo corpo; ne sorse una lite tra Cropani e Belcastro che si pensò di risolvere affidando il corpo del Santo ad un carro guidato da buoi selvatici. I buoi, come guidati da mani sicure ed esperte, si diressero verso Cropani con grande gioia dei suoi abitanti. I belcastresi, allora, strapparono il mantello al Beato; infatti a Belcastro, fino a 65 anni fa, si facevano solenni festeggiamenti in onore del Santo con Messe e processione del "Mantello", ora non più reperibile. Che sia esistita tale reliquia lo testimonia Filomena Leone, vivente e nativa di Belcastro, sposata e domiciliata a Cropani. Si narra ancora che le ruote del carro lasciarono lungo il percorso dei profondi solchi, rimasti intatti fino a 65 anni fa. Mio nonno paterno, Stanizzi Giuseppe, quando era ancora in vita, soleva indicare a mio padre, allora bambino, questi solchi dicendo che quella era la strada tracciata dal carro che trasportava il corpo del Beato.&lt;br /&gt;Pare, anche, che mentre il corpo veniva trasportato dai buoi selvatici, fosse avvicinato da un contadino che andava a Belcastro per dare l'estremo saluto alla figlia morta. Il contadino si meravigliò molto nel vedere il volto del morto bagnato di sudore, come se avesse fatto un lungo cammino a piedi, allora per compassione prese il suo fazzoletto e lo passò sul volto del morto asciugandone il sudore. Il contadino, poi, proseguì  il proprio cammino; giunto a casa della figlia morta, piangendo si piegò su di essa per baciarla per l'ultima volta, e con il fazzoletto con cui aveva asciugato il sudore del Beato sfiorò il volto della figlia. Subito avvenne un prodigio: la giovane donna riacquistò la vita con grande meraviglia e gioia di tutti i presenti.&lt;br /&gt;Il corpo del Beato venne seppellito nella Chiesa Conventuale dei Religiosi del Terz'Ordine Regolare del SS. Salvatore, che si trovava lontano dall'abitato. Qui vi rimase fino al 23 marzo 1622, anno in cui venne trasferito nella Chiesa di S. Maria delle Grazie presso le mura, ma quando nel 1653 il Convento venne soppresso per ordine di Innocenzo X, il corpo del Beato venne portato nella Chiesa Collegiata, dove attualmente si trova; le reliquie, infatti, vennero incluse in una teca, posta nel petto del busto ligneo del Beato. Il 28 aprite del 1660 l'Ordinario Filippo Visconti confermò l'autenticità delle reliquie, riconfermata, poi, durante la visita pastorale del 16 dicembre 1737, data in cui fu, pure, concessa la licenza per la processione della statua per le vie del paese. Il 1826 Mons. Emanuele Bellarado fece apporre i sigilli all'urna contenente le reliquie.&lt;br /&gt;Per quanto concerne la statua del Beato, si narra che mentre officiava nella Chiesa Madre il Reverendo Michele Apa, adducendo come pretesto il fatto che il Beato Paolo era stato un frate del Terz'Ordine Regolare di San Francesco, fece portare la statua al Convento dei Cappuccini, ma, come per miracolo, il mattino dopo, il Reverendo trovò la statua nella sua nicchia; con ostinazione per ben tre voile la fece riportare al Convento e per tre volte consecutive si manifestò lo stesso fenomeno: il Santo era nella sua nicchia! Don Michele Apa era stupefatto, ma ciò che lo fece desistere dal suo proposito fu l'apparizione del Beato stesso, che molto severamente l'ammoni percuotendolo con la croce che aveva in mano e dicendogli che le sue reliquie con la sua statua dovevano restare nella Chiesa Matrice. Da quel giorno, don Michele iniziò a venerare il Beato con messe e novene. Degno di nota è, pure, un avvenimento accaduto nei primi anni di Ministero a Cropani del defunto Arciprete D. Pullano, che sacerdote novello aveva voluto togliere l'usanza di fare altarini per poggiarvi le statue dei Santi durante le processioni. Avvenne che proprio durante la processione in onore del Beato, 25 gennaio 1930, davanti la casetta ritenuta del Beato Paolo, per ordine dell'Arciprete la statua non venne posata sull'altarino allestito per l'occasione, allora essa divenne tanto pesante che i portatori non poterono procedere oltre e dovettero posare la statua davanti la porta della casa. C'è chi afferma, tra questi Carolina Guzzetti, che il volto del Santo divenne roseo ed imperlato di sudore. Da allora in poi è continuata la devozione di appoggiare la statua del Santo sull'altarino allestito davanti la porta della sua casetta, sita in via Beato Paolo, 36.&lt;br /&gt;Dopo la morte il Beato concesse numerose grazie a coloro che lo invocavano con fiducia; ed è stato sempre solerte benefattore di Cropani, i cui abitanti nei momenti di grande siccità o tempesta ricorrevano al Santo con preghiere e facendo penitenza, ed Egli esaudiva le loro suppliche, a secondo delle necessità, facendo piovere o cessare le tempeste. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-d0A-oHP_GtI/TxRXH9UZ2aI/AAAAAAAAAls/0tjKWGi-OQE/s1600/Processione%2B0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-d0A-oHP_GtI/TxRXH9UZ2aI/AAAAAAAAAls/0tjKWGi-OQE/s400/Processione%2B0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698275222761363874" /&gt;&lt;/a&gt;Io stessa, da bambina, ho assistito ad uno di questi avvenimenti prodigiosi. Ricordo che pioveva in modo torrenziale da diversi giorni; i terreni erano allagati e le case più vecchie sul punto di crollare.  Se avesse continuato a piovere ancora per qualche giorno, sarebbe stata la rovina per molti; allora, come nei momenti di bisogno, si pensò di ricorrere al Beato Paolo: si suonarono le campane a festa, i fedeli accorsero numerosi e ferventi, la statua del Santo fu portata fuori dalla Chiesa; si pregò, si cantarono le litanie dei Santi e, come per prodigio, le nuvole incominciarono a diradarsi e piano piano dileguarsi, fino a far comparire il sereno. Ancora una volta il Beato aveva mostrato la sua benevolenza e la sua protezione su Cropani. Il mio cuore esulta a tale ricordo, per la gioia di essere stata tra coloro i quali assistettero a tale prodigio. Ricordo che officiava il Missionario Padre Paolo Drusini, in sostituzione dell'Arciprete Domenico Pullano, costretto a letto da una paralisi agli arti inferiori.&lt;br /&gt;Che il Beato Paolo continua ad essere benevolo benefattore dei Cropanesi e che esaudisce chi si rivolge a Lui con fiducia lo testimonia Assunta Argirò di anni 69, nata e domiciliata a Cropani, che per l'intervento del Beato nel 1947 ha ricevuto la grazia di guarire di un male, polisierosite specifica, per il quale i medici del Policlinico di Roma non le avevano dato alcuna speranza. Chissà quante altre grazie il nostro Beato ha concesso senza che a noi venisse tramandata alcuna notizia! Cropani, a cinque secoli dalla sua morte, continua a nutrire viva devozione e venerazione; tutti ricorrono a Lui nei momenti del bisogno e ne sono consolati. Possa presto essere scritto nell'albo dei Santi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sottoscritta Stanizzi MariaLina dichiaro che quanto ho scritto si basa esclusivamente su testimonianze di tradizione popolare, tramandate finora oralmente, ma alle quale si crede e si tiene fede.&lt;br /&gt;Cropani 25.01.1990&lt;br /&gt;(segue firma della sig.a Stanizzi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-3239403962744306716?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/3239403962744306716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/19-i-fioretti-del-beato-paolo-di-maria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3239403962744306716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3239403962744306716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/19-i-fioretti-del-beato-paolo-di-maria.html' title='20. I FIORETTI DEL BEATO PAOLO di MARIA LINA STANIZZI (1990)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-eN_S87HVwkw/TxRWFWp4IUI/AAAAAAAAAlU/khCh78U8b_0/s72-c/PICT0083.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-8717698784567420990</id><published>2012-01-16T08:23:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T12:40:54.583-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>19. IL BEATO PAOLO DEGLI AMBROSI DA CROPANI di RAFFAELE PAZZELLI (1989)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;CONFERENZA di RAFFAELE PAZZELLI(1989)&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-ub06UPns-Cg/TxRQCa7iT1I/AAAAAAAAAkk/zIl2PM-MGls/s1600/immagDambrosio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 348px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ub06UPns-Cg/TxRQCa7iT1I/AAAAAAAAAkk/zIl2PM-MGls/s400/immagDambrosio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698267431049514834" /&gt;&lt;/a&gt;Un Santo - è stato scritto recentemente, in occasione dell'elevazione agli onori dell'altare di un'altra anima eletta dell'Italia meridionale-, un Santo non è anzitutto una sorta di campione che compie prodezze, in prestazioni spirituali. Un santo è in primo luogo un uomo sedotto da Dio, che giunge a mettere al servizio di Dio la sua vita intera (1) .&lt;br /&gt;Questa sembra essere una definizione appropriata della santità del Beato Paolo degli Ambrosi, da Cropani. Dalle non molte notizie che abbiamo intorno alla sua vita possiamo facilmente affermare che egli non compì delle prodezze: fu eminentemente un uomo sedotto da Dio, cioé totalmente ripieno di Dio e del suo Spirito, che non si curò delle cose terrene; anzi, dopo averle abbandonate, si curò unicamente delle cose di Dio; e per meglio farlo scelse -quando poté - la via dell'eremitaggio. Lui solo con Dio solo.&lt;br /&gt;In questa relazione, o conversazione, io dovrei intrattenervi sulla figura del Beato Paolo. Però, non è ch'io vengo a "portare vasi a Samo e nottole ad Atene"; cioè non oserei parlare da maestro a voi, sulla vita del Beato Paolo, della quale conoscete tutti i particolari. Purtroppo, sappiamo bene che non sono molte le notizie che i vostri antenati ci hanno lasciato intorno alla sua esistenza. Io amerei, perciò, piuttosto illustrare alcune caratteristiche ben note del Beato Paolo, inserendole nel quadro generate della storia di Calabria, dell'atmosfera che doveva regnare in quegli ultimi anni in queste contrade, e del suo desiderio di solitudine che era anche una qualifica dell'Ordine religioso a cui egli appartenne, specie in quel determinato momento storico: il tutto per illustrare alquanto la personalità del vostro e nostro Beato.&lt;br /&gt;Saranno quattro i punti che tenterò di svolgere:&lt;br /&gt;1. IL Beato Paolo fu un francescano ed un asceta;&lt;br /&gt;2. Si distinse nel riportare la pace fra le famiglie;&lt;br /&gt;3. Ebbe inclinazione alla penitenza e alla contemplazione;&lt;br /&gt;4. Le testimonianze sono unanimi nell'attestare la sua santità; come si spiega che il suo culto non è stato ufficialmente approvato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Beato Paolo fu un francescano e un asceta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Calabria nel passato -scriveva il vostro conterraneo Francesco Russo nel 1976, commemorando il 750 anniversario della morte di san Francesco di Assisi- è stata considerata la terra classica dell'ascetismo" (2) .&lt;br /&gt;Osservava a sua volta recentemente il Pontefice Giovanni Paolo IL, nella sua visita del 5 ottobre 1984: "Per la sua conformazione naturale la vostra regione, posta con i suoi monti fra l'immensità del cielo e quella del mare, si direbbe che spinga spontaneamente alla elevazione verso Dio" (3) .&lt;br /&gt;Una bella riprova di questa caratteristica che forma la "particolare e millena¬ria tradizione di civiltà di questa terra" - come si esprimeva l'altro vostro scrittore Luigi Costanzo - è costituita dalla prontezza con cui la Calabria aprì le sue porte al francescanesimo (4) .&lt;br /&gt;Una riforma radicale - come appunto fu il francescanesimo - viene accettato o respinta a seconda che l'elemento basilare di quella riforma corrisponda o meno alla sensibilità di un popolo. IL fatto che la gente di Calabria aprì subito le braccia al messaggio di Francesco di Assisi sta a dire che la sua sensibilità cristiana riconobbe nell'annunciò di Francesco quello che essa intimamente attendeva.&lt;br /&gt;Il francescanesimo fu subito di casa in questa regione, prima che in altre regioni d'Italia. Quando nel 1217, a soli sette anni dall'inizio ufficiale della predicazione itinerante di Francesco e dei suoi Frati Minori, nel Capitolo generate celebrato in Assisi si decise di raggruppare in province religiose il movimento suscitato dal santo, si costituirono 9 province-madri, 6 in Italia e 3 all'estero, in questo ordine o successione: Lombardia, Marca Anconitana, Calabria, Terra di Lavoro, Toscana, Puglia, Spagna, Germania inferiore e Provenza. La Calabria, in questa configurazione di Italia e di Europa, viene posta al terzo posto, prima di quelle regioni che, anche nel semplice ordine geografico, avrebbero dovuto precederla.&lt;br /&gt;Non sta a me, e non sarebbe questo il tempo, il riaprire qui la dibattuta questione se tale pronta accettazione del messaggio di san Francesco da parte della Calabria sia dovuta at fatto che il monachesimo greco o basiliano, all'inizio di carattere eremitico, si era diffuso in Calabria all'insegna della povertà ed aveva quindi creato, già da secoli, un clima favorevole agli ideali dell'uomo di Assisi. E' certo che ad un attento esame questi ideali hanno punti di riferimento, se non di convergenza, con l'ascesi praticata dal vostro S. Nilo di Rossano e dalla moltitudine di monaci greci della famosa eparchia monastica di Mercurion, posta all'estremità nord-occidentale della Calabria, o (questa pronta accettazione del messaggio di san Francesco) sia piuttosto da collegarsi con le gesta più recenti del celebre abate Gioacchino di Celico o da Fiore (come è meglio conosciuto) che era morto solo 8 anni prima che Francesco iniziasse ufficialmente il suo movimento. Nessuno può negare che il messaggio religioso di Gioacchino ebbe più tardi un'influenza notevole su aspetti e su posizioni particolari (attenzione a queste delimitazioni) del francescanesimo. Prescindendo, dico, dalla soluzione che si intenda dare a questa dibattuta questione, sta di fatto che il francescanesimo attecchì subito nella terra di Calabria, iniziando un'apoteosi di figure calabresi francescane che non si è più chiusa.&lt;br /&gt;Noi siamo qui per ricordarne una: il Beato Paolo degli Ambrosi, da Cropani: notissimo a voi tutti; poco noto al di fuori della Calabria; pressoché ignorato anche nel grande mondo francescano. Perché? IL cercare di dare una risposta persuasiva a questo problema ci porterebbe lontano. Forse vi verrà dalla illustrazione che il P. Gabriele Andreozzi vi farà sulla storia del Terz'Ordine Regolare di san Francesco, l'Ordine a cui egli appartenne. Per il punto che qui ci riguarda non constatiamo che ai veri inizi di quell'epopea francescana si ebbero qui numerosi conventi: a Scalea, a Cosenza, a Bisignano, a Corigliano e poco più tardi, verso il sud, a Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio. "Se si pensa -dice Francesco Russo- che i Domenicani, nello stesso tempo, non avevano in Calabria che un solo convento, quello di Cosenza, ci si può fare un'idea del favore, che vi incontrò il francescanesimo" (5) . La Calabria fu anche al primo posto nell'accogliere la riforma dell'Osservanza, iniziata in Umbria, nel 1368, da Fra Paolucciò Trinci, da Foligno. Infatti dall'opera di Fra Giacomo Oddi, detta La Franceschina, veniamo a sapere che Tommaso da Firenze e Giovanni da Stroncone, due noti propagatori della riforma, furono inviati in Calabria, insieme con il B. Paolo da Sinopoli, discepolo di S. Bernardino da Siena e vi diffusero l'Osservanza in tutta la regione.&lt;br /&gt;"Contemporaneamente all'Osservanza vennero in Calabria i Terziari Rego¬lari francescani, i quali, avanzando dal nord verso il sud, riuscirono a poco a poco a fondare 39 conventi, riuniti in Provincia" (6) .&lt;br /&gt;Si era nella prima meta del sec. XV. S. Bernardino da Siena, infatti, una delle 4 colonne dell'Osservanza, moriva net 1444 e veniva dichiarato santo nel 1450, proprio nell'anno in cui il giovane Paolo degli Ambrosi chiedeva di essere ricevuto nel Terz'Ordine Regolare. Questo avveniva qui a Cropani nel convento del SS. Salvatore, il quale - ci dice il Sordoni, lo storico più illustre del TerzOr¬dine - era stato aperto 10 anni prima, nel 1440 (7) . IL Beato Paolo aveva 18 anni. &lt;br /&gt;Nato qui stesso, a Cropani, dopo una normale fanciullezza e adolescenza, trascorse nell'obbedienza e nello studio, nel bel mezzo dei suoi giovani anni decise di entrare fra i frati del Terz'Ordine Regolare. Nessuno ci dirà mai quali furono le sue motivazioni nello scegliere questa Famiglia francescana, umile e piccola, a paragone della Famiglia dell'Osservanza, già numerosa. E la storia è ugualmente avara di notizie nel descriverci le attività del Beato Paolo da persona adulta; ci dà solo notizie scheletriche. Che cioé divenuto sacerdote per obbedire ai desideri dei suoi superiori, trascorse i suoi anni migliori nell'apostolato fra gente semplice che "numerosa - dicono i suoi biografi - ricorreva a lui per consiglio e per conforto. Si adoperava in modo particolare a confortare le anima afflitte e a riconciliare le famiglie che tanto spesso erano in conflitto tra loro in quei tempi" (8) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Si distinse nel riportare la pace fra le famiglie.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Ob47hYF83QQ/TxRQQ5h1DKI/AAAAAAAAAkw/F9DfbdAEUww/s1600/fotoconvegnocentenario.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 391px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ob47hYF83QQ/TxRQQ5h1DKI/AAAAAAAAAkw/F9DfbdAEUww/s400/fotoconvegnocentenario.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698267679781358754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste espressioni fanno immaginare anni difficili e senza pace, qui in Calabria. E il desiderio di conoscerne di più ci invita a fermarci un istante, ad aprire una parentesi sulle condizioni sociali e civili di questa terra, a metà del sec. XV.&lt;br /&gt;Non erano davvero tempi lieti. In verità, la Calabria non è stata mai una regione fortunata sotto questo aspetto. Alla sua elevatezza culturale non ha corrisposto un' altrettanto felice condizione sociale. Dal lato culturale - annotava il vostro scrittore già ricordato, Luigi Costanzo, - "le luci antelucane della millenaria civiltà della Calabria la rendono veneranda agli studiosi di tutto il mondo" (9). La Calabria infatti fu celebre fin dall'antichità per le figure eminenti alle quali diede i natali. Se possiamo appena ricordarne qualcuna, pensiamo ad Aurelio Cassiodoro (487-583), assunto a primo ministro di Teodorico (520) re degli Ostrogoti, a Cosma, maestro di S. Giovanni Damasceno (sec. VILI), a S. Nilo di Rossano, nel sec. X, in quell'epoca che nella storia d'Italia e della Chiesa è caratterizzata come "età del ferro" o "secolo scuro". Si ricorda poi il prete Scolario Saba che, avendo fatto un viaggio in Grecia, raccolse ben 300 codici con i quali dava inizio alla "prima biblioteca umanistica in Occidente", come afferma Francesco Lo Parco (10). A lui seguì subito Enrico Aristippo (1156), nativo di S. Severina che, venuto a contatto con i lavori letterari greci e innamoratosi della matematica e filosofia, fu tra i primi a tradurre opere di Aristotele, Platone e Tolomeo. Era il sorgere dell'Umanesimo in Italia. Con Gioacchino da Fiore, poi, il nome della Calabria ebbe vasta risonanza in campo internazionale. Per il periodo posteriore ricordiamo solo Bernardino Telesio (1509-1588), naturalista e filosofo, di fama mondiale, nato e morto a Cosenza.&lt;br /&gt;Purtroppo, a questo mondo culturale, notevole ma ristretto a centri cittadini o monastici, non fece mai riscontro un confortevole stato sociale, per la stragrande popolazione di Calabria, specialmente nel periodo che stiamo considerando, cioè verso la meta del secolo XV.&lt;br /&gt;Con la pace di Caltabellotta del 1302 che intendeva mettere fine alla guerra del Vespro, fra Roberto d'Angiò e Federico d'Aragona, iniziava per la storia della Calabria un ciclo di profonda decadenza, dovuta ad un cumulo di cause. Anzitutto quella pace, o tregua, fallì. Angioini e Aragonesi si contesero il dominio di Sicilia e Calabria per secoli (11). La regione di Calabria fu lasciata in abbandono dagli uni e dagli altri. Gli stranieri che avevano ottenuto dalla corte aragonese lo sfruttamento delle miniere divennero gli arbitri dei mercati e delle piccole industrie. La terra che nei primi anni della conquista angioina era stata spezzettata fra una turba di avidi cavalieri francesi, più tardi finì nelle mani di pochi signorotti feudali fra i quali emersero i Ruffo, con Nicola Ruffo, conte di Catanzaro e marchese di Crotone. In breve tempo fu il dominio dei baroni quello che venne a prevalere. IL fiscalismo angioino e aragonese fu tirannico in ogni tempo, cosicché i poveri cittadini, oppressi dalla miseria e dalla prepotenza, furono più volte costretti ad insorgere. La più grande insurrezione fu quella del 1459. E sappiamo che Ferdinando d'Aragona l'affogò nel sangue. La miseria seguitò a regnare sovrana. Comprendiamo allora la frase dell'agiografo: il Beato Paolo "si adoperava in modo particolare a confortare le anime afflitte e a riconciliare le famiglie che tanto spesso erano in conflitto tra loro in quei tempi". In mezzo a quel mondo baronale, sovrastato dalla miseria, si conservava - specie fra i più umili e miseri - quel senso cristiano che non perdeva la speranza in un futuro e vedeva, pur tra le sofferenze, la mano benedicente e protettiva di Dio. Così si spiega l'apertura di cuore con cui la gente semplice di Calabria accoglieva la sua parola. "Paolo, coma usano i santi -ha scritto il vostro P. Remigio - tutti ascoltava con mirabile pazienza e carità, per tutti aveva una parola soave e confortatrice, che scendeva nell'animo degli afflitti, satura di benedizioni e di sollievo" (12). La sua amabilità dovette causare grande concorso di gente, in continuazione. "Il convento era sempre affollato di persone di ogni ceto e condizione, che domandavano di lui" (13): alcuni cominciarono anche a venerarlo, a esaltarlo. IL Beato Paolo comprese che aveva bisogno di maggiore solitudine, per essere con il suo Dio. Ed ecco il nostro 3° punto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ebbe inclinazione alla penitenza e alla contemplazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-yo5MqJWQDx4/TxRQ93ZhUYI/AAAAAAAAAlI/2-YV9TcwfIc/s1600/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 195px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yo5MqJWQDx4/TxRQ93ZhUYI/AAAAAAAAAlI/2-YV9TcwfIc/s400/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698268452303753602" /&gt;&lt;/a&gt;Penitenza e contemplazione erano state una caratteristica di Francesco d'Assisi; una caratteristica trasmessa quasi in eredità ai frati del Terz'Ordine Regolare. Infatti quella parte del Terz'Ordine che si avviò verso la vita regolare, più propriamente religiosa, lo fece principalmente attraverso la vita eremitica e la vita ospedaliera. Gli eremitaggi fuori dell'abitato, insieme con gli ospedali e gli ospizi, furono le forme attraverso le quasi una parte del Terz'Ordine divenne regolare.&lt;br /&gt;Constatiamo anche che nel Terz'Ordine Regolare le figure più nobili di questo periodo - incentrato attorno alla metà del Quattrocento - si distinsero per l'amore alla solitudine. "Dalla Valtellina ai monti della Calabria - ha scritto il Padre Luconi, il primo nostro illustre storico di questo secolo - nella prima metà del Quattrocento è tutto un costruirsi di piccole comunità, più propriamente eremitaggi, luoghi di anime generose, tendenti alla perfezione, lontane dai rumori delle guerre e dei sollazzi" (14) .&lt;br /&gt;Così il Beato Paolo, ad un dato periodo della sua vita si allontanò dal convento del SS. Salvatore in Cropani, divenuto poco adatto al raccoglimento e alla contemplazione per il grande accorrere di fedeli e di devoti e ottenne dai suoi superiori di trasferirsi al solitario eremitaggio di S. Maria dello Spirito Santo, in una contrada chiamata Scavigna, tra Cropani e Belcastro. "In questo luogo del tutto solitario e lontano dal consorzio umano - ha scritto il P. Parisi - il Beato Paolo trascorse buona parte della sua vita religiosa, tutto dedito alla mortificazione, alla penitenza e alla contemplazione più profonda" (15). IL Bordoni infatti scriveva già a metà del Seicento: "Per la maggior parte [di sua vita] rimase nel convento di S. Maria dello Spirito Santo di un'altra terra, chiamata Scavigna, che era un luogo remoto dai rumori mondani ('a saecularibus motus'), più adatto alla preghiera a alla contemplazione, che non il convento di Cropani" (16) .&lt;br /&gt;Per indicare come questo genere di vita fosse connaturate ai membri del Terz'Ordine Regolare in quel periodo, basterebbe ricordare l'altra eminente personalità del Quattrocento, con cui il Beato Paolo ha tanta somiglianza, quasi una similarità: il Beato Geremia Lambertenghi da Como. Era contemporaneo del Beato Paolo, essendo nato nel 1440, cioé solamente 8 anni dopo il Beato Paolo. Anch'egli aveva dato l'addio al mondo in giovane età, ritirandosi sul monte Brunate, sopra la città di Como, abitato dai nostri eremiti. Divenuto più tardi sacerdote, anch'egli solo per volontà dei suoi superiori, divise la sua vita tra la solitudine e l'apostolato.&lt;br /&gt; Dopo 15 anni a S. Donato, sul monte Brunate, il luogo non era più solitario. Essendosi diffusa per tutta la città di Como, alle falde di quel colle, la fama delle sue virtù, - cosi si esprime il suo biografo -, molti fedeli accorrendo a frotte at suo eremitaggio lo distoglievano dal suo raccoglimento; allora chiese ed ottenne di trasferirsi ad un altro eremitaggio dei frati del Terz'Ordine, quello di S. Maria di Pizzichettone in Montebello (17) . IL Beato Geremia era ancora a Montebello nel 1488, quando i1 25 aprile di quell'anno si tenne in quel convento il XV Capitolo Generale dell'Ordine. Dalla lontana Calabria vennero il P. Provinciale, P. Bernardino da Bisignano e il Delegato Provinciale, P. Paolo degli Ambrosi. Sappiamo infatti che in quell'anno il Beato Paolo partecipo a quel Capitolo Generale. IL Bordoni lo dice "socius", cioé accompagnatore del Provinciale. Quello che a noi preme sottolineare è il fatto - sinora non notato da altri - che queste due grandi anime del Terz'Ordine Regolare, le sue due più illustri per il sec. XV, si siano incontrate. Nessuno ci dirà mai quello che si sono detto. Sappiamo però che pochi giorni dopo la morte del Beato Paolo, in data 8 febbraio 1489 veniva affidato a Fra Geremia Lamberten¬ghi l'alto incarico di costruire una chiesa al Piratello di Imola, sulla via Emilia, dove l'anno prima, i1 27 marzo 1488 il pellegrino cremonese Stefano Mangelli, diretto alla santa Casa di Loreto, aveva ricevuto l'ordine da parte della B. Vergine di rendere a Lei "particolari onori" in quel luogo. Il fatto, riconosciuto autentico dall'autorità religiosa, aveva create grande scalpore in tutta l'Italia del nord. La nobile Caterina Sforza, vedova di Girolamo Riario, signore di Imola e di Forlì, chiese al Papa Innocenzo VILI il permesso di far erigere essa stessa al Piratello una chiesa ed un convento per i religiosi a cui affidarla. Le autorità ecclesiastiche e civili di Imola furono concordi nello scegliere come Ordine religioso a cui affidare la fabbrica e la custodia "il nostro Terz'Ordine Regolare, la cui fama di zelo e di religiosa osservanza - ha scritto il Parisi - era ben nota in Romagna anche per avere esso ordine un convento nella vicina città di Forlì" (18). &lt;br /&gt;Io sono proclive a pensare che - considerata la notorietà della cosa e il parlarne che se ne face proprio nei giorni in cui il Beato Paolo era in viaggio di andata verso Montebello - si fermasse anche lui, nel suo viaggio di ritorno, al Piratello, a venerare la B. Vergine. Se - come la tradizione ci attesta - il Beato Paolo aveva intenzione di fermarsi alla santa Casa di Loreto, trovò il Piratello lungo la sua strada, essendo il Piratello, tanto allora come adesso, lungo la via Emilia, nelle vicinanze della città di Imola: quella via Emilia che ogni viandante che va dal nord-Italia verso la Marca di Ancona è obbligato a percorrere. Il Beato Paolo non poté di certo prevedere che il suo amico Fra Geremia da Como che egli aveva lasciato da pochi giorni, avrebbe trascorso ben 18 anni, dal 1489 al 1508 in quel luogo, accanto a quella prodigiosa immagine della Madonna, "edificando la chiesa e il convento che ancora si ammirano e contribuendo attivamente a diffondere il culto e la devozione alla B. Vergine del Piratello, a tutt'oggi patrona e protettrice della città e diocesi di Imola" (19). Ritornato alla sua amata solitudine di Scavigna, il Beato Paolo non aveva ormai più alcun desiderio terreno. Nel suo peregrinare all'Italia del nord, aveva visitato le sacre Basiliche romane ed ammirata la loro magnificenza. Ormai era suo unico anelito visitare la Basilica del cielo, ed ivi rimanere in compagnia del suo Signore, che egli aveva fedelmente servito. Gli storici sono concordi nel dirci che, avendo conosciuto, per grazia particolare, la data della sua prossima morte, vi si preparò nella solitudine e nel silenzio. Dopo aver esortato i frati del suo eremitaggio a perseverare nel loro tenore di vita, dedicato a Dio, rendeva la sua bella anima al Signore il 24 gennaio 1489, a soli 57 anni di età. Essi, gli storici, ci dicono ugualmente che iniziava subito quella epopea di miracoli e grazie che avrebbe tenuto vivo fino ai nostri giorni, il suo ricordo e la devozione verso di lui tra la buona gente di Calabria (20) . Infatti, tutte le testimonianze che abbiamo, di qualsiasi ordine ed origine, relative alle varie fasi della vita del Beato Paolo sono unanimemente  concordi nel descriverci una eminente santità, nella pratica di ogni virtù e in modo particolare della penitenza, amore alla solitudine e alla contemplazione. Sappiamo anche che più di una volta fu iniziato nella diocesi di Catanzaro un regolare processo canonico per comprovare l'esistenza di un culto, reso ininterrottamente al Beato, sin dal giorno della sua morte. Ci si affaccia allora la gravosa questione che forma il nostro quarto punto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-LCpLuOYtkf4/TxRQsdURZTI/AAAAAAAAAk8/nvJ1k5xR86c/s1600/S1054806.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 264px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-LCpLuOYtkf4/TxRQsdURZTI/AAAAAAAAAk8/nvJ1k5xR86c/s400/S1054806.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698268153244640562" /&gt;&lt;/a&gt;4. Le testimonianze e il culto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le testimonianze sono unanimi nell'attestare la santità di vita del Beato Paolo, come si spiega che il suo culto non è stato a tutt'oggi ufficialmente approvato dall'autorità ecclesiastica?&lt;br /&gt;La risposta più appropriata - anche se, sotto qualche aspetto, possa apparire alquanto presuntuosa - sembra potersi cosi formulare: quando si tratta di un'anima eletta che appartenne ad un ordine o congregazione religiosa ben determinata, il suo possibile processo di canonizzazione e quindi il riconoscimento ufficiale della sua santità è intimamente connesso con l'interessamento, l'attività e, ultimamente, le vicende di quell'organismo a cui appartenne. Si sa bene che, affinché una causa di canonizzazione proceda speditamente, è necessaria, anzi indispensabile, una azione assidua, continuativa, per decenni. Quando, per le più svariate ragioni, i confratelli o le consorelle di quel Servo o Serva di Dio non possono occuparsi della sua causa di canonizzazione, quella causa non fa progressi e ben presto viene abbandonata.&lt;br /&gt;IL P. Andreozzi vi dirà delle difficoltà che il Terz'Ordine Regolare di S. Francesco incontrò nella sua esistenza dal Cinquecento in poi e come non fu in grado di interessarsi dei suoi santi e beati, se non recentemente.&lt;br /&gt;Io vi intratterrò sopra una sola di queste difficoltà, che fu però, forse, la più determinante: il decreto del 1652 con cui il pontefice Innocenzo X chiudeva e sopprimeva i cosiddetti "piccoli conventi", quei conventi, di qualsiasi Ordine religioso, in Italia, che avessero meno di sei religiosi. Nella lista di questi conventi "soppressi" vi erano i nomi di Cropani, Belcastro e altri luoghi della Calabria. I Terziari Regolari dovettero abbandonare questa terra. Per chi desidera saperne di più, ecco i particolari. IL provvedimento non venne all'improvviso, come un fulmine a ciel sereno; era stato in certo qual modo preparato. Già il concilio di Trento, nella sua ultima seduta (3.12.1563), aveva ordinato che in ogni convento o monastero vi fossero tanti religiosi quanti potevano essere convenientemente mantenuti dai redditi del monastero o dalle elemosine ordinarie. Sotto il pontefice Clemente VILI (1592-1605), nel 1601, era già stato ventilato un progetto che stabiliva un numero minimo di 12 frati per convento e la soppressione di quelli con meno religiosi. C'era stata anche la proposta di alcuni vescovi di assoggettare agli Ordinari dei luoghi i conventi più piccoli. Per allora non se ne fece nulla. Le cose cambiarono al tempo di Innocenzo X (1644-1655). Nel marzo 1649 veniva istituita una commissione di inchiesta "con le mansioni di esaminare l'amministrazione e la situazione patrimoniale e finanziaria dei conventi; e decretare la soppressione e la chiusura dei piccoli conventi ove non poteva risiedere una comunità di religiosi, formata giuridicamente" (21). Il relativo documento pontificiò parlava di conventi in cui, per la scarsità dei soggetti, non si potesse avere una "regolare osservanza". La commissione però non aveva il compito "di indagare sulla vita spirituale dei frati nei conventi, ma solo sui beni da essi posseduti". L'espressione "regolare osservanza" si intendeva nel senso prettamente giuridico di frequenza al coro, mantenimento della clausura e della vita comune. Quando si conobbero le direttive di questa commissione, vi furono reazioni. "I Procuratori generali degli Ordini Mendicanti chiesero di essere consultati in una faccenda di così grave interesse delle Religioni" (p. 15) e prepararono le ragioni da presentare alla S. Congregazione dei Regolari, "per le quali - cosi vi si legge - stimano non doversi sopprimere quei conventi che per la tenuità delle entrate non potessero alimentare sei frati". Fra esse vanno notate le seguenti, sicuramente valide "perche -vi si dice- essi mantengono le sacre liturgie nei villaggi"; perché "dai luoghi dei piccoli conventi vengono ottime vocazioni"; perché "sono di vantaggio, quale punto di riferimento, per i religiosi che viaggiano" (22).&lt;br /&gt;Sfortunatamente queste ragioni non dovettero essere ritenute valide se di fatto il 15 ottobre 1652 veniva emanata la bolla Instaurandae regularis disciplinae con cui "si dichiaravano soppressi tutti i conventi in cui abitavano meno di sei religiosi". Vi si diceva anche che l'elenco completo dei conventi soppressi verrebbe fornito dalla S. Congregazione del Regolari ai Procuratori Generali dei singoli Ordini il 25 ottobre dello stesso anno. "Dei Francescani - annota Ferdinando Mastroianni - i Minori persero solo 13 conventi, i Conventuali ben 442, i Terziari Regolari 58" (23), di cui -precisiamo noi- nove in Calabria. IL nostro Francesco Bordoni, Procuratore generale del tempo, ci ha conservato, fra i documenti del suo Archivium, la lettera della S. Congregazione con l'elenco di questi 58 conventi soppressi. Per quel che ci riguarda essa dice: "Fra gli altri conventi delle Religioni, che nell'Italia e isole circonvicine la S. di N. S. ha suppressi nella constitutione pubblicata a 22 del corrente mese d'Ottobre 1652, la Sacra Congregazione deputata da S. B. sopra lo stato dei Regolari ha dichiarato che in cotesta Religione del Terz'Ordine di S. Francesco, sono rimasti suppressi e estinti li conventi infrascritti, ciòé: Nella Provincia di Calabria, Terranova, Cropani, Zagarise, Amanchea, Domanico, Magisano, Cuti, Belcastro, Pietrafitta" (24).&lt;br /&gt;"Conseguenze di particolare gravità - afferma Emanuele Boaga - si ebbero non solo per gli istituti più colpiti dal provvedimento, ma anche per la cura pastorale soprattutto di piccoli centri rurali" (25). G1i storici della Chiesa, quando indagano sulle cause della decadenza della vita cristiana nelle campagne d'Italia lungo il Settecento, annoverano quasi sempre, fra esse cause, la scomparsa dei religiosi dai piccoli comuni e frazioni d'Italia, in seguito a questa soppressione dei piccoli conventi, operata a meta Seicento. Per ciò che ci riguarda osserviamo. La scomparsa di questi conventi segnò per il Terz'Ordine Regolare in Calabria l'inizio di un declino che venne in seguito ripetutamente aggravato e accelerato dagli eventi di fine Settecento e primi decenni dell'Ottocento. Dopo il 1818 ai Capitoli Generali dell'Ordine non sono più presenti i rappresentanti della Provincia di Calabria. Ai pochi Capitoli Generali che si potettero in seguito celebrare per il resto del secolo saranno presenti solamente i vocali di Marche-Umbria, di Sicilia e, saltuariamente, di Dalmazia (26).&lt;br /&gt;Mancò, quindi, nel Terz'Ordine Regolare, chi potesse interessarsi delle cause di canonizzazione, data l'esiguità di numero dei religiosi che riuscivano a far sopravvivere l'Istituto. Tutto ciò spiega sufficientemente, credo, come e perché, per la causa del Beato Paolo, al 1990, noi siamo ancora solo in cammino.&lt;br /&gt;L'augurio sincero - fondato sulla realtà di un interesse nuovo ed intenso - è che la causa di canonizzazione riprenda velocemente il suo iter e giunga presto alla meta desiderata.&lt;br /&gt;Un ultimo particolare. Al momento della sua forzata partenza da Cropani i Terziari Regolari, che avrebbero voluto portare con sé i resti del Beato Paolo, acconsentirono alfine che il corpo del beato venisse trasferito alla Chiesa Collegiata o Matrice, con la condizione però che, nell'eventuale riapertura di un loro convento in Cropani, le reliquie fossero a loro riconsegnate, per essere pubblicamente venerate nella loro chiesa. Penso che questa condizione che rappresenta un patto intercorso fra il Terz'Ordine Regolare e la città di Cropani sia tuttora valida.&lt;br /&gt;Voglia il Cielo che in un prossimo futuro questa condizione possa essere posta in atto, tramite una rinnovata presenza del Terz'Ordine Regolare nella vostra Città. Grazie per l'ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE:           IL BEATO PAOLO AMBROSI                          &lt;br /&gt;1 ALFONSO POMPEI, Il Beato Antonio Lucci, dei Frati Minori Conventuali, Messaggero, Padova 1989, p, 7.&lt;br /&gt;2 FRANCESCO RUSSO, San Francesco e la Calabria, Castrovillari, 8 ottobre 1976. -750 anniversario del Transito di S. Francesco, s.p. &lt;br /&gt;3. GIOVANNI PAOLO IL, in l'Osservatore Romano, Città del Vaticano, 6 ottobre 1984.&lt;br /&gt;4. LUIGI COSTANZO, Uno storico calabrese, in Francesco Russo, Scritti storici calabresi, Napoli 1957, p. VIL.&lt;br /&gt;5. FRANCESCO RUSSO, San Francesco e la Calabria, cit., s.p.&lt;br /&gt;6. Ibidem.&lt;br /&gt;7. Cf FRANCESCO BORDONI, Chronologium sive Historia TertIl Ordinis S. Francisci. Parma 1658.&lt;br /&gt;8. GIOVANNI  FIORE DA CROPANI, Sommario della Vita del B. Paolo da Cropani, da Calabria illustrata IL, Napoli 1743, p. 81.&lt;br /&gt;9. L. COSTANZO, Uno storico calabrese, cit., p. VIL.&lt;br /&gt;10. Cf FRANCESCO RUSSO, Scritti storici calabresi, Napoli 1957, p. 277.&lt;br /&gt;11. La dinastia degli Angioini, nel ramo italiano resse il regno di Sicilia e di Napoli dal 1266 al 1382; nel ramo collaterale di Durazzo resse il regno di Napoli dal 1386 al 1435. La dinastia Aragonese iniziò ufficialmente, comin¬ciando dalla Sicilia, nel 1392.&lt;br /&gt;12. REMIGIO ALBERTO LE PERA, ofmCap., Vita del Beato Paolo D'Ambrosio da Cropani. IL edizione 1989, p. 23.&lt;br /&gt;13. Ibidem.&lt;br /&gt;14. RANIERO LUCONI, T.O.R., Il Terzo Ordine Regolare di S. Francesco. Bisson &amp; Leopardi, Maccrata 1935, p. 360.&lt;br /&gt;15. GIOVANNI PARISI, T.O.R., Florilegio serafico del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco. S. Lucia del Meta (ME) 1968, p. 134.&lt;br /&gt;16. FRANCESCO BORDONI, T.O.R., Controversiae morales. Tip. Corbelletti, Roma 1652, p. 192.&lt;br /&gt;17. Cfr G. PARISI, Florilegio serafico, cit., p. 157.&lt;br /&gt;18. Idem, p. 161.&lt;br /&gt;19. Idem, p. 166.&lt;br /&gt;20. Cfr REMIGIO A. LE PERA, Vita del B. Paolo, cit., pp. 28-37.&lt;br /&gt;21. FERNANDO MASTROIANNI, L'inchiesta di Innocenzo X sui conventi cappuccini italiani (1650). Analisi sui dati. Roma 1985, 15.&lt;br /&gt;22. Ibidem.&lt;br /&gt;23. Idem, p. 26.&lt;br /&gt;24. FRANCESCO BORDONI, T.O.R., Archivium Bullarum Privilegiorum Instrumentorum et Decretorum Fratrum et Sororum Tertii Ordinis S. Francisci, Parma 1658, pp. 913-914.&lt;br /&gt;25. EMANUELE BONAGA, Aspetti e problemi degli ordini e congregazioni religiose nei secoli XVIL-XVILI, in Problemi di storia della Chiesa nei sec. XVILXVILI, Ed. Dehoniane, Napoli 1982, p. 112.&lt;br /&gt;26. Cfr RAFFAELE PAZZELLI, T.O.R., Le Province nella storia del Terz'Ordine Regolare di san Francesco in Analecta TOR XX( (1990).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-8717698784567420990?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/8717698784567420990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/18-il-beato-paolo-degli-ambrosi-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8717698784567420990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8717698784567420990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/18-il-beato-paolo-degli-ambrosi-da.html' title='19. IL BEATO PAOLO DEGLI AMBROSI DA CROPANI di RAFFAELE PAZZELLI (1989)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ub06UPns-Cg/TxRQCa7iT1I/AAAAAAAAAkk/zIl2PM-MGls/s72-c/immagDambrosio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-4867018820372004021</id><published>2012-01-16T07:51:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T12:40:29.393-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>18. UN ASTRO DI VITA EVANGELICA di Padre LINO TEMPERINI, T.O.R. (1989)</title><content type='html'>Padre LINO TEMPERINI T.O.R.&lt;br /&gt;Vicario Generale del Terz'ordine Regolare di San Francesco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN ASTRO DI VITA EVANGELICA NELLA COSTELLAZIONE DELLA SANTITA' FRANCESCANA (1989)&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-5pI5YfOyDKY/TxRIef8zXtI/AAAAAAAAAkY/QbBcRzbC29w/s1600/100_0774.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5pI5YfOyDKY/TxRIef8zXtI/AAAAAAAAAkY/QbBcRzbC29w/s400/100_0774.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698259117340319442" /&gt;&lt;/a&gt;Ci ritroviamo insieme questa sera per ricordare, a cinquecento anni dal suo transito, il Beato Paolo Ambrosio, d'Ambrosio o De Ambrosis (1432-1489), gloria di questa cittadina di Cropani. Egli, oltre ad essere portatore personale di un grande messaggio di fede e di umanità, assurge anche a simbolo di numerosi altri cittadini che nei secoli hanno espresso i grandi valori dell'esistenza, benché rimasti nell'oblio della storia e della cronaca. Parroci zelanti, padri e madri di famiglia, responsabili della società civile, umili lavoratori dei campi e dell'artigianato, eroici difensori della libertà e vittime delle guerre o di altre forme di violenza.&lt;br /&gt;La nostra celebrazione vuole associare, in un unico concerto di amore, la figura carismatica del Beato Paolo e tutti gli altri protagonisti della vita cropanese, più o meno conosciuti o ignorati.&lt;br /&gt;L'epoca del Beato Paolo de Ambrosis  è carica di fermenti innovatori e di grandi speranze. All'euforia umanistica, che si ispira ai canoni della cultura greco-romana, a dimensione soprattutto antropocentrica, si accompagnano ben presto profonde istanze religiose. Per vivere una più compenetrante esperienza di Dio, molti lasciano tutto e si dedicano alla vita eremitica. Altri scelgono di attuare più intensamente il vangelo vivendo in fraternità. E mentre attendono alla santificazione personale e testimoniano il rigore della propria fede, molti cristiani "impegnati" svolgono parallelamente servizi di apostolato attivo.&lt;br /&gt;In questo clima di rinnovato fervore cristiano si aprono eremitaggi, si animano comunità di fratelli, si organizzano federazioni di insediamenti "religiosi". Le Famiglie Francescane sono percorse da fremiti di autenticità e di ritorno alle più genuine sorgenti del vangelo. I penitenti o terziari di S. Francesco si moltiplicano nell'ansia di perfezione evangelica, si espandono, si organizzano, si strutturano in costellazioni ecclesiali.&lt;br /&gt;Ai tempi del Beato Paolo in Italia (includendo anche l'area della Dalmazia con circa 10 conventi) risultano almeno 120 "loci" o insediamenti, dove vivono, pregano e lavorano i Terziari Regolari Francescani, con stile eremitico o in fraternità. Nella fervorosa Calabria vi erano all'incirca 10 "luoghi" di penitenza e due, successivamente, in questa devota cittadina di Cropani. E' qui che ha inizio la vicenda spirituale del Beato Paolo e qui sarà accolto il suo corpo dopo I'abbracciò di sorella morte.&lt;br /&gt;Ma veniamo al dunque. Il ricordo di un cristiano e frate francescano che si è distinto per santità di vita e per l'efficacia della testimonianza evangelica, non può essere ridotto a semplice commemorazione storica e distaccata, anche se compiuta con serietà e partecipazione. Mi viene in mente il monito di s. Francesco ai suoi discepoli: è grande vergogna per noi il fatto che i santi operarono con i fatti e noi ci vantiamo nel raccontare le opere che essi fecero (cf. Adm 6,4), ciòè senza imitare il loro esempio.&lt;br /&gt;Sta appunto qui l'aspetto cruciale del problema. La celebrazione dei meriti del Beata Paolo implica una forte carica di proiezione attualizzante, anche se in forme nuove ed adeguate. Come possiamo rimanere indifferenti di fronte alla scelta radicale di seguire Cristo più da vicino, scelta che il giovane Paolo affronta con ammirevole coraggio il 20 marzo 1450, a diciòtto anni di età?&lt;br /&gt;Per noi - persone del ventesimo secolo - assumono valenza dinamica anche le numerose virtù cristiane, vissute con particolare generosità dal Beato Paolo: la ferma decisione di lasciare tutto per scegliere Cristo e il suo messaggio, il gusto della preghiera e della parola di Dio, il distacco dal mondo e l'apostolato itinerante, la perseveranza nelle mortificazioni, lo spirito di servizio, l'attenzione ai poveri, l'impegno nella formazione intellettuale che fornisce validi principi all'azione contro la superficialità e il vuoto della pretesa.&lt;br /&gt;In piena sintonia con tutte le creature sull'esempio di s. Francesco, egli sa scoprire ogni giorno di più sempre nuove meraviglie del Creatore. La sua contemplazione si illumina continuamente di nuove luci creaturali e divine. Come vediamo, i moderni fautori dell'ecologia non sono arrivati per primi nelle legittime esigenze di valorizzare la natura!&lt;br /&gt;Non possiamo, poi, dimenticare che il Beato Paolo si adoperò con grande zelo per promuovere la vita francescana e, in particolare, per diffondere e consolidare il Terz'Ordine di S. Francesco. Fondatore di conventi e protagonista, testimone e padre, umanissimo e ricco di speciali carismi, operoso e contemplativo, il Beato Paolo rimane ancora oggi un motivo di gloria e un messaggio di vita. La sua figura di sacerdote francescano della penitenza ci incoraggia a prendere sul serio il vangelo, ci addita le vie ed i volti dell'impegno per una società più umana e più cristiana, ci sprona a lasciarci coinvolgere nella costruzione di un mondo nuovo nell'amore e nella speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-4867018820372004021?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/4867018820372004021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/un-astro-di-vita-evangelica-di-padre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/4867018820372004021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/4867018820372004021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/un-astro-di-vita-evangelica-di-padre.html' title='18. UN ASTRO DI VITA EVANGELICA di Padre LINO TEMPERINI, T.O.R. (1989)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5pI5YfOyDKY/TxRIef8zXtI/AAAAAAAAAkY/QbBcRzbC29w/s72-c/100_0774.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-1912321188965219607</id><published>2012-01-16T06:23:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T14:47:54.077-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>25. LETTERA DEL MINISTRO GENERALE NEL QUINTO CENTENARIO DELLA MORTE DEL BEATO PAOLO DE AMBROSIS DA CROPANI, TOR. (1988)</title><content type='html'>4 ottobre 1988. Il Ministro Generale del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, Rev.mo P. Giuseppe Angulo Quilis, indirizza una lettera a tutti i fratelli e sorelle del Terzo Ordine Regolare e Secolare di S. Francesco della Penitenza, nel quinto centenario della morte del Beato Paolo de Ambrosis da Cropani.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prot. n. 82/88&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-NmLFu1yuH20/TxRDCr9yF_I/AAAAAAAAAjo/-1AEJgLFbHg/s1600/Lettera%2Bdel%2Bministro%2Bgenerale.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 287px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-NmLFu1yuH20/TxRDCr9yF_I/AAAAAAAAAjo/-1AEJgLFbHg/s400/Lettera%2Bdel%2Bministro%2Bgenerale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698253141971179506" /&gt;&lt;/a&gt;A tutti i nostri cari fratelli e sorelle del Terz'Ordine Regolare e Secolare della Penitenza di San Francesco, nel QUINTO CENTENARIO DELLA MORTE DEL BEATO PAOLO DE AMBROSIS DA CROPANI, PACE E BENE.&lt;br /&gt;Il nostro caro confratello P. Gabriele Andreozzi, T.O.R., Postulatore Generale, mi ha chiesto che vi scriva una lettera. Ho pensato seriamente: Non scrivo abbastanza lettere? Quanti fratelli e sorelle la leggeranno? Sarà una Carta in più nella pioggia di fogli, scritti, riviste, foglietti e libri, che ogni giorno ricevono. "Mai si è scritto tanto e si è letto cosi poco", dice qualcuno. Per quelli che hanno perso l'abitudine di leggere, potrei forse parlar loro alla Televisione.&lt;br /&gt;Probabilmente, per la novità, mi ascolterebbero. Certamente sarebbe più pratico incidere una videocassetta, come qualcuno già fa, però scrivere una lettera... vale la pena?&lt;br /&gt;E, intanto, il P. Gabriele mi visita, insiste pazientemente; sa aspettare, però non si arrende; voi che lo conoscete sapete bene che non si arrende. Mi dice che è una occasione di cui devo approfittare, che è il momento di dire una parola opportuna, che dobbiamo amare le cose nostre. Sembra la vedova del Vangelo che chiede giustizia.&lt;br /&gt;Non posso far altro che scrivere una Lettera. Per quale motivo devo indirizza¬re questa lettera ai fratelli a alle sorelle dell' Ordine? Di che tratterò in essa?&lt;br /&gt;Dobbiamo conoscere le cose nostre, familiarizzarci con la nostra storia.&lt;br /&gt;Questo messaggio è motivato dalla celebrazione del quinto centenario (25 gennaio 1989) della morte del Beato Paolo de Amtrosis da Cropani, T.O.R.&lt;br /&gt;Chi era il Beato Paolo? Lo conosciamo? Nella nostra Casa Generalizia di Roma, nel convento dei santi Cosma e Damiano, sopra la porta di entrata della mia abitazione c'e un piccolo affresco che rappresenta il nostro Beato. Entro ed esco molte volte senza notare la sua immagine. Egli è sempre presente come un testimonio della nostra storia. Per molti membri del T.O.R. è un sconosciuto; altri sanno appena il suo nome.&lt;br /&gt;Però non lo hanno dimenticato i suoi concittadini di Cropani. Dope cinquecento anni, il popolo semplice che lo proclamò Beato, continua a venerare il suo sepolcro e, nei momenti difficili, ricorre a lui per la sua intercessione. E' un santo popolare della gente che lo ama e lo sente vicino e impone ai suoi bambini il suo nome; gli emigranti lo hanno fatto conoscere e venerare anche in USA e si continua a parlare di grazie e prodigi operati per sua intercessione.&lt;br /&gt;Che fece questo frate del T.O.R. perché si conservi la sua memoria tra il popolo umile e devoto, nonostante la dimenticanza dei suoi fratelli del T.O.R.?&lt;br /&gt;Desidero far risaltare tre aspetti della vita del nostro fratello e presentarli alla vostra considerazione, seguendo la breve biografia che di lui ci offre il P. Giovanni Parisi nel suo libro "Florilegio Serafico del Terz'Ordine Regolare di San Francesco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.  Il Beato Paolo de Ambrosis T.O.R. un contemplativo.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-m_ulX7sNHUc/TxRFg0n9hgI/AAAAAAAAAkA/po34xlGUX1I/s1600/IMG_1611.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-m_ulX7sNHUc/TxRFg0n9hgI/AAAAAAAAAkA/po34xlGUX1I/s400/IMG_1611.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698255858714904066" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;Entrò  nel Terz'Ordine Regolare in un momento di espansione dei penitenti francescani. In Calabria si fondano molti conventi ed anche gli eremitori si moltiplicano. Le fraternità crescono e si organizzano; l'Ordine raggiunge la sua unità con l'elezione di un Ministro Generale.&lt;br /&gt;Tre anni dopo l'elezione del primo Ministro Generale, il giovane Paolo entrò nel romitorio del Santissimo Salvatore e si sentì chiamato, fin dal principio, ad una vita di orazione e contemplazione.&lt;br /&gt;In brevi periodi della sua vita si dedica anche all'apostolato; i poveri sono i suoi preferiti; come uomo di spirito è un grande pacificatore, dedito alla riconciliazione dei suoi concittadini. Tuttavia non rinuncia all'orazione né la abbandona e le dedica gran parte della notte, rubando il tempo al sonno.&lt;br /&gt;Tommaso da Celano ci dice di San Francesco: "Cercava sempre i luoghi nascosti, dove non solo nello spirito ma in ciascuna delle sue membra, poteva dedicarsi per intero a Dio... Quando stava nelle selve e nelle solitudini, riempiva di gemiti i boschi, bagnava il suolo di lacrime, si batteva il petto con la mano e lì, come chi ha trovato un santuario nascosto, parlava molte volte con il suo Signore... Così divenne non uno che prega, ma un uomo fatto orazione" (II Cel., cap. LXI, 94-95).&lt;br /&gt;Nel dividere la sua preziosa eredità tra i suoi figli, il Padre San Francesco pare che in modo speciale abbia affidato il carisma della continua contemplazione ai fratelli e alle sorelle della Penitenza, dei quali già al suo tempo diceva Gregorio IX (Bolla "Nimis patenter", 26 maggio 1228) che "si erano ritirati in luoghi nascosti per fare penitenza" e "abbandonando le vanità di questo mondo determinarono di far penitenza con cuore contrito e spirito umiliato... per raggiungere più facilmente il premio dell'eterna beatitudine".&lt;br /&gt;La nostra Regola dice: "Quelli e quelle che Dio ha chiamato alla vita di contemplazione, manifestino la loro dedicazione al Signore con gioia quotidianamente rinnovata e celebrino l'amore per il mondo del Padre che ci ha creato, ci ha redento e per la sua sola misericordia ci salverà" (Regola TOR., n. 9).&lt;br /&gt;Il Papa Giovanni Paolo II, nella sua Lettera a tutte le persone consacrate, del 22 maggio 1988, dice: "Gli istituti dediti interamente alla contemplazione" occupandosi "solo di Dio nella solitudine e nel silenzio, in continua preghiera ed intensa penitenza, pur nell'urgente necessità di apostolato attivo, conservano sempre - ricorda loro il concilio Vaticano II - un posto eminente nel corpo mistico di Cristo". Ebbene, guardando a Maria, in questo speciale anno di grazia, la chiesa si sente particolarmente attenta e rispettosa della ricca tradizione di vita contemplativa, che uomini e donne, fedeli a questo carisma, hanno saputo instaurare ed alimentare a profitto della comunità ecclesiale e per il bene dell'intera società degli uomini. La Vergine santissima ebbe una fecondità spirituale così intensa, che la rese madre della chiesa e del genere umano. Nel silenzio, nell'assiduo ascolto della parola di Dio e nell'intima sua unione con il Signore, Maria si rese strumento di salvezza accanto al suo divin figlio Cristo Gesù. Si conformino, dunque, tutte le anime consacrate alla vita contemplativa, poiché la chiesa ed il mondo, che essa deve evangelizzare, ricevono non poca luce e forza dal Signore grazie alla loro vita nascosta ed orante; e seguendo gli esempi di umiltà, di nascondimento e di continua comunione con Dio dell'Ancella del Signore, crescano nell'amore alla loro vocazione di anime dedite alla contemplazione".&lt;br /&gt;La vita eremitica, così caratteristica  del nostro Ordine, lungi dall'essere abolita, è ufficialmente riconosciuta nel nuovo Codice di Diritto Canonico (can. 603,1).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-OF8Tb3TuZjk/TxRFHbpzZ1I/AAAAAAAAAj0/yhBH585v9WI/s1600/EpilogusTotiusOrdiniSeraphici.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 291px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-OF8Tb3TuZjk/TxRFHbpzZ1I/AAAAAAAAAj0/yhBH585v9WI/s400/EpilogusTotiusOrdiniSeraphici.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698255422515013458" /&gt;&lt;/a&gt;A cinquecento anni della sua morte, il Beato Paolo continua ad essere per noi suoi fratelli un invito a riscoprire l'orazione nelle nostre vite, individualmente e comunitariamente. Attraversiamo momenti nei quali necessitiamo di fratelli che preghino e siano di esempio per gli altri, abbiamo bisogno che le nostre  fraternità preghino con una preghiera  sincera, viva, rinnovata, creativa. Nella nostra vita, complicata e piena di mille occupazioni, devono riservarsi degli spazi per l'orazione, nella quale possiamo trovare il riposo e le forze per il nostro lavoro apostolico.&lt;br /&gt;E' il Signore che ci dice: "Venite voi soli in un luogo tranquillo a riposare un po' " (Mc. 6,31).&lt;br /&gt;Negli ultimi anni, il nostro Ordine sta vivendo una nuova esperienza: l'incontro con le monache contemplative del T.O.R. Dopo secoli di disconoscenza mutua, noi fratelli e sorelle ci siamo incontrati e questo ritrovamento ci ha tutti arricchiti. L'orazione delle monache sostiene quelli che lavorano nell'evangelizzazione del mondo contemporaneo e le nostre fatiche, preoccupazioni e progetti apostolici incoraggiano e vivificano la supplica delle sorelle e danno significato alla loro vita di raccoglimento e di penitenza.&lt;br /&gt;E'da pochi anni che ci conosciamo e pare che sia stato sempre così. Il T.O.R. sta ricuperando la sua identità.&lt;br /&gt;I ritiri, le esperienze del deserto, le case di preghiera sono nei progetti di molte province e stanno muovendo gli indecisi loro primi passi. Spero che presto divengano effettive realtà, perché vanno incontro a una necessità degli uomini del nostro tempo e sono radicate nelle nostre origini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Beato Paolo partecipò al Capitolo Generale di Montebello di Lodi (Lombardia) nel 1488.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinquecento anni fa, nel 1488, abbandonò il suo ritiro per accompagnare il P. Bernardino da Bisignano, Ministro Provinciale, al Capitolo Generale dell'Ordine, convocato per il 25 aprile dello stesso anno nel Convento di S. Maria di Pizzighettone in Montebello. Uscendo dal loro ritiro, ad onta delle difficoltà e delle distanze del viaggio, i nostri fratelli si misero in cammino, sensibili all'unità dell'Ordine, che si era realizzata pochi anni prima con l'elezione del primo Ministro Generale nel 1447.&lt;br /&gt;Il viaggio fu un vero pellegrinaggio. Nelle visite ai santuari e ai luoghi francescani, aumentò il loro entusiasmo nel seguire Francesco: Roma, Assisi, La Verna, Santa Casa di Loreto. Ed il Capitolo offre loro l'occasione di vivere l'esperienza dell' Ordine e di incontrarsi con altri fratelli preminenti, fra i quali un altro contemplativo, il Beato Geremia Lambertenghi, T.O.R.&lt;br /&gt;A cinquecento anni dal Capitolo di Montebello, il T.O.R. celebrerà il suo centesimo settimo Capitolo Generale, nel 1989.&lt;br /&gt;I penitenti francescani del secolo XV, dispersi in eremi e conventi, erano sensibili alla vita dell'Ordine e accorsero premurosi al Capitolo. Dopo cinque secoli, noi frati del T.O.R., dispersi in tutto il mondo, abbiamo bisogno di ricuperare il senso dell'appartenenza all'Ordine, al quale siamo stati chiamati.&lt;br /&gt;Per il prossimo Capitolo Generale del 1989, tutti, in un certo modo, siamo convocati. I capitolari devono abbandonare le loro abituali occupazioni e porsi in cammino per rappresentare i loro fratelli. Oggi i viaggi sono più comodi e più rapidi. Però un Capitolo Generale esige una preparazione non facile, ed è necessario studiare, consultare, riflettere e pregare.&lt;br /&gt;Gli altri frati devono presentare le loro proposte, rispondere ai questionari, riunirsi, pregare. Sarà un Capitolo, già preceduto dal grande lavoro del rinnovamento delle Costituzioni, che ci aiuterà ad andar profilando la nostra identità. E'  il  momento  gioioso  dell'incontro  fraterno e dell'arricchimento scambievole. La   forza dello Spirito ringiovanirà la nostra vita.&lt;br /&gt;Sarebbe bene che, in qualcuna delle sue sessioni, il centosettesimo Capitolo Generale del 1989 ricordi quel 1488 e si commemori con un gesto significativo, il quinto centenario della morte dell'illustre capitolare, il Beato Paolo de Ambrosis, T.O.R. Lancio l'idea; chissà che qualcuno non la raccolga?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.  Il Beato Paolo de Ambrosis e i suoi genitori.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-VhKPBInZyBk/TxRF6qkgETI/AAAAAAAAAkM/Jshi2LLhoL4/s1600/IMG_1631.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-VhKPBInZyBk/TxRF6qkgETI/AAAAAAAAAkM/Jshi2LLhoL4/s400/IMG_1631.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698256302692634930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella breve biografia che il P. Parisi ha scritto del Beato, mi ha gradevolmente sorpreso la relazione del Beato Paolo con i suoi genitori.&lt;br /&gt;Due scene incantevoli con sua madre; ambedue a Scavigna. Nella prima, la madre appare nell'atto di collaborare con suo figlio nel beneficare i poveri; il figlio va educando sua madre alla generosità totale e alla larghezza, in favore dei bisognosi. Nella seconda, dopo il Capitolo del 1488, l'incontro con la vecchietta, già vedova, che ascolta a bocca aperta la narrazione del lungo viaggio e, finalmente, 1'addio definitivo. La madre era molto anziana, il figlio presentiva vicina la sua fine. Un abbraccio di addio e un appuntamento: nella casa del Padre.&lt;br /&gt;Il Padre del nostro Beato morì durante il lungo viaggio per il Capitolo Generale. I biografi raccontano che egli conobbe la morte di suo padre, mentre celebrava la messa nella chiesa di S. Maria della Consolazione in Roma. E affermano, che ebbe il dono della bilocazione, per assistere suo padre nell'ora della morte.&lt;br /&gt;L'eremita non disconobbe i suoi doveri familiari, anche con i miracoli. I1 suo esempio ci invita ad amare con tenerezza ed assistere con sollecitudine quelli che ci hanno dato la vita, ci hanno trasmesso la loro fede e, in molte occasioni, ci hanno incamminato alla vita religiosa. Grazie a Dio, nel nostro Ordine e comune questa sensibilità per i genitori dei frati, che sono strettamente legati alle nostre fraternità e sono parte della nostra grande famiglia. Mi ha fatto piacere conoscere questo aspetto del Beato Paolo, riscontrare questo lineamento, profondamente umano e cristiano, presente nel nostro modo di essere, già almeno da cinque secoli.&lt;br /&gt;Fratelli e sorelle, ho soddisfatto il desiderio del nostro Postulatore: vi ho scritto una Lettera. Se vi ha interessato, se ha risvegliato in voi interesse, devozione o semplice curiosità, ricorrete con i vostri suggerimenti a P. Gabriele (Postulatore Generale - Via dei Fori Imperiali, 1. 00186 ROMA). Egli vi presterà attenzione e sarà felice del vostro interessamento ed anche della vostra collaborazione.&lt;br /&gt;Tra le ragnatele e la polvere, si  nascondono grandi figure del T.O.R. Conoscerle, non sarà un vivere di nostalgia, ma dare un nuovo impulso, una rinnovata vitalità alla nostra presenza nel mondo di oggi.&lt;br /&gt;Per 1'intercessione di questo frate capitolare del 1488, chiedo al Signore che benedica i lavori preparatori del prossimo Capitolo Generale che, con la grazia di Dio, celebreremo a Roma, nel mese di maggio del 1989.&lt;br /&gt;Roma, 4 ottobre 1988,&lt;br /&gt;Solennità di N.S.P. Francesco d'Assisi.&lt;br /&gt;Fraternamente.&lt;br /&gt;Fr. Jose' Angulo Quills, TOR.&lt;br /&gt;Ministro Generale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-1912321188965219607?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/1912321188965219607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/lettera-del-ministro-generale-nel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1912321188965219607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1912321188965219607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/lettera-del-ministro-generale-nel.html' title='25. LETTERA DEL MINISTRO GENERALE NEL QUINTO CENTENARIO DELLA MORTE DEL BEATO PAOLO DE AMBROSIS DA CROPANI, TOR. (1988)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NmLFu1yuH20/TxRDCr9yF_I/AAAAAAAAAjo/-1AEJgLFbHg/s72-c/Lettera%2Bdel%2Bministro%2Bgenerale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-9080345240885899175</id><published>2012-01-16T03:57:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T12:50:51.745-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>24. "CONVERTITEVI E CREDETE AL VANGELO" Esortazione Pastorale di Mons. Antonio Cantisani</title><content type='html'>"CONVERTITEVI E CREDETE AL VANGELO" ESORTAZIONE  PASTORALE di Mons ANTONIO CANTISANI&lt;br /&gt;Arcivescovo di Catanzaro-Squillace nel V° Centenario della morte del "Beato" PAOLO DE AMBROSIS da Cropani (1990) &lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-qx_UPe3tppk/TxQRxAvhUxI/AAAAAAAAAi4/Wq6PpmJ3ACk/s1600/100_0757.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-qx_UPe3tppk/TxQRxAvhUxI/AAAAAAAAAi4/Wq6PpmJ3ACk/s400/100_0757.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698198962241098514" /&gt;&lt;/a&gt;Ai Presbiteri&lt;br /&gt;ai Diaconi&lt;br /&gt;ai Religiosi&lt;br /&gt;e ai Fedeli tutti della Chiesa che&lt;br /&gt;è in Catanzaro-Squillace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissimi nel Signore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Avrete senz'altro saputo, almeno tramite "Comunità nuova", che si sta celebrando I'anno centenario — il V°, precisamente della morte del "Beato" Paolo de Ambrosis da Cropani. Iniziato con una solenne Eucaristia il 25 gennaio 1989, a cinque secoli dal beato transito avvenuto il 24 gennaio 1489, quest'anno centenario ha avuto il suo momento più forte e più significativo nell'annuncio straordinario della Parola di Dio che a stato fatto dai Religiosi dello stesso Ordine del "Beato" Paolo in una missione tenuta nelle tre parrocchie di Cropani dal 25 novembre al 3 dicembre scorso e si conclude degnamente con un Convegno storico che ha inizio proprio oggi, 25 gennaio 1990.&lt;br /&gt;Sollecitato dai carissimi Religiosi del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco d'Assisi a indirizzare per la circostanza dell'anno centenario una lettera a tutti i fedeli dell'Arcidiocesi, ho detto subito di sì, nella profonda consapevolezza di dover cogliere anche questa occasione di grazia per illuminare di nuova luce il cammino della nostra Chiesa particolare.&lt;br /&gt;So bene che quando si vuol parlare di uomini del passato, vien subito fuori qualcuno a dirci che si deve essere preoccupati piuttosto del presente e, meglio ancora, del futuro. E l'obiezione ha indubbiamente una sua validità. Può, pur-troppo, capitare anche a noi che ci si voglia consolare della gravità o della delicatezza della situazione attuale col ricordo di un passato che magari a ragione consideriamo grande e che comunque ha sempre le sue ombre e i suoi limiti.&lt;br /&gt;Va però detto che quando si tratta di uomini che si sono distinti per la santità, farne memoria ha sempre un significato: se è vero che ogni santo è un uomo del suo tempo, è altrettanto vero che è un uomo per ogni stagione, dal momento che ha vissuto in maniera esemplarmente eroica quei valori che sono essenziali in ogni epoca per rispondere alla vocazione universale alla santità.&lt;br /&gt;Occorre aggiungere che un santo a sempre espressione di una ben determinata comunità che ha una sua specifica storia. E, pertanto, preciso dovere della diocesi confrontarsi con i santi che ha espresso nelle varie stagioni del suo cammino, proprio perché tale confronto può aiutare a far emergere quelle risorse spirituali che costituiscono il nostro patrimonio comune: e da tale patrimonio non si può assolutamente prescindere se si vuol vivere autenticamente il proprio impegno nella storia. Specialmente in questi ultimi tempi si è scoperta e sottolineata la necessità di un vitale collegamento con le proprie radici. Se non ci fosse il pericolo di essere accusati di retorica varrebbe proprio la pena di ricordare il fortunato slogan di un recente convegno: "il futuro ha un cuore antico"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vita di penitenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Volendo andare subito a ciò che è senz'altro più essenziale nel messaggio che si sprigiona dalla vicenda, per alcuni aspetti misteriosa e comunque poco nota eppure cosi luminosa, del "Beato" Paolo de Ambrosis, mi piace presentarlo subito come il penitente.&lt;br /&gt;Nato a Cropani il 24 gennaio 1432 da un'antica famiglia, a diciotto anni, e precisamente il 20 marzo 1450, fa la scelta che segnerà tutta la sua vita ed entra nel convento del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco d'Assisi, fondato poco tempo prima fuori le mura di Cropani.&lt;br /&gt;II giovane Paolo era rimasto affascinato da quel gigante di umanità e di santità che è  Francesco d'Assisi. Succede ordinariamente cosi quando ci si accosta al figlio di Pietro Bernardone nella ricerca del senso da dare alla vita. Pochi, certo, hanno inciso e incidono nella storia come il Santo d'Assisi. Mi è capitato talvolta di ripetere che se il Signore non ce ne avesse fatto già dono, dovrebbe darcelo oggi. Abbiamo bisogno di Francesco. Ne ha bisogno la Chiesa, ne ha bisogno la storia: soprattutto questa storia che si avvia verso il terzo millennio cristiano. L'autore dell'ultima biografia del Santo d'Assisi scrive di essere convinto che Francesco non ha bisogno di biografi... Ma è vero il contrario. E' vero che i biografi hanno bisogno di Francesco" . E perciò in una presentazione della suddetta biografia è stato giustamente scritto: "Francesco urge, esige, sprona al confronto. Più che essere oggetto di storia, è  nella storia: riappare ad ogni svolta importante di essa" .&lt;br /&gt;Non avremmo capito niente di Francesco se volessimo ridurlo a solo patrono dei cultori di ecologia o, peggio ancora, ad un uomo ricco di buoni sentimenti, dimenticando che egli fu soprattutto e innanzitutto «apostolo della penitenza insegnata da Cristo», come ha ricordato il Papa nel discorso tenuto il 15 giugno 1989 al Capitolo del Terz'Ordine Regolare di San Francesco. «Accogliendo stimoli efficaci dalle precedenti e contemporanee esperienze ecclesiali — sono sempre parole del Papa — il Poverello amava qualificarsi "penitente d'Assisi"» . Certo, si leggono con vivo gaudio interiore le parole che troviamo nella "Leggenda dei tre compagni". Gli uomini di Dio che andavano in giro mantenendosi fedeli alle ammonizioni di Francesco, «benché riuscisse fastidioso rispondere a tante interrogazioni, confessano con semplicità di essere penitenti, oriundi d'Assisi» . E', però, senza alcun dubbio più significativo ricordare quanto è  stato scritto proprio di Francesco da Tommaso da Celano: «Da allora» — dal giorno in cui nella chiesa della Porziuncola aveva udito che "i discepoli di Cristo non devono possedere né oro, né argento, né denaro, né portare bisaccia, né pane, né bastone per via, né avere calzari, né due tonache, ma soltanto predicare il Regno di Dio e la penitenza" e, "subito, esultante di Spirito Santo" aveva esclamato: "Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore" «con grande fervore ed esultanza, egli cominciò a predicare la penitenza» . Proprio così: «con fervore ed esultanza»!&lt;br /&gt;D'altra parte, per sua iniziativa, sotto la chiara mozione dello Spirito, prese vita l'Ordine francescano della penitenza, poi detto "Terzo Ordine di San Francesco" e gradualmente articolato in Secolare e Regolare» .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivoluzione interiore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-LGxWCtBjOoo/TxQYItrW6EI/AAAAAAAAAjE/6OZFyJ5Q6G4/s1600/S1054218.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-LGxWCtBjOoo/TxQYItrW6EI/AAAAAAAAAjE/6OZFyJ5Q6G4/s400/S1054218.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698205966509992002" /&gt;&lt;/a&gt;3. A nessuno, sentendo parlare di penitenza, verrà la voglia di dire che cosi si fanno discorsi astratti o, comunque, superati. La parola "penitenza", che ancora purtroppo per tanti dice solo rinunzie esteriori, va ricuperata nel suo genuino significato cosi come la visse San Francesco, il quale «ai seguaci nell'Ordine della penitenza, nel 1215 e poi nel 1221, propose una forma di vita evangelica incentrata sulla metànoia, o conversione del cuore. Beati e benedetti — esclamava il Santo — quelli che fanno frutti degni di penitenza» . Penitenza, dunque: ma penitenza intesa appunto come conversione del cuore, come cambiamento radicale della mentalità, come rivoluzione interiore. In termini ancora più concreti si tratta di vivere la beatitudine della povertà, che in buona sostanza, vuol dire costante disponibilità a rinunziare a tutto, anche alla vita, pur di non tradire i1 Vangelo e il proprio battesimo. E — dal momento che il discorso vale anche per coloro che non avessero il dono della fede — potremmo parlare di costante disponibilità a rinunziare a tutto pur di non tradire la propria coscienza o la propria dignità di uomo.&lt;br /&gt;Basta intenderla in questo autentico significato per comprendere che chi parla di penitenza fa il discorso più attuale e più stimolante per una presenza costruttiva nell'oggi della storia.&lt;br /&gt;E' un discorso che vale soprattutto per il nostro Meridione e in particolare per la Calabria. I Vescovi italiani nel recente documento su "Chiesa e Mezzogiorno" hanno sottolineato con estrema chiarezza che la "questione meridionale" è, si, economica, politica e culturale, ma è soprattutto una questione morale. E perciò hanno scritto: «Su questo tema decisivo - l'agire mafioso che offende l'uomo, la società e il senso etico - chiediamo una vera mobilitazione delle coscienze». E hanno aggiunto: «Il Sud non sarà mai liberato se non in una trasparenza etica di chi governa ed in un comportamento onesto di ogni cittadino» .&lt;br /&gt;La beatitudine della povertà &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Sempre pensando al "Beato" Paolo, mi preme essere ancora più concreto. Egli, infatti, seguendo San Francesco, visse di certo nella maniera più piena la "povertà nello spirito": di questa però fu condizione ed espressione la povertà materiale.&lt;br /&gt;Apparteneva ad una cospicua famiglia e non pochi erano perciò i beni di cui avrebbe potuto disporre. Rinunziò a tutto! E una volta che fu religioso del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, seguì con rigore la Regola, scegliendo liberamente I'astinenza più austera.&lt;br /&gt;E' questa, senza alcun dubbio, una lezione di sconvolgente attualità: è, difatti, più che giusto parlare di eticità, soprattutto nei comportamenti pubblici, ma ciò in concreto deve significare costante sforzo a vivere quel fondamentale principio di morale — già di morale naturale! — che è stato riaffermato solennemente dai Vescovi nel documento sul Mezzogiorno: «L'essere deve necessariamente prevalere sull' avere».&lt;br /&gt;Stiamo assistendo soprattutto nella nostra regione ad un pauroso aumento di criminalità: e il riferimento va chiaramente anche alla microcriminalità e alla cosiddetta criminalità sommersa e non solo a quella mafiosa più organizzata. La causa non va però cercata nella situazione di depressione socio-economica in cui versa la Calabria, anche se, al riguardo, i Vescovi hanno parlato chiaro quando hanno scritto che «la disoccupazione giovanile meridionale si configura — per ragioni economiche, sociali, e morali — come la più grande questione nazionale degli anni'90» . La violenza è causata dal fatto che troppi vedono nel denaro I'unico valore, per non dire il loro unico dio. Soldi, soldi, soldi: molti, presto, con ogni mezzo, non di rado sporchi e perciò ancora più maledetti. Certo, la denunzia deve puntare più in alto. I Vescovi italiani sostengono giustamente che «la situazione del Mezzogiorno non è il frutto di una fatalità storica, ma di precise causalità» e parlano di «logiche di tipo capitalistico e produttivistico di grandi apparati industriali e finanziari, italiani e europei, che hanno finito per condizionare le stesse scelte di politica economica» . Non di rado è il "profitto" l'unica norma che regola l'economia. Ma, per fermarci ai problemi che ci toccano più da vicino, basta dar ragione ai Vescovi quando affermano: «La Chiesa... specie quella operante nel Sud..., deve esprimersi come "segno di contraddizione", in ogni suo membro, in tutte e singole le comunità, in ogni sua scelta, rispetto alla cultura secolarista ed utilitaristica e di fronte a quelle dinamiche socio-politiche che sono devianti nei confronti dell'autentico bene comune. La Chiesa deve essere libera da ogni influsso, condizionamento e ricerca di potere malinteso; deve educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso e ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà» .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemplativo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Prima di parlare della vita come servizio e, in concreto, della seconda dimensione essenziale della penitenza, è, intanto, necessario fermarci a riflettere su un altro aspetto della personalità del nostro "Beato".&lt;br /&gt;Paolo de Ambrosis fu innanzitutto e soprattutto un uomo di preghiera. Si può  dire tranquillamente che fu proprio questo il suo carisma specifico. Anche da ragazzo e da adolescente si distingueva per la preghiera: e cosi anche per questo si spiega perché i suoi compaesani lo chiamavano "Angelo". Quando, poi, entrò nel chiostro, la preghiera fu veramente il respiro delta sua esistenza. Amava immensamente la solitudine e il silenzio come clima ideale per parlare con Dio. Per la saggezza di cui era ricco venne eletto anche Guardiano del Convento, e fu soprattutto in questo tempo che a lui accorrevano folle anche dai paesi vicini per avere conforto e ascoltare consigli. Presto, però, volle tornare alla sua beata solitudine, e si portò perciò nell'eremo di S. Maria dello Spirito Santo, in contrada Scavigna, tra Cropani e Belcastro.&lt;br /&gt;II "Beato" Paolo fu pertanto soprattutto un contemplativo: ed è in particolar modo per tale motivo che si può e si deve parlare di attualità del suo messaggio. Del nostro "Beato" si può dire quanto è stato affermato del più grande dei santi calabresi, Francesco di Paola, peraltro suo contemporaneo: la vita eremitica non fu la scelta di un misantropo, bensì un dono gioiosamente accettato per annunziare ai fratelli che I'Assoluto è Dio solo.&lt;br /&gt;Si continua in tal modo il discorso sulla necessità del ricupero dei valori morali. Tali valori potranno essere infatti ricuperati solo se si saprà vivere quanto affermava con forte lucidità Paolo VI di v.m.: «L'umanesimo o è plenario o non è». Ed è plenario, l'umanesimo, solo se è «aperto alla trascendenza».&lt;br /&gt;Non possiamo farci illusioni. E' proprio vero che, secondo il pensiero di un grande scrittore contemporaneo, se Dio non esiste, tutto diventa lecito. Ed è per questo motivo che, alla luce della storia di tutti i tempi, vado spesso ripetendo che ogni qualvolta presumiamo di costruire il mondo senza Dio finiamo inesorabilmente col costruirlo contro I'uomo. Ne abbiamo avuto una prova particolarmente chiara negli avvenimenti di questi ultimi mesi: non basta un sistema filosofico-politico ad assicurare la moralità pubblica! «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» .&lt;br /&gt;In termini concreti, proprio per avere in mano il timone della storia e farla camminare più decisamente sulla rotta giusta, anche noi dobbiamo essere contemplativi. Contemplativi sulle strade, come suol dirsi: impegnati soprattutto a compiere con amore — come puntuale risposta ad una precisa chiamata del Signore — ciò che ciascuno è chiamato a fare secondo la propria specifica vocazione. Ma riusciremo a vivere in questo spirito solo se saremo fedeli, costi quel che costi, al quotidiano incontro col Signore, affermando sul serio il "primato della preghiera".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Itinerante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Non sembri strano se proprio a questo punto mi piace mettere in evidenza un altro aspetto della vita del "Beato" Paolo: certamente marginale, ma significativo, se si vuol percorrere la strada di un'autentica moralita.&lt;br /&gt;Leggiamo nella sua vita che il nostro "Beato" fu costretto dall'ubbidienza a lasciare il convento di Cropani per andare al Capitolo Generale del suo Ordine a Montebello di Lombardia. Era il 1488: e in quell'anno Paolo de Ambrosis fu "itinerante", visitando i più celebri Santuari d'ltalia.&lt;br /&gt;Oggi, anche nelle nostre zone, i pellegrinaggi si moltiplicano. Rischiano però, non di rado, di essere turismo. Certo, anche in questo caso sono sempre un fatto positivo, perche si allargano mente e cuore e cosi più facilmente si riesce a comunicare con gli altri. Ma alla scuola del "Beato" Paolo occorre riscoprire il significato più profondamente religioso dei pellegrinaggi, vivendoli come momenti particolarmente preziosi per dare un senso alla vita. E, difatti, la vita è vissuta autenticamente se è un «camminare insieme» verso il Signore. Proprio, in fondo, secondo quanto è stato scritto di Francesco d'Assisi: la sua penitenza «non fu un fuggire il mondo, quanto un attraversarlo come "viator", che, pur amandolo e apprezzandolo, non gli appartiene più» . II regno di Dio è "già", anche se "non ancora" è compiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innamorato di Cristo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Si giunge cosi a parlare del nucleo più dinamico della vita del "Beato" Paolo de Ambrosis. Povertà, solitudine, contemplazione: tutte cose belle. Penitenza, tanto per usare una sola parola: e penitenza nel suo autentico senso di conversione. Ma il discorso qui va completato secondo I'esplicito invito del Signore: «Convertitevi e credete al Vangelo» .&lt;br /&gt;Nel citato discorso al Capitolo del Terz'Ordine Regolare il Papa ha parlato di S. Francesco d'Assisi come apostolo della penitenza, ma I'espressione completa è la seguente: «fu uomo del Vangelo e apostolo della penitenza» .&lt;br /&gt;Qui, perciò, va subito ribadito quanto vado ripetendo spesso, profondamente convinto peraltro che proprio per questo sono stato mandato in mezzo a voi: il Vangelo è Lui, Gesù Cristo, crocifisso e risorto. E' più che urgente sottolineare che il cristianesimo non è una filosofia, tantomeno un'ideologia, e non è nemmeno una morale. E' una Persona: Gesù Cristo, appunto, I'unico Redentore dell'uomo e della storia, il solo che può dare pienezza di significato alla nostra esistenza. Non si è capito niente di Francesco d'Assisi se non si riesce a vederlo soprattutto come innamorato di Gesù Cristo. Mi piace tanto questa espressio-ne, perche esprime chiaramente che Gesù Cristo è stato il centro delta vita di Francesco. Veramente il valore assoluto! E' perciò si messo alla sua sequela con disponibilità assoluta nel bruciante bisogno di configurarsi a Lui. Fu «tutto di Cristo» e perciò «un altro Cristo».&lt;br /&gt;Sono convinto di essere nel vero se affermo che Paolo de Ambrosis proprio per questo decise di entrare con l'entusiasmo dei suoi 18 anni nel Terz'Ordine Regolare: voleva, sull'esempio di Francesco, vivere il Vangelo "sine glossa", intendeva lasciarsi afferrare da Cristo in tutto il suo essere. Ed oggi è proprio questo il messaggio più essenziale che ci fa pervenire, invitandoci chiaramente a non confondere la religiosità con la fede: la fede cristiana è fede in Gesù Cristo! Bisogna pertanto conoscerLo. Bisogna amarLo. Bisogna lasciarsi trasfigurare in Lui.&lt;br /&gt;Torna ancora, come si vede, il discorso sul ricupero dei valori morali: solo Gesù Cristo può farci vivere in una prospettiva etica, perché solo Lui ha il potere di liberarci da quel male radicale che è l'egoismo e darci l'effettiva capacità di amare secondo il progetto del Padre con la totalità e la poesia del suo amore. Per questo motivo i Vescovi insistono nel Documento sul Mezzogiorno sulla ne-cessità e sull'urgenza di una "nuova evangelizzazione": d'altronde, solo l'evangelizzazione nel senso stretto delta parola — proposta credibile di Gesù Cristo — «agevola il passaggio da una religiosità gratificante, consolatoria, ad una fede liberante, da espressioni individualistiche e quasi celebrative delle proprie difficoltà ad esperienze di autentica comunione, da un immobilismo chiuso ed evasivo ad un vero impegno storico» .&lt;br /&gt;«Ecco I'Agnello di Dio, ecco Colui che toglie il peccato del mondo» , esclamo il Precursore indicando Gesù. II "peccato del mondo", secondo una concezione rigorosamente teologica e non moralistica, è il rifiuto tenace di Dio nella persona di Gesù . Anche per onorare degnamente il francescano Paolo de Ambrosis noi vogliamo dire decisamente "no" a questo peccato, aprendoci sempre più a Cristo, rinnovando ogni giorno nella libertà e nell'entusiasmo la scelta che già fu fatta nel giorno del battesimo di seguirlo ad ogni costo, vivendo come Lui per gli altri in ogni istante della nostra esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concretezza di opere&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;8. Ed eccoci cosi ad un altro aspetto caratteristico del carisma proprio del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco: I'impegno per le «opere di misericordia», come servizio evangelico all'anima e al corpo dei fratelli, cioè a tutta la persona. Conversione interiore e concretezza di opere sono un binomio inscindibile per un'autentica «vita di penitenza» .&lt;br /&gt;Era stato lo stesso San Francesco, proponendo ai suoi figli i lineamenti della vita penitenziale, a porre a fondamento di tutto l'edificio spirituale il mandato evangelico dell'amore. La sua vita, peral¬tro, era radicalmente cambiata proprio nel momento in cui era riuscito a usar misericordia con i lebbrosi, cosi come solennemente confessa nel suo testamento: «E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo ed uscii dal mondo» .&lt;br /&gt;Ma, sempre alla luce della meravigliosa avventura del Poverello di Assisi, va aggiunto che se l'amore al prossimo è segno dell'amore che portiamo a Dio, ne è soprattutto il frutto. Francesco riuscì ad essere il "fratello universale", fino a cantare «Laudato sii, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore»  proprio perché era tutto preso dall'amore di Cristo.&lt;br /&gt;Anche nell'amore ai fratelli Paolo de Ambrosis fu un degno seguace del suo fondatore e padre. Andò, infatti, incontro ai poveri di ogni genere con esemplare generosità. Ed è bello fermarsi a contemplare quella scena descritta dai suoi biografi che ha tutta la freschezza di un "fioretto": era sua mamma che l'aiutava nel prodigarsi per quanti avessero bisogno!&lt;br /&gt;Cosi il nostro "Beato" viene a dar forza a quanto scrivono i Vescovi: «Non è realizzabile alcun valido progetto se non vi sarà un grande ricupero di moralità sociale, di "coscienza sociale"...» . E viene altresì a ricordarci che la «scelta preferenziale degli ultimi» non è un lusso o una specializzazione, bensì una dimensione essenziale del nostro essere cristiano. Il Vescovo, perciò, non si riferisce a qualcosa di facoltativo quando insiste per la "Caritas" in ogni parrocchia: La "Caritas" non è un gruppo o un'associazione qualsiasi, ma un organismo che deve esprimere l'impegno dell'intera comunità per una fattiva e profetica risposta alle sfide che vengono dalle nuove povertà emergenti nel territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Operatori di pace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. C'e soprattutto un bene da diffondere, se davvero si ama la gente e s'intende portare un effettivo contributo per la costruzione di una società più giusta e più fraterna: ed è più che evidente che parlo della pace. Deve starci a cuore più di ogni altra cosa, perche solo nella pace possano realizzarsi popoli e individui. E' certamente un dono di Dio, e perciò non ci stancheremo mai d'invocarlo dal Signore: ma è affidato alle nostre mani!&lt;br /&gt;Sente con più viva intensità il bisogno di essere «strumento di pace» chi ha avuto la grazia di rimanere affascinato dal carisma di S. Francesco d'Assisi.&lt;br /&gt;Cosi a avvenuto per il "Beato" Paolo. Accoglieva persone di ogni condizione e di ogni ceto: e per tutti aveva parole di conforto, e tutti esortava alla comprensione, alla riconciliazione, al perdono, alla pace.&lt;br /&gt;Sul suo esempio c'è molto da fare oggi nel nostro territorio: ci sono tante tensioni, tante lacerazioni, tanta conflittualità, anche odio e, in qualche caso, si può parlare anche di faide. Bisogna assolutamente rompere questa spirale di violenza con la potenza del perdono. Occorre ricomporre il tessuto sociale quotidiano seminando pace. La parrocchia in particolar modo dev'essere famiglia, «la casa aperta a tutti e al servizio di tutti» .&lt;br /&gt;Ma è necessario essere aperti al mondo intero. E perciò è significativo commemorare Paolo De Ambrosis, una delle figure più luminose del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco, rinnovando l'impegno a vivere nello "spirito di Assisi", nel vivo ricordo di quel giorno — 27 ottobre 1986 — in cui molti capi di grandi religioni si raccolsero in quella città aperta attorno al Papa per chiedere insieme a Dio la pace per il mondo intero. «Diamoci dunque — concludo con S. Paolo — alla pace e all'edificazione vicendevole» , collaborando soprattut¬to in questo campo con tutti gli uomini di buona volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle sorgenti della vita&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Ssez27Istr4/TxQYm3SYHLI/AAAAAAAAAjQ/xqbX3dldqrA/s1600/S1054214.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ssez27Istr4/TxQYm3SYHLI/AAAAAAAAAjQ/xqbX3dldqrA/s320/S1054214.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698206484485643442" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Peccherei d'incompletezza se non accennassi — sempre alla luce della vita del "Beato" Paolo — alle sorgenti della santità, intesa come conversione al Signore per una vita tutta vissuta a servizio dei fratelli.&lt;br /&gt;E' sempre I'Eucaristia al primo posto. Dicono i biografi che il "Beato" Paolo era davvero innamorato di Gesù Sacramentato. Certo, era cosi umile che non si sentiva degno di essere ordinato presbitero. I Superiori, però, disposero diversamente, e perciò, per ubbidienza, Paolo De Ambrosis nel 1458 fu "sacerdote in eterno", divenendo anche nel suo essere trasfigurato dalla grazia sacramentale l'uomo dell'Eucaristia.&lt;br /&gt;Ma vorrei richiamare l'attenzione in particolar modo sulla fondamentale importanza che ha la Parola di Dio per vivere autenticamente la vita cristiana. E', al riguardo, molto esplicito quanto ci ha detto il Signore: «Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato» .&lt;br /&gt;II "Beato" Paolo era tutto dedito alla meditazione: ma meditava notte e giorno sulla Parola di Dio! Era anche in questo un fedele seguace di S. Francesco, il quale aveva caldamente raccomandato di servire sempre e dovunque alle fragranti parole del Signore Nostro Gesù Cristo .&lt;br /&gt;Tanto cammino abbiamo fatto dopo il Concilio Vaticano II, molto ne resta da fare. Va senz'altro appoggiato I'impegno di diffondere la Bibbia. Ma non basta possedere il Libro: è necessario leggerla, la Bibbia, meditarla, pregarla, nell'assoluta disponibilità a fare quanto il Signore vuole.&lt;br /&gt;Con la stessa insistenza sottolineo la necessità di valorizzare il Sacramento della Riconciliazione o della Penitenza. Forse ancora non ci siamo convinti abbastanza della forza che da questo Sacramento si può attingere per la formazione di un'autentica coscienza cristiana. D'altra parte, è sempre il Crocifisso Risorto che ci attende, per concederci di fare I'esperienza gioiosa della misericordia del Padre attraverso il dono del suo Spirito: lo Spirito il quale ci fa "creature nuove", che ritornano alla vita di ogni giorno capaci di amare con lo stesso cuore di Cristo.&lt;br /&gt;II V° centenario del "Beato" servirà pertanto anche a questo: a un rinnovato impegno per una seria "pastorale del Sacramento della Penitenza" in tutte le parrocchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglia spazio insostituibile &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Non esagero se affermo che prima d'invitarvi a riflettere sul "Beato" Paolo avrei dovuto parlare di altri: e precisamente di papa e mamma De Ambrosis. La Chiesa e il mondo hanno avuto il "Beato" soprattutto perché era nato ed era stato educato in una famiglia autenticamente cristiana. I genitori si preoccuparono di mandare Paolo a scuola e i risultati furono brillanti. S'impegnarono in particolar modo per farlo crescere nell'amicizia di Gesù. Ma la famiglia De Ambrosis fu "comunità educante" a tutti i livelli perche in essa regnava l'amore. Anche nel senso di "ricchezza di calore umano"!&lt;br /&gt;Abbiamo già visto la mamma che si premurava di dare una mano al figlio Paolo quando c'era da assistere i poveri. Ma è indubbiamente bello quanto si dice sia avvenuto in occasione della morte del padre.&lt;br /&gt;Mentre celebrava la Santa Messa nella Chiesa di S. Maria della Consolazione in Roma, il "Beato" Paolo, prima della consacrazione, fu avvolto in tutta la persona da una nube e nascosto agli occhi del popolo. Quando dopo un po' di tempo riapparve, al Superiore che gli domandò cosa fosse avvenuto, il "Beato" rispose con tutta semplicità che era stato a Cropani per dare l'ultimo bacio al padre defunto e recitargli un requiem.&lt;br /&gt;E fa, infine, tenerezza il pianto cui si abbandonò la mamma quando, ritornato agli inizi del 1489 in paese, il "Beato" le annunciò abbracciandola che dopo otto giorni sarebbe passato all'altra vita.&lt;br /&gt;Riponiamo proprio nella famiglia tante speranze per un futuro migliore della società. Rimane oltretutto insostituibile il suo ruolo per le vocazioni sacerdotali e le altre vocazioni di speciale consacrazione. Ne segue che non c'e serio piano pastorale se non si da fondamentale importanza alla famiglia. In particolar modo su di essa occorre puntare per attivare quella moralità su cui tanto s'insiste. Per tale motivo i Vescovi italiani hanno sentito il bisogno di parlarne esplicitamente, affermando tra l'altro: «E' proprio all'interno della famiglia, di una famiglia rinnovata, che i nuovi valori, la nuova storia del Sud possono costruirsi... La famiglia non può restare "chiusa"  né sentirsi "vittima". Dev'essere "scuola di vita", spazio di apertura e palestra di umanità... E' a partire dalla famiglia come luogo di educazione integrale della persona, che bisogna interrompere i circuiti della degenerazione morale e sociale...» .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti chiamati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Prima di concludere, ritengo opportuno rispondere ad un'obiezione che non di rado sento ripetere: c'e, infatti, qualcuno il quale sostiene che quanto si dice dei santi — e nel nostro caso del "Beato" Paolo — vale per i religiosi o comunque per coloro che vivono una vocazione di speciale consacrazione e non per tutti i fedeli. Ma ciò non è vero. Dalla vita dei santi bisogna far emergere — e cercar di vivere con la propria originalità — ciò che è essenziale per tutti i cristiani. D'altronde, con il Battesimo già si è avuta la consacrazione totale al Signore. Ogni cristiano dev'essere perciò disposto in ogni istante della sua esistenza a dare anche la vita per rendere testimonianza a Gesù Cristo.&lt;br /&gt;E significativo che, proprio parlando al Capitolo del Terz'Ordine Regolare di S. Francesco, Giovanni Paolo II abbia voluto ricordare la Bolla Supra montem con la quale il Papa Nicolò IV il 18 agosto 1289 approvava la «Regola e stile di vita dei fratelli e delle sorelle dell'Ordine della penitenza» .&lt;br /&gt;Ricevendo i Terziari che si erano recati a Roma in pellegrinaggio proprio per il VII° centenario dell'approvazione della Regola, il Papa è tornato esplicitamente sul tema affermando testualmente: «Ovviamente le condizioni del mondo contemporaneo esigono altri segni, altre maniere di realizzare una vita santa, nel quotidiano impegno di apostolato. E' chiaro, tuttavia, che rimangono identiche le regole fondamentali per vivere realmente secondo il Vangelo. La regola francescana insegna ancor oggi come si debba aprire il cuore a Cristo, come si possa camminare con Lui e come si possa far conoscere ai fratelli che I'adesione alla Parola divina elargisce un dono che libera e santifica. Con un autentico stile di vita francescano, in una parola, si propone ad ogni uomo e donna un'effettiva crescita nel modo di agire cristiano, e perciò corrispondente alla stessa dignità umana» . Certo, dai religiosi, e in particolar modo dai francescani, la Chiesa si aspetta tanto. Abbiamo sempre più urgente bisogno della loro testimonianza. Senza alcun dubbio sapranno farci dono di forti esperienze di preghiera, di appassionato amore alla povertà, di fraternità evangelica, di "perfetta letizia". Tutti cosi saremo "provocati" a vivere più entusiasticamente — ciascuno nel proprio stato di vita — l'universale vocazione alla santità.&lt;br /&gt;Da secoli — ab immemorabili, si vuol dire — vien reso il culto al "Beato" Paolo soprattutto a Cropani e dai cropanesi residenti all'estero. Nel 1980 è stato riaperto il processo canonico per il riconoscimento ufficiale di questo culto da parte del Papa. Siamo in serena attesa. Non può esserci impedito, intanto, di pregare cosi: Dio, che hai dato al "Beato" Paolo la grazia di seguire sino in fondo Cristo povero ed umile, concedi anche a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai propo¬sto nel tuo Figlio. Amen. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catanzaro, 25 gennaio 1990, &lt;br /&gt;nella Festa. delta Conversione di S. Paolo, Apostolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;+ Antonio Cantisani Arcivescovo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-9080345240885899175?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/9080345240885899175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/convertitevi-e-credete-al-vangelo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/9080345240885899175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/9080345240885899175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/convertitevi-e-credete-al-vangelo.html' title='24. &quot;CONVERTITEVI E CREDETE AL VANGELO&quot; Esortazione Pastorale di Mons. Antonio Cantisani'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qx_UPe3tppk/TxQRxAvhUxI/AAAAAAAAAi4/Wq6PpmJ3ACk/s72-c/100_0757.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-1948756297424315308</id><published>2012-01-16T03:27:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T14:48:26.789-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>26. I FRANCESCANI DEL TERZO ORDINE REGOLARE IN CALABRIA di Padre LINO TEMPERINI (2010)</title><content type='html'>Padre LINO TEMPERINI, TOR, docente di storia del francescanesimo&lt;br /&gt;nella Pontificia Università Antonianum - Roma, 2011.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Lgvmj0UA9Lk/TxQPaewCybI/AAAAAAAAAig/j5BpEmwdO0E/s1600/Saio%2Bdei%2BTerziari%2BRegolari%2Bdi%2BS.%2BFrancesco.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Lgvmj0UA9Lk/TxQPaewCybI/AAAAAAAAAig/j5BpEmwdO0E/s400/Saio%2Bdei%2BTerziari%2BRegolari%2Bdi%2BS.%2BFrancesco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698196376136108466" /&gt;&lt;/a&gt;Oasi di vivaci esperienze religiose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Calabria, l’antica Brutium, grazie alla sua posizione di punta e ai suoi numerosi porti, ha ricevuto il messaggio evangelico fin dalla prima era cristiana. Lo stesso San Paolo apostolo si fermò per un giorno durante il suo viaggio verso Roma (cf. At 28,13).&lt;br /&gt;Nella regione, intensamente religiosa e favorita dalla configurazione del territorio, si affermò precocemente il monachesimo occidentale. Nel 540 Flavio Aurelio Cassiodoro, nativo di Scyllacium (l’odierna Squillace) e uomo politico sotto i re dei Goti, abbandonò la corte ravennate e fondò nel Bruzio l’eremo e il monastero del Vivarium, di cui divenne il primo abate.&lt;br /&gt;In un breve arco di tempo i monaci divennero molto numerosi, promossero lo studio delle lettere sacre e profane, intensificarono l’evangelizzazione del popolo cristiano. A questo primo monastero, Cassiodoro affiancò la fondazione di un altro cenobio a Castellese presso Squillace.&lt;br /&gt;Presto giungeranno nella regione numerosi monaci greci, i quali daranno vita a molti eremitaggi e a monasteri celebri, dove attendevano alla preghiera e al lavoro, trascrivendo anche manoscritti importanti e animando una vivace fioritura di santità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti conoscono l’abate Gioacchino da Fiore (1130-1202), teologo e mistico, ispiratore di un vasto movimento spirituale di lunga risonanza, con forte influsso anche sul francescanesimo del tempo. Il centro era nell’eremo San Giovanni in Fiore.&lt;br /&gt;Ricordiamo anche un’altra figura di straordinario impatto sociale e religioso: San Bruno o Brunone (Colonia 1030–Serra S. Bruno, Catanzaro, 1101). Aveva fondato a Grenoble i Certosini e aveva lanciato l’Ordine proprio in Calabria, presso l’attuale Serra San Bruno.&lt;br /&gt;I Francescani rimasero affascinati dall’ascetismo che fioriva in Calabria e si insediarono rapidamente, vivendo l’ideale evangelico con grande fervore. Non possiamo dimenticare che già nel 1227 alcuni missionari calabresi subirono il martirio in Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Trecento diversi fattori esterni e interni favoriscono una forte decadenza della vita consacrata e della religiosità popolare. La cattività avignonese (1309-1376), la grande peste (1348-1350), lo scisma occidentale con papi e antipapi (1378-1417), la guerra dei cento anni (1339-1453) e altre guerre locali influiscono in maniera incisiva sulla disciplina e sulla spiritualità di tutta la chiesa.&lt;br /&gt;L’anarchia introdotta nelle strutture funzionali della chiesa al tempo degli antipapi si ripercuote anche sulla disciplina dei monasteri e degli Ordini religiosi.&lt;br /&gt;Le guerre e le epidemie rendono difficili le comunicazioni, le visite pastorali e la celebrazione dei capitoli.&lt;br /&gt;Anche all’interno dei singoli monasteri l’indebolirsi dell’autorità e della gerarchia comportano crisi disciplinare e morale, crisi di fede e di spiritualità, crisi di identità. Talvolta il tradizionale prestigio lascia spazio alle contestazioni .&lt;br /&gt;D’altra parte, la Santa Sede conferisce a molti monaci e religiosi uffici ecclesiastici, che li rendono indipendenti dai rispettivi Ordini. Ben 24 monaci benedettini sono stati eletti papa e molti sono stati consacrati vescovi. Nel Trecento 58 Frati minori sono divenuti vescovi.&lt;br /&gt;Il papa Benedetto XII (1336) tenta la riforma dei Benedettini, poi dei Cistercensi, dei Cluniacensi, dei Canonici regolari, ecc. La riforma toccherà i Domenicani, l’Ordine dei frati minori, il Terzo Ordine Regolare, ecc.&lt;br /&gt;Durante il Quattrocento, nel clima di rinnovata fiducia e di ripresa, si afferma l’umanesimo con la sua mentalità antropocentrica, che tende a ridurre l’influenza dei valori religiosi per mettere al centro dei nuovi interessi l’uomo terreno con le sue aspirazioni, con i suoi diritti e con i suoi problemi.&lt;br /&gt;In tale ambiente culturale, intessuto di valori terreni, sembra che il monachesimo e gli Ordini religiosi siano destinati a scomparire nel groviglio delle vicende storiche e delle ideologie umanistiche. Invece la religiosità segna una ripresa decisiva, alimentata dall’azione misteriosa dello Spirito.&lt;br /&gt;Al rinnovamento della religiosità tra il popolo cristiano contribuisce in modo incisivo l’impegno ufficiale della chiesa gerarchica mediante la convocazione di Concili: Concilio di Vienne (1311), Concilio di Pisa (1409), Concilio di Costanza (1414-1418), Concilio di Ferrara-Firenze (1438-1442), Concilio Lateranense V (1512-1517), Concilio di Trento (1545-1549, 1551-1552, 1562-1563).&lt;br /&gt;Gli Istituti di vita consacrata ritroveranno nuovo vigore e sapranno sprigionare energie straordinarie a servizio dell’evangelizzazione e delle opere di misericordia . Nello spirito umanistico di autonomia e di inventiva si moltiplicano monasteri e fondazioni di Ordini religiosi, interpreti privilegiati delle nuove istanze religiose di rinnovamento.&lt;br /&gt;In tale dinamismo di rinascita hanno luogo e vengono approvate alcune importanti riforme del Primo ordine francescano, l’Ordominorum: la riforma di Brogliano (1335), i Clareni (Angelo da Chiarino †1337), la riforma degli Zoccolanti (1368), i Villacreziani (1395), i Colettani (1406), gli Osservanti con Vicario proprio (1407 in Italia e 1415 in Francia), gli Amadeiti (1457), nel 1517 la grande separazione degli Osservanti dai Conventuali, la nascita dei Cappuccini (1525, approvazione nel 1528), i Riformati (1532), i Recolletti (1637), gli Alcantarini (1562), ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Trecento e nel Quattrocento, specialmente sotto l’influsso degli Spirituali francescani e nel contesto del movimento dell’Osservanza , si affermano le seguenti Congregazioni che costituiscono il Terzo Ordine Regolare di San Francesco d’Assisi.&lt;br /&gt;La Congregazione francese viene approvata nel 1309 con la bolla Tenore cuiusdam  di Clemente V. Tre Province con 600 insediamenti e 900 religiosi .&lt;br /&gt;La Congregazione di Montefeltro è approvata nel 1396 da Bonifacio IX con la bolla Sacraereligionis  del 15 ottobre 1396. Le costituzioni della Congregazione vengono approvate nel 1444 con il titolo «Memoriale de li poveri eremiti di frate Pietro da Pisa» .&lt;br /&gt;La Congregazione olandese (Traiectensis, Utrecht), approvata nel 1401 con la bolla Isquae divini  di Bonifacio IX.&lt;br /&gt;La Congregazione portoghese si può considerare approvata nel 1401 in quanto i frati adottarono la stessa bolla del 1401 Isquae divini di Bonifacio IX (promulgata per la Congregazione di Utrecht). Vedi appresso la bolla di Clemente VII Ad uberesfructus (10 marzo 1526) e successivamente la bolla Ad fructusuberes (3 luglio 1547) di Paolo III per i frati, le suore e i terziari secolari dei territori di Spagna e Portogallo .&lt;br /&gt;La Congregazione delle Fiandre (Morinensis) viene approvata il 26 agosto 1413 con la bolla Personasvacantes di Giovanni XXIII, antipapa . La bolla, destinata ai frati e alle suore TOR, contiene anche gli Statuti applicativi della regola antica Memoriale/Niccolò IV per la vita comunitaria nel Terzo ordine regolare. Questa bolla verrà ratificata dal papa Martino V con la bolla Apostolicaesedisprovidentia  del 19 giugno 1430.&lt;br /&gt;La Congregazione lombarda in abito eremitico viene approvata nel 1420. Rimando allo studio di Massimiliano Zanot .&lt;br /&gt;La Congregazione di Renania (Colonia) viene approvata nel 1427. La vita “regolare” delle fraternità maschili e femminili era stata approvata da Bonifacio VIII nel 1295 con la bolla Cupientes cultum.&lt;br /&gt;Nb: In data 15 novembre 1431 Eugenio IV – su richiesta del p. Antonio di Massa – scrive una lettera ai frati e alle suore dell’Ordine della penitenza revocando le lettere di Martino V che prevedevano la dipendenza dei frati e delle suore TOR dai ministri dei Frati minori .&lt;br /&gt;La Congregazione belga (Leodiensis, detta anche Zepperensis) viene approvata nel 1435 dopo un percorso che inizia nel 1323. Nel capitolo generale del 1487 fu presentato un testo di Statuti, che sarà approvato da Leone X nella bolla Romanuspontifex  del 10 luglio 1516.&lt;br /&gt;La Congregazione irlandese riceve l’approvazione nel 1435. Vedi la bibliografia specifica .&lt;br /&gt;La Congregazione di Strasburgo (Svizzera) viene approvata nel 1436 e in tale data ricevono l’approvazione canonica gli Statuti .&lt;br /&gt;La Congregazione di Fiesole, eretta nel 1441, aderirà nel 1448 alla centralizzazione de TOR in Italia .&lt;br /&gt;La Congregazione spagnola ottiene l’approvazione da Eugenio IV con la bolla Iniunctumnobis (6 febbraio 1442) , dove sono inclusi gli Statuti. Due Province, poi tre Province con il Portogallo. Gli Statuti sono inclusi nella stessa bolla .&lt;br /&gt;La Congregazione italiana (=Terzo Ordine Regolare di San Francesco d’Assisi) viene approvata nel 1447 con la bolla Pastoralisofficii  di Niccolò V. È questo il punto di partenza per un lungo e sofferto cammino. In un primo momento i frati avevano accettato gli Statuti contenuti nella bolla Personasvacantes, approvata il 26 agosto 1413 per la Congregazione delle Fiandre (Morinensis). Questa scelta omogeneizzante comportò notevoli difficoltà all’interno del nuovo organismo ecclesiale, data la varietà dei religiosi convergenti (eremiti, ospedalieri, comunitari, itineranti). Si erano inoltre affacciate con prepotenza alcune opposizioni esterne al movimento di centralizzazione, provenienti dall’area francescana. Il processo di amalgamazione delle fraternità terziarie rimase sospeso , ma riprese presto in continuità di progetto. I frati misero mano anche alla redazione di opportuni GeneraliaStatutaapplicativi della Regola antica (Memoriale/Niccolò IV). Con tenacia e fede furono superate le difficoltà interne e le interferenze esterne. I papi interverranno per confermare questo arduo cammino dei terziari regolari .&lt;br /&gt;La Congregazione di Baviera-Alsazia fu approvata nel 1463.&lt;br /&gt;La Congregazione di Dalmazia e Istria riceve l’approvazione da Sisto IV con la bolla Solliciti de vestra unione (8 aprile 1473) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale contesto effervescente prende vita (nel 1435, approvazione pontificia nel 1474) e si afferma l’Ordine dei Minimi per iniziativa di San Francesco di Paola (1416-1507), sincero devoto del Poverello di Assisi. Siamo in Calabria, terra che evoca grandi figure di vita eremitica e monastica.&lt;br /&gt;L’Ordine dei Minimi è una nuova gemma che sboccia sullo scorcio del Quattrocento quasi a conclusione di una rinnovata primavera spirituale, scandita da numerosi germogli che hanno segnato tutto il corso del XV secolo .&lt;br /&gt;E anche la regola dei Minimi si contestualizza in tale humus effervescente, in bilico tra recupero di valori offuscati dalla mentalità umanistica, fra attenta lettura dei segni del tempo pregnante di attese, e proiezione vivace nella speranza per tempi migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Terziari Regolari a Cropani&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ZNqlK1jFSdQ/TxQQBCc5fKI/AAAAAAAAAis/8BqpCuknwuI/s1600/Santa%2BLucia%2BXIII%2Bsecolo.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZNqlK1jFSdQ/TxQQBCc5fKI/AAAAAAAAAis/8BqpCuknwuI/s400/Santa%2BLucia%2BXIII%2Bsecolo.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698197038554512546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra accertato che i primi francescaninella terra di Cropani furono proprio i Terziari Regolari, i quali si insediarono l’anno 1440 nel Convento del SS.mo Salvatore. Benemerito della fondazione fu frate Biagio Margioni.&lt;br /&gt;Secondo il padre Remigio, il secondo convento francescano nel cropanese fu quello dei Frati minori osservanti nel 1531. Il terzo fu quello dei Frati minori cappuccini nel 1619. Il quarto sarà quello dei Terziari Regolari, i quali dal SS. Salvatore si trasferirono definitivamente presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie  nel 1622, più vicino al centro abitato .&lt;br /&gt;Molti religiosi francescani cropanesi hanno fatto onore a questa insigne cittadina. In primo luogo, il Beato Paolo D’Ambrosio, nato a Cropani il 24 gennaio 1432. Entrò giovanissimo (il 2 marzo 1450) fra i Terziari Regolari nel Convento del SS. Salvatore, dove professò i consigli evangelici e, nel 1456, fu ordinato sacerdote. Il suo stile di vita era scandito da intensa preghiera, dai servizi dell’apostolato, dalle opere di misericordia verso i bisognosi, da generosi sacrifici volontari.&lt;br /&gt;La sua precoce fama di santità richiamava numerosi fedeli, desiderosi di consigli e di preghiere. Frate Paolo, per evitare distrazioni e rimanere saldo nell’umiltà, si ritira in solitudine nella remota località di Scavigna, presso Belcastro. Qui egli può vivere intensamente la più profonda contemplazione di Dio, pienezza di bene e di luce. E può dedicarsi alle più eroiche privazioni.&lt;br /&gt;Intanto, nel 1488, frate Paolo deve intraprendere un lungo viaggio a piedi per partecipare al capitolo generale presso Montebello di Como. Durante il ritorno, si fa pellegrino e approfitta per visitare con devozione la città sacra di Roma, dove in estasi riceve la rivelazione del transito di suo padre. Poi raggiunge Assisi, la terra magica di San Francesco. Quindi passa a Loreto e infine rientra nell’eremo di Scavigna.&lt;br /&gt;Qui il Signore lo chiama nella sua casa il 24 gennaio 1489, all’età di 57 anni. Vari prodigi richiamano l’attenzione del popolo cristiano sulla sua vita, plasmata di fede e di preghiera, purificata da sacrifici, arricchita di zelo apostolico e opere di carità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Terziari Regolari in Calabria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla Calabria provenivano alcuni Terziari Regolari che sullo scorcio del 1300 furono protagonisti nella Congregazione terziaria «della somma penitenza» per ottenere l’approvazione pontificia del Terzo Ordine Regolare nel Montefeltro (Marche-Romagna). Uno di loro, fra Pietro da Lucera dei Saraceni, il 7 ottobre 1409 appare nelle fonti storiche come «ministro del Terzo Ordine della somma penitenza di San Francesco, della Provincia del Montefeltro» .&lt;br /&gt;I Terziari Regolari della Calabria partecipano all’assemblea che decide la federazione delle fraternità presenti in Italia. Il 31 luglio 1446, nell’ospizio di Santo Stefano ad Assisi, ha luogo un incontro programmatico (=capitolo) con la partecipazione di 18 frati terziari, che rappresentano i Terziari d’Italia e che intraprendono la centralizzazione dell’Ordine. Fra i 18 protagonisti figura fra Nicola dalla Calabria .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo elenco dei conventi della Provincia di Calabria del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco ci viene trasmesso dallo storico Antonio De Sillis di Bergamo. Egli, già ministro generale, si avvantaggia di una conoscenza personale della situazione. Presenta in sintesi le venti Province dell’Ordine esistenti nel suo tempo e, per quanto riguarda la Calabria, ricorda i seguenti 21 insediamenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 1. Sanctus Franciscus Terrae Orioli&lt;br /&gt; 2. Sancta Maria de Laureto Terraenovae&lt;br /&gt; 3. Sancta Maria de Cruce Terrae Metafaloni&lt;br /&gt; 4. Sancta Maria Pietatis Terrae Sancti Giniti&lt;br /&gt; 5. Sanctus Sebastianus Terrae Fagnani&lt;br /&gt; 6. Sancta Maria Gratiarum civitatis Bisiniani&lt;br /&gt; 7. Sancta Maria Angelorum civitatis Cosentiae&lt;br /&gt; 8. Sancta Maria de Monte Carmelo Terrae Domanici&lt;br /&gt; 9. Sancta Maria de Succursu Terrae laci&lt;br /&gt;10. Sancta Maria de Cruce Terrae Cotis&lt;br /&gt;11. Sancta Maria de Loreto extra Mantheam&lt;br /&gt;12. Sanctus Salvator Terrae Macisani et Sancta Maria de Loreto&lt;br /&gt;13. Sanctus Salvator Terrae Zagarisi&lt;br /&gt;14. Sanctus Salvator Terrae Cropani&lt;br /&gt;15. Sancta Maria Gratiarum Terrae Cropani&lt;br /&gt;16. Sancta Trinitas civitatis Belcastri. In un primo tempo, i frati abitavano nella località di Scavigna e la chiesa era detta Sancta Maria de Spiritu Sancto. Abbandonata questa, i frati ebbero la chiesa di Sanctae Mariae de Loreto. Lasciata anche questa, ottennero la Ecclesiam Sancti Blasii. Abbandonata anche questa, hannoofficiato la suddetta chiesa Sanctae Trinitatis.&lt;br /&gt;17. Fuori l’abitato di Belvedere i frati avevano Monasterium Sancti Nicolai de Palumbario.&lt;br /&gt;18. Fuori città a Bisignano, vi era la chiesa Sanctae Mariae de Loreto.&lt;br /&gt;19. La Provincia di Calabria aveva a Stromboli la chiesa Sanctae Mariae Gratiarum.&lt;br /&gt;20. Nell’isola Lipari aveva il convento SanctiBartholomaei apostoli.&lt;br /&gt;21. Vi era un convento a Grimaldi, presso Cosenza .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre Francesco Bordoni – ministro generale dell’Ordine, storico e giurista – nella sua monumentale Historia , tratta anche «Delle Province e dei Ministri provinciali» (cap. XIV, pp. 321-324) e delle singole Province (capitoli XV-XXXI, pp. 325-483) . Della Provincia di Calabria il Bordoni tratta nel cap. XXIV, pp. 401-406. Egli elenca i seguenti 28 insediamenti e di ognuno offre le necessarie illustrazioni storico-topografiche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Località e titolo        data di fondazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 1. Orioli, S. Francisci 1439&lt;br /&gt; 2. Bisiniani, Conventus S. Mariae Gratiarum 1440&lt;br /&gt; 3. Sangineti, S. Mariae Pietatis 1558&lt;br /&gt; 4. Laci, S. Mariae de Succursu 1561&lt;br /&gt; 5. Fagnani, [conventus] S. Sebastiani 1580&lt;br /&gt; 6. Matafaloni, S. Mariae de Cruce 1585&lt;br /&gt; 7. Cosentiae, S. Mariae Angelorum 1606&lt;br /&gt; 8. Bisiniani, S. Mariae de Laureto ?&lt;br /&gt; 9. Planetae,Conventus 1500&lt;br /&gt;10. Terrenovae, S. Mariae de Laureto 1477&lt;br /&gt;11. Cropani, S. Salvatoris 1440&lt;br /&gt;12. Zagarisii, S. Salvatoris 1533&lt;br /&gt;13. Amantheae, S. Mariae de Laureto 1535&lt;br /&gt;14. Domanici, S. Mariae de Monte Carmelo 1550&lt;br /&gt;15. Macisani, S. Salvatoris 1505&lt;br /&gt;16. Coti, S. Mariae de Cruce 1570&lt;br /&gt;17. Bellicastri, S. Mariae de Florestella 1433&lt;br /&gt;18. Belvederii, S. Nicolai de Palumbaria 1441&lt;br /&gt;19. Castri S. Lucidi, S. Mariae de Prissano 1447&lt;br /&gt;20. Grimaldi, Conventus 1450&lt;br /&gt;21. Cosentiae, [conventus] S. Michaelis Arcangeli 1446&lt;br /&gt;22. Lavelli, Conventus 1444&lt;br /&gt;23. Petraefittae, S. Mariae Angelorum 1633&lt;br /&gt;24. Stromboli, S. Mariae Gratiarum ?&lt;br /&gt;25, Lipari, S. Bartholomaei ?&lt;br /&gt;26. Tarantini, Conventus 1443&lt;br /&gt;27. Tribisaciae, S. Mariae de Laureto 1586&lt;br /&gt;28. Patricae, Eremitorium S. Cotaldi 1476&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre Raniero Luconi, restauratore degli studi storici sul Terzo Ordine francescano nel secolo scorso, ha riproposto in lingua italiana le migliori acquisizioni storiche del padre Bordoni in due scritti fondamentali. Nel volume Il Terzo Ordine Regolare di S. Francesco (Macerata 1935, pp. 339-340), riporta i dati delle «Provincie e Conventi esistenti nel 1650». Elenca i 6 conventi attivi in tale data e i 20 soppressi.&lt;br /&gt;Nella sintesi storica Comitia Generalia Tertii Ordinis Regularis S. Francisci eorumque acta selecta (Romae 1944, pp. 243-244), estratta dagli atti capitolari dell’Ordine, il p. Luconi elenca in ordine cronologico 23 insediamenti (eremitaggi e conventi) della Provincia di Calabria dei Terziari Regolari di San Francesco. Abbiamo effettuato alcuni cambiamenti per una migliore coerenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Località e titolo    -    data di fondazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Belcastro (Catanzaro), S. Maria dello Spirito Santo 1433&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;2.Oriolo (Cosenza), San Francesco d’Assisi 1439&lt;br /&gt;      Fondato dal calabrese fr. Biagio Margioni. Era nato a Oriolo il p. Dionisio Colomba,&lt;br /&gt;che sarà eletto ministro generale dell’Ordine nel 1589.&lt;br /&gt;3. Bisignano (Cosenza), S. Maria delle Grazie 1440&lt;br /&gt;      Fondato dafr. Biagio Margioni.&lt;br /&gt;4.Belvedere (Cosenza), San Nicola  1441&lt;br /&gt;5. Cropani (Catanzaro), SS. Salvatore 1440&lt;br /&gt;      Fabbricato dafr. Biagio Margioni. Poi abbandonato per la troppa distanza dall’abitato&lt;br /&gt;e per i disagi del clima.&lt;br /&gt;I frati furono autorizzati da Sisto IV con Lettera del 20 maggio 1477 a costruire&lt;br /&gt;il Convento di S. Maria delle Grazie (vedi qui appresso).&lt;br /&gt; 6. Taranto, Convento 1443&lt;br /&gt;7.Lavello (Potenza), Eremitaggio 1444&lt;br /&gt;      Concesso da Eugenio IV.&lt;br /&gt; 8. San Lucido (Cosenza), S. Maria di Trissano 1446&lt;br /&gt;9.Cropani (Catanzaro), S. Maria delle Grazie 1477&lt;br /&gt;      Qui erano conservate le spoglie mortali del Beato Paolo. Quando il convento fu&lt;br /&gt;soppresso nel 1652, le reliquie del Beato furono traslate nella chiesa cattedrale.&lt;br /&gt;10.Terranova (Cosenza), S. Maria di Loreto 1477&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;11. Macisano (Catanzaro), S. Maria di Loreto 1505&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;12. Zagarise (Catanzaro), SS. Salvatore 1533&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;13. Amantea (Cosenza), S. Maria di Loreto 1535&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;14. Domanico (Cosenza), S. Maria del Carmine 1550&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;15. Sangineto (Cosenza), S. Maria della Pietà 1558&lt;br /&gt;16. Lago (Cosenza), S. Maria del Soccorso 1561&lt;br /&gt;17. Cuti (Cosenza), S. Maria delle Grazie 1570&lt;br /&gt;18. Fagnano (Cosenza), S. Sebastiano 1580&lt;br /&gt;19. Cosenza, S. Maria degli Angeli 1606&lt;br /&gt;      Fin dal 1446 qui esisteva il Convento di S. Michele Arcangelo.&lt;br /&gt;20. Pietrafitta (Cosenza), S. Maria degli Angeli 1633&lt;br /&gt;Soppresso da Innocenzo X nel 1652.&lt;br /&gt;21. Grimaldi (Cosenza), Convento [SS.ma Concezione] 1450&lt;br /&gt;      Lasciato nel 1548.&lt;br /&gt;22. Stromboli, S. Maria delle Grazie ?&lt;br /&gt;23. Lipari, Convento S. Bartolomeo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre Gabriele Andreozzi, sulla scia degli storici precedenti,ricorda 25 eremi e conventi del Terzo Ordine Regolare in Calabria :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;— Oriolo, Convento S. Francesco, fondato nel 1439 per iniziativa di fr.Biagio Margioni.&lt;br /&gt;— Bisignano, Convento S. Maria delle Grazie, fondato nel 1440 per opera di fr. Biagio Margioni.&lt;br /&gt;— Cropani, Convento San Salvatore, fondato nel 1440 da fr. Pietro da Pedace. Qui entrò il B. Paolo.&lt;br /&gt;— Cropani, S. Maria delle Grazie, edificato con autorizzazione di Sisto IV concessa nel 1477.&lt;br /&gt;— Belvedere, Convento di S. Nicola, aperto nel 1441 per opera di fr. Nicola Artesio e compagni.&lt;br /&gt;— Belcastro, Eremo S. Maria dello Spirito S., aperto nel 1443 da fr. Pietro de Pedagiis in località Scavigna.&lt;br /&gt;— Belcastro, Oratorio B. Maria di Florestella, bolla di Eugenio IV nel 1446 (fondazione nel 1433).&lt;br /&gt;— Lavello (odierna Basilicata), Eremitaggio 1444.&lt;br /&gt;— Cosenza, S. Maria degli Angeli, aperto nel 1440 per iniziativa diPietro Ferrante e sua consorte.&lt;br /&gt;— Terranova, fondato nel 1477 anche per opera di fr. Paolo D’Ambrosio.&lt;br /&gt;— San Lucido, S. Maria di Pressano, aperto il 6 maggio 1447 per opera di fr. Francesco da Verzino.&lt;br /&gt;— Zagarise, Convento San Salvatore, aperto nel 1535 e soppresso nel 1653.&lt;br /&gt;— Grimaldi, SS.ma Concezione, fondato nel 1450 e chiuso nel 1548.&lt;br /&gt;— Domanico, Convento S. Maria del Monte Carmelo, aperto nel 1550, soppresso nel 1653.&lt;br /&gt;— Sangineto, Convento S. Maria della Pietà, costruito nel 1558.&lt;br /&gt;— Lago, Convento S. Maria del Soccorso, aperto nel 1561 per concessione del card. Taddeo de Gadelis.&lt;br /&gt;— Coti, Convento S. Maria della croce (poi detto S. Maria delle Grazie), aperto nel 1570 e soppresso nel 1652.&lt;br /&gt;— Fagnano, Convento S. Sebastiano, aperto nel 1580.&lt;br /&gt;— Mottafollone, Convento S. Maria della croce, aperto nel 1585.&lt;br /&gt;— Trebisacce, Chiesa S. Maria di Loreto (e convento da costruire), concessa nel 1586.&lt;br /&gt;— Patrica (Puglia), Eremitorio di S. Cataldo, aperto l’anno 1476.&lt;br /&gt;— Taranto (Puglia), Convento, concesso da Eugenio IV nel 1443.&lt;br /&gt;— Stromboli, S. Maria delle Grazie.&lt;br /&gt;— Lipari, S. Bartolomeo apostolo.&lt;br /&gt;— Pietrafitta, S. Maria degli Angeli, avuto dai Cappuccini nel 1633.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’abito dei Terziari Regolari&lt;br /&gt;al tempo del Beato Paolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una recente panoramica sulle Comunità e le Province del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco d’Assisi in Italia e isole adiacenti nel corso dei secoli , ho potuto tracciare il seguente prospetto sulla Provincia di Calabria:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nome insediamento località aperto chiuso&lt;br /&gt;Provincia&lt;br /&gt;di Calabria   &lt;br /&gt;San Francesco Oriolo (Cosenza) 1439&lt;br /&gt;San Salvatore Cropani (Catanzaro) 1440 1622 lasciato&lt;br /&gt;S. Maria delle Grazie Bisignano (Cosenza) 1440&lt;br /&gt;S. Maria degli Angeli Cosenza 1440&lt;br /&gt;S. Nicola Belvedere, Spinello (KR) 1441&lt;br /&gt;S. Maria dello Spirito S. Belcastro (Catanzaro) 1443 1652 Inn. X&lt;br /&gt;Convento Taranto (in Puglia) 1443&lt;br /&gt;Eremitaggio Lavello (Potenza) 1444&lt;br /&gt;B. Maria di Florestella Belcastro 1446&lt;br /&gt;S. Michele Arcangelo Cosenza 1446&lt;br /&gt;S. Maria di Trissano San Lucido (Cosenza) 1447&lt;br /&gt;SS.ma Concezione Grimaldi (Cosenza) 1450 1548 lasciato&lt;br /&gt;S. Maria di Loreto Catanzaro sec. 15°&lt;br /&gt;S. Maria delle Grazie Stromboli (isola) 1460&lt;br /&gt;S. Bartolomeoap. Lipari(isola) sec. 15°&lt;br /&gt;Eremitorio S. Cataldo Patrica (in Puglia) 1476&lt;br /&gt;S. Maria delle Grazie Cropani (Catanzaro) 1477 1652 Inn. X&lt;br /&gt;S. Maria di Loreto Terranova di Sibari (CS) 1477 1652 Inn. X&lt;br /&gt;S. Maria di Loreto Magisano (Catanzaro) 1505 1652 Inn. X&lt;br /&gt;San Salvatore Zagarise (Catanzaro) 1535 1652 Inn. X&lt;br /&gt;S. Maria di Loreto Amantea (Cosenza) 1535 1652 Inn. X&lt;br /&gt;S. Maria del Carmine Domanico (Cosenza) 1550 1652 Inn. X&lt;br /&gt;S. Maria della Pietà Sangineto 1558&lt;br /&gt;S. Maria del Soccorso Lago (Cosenza) 1561&lt;br /&gt;S. Maria delle Grazie Coti (Cosenza) 1570 1652 Inn. X&lt;br /&gt;S. Sebastiano martire Fagnano (Cosenza) 1580&lt;br /&gt;S. Maria della croce Mottafollone 1585&lt;br /&gt;S. Maria di Loreto Trebisacce 1586&lt;br /&gt;S. Maria degli Angeli Cosenza 1606&lt;br /&gt;S. Maria degli Angeli Pietrafitta (Cosenza) 1633 1652 Inn. X&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Sono brandelli della grazia delle origini e della Provvidenza «che governa il mondo»! Le varie soppressioni hanno falcidiato conventi maschili, congregazioni e monasteri femminili, con tante loro attività caritative. Spesso sono stati sottratti proprio i “loci” più antichi e caratteristici, a scapito dell’identità e del carisma, facendo sfumare la vera immagine delle origini e il volto autentico del carisma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbreviazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inn. X  = soppressione del pontefice Innocenzo X (15 ottobre 1652).&lt;br /&gt;Giusep.  = soppressione di Giuseppe II (imperatore d'Austria 1741-1790) nel 1769.&lt;br /&gt;Leopold. = soppressione di Leopoldo I (granduca di Toscana 1747-1792) nel 1785.&lt;br /&gt;Cisalp.  = soppressione della Repubblica Cisalpina, fondata da Napoleone nel 1797.&lt;br /&gt;Napol.  = soppressione napoleonica durante il regno d’Italia, costituito da Napoleone(1805-1810).&lt;br /&gt;Partenopea = soppressione nel regno di Napoli durante il governo di Giuseppe Bonaparte(1806-1808)&lt;br /&gt; e di Gioacchino Murat, re di Napoli dal 1808 al 1815.&lt;br /&gt;Italica  = soppressione dopo l’unità d’Italia negli anni 1860-1870.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREOZZI Gabriele, I confratelli del Beato Paolo in Calabria, in Il Beato Paolo e la sua Cropani, a cura di p. Gabriele Andreozzi, Roma 1990, pp. 113-138.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREOZZI Gabriele, Il Terzo Ordine Regolare di San Francesco nella sua storia e nelle sue leggi: vol. I, Roma 1993; vol. II, Roma 1994; vol. III, Roma 1995.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREOZZI Gabriele, Il Beato Paolo D’Ambrosio da Cropani del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco, Roma 1996.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREOZZI Gabriele, Il Beato Paolo D’Ambrosio da Cropani del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco (1432-1489), in Analecta TOR 161 (1997) 1-13, Roma 1996.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ARROTTA Antonio N., L’arte a Cropani, Catanzaro 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ARROTTA Antonio N. (a cura), La chiesa di Cropani nella storia, Cropani 1993.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ARROTTA Antonio N. (a cura), Cropani antica, Cropani 1993.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BORDONIFranciscus, Historia (Cronologium) TertiiOrdinis S. Francisci, Parmae 1658 (ristampa anastatica a cura di L. Temperini, Roma 1998). Il sottotitolo esplica i contenuti del volume: Cronologiumfratrum et sororumTertiiOrdinis S. Francisci tamRegularisquamSaecularis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BORDONIFranciscus, Archiviumbullarum, privilegiorum, instrumentorum, et decretorumTertiiOrdinis S. Francisci,Parmae 1658,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COCO Primaldo, Saggio di storia francescana in Calabria,Cressati 1931.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DE SILLISAntonius, Studia originemprovectumatquecomplementumTertiiOrdinis de Poenitentia S. Francisci concernentia,Neapoli 1621 (ristampa anastatica a cura di L. Temperini, Roma 1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FIORE Giovanni, Della Calabria illustrata, due volumi: Libro II, Calabria sacra, Napoli 1743.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GeneraliaStatutasive Decreta FratrumTertiiOrdinisSancti Francisci, de poenitentianuncupati, regularisobservantiaeCongregationisLongobardae in habitu eremitico degentium, Venetiis 1551 (ristampa anastatica a cura di L. Temperini, Roma 1995). Tale regola pratica era in vigore al tempo del Beato Paolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PERA Remigio A., Vita del Beato Paolo D’Ambrosio da Cropani, Cropani 19892.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PERA Remigio A., Il francescanesimo a Cropani, in Il Beato Paolo e la sua Cropani, a cura di p. Gabriele Andreozzi, Roma 1990, pp. 102-107.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PERA Remigio A., Cropani, Catanzaro 19932.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUCONI Raniero, Il Terzo Ordine Regolare di S. Francesco, Macerata 1935, pp. 339-340.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUCONIRaynerius, ComitiaGeneraliaTertiiOrdinisRegularis S. Francisci eorumque acta selecta,Romae 1944, pp. 243-244.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARISI Giovanni, Florilegio serafico del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco, S. Lucia del Mela (ME) 1968.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAZZELLI Raffaele, Le Province nella storia del Terz’Ordine Regolare di San Francesco, in Analecta TOR147 (1990) 317-335.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PONTIERI Ernesto, La Calabria a metà del secolo XV e le rivolte di Antonio Centelles, Napoli 1963.&lt;br /&gt;RUSSO Francesco, San Francesco e la Calabria, Castrovillari 1976.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCHIPANI Teresa Antonia, Il Beato Paolo da Cropani. Storia, culto, tradizione, Cropani 2010 (tesi di laurea in Scienze letterarie).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SQUILLACE Mario, Chiesa e società nella Calabria del ‘400, in Il Beato Paolo e la sua Cropani, a cura di p. Gabriele Andreozzi, Roma 1990, pp. 88.101.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TEMPERINI L., Fratelli e sorelle della penitenza. Il Terzo Ordine di San Francesco Secolare e Regolare nelle sue origini e nel suo sviluppo, Roma 2010.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-1948756297424315308?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/1948756297424315308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/13-i-francescani-del-terzo-ordine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1948756297424315308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1948756297424315308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/13-i-francescani-del-terzo-ordine.html' title='26. I FRANCESCANI DEL TERZO ORDINE REGOLARE IN CALABRIA di Padre LINO TEMPERINI (2010)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Lgvmj0UA9Lk/TxQPaewCybI/AAAAAAAAAig/j5BpEmwdO0E/s72-c/Saio%2Bdei%2BTerziari%2BRegolari%2Bdi%2BS.%2BFrancesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-3865398356900381565</id><published>2012-01-16T02:51:00.000-08:00</published><updated>2012-02-06T23:41:05.376-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>13. BIOGRAFIA  del Beato Paolo  di Padre Giuseppe Neri (2011)</title><content type='html'>Cenni Biografici sul Beato Paolo D'Ambrosio da Cropani ( 1432 - 1489)&lt;br /&gt;Di Padre Giuseppe Neri, postulatore generale (2011)&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-LGoucxoqei8/TxQB9swfU5I/AAAAAAAAAiI/_8DfVjDD5Us/s1600/IMG_1615%25281%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 291px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-LGoucxoqei8/TxQB9swfU5I/AAAAAAAAAiI/_8DfVjDD5Us/s400/IMG_1615%25281%2529.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698181588028707730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Paolo d' Ambrosio nacque a Cropani il 24 Gennaio 1432. Leggenda vuole che la notte stessa della sua nascita sul tetto di una casa di Cropani antica , fu veduto un grande fuoco. La gente del paese accorse immediatamente per domare le fiamme, ma entrata in casa, si trovò davanti un neonato e una famiglia felice. Familiari e cittadini di Cropani spiegarono l'apparizione del fuoco come un lieto presagio di ciò che sarebbe stato il bambino: un portatore di luce e di amore. Al battesimo lo chiamarono dunque Paolo.&lt;br /&gt;Secondo la tradizione locale, riportata dal Cropanese e suo lontano parente, Giovanni Fiore, fin da bambino Paolo lasciò presagire la sua futura Santità, dando prova di “...senno, modestia e virtù...”.Dotato anche di straordinaria intelligenza: “...applicato alle umane lettere, sembrò di averle divorate...”. Fin da fanciullo, Paolo si dimostrava  disponibile al servizio, anche nei più umili lavori domestici.&lt;br /&gt;Sui diciotto anni  il giovane prese la decisione, che tutti ormai si aspettavano, quella di dedicarsi al servizio di Dio per tutta la vita. C'era al tempo a Cropani una copiosa presenza di Clero e due antichi Monasteri, ma Paolo scelse di entrare nel  più povero dei Conventi e per di più di recente fondazione, quello di San Salvatore, dei Frati dell'Ordine della Penitenza, detto Terzo Ordine Regolare di San Francesco. L'insediamento si trovava allora a circa un miglio dall'abitato, in piena campagna. I Frati Terziari non vivevano sempre in Convento, ma conducevano vita semi-eremitica nelle grotte circostanti oppure percorrevano i dintorni predicando la pace e la penitenza.&lt;br /&gt;L'ingresso di  Paolo nel Convento di San Salvatore è da datarsi circa nell'anno 1450. La fondazione del Convento era avvenuta solo pochi anni prima, nel 1440, grazie all'opera di un benefattore, tale Pietro Massaro, che aveva donato un terreno e un fabbricato con la piccola Chiesina dedicata a San Salvatore. Solo in seguito i Frati vi aggiunsero alcune celle, per condurre  vita comune. Nel 1450, proprio l'anno dell entrata di Paolo, il benefattore morì lasciando ai Frati la sua eredità. Ma un nipote del benefattore, il prete Giovanni Massaro, approfittando della momentanea assenza dei  Religiosi, ottenne dalla Corte di Catanzaro il riconoscimento dei diritti ereditari sull' Eremo e di fatto ne prese il possesso. Ne seguì una disputa legale, che solo in seguito si risolse a favore dei Frati, ma non potè non lasciare strascichi e disagi nella vita di quei Religiosi.&lt;br /&gt;Dal Noviziato al Presbiterato, i fatti così sono sintetizzati dal Bordoni: “...factus Christi miles in  Monastica observantia et exercitiis spiritualibus  caeteris  praestabat, silentio, orationibus, divinis meditationibus, ieiuniis et disciplinis assidue erat occupatus. Ex obedientia  Sacerdos factus anno  1458, quotidie immaculatum  Deo  sacrificium offerebat...reso soldato di Cristo nella osservanza religiosa... assiduamente si dedicava al silenzio, alla preghiera, alla meditazione delle realtà divine, ai digiuni e alla mortificazione corporale...per obbedienza dei Superiori, fu ordinato Sacerdote nel 1458 ( all'età di circa 26 anni !!) e giornalmente celebrava la S. Messa...( Bordoni, Controversiae Morales,pag. 194).&lt;br /&gt;Con l'Ordinazione Sacerdotale (1458) ebbe inizio il periodo di vita apostolica del Beato.  Così scrive il Fiore “...Ordinato adunque Sacerdote, ed eletto guardiano del Convento, era troppo frequente il concorso dei popoli, quali se gli affollavano, chi per consiglio dell'anima, chi per consolo nei travagli...molti anche senza favellare  si udivano discoverta  la cagione della loro andata, e il rimedio preparato ai loro bisogni... )”.&lt;br /&gt;La stima di cui era oggetto, anche da parte dei suoi Confratelli, fece si che Paolo venisse eletto più volte Custode del Convento e una volta persino delegato al Capitolo Generale del suo Ordine Religioso.&lt;br /&gt;In data 23 Marzo 1476, il Papa Sisto IV concedeva ai Frati di San Salvatore di lasciare l'Eremo e di trasferirsi preso le mura di Cropani, nella edificanda chiesa di S. Maria delle Grazie. La tentazione dell'Inurbamento, che aveva afflitto anche le altre famiglie Francescane, si andava facendo strada anche tra i Penitenti del Terzo Ordine. La città, infatti, offriva maggiore sicurezza e maggiori conforti. Tuttavia il trasferimento in paese da parte dei religiosi avvenne solo molti anni dopo e precisamente nel 1622.&lt;br /&gt;Gli ultimi anni della sua vita, Paolo, li trascorse nell'Eremo di Scavigna. Così li descrive nella sua Biografia il Fiore:”...Ma l'uomo di Dio che più gustava la familiare conversazione del suo  Signore che quella degli uomini... cominciando ad abitare un Conventino oggidì rovinato... fra Cropani e Belcastro, detto Santa Maria dello Spirito Santo, in una tenuta di terre, dette Scavigna... ( “della Calabria illustrata”   Libro II, Napoli MDCCXLIII ,  pag. 80).&lt;br /&gt; Nell' Eremo, e particolarmente nelle sue grotte, il Beato aveva tutto l'agio per fare penitenza.&lt;br /&gt;Sono in molti a raccontare il fatto più straordinario della vita del Beato: la Bilocazione avvenuta a Roma, nell'anno 1488, nella Chiesa di S. Maria della Consolazione. Seguiamo il racconto che ne fa il Fiore: “...L'anno 1488, andato (Paolo) con Fra Bernardino da Bisignano, altri dicono al capitolo Generale, qual si celebrava in Montebello di Lodi, altri, che alla visita de' luoghi santi... celebrando  Messa nella Chiesa di S. Maria della Consolazione, casa di questa religione a Roma, come fu al primo momento , tutto si vide avvolto dentro una meravigliosa nuvola  scesa dal cielo, e osservata da tutti i circostanti, avendola così durato buona pezza, onde perciò trattane in curiosità la gente, ed egli, costretto dall'ubbidienza a dire  quello che fosse occorso, disse ch'essendo già morto suo padre in Cropani, gli era convenuto dargli un abbraccio ed un Requiem...”.&lt;br /&gt;Siamo giunti all'ultimo scorcio della vita del Beato. Sulla via del ritorno, Paolo aveva confidato al suo compagno di viaggio, Fra Bernardino, Ministro Provinciale, che fra breve sarebbe morto. Forse per questo Fra Bernardino  lo accompagnò fino all' Eremo di Scavigna. Lo stesso annuncio egli diede a sua madre, al primo incontro dopo il suo ritorno.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-lKB3w8xq1R8/TxQCXyLuDbI/AAAAAAAAAiU/lyBGq9nSFdE/s1600/IMG_1624.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 280px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-lKB3w8xq1R8/TxQCXyLuDbI/AAAAAAAAAiU/lyBGq9nSFdE/s400/IMG_1624.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698182036161695154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gli ultimi giorni del Beato vengono così descritti dal Fiore: “...Egli altresì ritiratosi dalla coversatione dei suoi religiosi, s'applicò con più fervore  alla contemplazione de' divini misteri ; purificò la sua coscienza  col lavacro della penitenza, e preparò ogni altra cosa, qual gli parve necessaria per quell' ultimo passaggio. Intanto, sorpreso da una leggerissima febbricciola, in cinque giorni rese lo spirito al Signore li 24 Gennaio 1489, avendo prima fatto un acceso discorso a quei suoi religiosi sopra il buon esempio dovuto a loro prossimi, e sulla puntuale osservanza  della regola già promessa a Dio, ed al lor Padre s. Francesco...”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-3865398356900381565?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/3865398356900381565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/13-biografia-del-beato-paolo-di-padre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3865398356900381565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3865398356900381565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/13-biografia-del-beato-paolo-di-padre.html' title='13. BIOGRAFIA  del Beato Paolo  di Padre Giuseppe Neri (2011)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-LGoucxoqei8/TxQB9swfU5I/AAAAAAAAAiI/_8DfVjDD5Us/s72-c/IMG_1615%25281%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-1063721770965879896</id><published>2012-01-16T02:37:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T02:44:34.902-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>12. BIOGRAFIA  del Beato Paolo  su pagellina devozionale (1989)</title><content type='html'>IL BEATO PAOLO DE AMBROSIS DA CROPANI&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-4g0-B5ioTEY/TxP---122LI/AAAAAAAAAhw/PkEee_gUM7k/s1600/PICT0064.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-4g0-B5ioTEY/TxP---122LI/AAAAAAAAAhw/PkEee_gUM7k/s400/PICT0064.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698178311528044722" /&gt;&lt;/a&gt;Nacque a Cropani, in Calabria, il 24 gennaio 1432. L'occhio di Dio si posò su di lui che, dopo un'infanzia e una adolescenza trascorse nello studio e nella pratica delle più belle virtù, scelse di condurre per sempre una vita tutta dedita alla contemplazione e alla penitenza fra i terziari francescani dell' eremo di San Salvatore, presso Cropani.&lt;br /&gt;Divenne sacerdote nel 1458, a ventisei anni, e da allora alla vita eremitica aggiunse la vita attiva, accogliendo quanti ricorrevano a lui. Dotato del dono della profezia e della conoscenza dei più intimi segreti del cuore, donava a piene mani luce e conforto e sospingeva tutti verso mete più alte.&lt;br /&gt;Gli onori e la venerazione del popolo non si addicevano alla sua grande umiltà e fra Paolo ottenne allora di ritirarsi tutto solo nell'eremo di Scavigna, non molto lontano.&lt;br /&gt;L'obbedienza lo distolse dalla sua beata solitudine e lo obbligò a peregrinare da un capo all'altro d'Italia, per partecipare al capitolo generale del suo ordine, che si celebrava a Lodi, in Lombardia.&lt;br /&gt;Lungo il percorso, sia di andata che di ritorno, i santuari di Roma, Assisi, Loreto e di chissà quanti altri luoghi furono le sue mete più ambite, come pellegrino, penitente e asceta.&lt;br /&gt;A Roma, il Signore volle premiare tanta fede e tanto sacrificio, con il concedere al Beato Paolo il dono della bilocazione. Celebrava la messa nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, dove era un ospizio per i pellegrini, e al «memento», quando cioè si ricordano i defunti, rimase come assente, senza dare segno alcuno di vita.&lt;br /&gt;Quando rinvenne, col volto inondato di lacrime, terminò la santa messa. L'umiltà dovette cedere davanti all'obbedienza: richiesto dal suo superiore, il Beato Paolo confidò di essere stato a Cropani, dove in quel momento stava morendo suo padre e di avergli portato il suo saluto e la sua benedizione.&lt;br /&gt;Tornato a Cropani, salutò per l'ultima volta sua madre, predicendole che fra otto giorni sarebbe morto e ritornò nel suo eremo. Qui sorella morte lo prese con sé il 24 gennaio 1489, all'età di cinquantasette anni.&lt;br /&gt;Ai suoi funerali e poi alla sua tomba si susseguirono strepitosi prodigi. Nel 1562, il Legato del Sommo Pontefice difese il culto prestato al Beato a voce di popolo e lanciò la scomunica su chi avesse osato impedirlo.&lt;br /&gt;A cinquecento anni dalla sua morte, la sua memoria è in benedizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREGHIERA&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-l1Co9ShA8ng/TxP_d-cX4II/AAAAAAAAAh8/Rr8RhfGnjs0/s1600/PICT0008.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-l1Co9ShA8ng/TxP_d-cX4II/AAAAAAAAAh8/Rr8RhfGnjs0/s200/PICT0008.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698178843997102210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concedi a noi, Signore, che a imitazione del Beato Paolo, possiamo vivere in Te e ricondurre a Te, buon pastore, i nostri fratelli che si sono allontanati, inducendoli alla penitenza e alla pace.&lt;br /&gt;Per Cristo nostro Signore. Amen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-1063721770965879896?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/1063721770965879896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/12-biografia-del-beato-paolo-su.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1063721770965879896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/1063721770965879896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/12-biografia-del-beato-paolo-su.html' title='12. BIOGRAFIA  del Beato Paolo  su pagellina devozionale (1989)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-4g0-B5ioTEY/TxP---122LI/AAAAAAAAAhw/PkEee_gUM7k/s72-c/PICT0064.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-6999101501101479428</id><published>2012-01-16T02:07:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T02:34:56.896-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>11. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Anonimo (1670 circa)</title><content type='html'>"ANTICHISSIMO MANOSCRITTO LOGORO E STRUCITO DAL TEMPO EDACE" RISALENTE ALLA SECONDA METÀ DEL '600, TRASCRITTO DALL'ARCHIVISTA CAPITOLARE DELLA COLLEGIATA DI CROPANI ATTORNO AL 1830. CONTIENE NOTIZIE SUGLI INIZI DEL CULTO.(1670 circa) di Anonimo, &lt;br /&gt;in fasc. del B. Paolo, ff. 74-82, ff. 83-90, 91-97 presso la Postulazione del TOR, Roma.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-DXAQtgQNoP4/TxP4P5Ta-XI/AAAAAAAAAg0/jeQWk02Uc4I/s1600/100_0809.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 273px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-DXAQtgQNoP4/TxP4P5Ta-XI/AAAAAAAAAg0/jeQWk02Uc4I/s400/100_0809.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698170905517816178" /&gt;&lt;/a&gt;Il Rev. Giuseppe Dolce, Archivista e Segretario del Capitolo della Collegiata di Cropani, estrae da un'antichissimo manoscritto dell'Archivio capitolare il sommario della Vita e miracoli del B. Paolo, trattandosi di un manoscritto logoro e poco leggibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si certifica da me sotto scritto Segretario e Archivista di questo insigne Reverendissimo Capitolo di Cropani, etiam cum iuramento tacto pectore, come avendo per ordine del molto Reverendo Arcipr. D. Gennaro Corabi prima Dignità e Presidente di esso insigne Reverendissimo Capitolo, perquisito l'Archivio esistente nella Sagrestia di questa Chiesa Collegiata, fra le carte quivi esistenti, ho ritrovato un antichissimo manoscritto logoro e strucito dal tempo edace, che con stento e gran pena è leggibile. Nello stesso si ritrova descritta la vita, e la morte del mio concittadino Paolo d'Ambrosio Religioso del Terz'Ordine di S. Francesco, di cui esso Sig. Arciprete mi ha ordinato sotto la sua direzione e personale assistenza farne l'estratto che segue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella pagina 7 cap. 1° di esso manoscritto si ritrova che il gran Servo d'Iddio Paolo D'Ambrosio, fin dalla sua morte ed in questa Patria e nell'intiera Provincia di Catanzaro, viene comunemente chiamato, per la fama della sua grande Santità e per la prodigiosa copia di miracoli da lui operati, col nome di Beato. Nacque in questo Comune il 24 Gennaro 1432.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cap. 2°, pagina 8, descrive l'Autore del manoscritto l'età puerile del Beato che richiamava a sé i sguardi d'ogni ceto di persona per la perfetta morigeratezza de' suoi costumi, e che ben potevasi allo stesso applicare l'epigrafe, "integer vitae scelerisque purus".&lt;br /&gt;Descrive ancora la profondità della sua applicazione a quei studi ch'erano confacenti alla sua età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cap. 3° pagina decima resta di riferire l'ardore con cui il Beato vestì le sacre lane di S. Francesco del 3° Ordine, a malgrado la discrepanza de' suoi genitori, che per l'illibatezza de suoi costumi, e per il suo angelico agire sentivano ben malincuore il privarsi di una gioia sì cara e di un Figlio sì amabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cap. 4° dalla pagina 17 fino alla 23 si descrive la vita religiosa ed i portamenti edificanti di Paolo nel Convento del S. Salvatore, ch'esisteva poco lungi da questo Paese.&lt;br /&gt;Nel corso di detto capitolo si descrivono l'eroiche virtù esercitate dal Beato nel corso del suo esemplare e Santo noviziato, in cui fa risplendere sopra lo spirito della più aspra, ed inaudita penitenza, una profondissima umiltà, ed una cieca perfettissima ubbidienza al cenno non solo, ma al pensiero ben anche de' suoi Superiori. Quivi è marcato, che avendo egli il Beato emesso la S. professione de' voti e giunto essendo all'età di ascendere al Sacerdozio, ad esempio del suo Patriarca S Francesco, le di cui gesta erano sempre il bersaglio del Beato, si reputava tutt'affatto indegno di esser consacrato Sacerdote, e non il fece che per formale precetto di S. ubbidienza.&lt;br /&gt;Tosto che fu innalzato al Sacerdozio venne da quei Santi Religiosi assunto alla carica di Guardiano del Convento ch'egli per semplice ubbidienza, suo malgrado, addossossi. Quindi l'Autore del manoscritto descrive l'esimia esemplarità del suo fare da Superiore nel Convento, con la quale fece bellamente risplendere in tutti quei religiosi la perfezione monastica. Ed alla fine dello stesso segnato cap. 4° e particolarmente alla pagina 22 ultimo paragrafo dettaglia l'Autore un avvenimento prodigioso operato dal Beato. Egli è del tenor seguente:&lt;br /&gt;"Or avvenne nel tempo del suo governo, che infracidito un trave nella Chiesa, fu bisogno farne venire uno dalla Montagna, e cacciato via il vecchio salirono il nuovo, per riporcelo, ma ritrovata mancante la misura e meno lungo di quel che bisognava, lo tornarono a terra, e ne parteciparono il nostro Paolo, che si era ritirato in cella a orare; inteso ciò portossi alla Chiesa, ed osservato il trave "Oh" disse "avete fatto errore ch'ello è giusto ed a misura del bisogno, tornatelo a salire". Ricusano li Maestri, perché l'havevano già trovato mancante di lunghezza, ma quei Padri, che sapevano non poter fallire le parole del nostro Beato, lo fecero immantinente salire; ed oh meraviglia di tutti coloro che si trovavano presenti, con facilità fu salito il trave, e si trovò giusto e proporzionato al bisogno", e questo è quanto trovammo notato nel tempo ch'Egli fu Superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-NghMQPdfcv0/TxP73zjpFZI/AAAAAAAAAhM/xdc-P6IUZkk/s1600/immagDambrosio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 348px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-NghMQPdfcv0/TxP73zjpFZI/AAAAAAAAAhM/xdc-P6IUZkk/s400/immagDambrosio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698174889704887698" /&gt;&lt;/a&gt;Nel cap. 5° pagina 24 descrive l'Autore che il Beato per celare i fulgori della sua Santità ed i carismi, che il Signore a larga mano versava sopra di lui, e per evitare egli il concorso del popolo che correva da vicine e rimote contrade alla sua cella e si beava nel conversare e nell'avvicinare un Uomo, che per l'esercizio delle sue grandi virtù, e per i prodigi che il Signore per mezzo di lui operava, si era reso il Taumaturgo nelle sue vicinanze e si appigliò al temperamento di abbandonare il Convento del Salvatore e di ritirarsi in quello cosi detto dello Spirito Santo, che giaceva fra Cropani e Belcastro, che, quantunque di grande Santità, giaceva oscuro e negletto in una tenuta di terra detta Scavigna. Quivi ancora l'autore sa marcare l'eroica perfezione, ove giunse il Beato fra le più aspre penitenze, e le più grandi tebaidee mortificazioni nonché la continuazione di prodigi che la bontà d'Iddio si compiaceva operare per mezzo del suo Servo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cap. 60 pagina 27 l'autore descrive il viaggio intrapreso dal Beato nell'anno 1488, in compagnia di P. Fra Bernardino di Bisignano, allora Provinciale dell'Ordine. L'oggetto di esso viaggio fu di recarsi il Beato col Provinciale, che lo nominò suo compagno al Capitolo generale, che celebravasi a Monte Bello di Lombardia. Giunti che furono i due degni Patri in Roma, racconta l'autore il memorabile fatto che de verbo ad verbum si trascrive del seguente tenore: "A 25 aprile dell'anno istesso 1488 celebrando Egli la Messa in Roma nella Chiesa di S. Maria della Consolazione, Casa allora dei PP. del Terz'Ordine, giunti al memento dimorò lunga pezza immobile, secondo scrive il P. Bordonio, e secondo scrive il Padre Giovanni da Cropani, et altri Scrittori, che registrano questo fatto, si vidde avvolto in una meravigliosa nubbe calata dal cielo, et osservata da tutti quei circostanti, che stavano sentendo la Messa, e per lunga pezza lo tenne avvolto, e svanita la nubbe compì egli il suo Santo Sacrificio della Messa con venerazione e stupore di tutti; non così poi de' suoi Superiori, che con precetto d'ubbidienza l'astrinsero a rivelare l'arcano, di cui siccome erano stati spettatori divoti così volevano esser non saprei se rigidi e umili osservatori. Paolo dall'ubbidienza confessò havere in Spirito visto il passaggio all'altra vita di suo Patre; e ch'Egli era andato in Cropani ad assisterlo, secondo la promessa, che havevagli fatto, e se ne fa menzione nel cap. 3° in conferma dello Spirito profetico, che in lui si vedeva, che dal detto, e da qualch'altra notizia, che ne daremo appresso maggiormente se farà manifesto.&lt;br /&gt;Questo racconto di Paolo fu di molta consolazione di chi allora l'intese in Roma, ma partorì grande opinione della virtù del Beato, quando giunte le lettere da Cropani di P. S. del Convento di S. Maria portarono l'avviso del felice passaggio del Patre del nostro Beato, in quella medesima ora che stava Egli celebrando il Santo Sacrificio della Messa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-GNRZCnC5QNU/TxP4oIg09kI/AAAAAAAAAhA/ArJoAShaJfw/s1600/100_0805%2B-%2BCopiaa.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-GNRZCnC5QNU/TxP4oIg09kI/AAAAAAAAAhA/ArJoAShaJfw/s400/100_0805%2B-%2BCopiaa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698171321917437506" /&gt;&lt;/a&gt;Nel cap. 7° dalla pagina 30 alla pagina 34 l'autore racconta il ritorno del Beato dal Capitolo generale di Monte Bello nel convento di S. Maria dello Spirito Santo in Scavigna, dove consecrossi col più intenso ardore alla solitudine, alla cuntemplazione, al ritiro dove assicura che il Beato per il corso di quattro giorni e quattro notti intere fu rapito al suo Dio in estasi suave e celeste, e dice che in commemorazione di questo fatto i Patri di quel Convento, e una moltitudine di fedeli devoti recitavano ogni giorno quattro Ave, e quattro Gloria.&lt;br /&gt;Dice del pari che la Matre del Beato, in sentendo il ritorno del Figlio corse da Cropani alla Scavigna con anzia santa a rivederlo, e ch'Egli il Beato dopo di haverla consolata con filiale amorevolezza le predisse il giorno della sua morte che doveva avvenire all'otto giorni del felice abboccamento, e proprio a 24 gennaio 1489, come di fatto a puntino avvenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cap. 8° alla pagina 34 si descrive la morte del Beato avvenuta giusta la sua predizione a 24 Gennaio 1489. Nell'istesso capitolo dalla pagina 36 sino alla pagina 40, narra l'autore ciò che prodigiosamente seguì dietro la morte del Beato. Nel tempo stesso dice Egli che il Beato predisse alla di lui Matre la sua morte, ossia disse ancora, che un giorno sarebbe egli venuto a riposare in Cropani. E di fatti esalato che fu lo spirito del Beato, si diedero la premura quei Religiosi di pigliare il cadavere dal letto ove giaceva per celebrare le esequie in Chiesa. Ma esso si rese immobile a qualunque azione, che su del Cadavere istesso volevasi fare; e sembrava come inchiodato nel suo povero letticciuolo.&lt;br /&gt;Avvertito di ciò il Vescovo della vicina Città di Belcastro, riunito a sé il suo Clero, con tutto il popolo belcastrese portossi al contiguo Convento di S. Maria dello Spirito Santo a Scavigna per vedere se eragli possibile smuovere il Cadavere del suo sito, e condurre il Sacro Deposito alla sua Cattedrale. Ma a malgrado delle sante brame del Prelato andarono del tutto deluse le sue speranze, poiché l'immobitità del cadevere era sempre l'istessa. Si pensò da quei Religiosi far venire nel Monastero il Patre Provinciale dell'Ordine Fra Bernardino di Bisignano che in Bisignano dimorava, affinché questi con la sua autorità avesse imposto al Beato manifestare cosa dovea farsi del suo Corpo. Doppo sei giorni giunse nella Scavigna il detto Patre ed avendo, ricordato quei Religiosi della previsione del Beato di voler riposare in Cropani, scrisse immediatamente il Provinciale ai rappresentanti di questo Conune che si fussero colà trasportati per prendersine il sacro deposito. All'istante si trasferirono nella Scavigna il Clero sì Regolare che Secolare, i rappresentanti e quasi tutto il popolo di Cropani, e seco loro portarono una cassettina all'uopo fatta, onde rimetterci il Sacro Cadavere.&lt;br /&gt;Giunti che furono nel Convento il Corpo estinto del Beato si vidde mobilissimo a qualunque azione. Con venerazione quindi e rispetto si prese il Sacro Cadavere dal letticciolo per rimettersi nella cassettina, ma come questa erasi travagliata in Cropani a caso, così con dispiacere de' Cropanesi si vidde che il Cadavere per essere molto più lungo della cassettina non vi si poteva adattare. In questa circostanza Iddio per glorificare il suo Santo ispirò il Provinciale di precettare al Beato di adattarsi da sé alla cassettina, ed immantinente al precetto si vidde con stupore e meraviglia di tutti gl'astanti adattarsi il Cadavere all'angusto vuoto della cassetta. Ciò seguito, processionalmente i Cropanesi s'inviarono per questa Patria fortunata, portando sulle loro spalle qual leggiera piume il Sacro deposito, lo consegnarono ai Patri del convento del S. Salvatore, i quali tenutolo per più giorni esposto alla divozione dei popoli, che da ogni parte correvano onde bearsino dalla vista del Santo, il quale a malgrado di esser estinto da più e più giorni, serbava vegeto e gioviale il suo Corpo, grondando dalla serena sua fronte grato sudore. Quindi soddisfatta la divozione e pietà de fedeli fu riposto il Cadavere sotto l'altare maggiore del detto convento del S. Salvatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Cap. 9° pagina 41 l'autore come in graziosa tela delinea tutto l'insieme delle virtù esercitate dal Beato dalla fanciullezza sua fino al suo declinare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-tlhphKWv3yU/TxP8cgaW3WI/AAAAAAAAAhY/HUjDQAIu3ew/s1600/100_0860a%2B-%2BCopia.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-tlhphKWv3yU/TxP8cgaW3WI/AAAAAAAAAhY/HUjDQAIu3ew/s400/100_0860a%2B-%2BCopia.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698175520220831074" /&gt;&lt;/a&gt;Nel cap. 10° l'autore del manoscritto racconta la traslazione delle Sacre Reliquie del Beato dal convento del Salvatore a quello di S. Maria delle Grazie, e quindi da questo all'insigne Collegiata di questa Comune di Cropani; le parole del manoscritto sono come segue: "Si venerava il Sacrato deposito nella Chiesa del S. Salvatore mezzo miglio distante da Cropani riposto in una cassetta ben lavorata, con ai fianchi tralucenti cristalli, che rendevano visibili le sacre ossa, quando li PP. determinarono e, per il gran numero dell'elemosine, che introitavano pei miracoli del Beato, edificarono un nuovo convento dentro l'abitato sotto il titolo di S. Maria delle Grazie. E perché erano continui i miracoli, e le grazie che Dio benedetto dispensava in onor del Beato, trovatosi Fra' Alfonso Barchio Cropanese Commissario Generale dell'Ordine, ottenne dalla S. Sede Apostolico Breve sotto li 12 gennaro 1562 nell'anno 3° della felice memoria di Pio IV, il quale conferma l'esporsi il venerabile deposito al culto de' fedeli ed anche l'ordinaria processione solenne che solea farsi, e con molto decoro si portava il Corpo del Beato per Cropani non solo alli 25 di Gennaro d'ogni anno, ma in tutti li bisogni publici. Edificato che fu il nuovo convento il P. Fra' Francesco Speranza Cropanese, che dopo di haver governato la Provincia in Officio di Provinciale si trovava Guardiano in S. Salvatore, con gran pompa e magnifico apparato trasferì il Sacro Corpo dal predetto convento di S. Salvatore al nuovamente edificato di S. Maria delle Grazie. Quindi è uscito per ogni anno processionalmente accompagnato da tutto il Clero, secolare e Regolare, e da tutti li Cittadini con sontuose pompe.&lt;br /&gt;Così felicemente proseguiva il culto del Beato, quando per Bolla del Papa Innocenzo X dovea con molti altri anche il Convento di S. Maria delle Grazie sospendersi; avvenne allora che il Corpo del Beato, a malgrado dell'impegni de' Patri Cappuccini ed Osservanti ch'erano in Cropani al dimettersi del Convento di S. Maria delle Grazie, fu trasferito con grande pompa, pietà e religione di tutto il Clero e popolo Cropanese nella Chiesa Matrice Insigne Collegiata di questo Comune. Quivi dalla nobile famiglia Cosentino fu eretto nella detta Chiesa Collegiata un altare a man sinistra in Cornu Evangelii di un ben lavorato legname, ed indorato a zecchino; quindi si fece una Statua a mezzo busto tutto ad oro zecchino travagliata, fornita la Testa di essa Statua di un cerchio in oro raggiato nel suo vuoto. Nella cavità del petto di detta Statua si situò la Testa del Beato che nell'estremità della parte esterna termina con un cristallo nei di cui lati vi è un quadrato di argento massiccio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-mjBU2T0Lgp8/TxP9Lqq9xzI/AAAAAAAAAhk/xaYDRtRBluc/s1600/1%2BCappella%2Bdel%2BBeato%2BPaolo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-mjBU2T0Lgp8/TxP9Lqq9xzI/AAAAAAAAAhk/xaYDRtRBluc/s400/1%2BCappella%2Bdel%2BBeato%2BPaolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698176330428696370" /&gt;&lt;/a&gt;Nella base poi detta Statua vuota di dentro e terminata ancora da cristalli si ripose il rimanente del Sacro Deposito del Beato. Così essa travagliata si situò nel mezzo dell'Altare, racchiusa in uno stipo intagliato ed indorato a zecchino con tre chiavi delle quali una si conservava dal Sindaco del Paese l'altra, dall'Arciprete della Collegiata e la terza dalla famiglia Cosentino, che aveva eletto l'altare. La Bulla che si è sopra citata e del tenor seguente… (si omette).&lt;br /&gt;Nei due capitoli ultimi undecimo e duodecimo dalla pagina 55 fino alla 68 l'autore descrive l'infinità de' miracoli co' quali la Divina Misericordia volle glorificare il suo Santo servo: operati da questi non solamente in Cropani, ma in Belcastro, Cutro, Cotrone, Mesuraca e Catanzaro. Descrive del pari la moltitudine de' fedeli, che da predetti luoghi e d'altri circonvicini alla fama de' miracoli del Beato correvano a folla a lui con voti ed offerte, particolarmente nel giorno 25 gennaio di ciascun anno, in cui celebravasi quì la festa con tanta pompa, come pratticasi puntualmente tuttavia.&lt;br /&gt;In questo stesso luogo dice l'Autore, che da Monsignore Fabio Olivadesio Vescovo di Catanzaro fu riconosciuta la detta Statua con le sacre Reliquie, e questi vi mise i suggelli con le sue armi, autorizzando ancora egli che detta Statua si fusse annualmente portata in processione per tutte le strade della Terra di Cropani in ogni dì 25 Gennaio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-6999101501101479428?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/6999101501101479428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/11-biografia-del-beato-paolo-scritta-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6999101501101479428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6999101501101479428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/11-biografia-del-beato-paolo-scritta-da.html' title='11. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Anonimo (1670 circa)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DXAQtgQNoP4/TxP4P5Ta-XI/AAAAAAAAAg0/jeQWk02Uc4I/s72-c/100_0809.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-4592939223597630270</id><published>2012-01-16T01:56:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T02:06:08.714-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>10. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Sac. Domenico Martire(1680 circa)</title><content type='html'>BEATO PAOLO DI CROPANO del 3° ORDINE &lt;br /&gt;di Sac. Domenico Martire(+1710 c.) &lt;br /&gt;in "Calabria Sacra e Profana", MS Archivio di stato di Cosenza pp. 1304-1305; ID. Cosenza 1876-1877. Vol. II, pp. 198-200.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Mdi8yXL-V3Y/TxP1aDptF4I/AAAAAAAAAgo/Whj7sKxWei0/s1600/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 195px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Mdi8yXL-V3Y/TxP1aDptF4I/AAAAAAAAAgo/Whj7sKxWei0/s400/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698167781559441282" /&gt;&lt;/a&gt;Il Terz'Ordine di S. Francesco ha dato in Calabria, quando stava in essere, prima della soppressione, seguita l'anno 1652, i suoi Beati: e tra essi vi è stato Paolo di Cropano della famiglia de Ambrosii, nato l'anno 1439. II quale, anche secolare, mostrò la sua bontà, perché o nella scuola o nella Chiesa era solito trattenersi il giorno.&lt;br /&gt;Visitando spesso la Chiesa del terz'Ordine di S. Francesco, s'accese cotanto dall'esemplarità di quei buoni frati, che in età di 18 anni, entratovi, vi fé molto progresso; ed acciocché fuggisse il commercio de' suoi parenti, si ritirò nel territorio di Belcastro in un luogo solitario, chiamato Castello o Scavigna che si dica.&lt;br /&gt;Quivi sparsa la fama della sua bontà gli concorreva della gente, menandoci infermi e altri travagliati, e tutti eran da colui consolati.&lt;br /&gt;Verso la fine della vita, volle andare in Roma a visitare i santuari e provvedersi d'indulgenze. E celebrando Messa nella Chiesa di S.Maria Consolatrice, facendo il primo Memento, fu veduto adombrato d'una piccola nube, e ritardò per qualche tempo: interrogato dagli astanti, rispose, che in quel punto, il suo genitore fosse passato nell'altra vita, e egli allora gli aveva detto il Requiem aeternam.&lt;br /&gt;Pubblicatosi questo per Roma, fu visitato e tenuto in molta stima di santità e indi ritornò nel monastero della sua patria. Ove, il dì seguente, andata la madre, egli dopo averla con la sua presenza consolata, si licenziò alla fine con dirle, che nell'ottavo dì, correndo il sabato, giorno della Conversione di S. Paolo, e anche giorno suo natalizio, morirebbe come appunto seguì: perché aggravato da leggerissima febbre, terminò con beato fine la vita a' 24 o 25 di gennaio 1489, in età di anni 50, avendo in vita e in morte operato molti miracoli. Gli furon celebrate le esequie dal Provinciale e altri frati, con molto concorso di gente; stando il suo cadavere esposto quattro dì, dopo i quali fu sepolto sotto 1'altare maggiore della Chiesa di S. Salvatore: coloro che portarono il cadavere, non sentirono del peso. L'immagine di detto Beato sta dipinta nel quadro della Beata Vergine, e di S. Maria Maddalena e di S. Lucia e celebrasi la sua festa a 25 di Gennaio.&lt;br /&gt;Annotationes.&lt;br /&gt;Si è raccolto questo riepilogo &lt;br /&gt;* dal P. Bordoni, tomo IV Resol.113 nel tit. De Canonizatione n. 47;&lt;br /&gt;* da ms di Gualtieri, fol.l00 e &lt;br /&gt;* da certa leggenda in verso volgare composta dal P. Francesco Sergio di Cropani.&lt;br /&gt;Molti miracoli. - Son riferiti dal detto Sergio e per brevità si son lasciati. E anche in quel convento serbavasi un processo; ma venendo l'anno 1652 soppresso, il corpo di lui fu trasferito nella Chiesa Parrocchiale di quella terra. Con patto che, essendo reintegrato, si dovesse a quello restituire; e per rimanere ancor soppresso non si è dato il caso di detta restituzione, e si conserva tuttavia in detta Chiesa, come s'accenna dal detto Bordoni nella Cronologia della sua Religione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i MS Gualtieri, citati dal Martire, rimandiamo a quanto ne scrisse L. Accattatis nella sua opera "La bibliografia degli uomini illustri della Calabria" Cosenza 1889.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-4592939223597630270?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/4592939223597630270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/10-biografia-del-beato-paolo-scritta-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/4592939223597630270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/4592939223597630270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/10-biografia-del-beato-paolo-scritta-da.html' title='10. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Sac. Domenico Martire(1680 circa)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Mdi8yXL-V3Y/TxP1aDptF4I/AAAAAAAAAgo/Whj7sKxWei0/s72-c/Beato%2BPaolo%2BD%2527Ambrosio%2B%2528Particolare%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-3678629485037682717</id><published>2012-01-16T01:47:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T01:53:12.495-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>9. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Padre Jean-Marie De Vernon (1686)</title><content type='html'>VITA B. PAULI CONFESSORIS &lt;br /&gt;di Padre Jean-Marie De Vernon (1686) del TOR&lt;br /&gt;in "Tertii Ordinis S. Francisci Annales perpetui", Parisiis MDCLXXXVI, 428-430.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4OFJO4iXjgw/TxPzM4-he5I/AAAAAAAAAgc/pOiMyCOgffo/s1600/100_0774.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4OFJO4iXjgw/TxPzM4-he5I/AAAAAAAAAgc/pOiMyCOgffo/s400/100_0774.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698165356332415890" /&gt;&lt;/a&gt;Religiosi Tertii Ordinis Franciscani Cropana urbs Calabriae, Dioecesis Catanzarenae ortum illi dedit anno 1432. A parentibus studiose divinis praeceptis cunctisque Evangelii legibus eruditus fuit. Nunquam fuit eius infantia puerilis, aut imbecilla; &lt;br /&gt;Paulus semper se virilem et generosum praestitit. (si comporta)&lt;br /&gt;Mox ut literas humaniores callet (conoscere) , divino Spiritu afflatus Tertium Ordinem Franciscanum pro religiosis institutum amplectitur anno 1450, die vigesimo martii in Conventu sancti Salvatoris Cropanensi.&lt;br /&gt;Magnum adeo progressum fecit in virtute tempore Novitiatus, ut voce unanimi, duodecim mensibus elapsis, ad professionem admissus fuerit. &lt;br /&gt;Mirabantur omnes quantum praevaleret supra caeteros sapientia et fortitudine in disciplinae monasticae rigida observatione. &lt;br /&gt;Silentium, meditatio, austeritas illi, plurimum in deliciis erant. &lt;br /&gt;Superiorum iussu, initiatus sacerdotio, Missam quotidie celebrabat eximia pietate; &lt;br /&gt;ad eum plerique confugebant, velut ad peritissimum conscientia moderatorem: cuiuscumque praevedebat intima cordis arcana, antequam illi haec patefierent, qui eius peroptaret consilium: &lt;br /&gt;sine mora (senza indugio) et perinde (a modo) respondebat omni petitioni ac si (come se) a longo tempore deliberasset &lt;br /&gt;nec ullus unquam ab eo recedebat absque ampla consolazione: &lt;br /&gt;brevi eius sermocinatione omnia cessabant jurgia (liti). &lt;br /&gt;Multoties (molte volte) electus superior sui monasterii, splendorem disciplinae pristinum (primitivo) in illud confestim (immediatamente) reduxit, &lt;br /&gt;subditosque in sanctitatis semitam (il percorso di) promovit potius exemplis, quam verbis.&lt;br /&gt;Longius commoratus est in Conventu beatae Mariae a Sancto Spiritu, vulgo de Scavigna, valde solitario, et idoneo contemplationi.&lt;br /&gt; [… Partecipazione al capitolo generale di Lodi del 1488 col provinciale Padre Bernardino… Memento per la morte del padre a Roma… Pellegrinaggio a Loreto, La Verna e al sepolcro di san Francesco].&lt;br /&gt;Ambo tandem pervenerunt in coenobium Scavignense initio mensis ianuarii anno 1489; levi quatuor aut quinque dierum febri laborans (sofferente) Paulus, certus fuit de mortis proximitate, quam illi de capitulo redeunti Deus manifestaverat. &lt;br /&gt;Coram fratribus de Regula et precipuis virtutibus mirabiliter disserens (discutente), extremaque Sacramentorum expiatione defunctus e vinculis corporis feliciter evasit die 24 januarii anno 1489. […] &lt;br /&gt;"Pater Bordonus nostrae Congregationis Religiosus professus, Theologus emeritus, verum sui Ordinis preclare intelligens, sic sentit…". &lt;br /&gt;Venerandum Pauli De Ambrosis cognominati corpus depositum fuit in feretro et translatum in Conventum Cropanense de mandato Provincialis.&lt;br /&gt;"Paulus Religiosae Tertiariorum familiae insigne exemplar est, quod nobis Religiosis Tertiariis famam minuat, ignaviam exaggeret, jactantiae, exscusationibusque aditum, nisi imitemur, praecludat; est ergo non unde gloriemur, sed unde aspiremus ad virtutem; Habemus et quem sequi velimus, atque assequi (e raggiungerlo), non quem nos esse putemus, quod discipuli eius simus: est denique (infine) non quod habeamus, sed quod habere cupiamus, et quod speremus, non sine ingenti nostro studio ac labore".&lt;br /&gt;"Horum recensio miraculorum ex codice manuscripto expromitur, quem examinaverunt viri fide digni et comprobaverunt testes, quibus nulla suspicionis labes potest aspergi. Servatur in conventu Cropanensi Religiosorum Tertiariorum".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-3678629485037682717?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/3678629485037682717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/9-biografia-del-beato-paolo-scritta-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3678629485037682717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3678629485037682717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/9-biografia-del-beato-paolo-scritta-da.html' title='9. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Padre Jean-Marie De Vernon (1686)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4OFJO4iXjgw/TxPzM4-he5I/AAAAAAAAAgc/pOiMyCOgffo/s72-c/100_0774.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-3790150268097813661</id><published>2012-01-16T00:45:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T23:48:10.066-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>8. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Padre Giovanni Fiore (1660 circa)</title><content type='html'>B. PAOLO D'AMBROSIO DEL TERZ'ORDINE DI S. FRANCESCO &lt;br /&gt;di Padre Giovanni Fiore, Cappuccino, di Cropani(1622-1682) &lt;br /&gt;in "Della Calabria illustrata", editore Rubettino, 2000, Tomo II,148-154.&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-aAy1T6aVNlE/TxPnTX5-4bI/AAAAAAAAAfI/wIPeU4NasBI/s1600/67.%2BParticolare.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-aAy1T6aVNlE/TxPnTX5-4bI/AAAAAAAAAfI/wIPeU4NasBI/s400/67.%2BParticolare.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698152273574551986" /&gt;&lt;/a&gt;Scrissero di questo b. servo del Signore molti, il più copioso fu Francesco Bordono, al quale andò avanti un antico scritto a penna, qual si conservava nell'archivio della medesima religione in Cropani; ma più prima scritto n'avea in ottava rima italiana con frase cropanese un tal per nome Francesco, il quale per esser nato e vissuto cieco, dismesso il nome della famiglia, veniva detto volgarmente Francesco l'Orbo, che per esser stato ne' tempi più in là prossimi al santo, poté del tutto esser ammaestrato della publica fama. Dopo tutti questi prendo a scriverne io con penna più diffusa; sì per le molte cose occorse dopo quelli, sì anche per la stretta parentela, qual tengo ad alcuni della medesima famiglia degli Ambrosii, rampolli, com'è da credersi, de' medesimi del beato. Cropani adunque fu la felice patria di lui, ove il dié alla luce li 24 gennaro del 1432 la famiglia degli Ambrosi, oggidì quasi estinta, se non sol vivente in poche donne, che val il medesimo che spenta. Appena nato mostrò aperti segni della sua futura santità; conciossiachè in tutto quel tempo nel quale fu o pargoletto nelle fascie, o fanciullo prima di arrivare all'uso della ragione, altro non ebbe di quell'età ch'il tempo, mostrando per altro senno, modestia e virtù come di perfecto adulto. Applicato alle umane lettere, sembrò d'averle divorate; poiché correndo troppo nel torso di quelle, appena posto nella classe de' primi, che già si scorgeva maturo all'altra degli ultimi. Quello però in lui recava più maraviglia, era l'osservarlo non secolare nel mondo, ma religioso ne' chiostri. Fuggiva la conversazione di tutti, se non solo di pochi vecchi e timorati di Dio. Non parlava che o di lettere o di virtù, consumando tutto il tempo gli sopravanzava in far orazione ad alcuna chiesa. E come se d'allora s'addestrasse al suave giogo dell'ubbidienza religiosa, a cui poi soggiacque, ubbidiva a' cenni, non pure a' suoi genitori, ma a qualunque altro voleva servirsene per affari domestici ed acconci all'età: onde tra per le fattezze del volto, ch'erano assai belle, e tra per la bontà del costume, suo più frequente nome appo tutti era quello d'Angiolo. Tutti ne formavano prognostici nobili e gloriosi, fra' quali il più volgare d'un qualche gran santo religioso; e tanto avvenne: poiché come prima toccò l'anno 18 della sua vita, vestì 1'abito claustrale del Terz'ordine Serafico, nel convento di detta religione, fondato poco dianzi fuori le mura del luogo, correndo li 20 marzo del 1450.&lt;br /&gt;Ma se nella casa paterna era vissuto religioso, che poi non fu in quella del Signore? Come qui è la palestra della virtù, così il novello soldato vi s'applicò con tanto ardore d'animo, che in un convento, dove di quel tempo fioriva la santità, non fu veduto religioso alcuno, anche de' più consummati nella perfezione, di lui o più frequente nel coro, o più astinente nella mensa, o più umile negli esercizi, o più profondo nel silenzio, e quantunque giovane per 1'età e novello nella religione, sembrava però il più provetto nell'una e nell'altra. Compiuto il noviziato con tanta lode, e fatta la professione, non si rilasciò dal sentiero intrapreso; anzi che vie più incaloritosi nell'osservanza religiosa, non s'ordinò sacerdote, che fu 1'anno 1458, che al solo imperio dell'ubbidienza, che per altro fiso l'occhio all'esempio del suo serafico patriarca, avea risoluto di seguirlo coll'imitazione. &lt;br /&gt;Ordinato adunque sacerdote, ed eletto guardiano, era troppo frequente il concorso de' popoli, quali se gli affollavano, chi per consiglio dell'anima, chi per consolo ne' travagli, tutti per glorificare Dio nel suo servo; tanto maggiormente, che molti senza anche favellare si udivano discoverta la cagione della loro andata, e il remedio preparato a' loro bisogni. Ma l'uomo di Dio, che più gustava la famigliare conversazione del suo Signore, che quella degli uomini, se non sol quanto vi li frammezzavano gl'interessi di Dio, aborrendo questi concorsi, pensò sottrarsene, come gia fè, cominciando ad abitare, (che fu il tempo più lungo della sua vita) un conventino oggidì rovinato, ma allora di molta santità, fra Cropani e Belcastro, detto Santa Maria dello Spirito Santo, in una tenuta di terre dette Scavigna. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-gyWmMRBe4bk/TxPnnZn8uCI/AAAAAAAAAfU/UAvdM5IiTjw/s1600/23.%2BIn%2Bprocessione.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-gyWmMRBe4bk/TxPnnZn8uCI/AAAAAAAAAfU/UAvdM5IiTjw/s400/23.%2BIn%2Bprocessione.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698152617633167394" /&gt;&lt;/a&gt;Ma quanto egli studiava come sepellirsi fra le tenebre delle solitudini, tanto più studiava il Cielo come discoprirlo con la Luce de' suoi favori. L'anno adunque 1488, andato con fra Bernardino da Bisignano altri dicono al capitolo generale qual si celebrava in Montebello in Lombardia, altri che alla visita de' Luoghi Santi, celebrando Messa nella chiesa di S. Maria la Consolazione, casa di questa religione in Roma, come fu al primo memento, tosto si vide avvolto dentro una maravigliosa nuvola scesa dal Cielo, e osservata da tutti i circostanti, avendola cosi durato buona pezza; onde perciò trattene in curiosità la gente, ed egli costretto dall'ubbidienza a dire quello gli fosse occorso, disse ch'essendo già morto suo padre in Cropani, gli era convenuto dargli un abbraccio ed un requiem. Racconto che, come fu di molta edificazione a chi 'l seppe, così rese al servo di Dio non dissomigliante concetto di santità. Con l'occasione di questo viaggio visitò tutti gli altri santuari più famosi d'Italia, avendovi consummato più d'un anno, dopo del quale, fatto ritorno in provincia, si portò a dirittura al suo luogo di Scavigna su 'l principio del 1489. Come tosto si udì il suo arrivo, furono a vederlo molti, fra' quali venne la madre, vivente ancora. La vidde, e l'ascoltò con molta amorevolezza il beato, raccontando a lei e ad altre donne ve¬nute in sua compagnia le cose vedute e osservate in quei luoghi Santi, dando alcune di¬vozioncelle, portate da quel viaggio. Gioiva la buona madre nel vedersi dappresso chi tanto amava, ma poi terminò la gioia in una grave amarezza, e fu che nel prender congedo le disse l'altro, che quello dovea essere l'ultimo loro abboccamento, mentre da lì ad otto giorni, qual era il festivo alla Conversione dell'Apostolo, l'avrebbe chiamato a sè: dovesse però racconsolarsi, ch'ambedue per la divina misericordia fra breve si avrebbono riabboccato nell'altra e miglior vita. Indi abbracciatala teneramente, bagnato di figliali lagrime, le dié licenza.&lt;br /&gt;Egli altresì ritiratosi dalla conversazione de' suoi religiosi, s'applicò con più fervore alla contemplazione de' divini Misteri; purificò la sua coscienza col lavacro della penitenza e preparò ogn'altra cosa, qual gli parve necessaria per quest'ultimo passaggio. Intanto, sorpreso da una leggierissima febricciuola, in cinque giorni rese lo spirito al Signore li 24 gennaro del 1489, avendo prima fatto un acceso discorso a quei suoi religiosi sopra il buon esempio dovuto a' loro prossimi, e sulla puntuale osservanza della regola già promessa a Dio ed al lor padre s. Francesco. Discorso, che lor trasse dagli occhi un fiume di lagrime, considerando la grave perdita, quale tutti facevano nella morte di lui. Tosto ne fu data parte al ministro provinciale, qual si ritrovava in Bisignano, e fra tanto fu risoluto riporre il sagro cadavere dentro una cassa di legno, acciocchè, conforme al suo desiderio dichiarato negli ultimi respiri, venisse portato nel monasterio del Salvatore in Cropani, sì perché prevedeva la brieve  rovina qual avvenne all'altro di Scavigna; sì per riposar morto ove vivo avea professato il regolar istituto. Ma da quì cominciarono li miracoli, conciossiaché, essendosi la cassa lavorata in Cropani senza mi¬sura, e perciò riuscita alquanto breve, appena fu invocato il suo nome, che il legno si distese a proporzione, e di vantaggio fu osservato che il cadavere da sé medesimo vi si acconciò, come se fosse vivo. Venuti intanto ambendue li cleri, secolare e regolare, e reggimento di Cropani, con un'infinita moltitudine di gente dell'uno e dell'altro sesso, e di Cropani e di Belcastro, si trasferì il prezioso cadavere nel raccordato monasterio del Salvatore, nel cui trasferimento occorsero due maraviglie. L'una, che coloro il portavano sentivano così leggiero il peso, che per certo stimavano non portar niente; onde fra di loro borbottavano: "Al di certo questi frati ci han dato vacua la cassa, e il corpo han per loro ritenuto". L'altra, che in un cammino di meglio che quattro miglia di strade montuose e scoscese non sentirono stanchezza alcuna, almeno quella qual sentivano gli altri venuti senza peso. Accrebbe la santità di questo  b. servo del Signore, che in più giorni, nei quali stiè insepolto per contentare il concorso de' popoli convicini, non pure non si mutò di colore, ma si migliorò; poiché per altro pallido ed estenuato per la macera¬zione della carne, fu veduto colorito e bello, appunto come d'un uomo qual adagiatamente dormisse, tutto sudante sudore odorifero, in tanta copia, che da molti venne rac¬colto in fazzoletti, quali poi operarono molti miracoli. Compiute 1'essequie, e sodisfatto alla devozione de' popoli, fu riposto sotto all'altar maggiore della chiesa, accompa¬gnato dalle lagrime di tutti, e da un'infinità di miracoli, quali Iddio opera ad intercessione de' suoi meriti.&lt;br /&gt;Un tal Francesco della terra di Cropani, ferito dal colpo d'una pietra nel ginocchio, si ritrovava inabile al cammino; invocò 1'aiuto del beato, e tosto svanì colla piaga il dolore. Un altro per nome Giovan Paolo della medesima terra, vecchio, infermo e mostruosamente gibboso, fattosi condurre al suo sepolcro, ebbe immantinente la sanità. Crescenzo di Marco cittadino e all'intutto sordo, appena ebbe invocati li meriti del bea¬to, che ricuperò 1'udito. Fra quelli, quali con fazzoletti rasciugarono il sudore dianzi raccordato fu Marco Biondi da Mesuraca, maestro di scuola in Cropani; e con suo utile: conciossiachè chiamato da' suoi per assistere al funerale d'una sua morta figliuola, ito e posto il fazzoletto su '1 cadavere dell'estinta, quella di subito riebbe la vita.  Fiori¬na della medesima terra di Mesuraca coll'apporvi un frustolo del suo abito si risana da un tumore su d'un labro, che la rendeva abominevole; cosi come col medesimo frustolo ricuperò la già perduta salute Conrado Pandolfo suo concittadino. Per la miracolosa intercessione di questo beato in Cropani d. Solda si liberò dal mal caduco, d. Domenica da una mortale infermità, ed una sua figliuola moribonda riacquistò lo spirito fuggitivo. Cola Greco restò sano da una infermità che non gli permetteva né il mangiare né il bere; Giacomo d'Ambrosio, fratello del santo, si disgravò da una gamba gonfiata in grossezza d'un barite con molto dolore. D. Palomba moglie di Cola Barone non più si sentì travagliata da un'enfiatura di capo, per la quale se le smoveano tutti i denti della bocca. In Belcastro poi per la forza della medesima intercessione restarono liberi d. Ilaria ed un suo figliuolo da certe ampolle negre per tutta la persona, avendovi prima impiegate, ma inutilmente, molte medicine. Dionigi diacono, poco men ch'oppresso da un gravissimo dolore. In Cotrone una tal moribonda riebbe la vita, perché sopra di lei una sua figliuola chiamò il nome del beato; che poi la già risanata, col ripetere il medesimo nome sopra d'un suo figliuolo lo guarì da una rottura. Un tal per nome Giovanni, due anni cieco, implorando 1'aiuto del santo riacquistò la vista; d. Armenia le forze, ed un suo figliuolo zoppo la salute riebbero, sol con chiamare in loro prò l'intercessione del santo.&lt;br /&gt;E nientemeno molti furono, quali portati da zelo indiscreto, stimando non veri questi miracoli, e perciò da non farne stima, molto meno da venerarne le sue reliquie, ne sparlavano alla peggio, e ne impedivano la publica esposizione; per il che, mosso da ottimo zelo, frat'Alfonso Barchio religioso di quest'Ordine e cittadino cropanese, commissario della provincia di Calabria, andato a Roma ottenne le seguenti lettere essequutoriali,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; (Segue il "Monitorium di Flavio Orsini")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RqdV9X0XzUM/TxPoJoRKbSI/AAAAAAAAAfg/3SYvU23he_Y/s1600/54c%2BPiano%2Bterra%2B%2Bdel%2Bconvento%2Bdi%2BS.%2BMaria%2Bdelle%2BGrazie.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RqdV9X0XzUM/TxPoJoRKbSI/AAAAAAAAAfg/3SYvU23he_Y/s320/54c%2BPiano%2Bterra%2B%2Bdel%2Bconvento%2Bdi%2BS.%2BMaria%2Bdelle%2BGrazie.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698153205679680802" /&gt;&lt;/a&gt;Trasferito poi il convento del Salvatore fuori le mura, nell'oggidì S. Maria la Grazia, attaccato a quello, che fu l'anno 1622, come io dico altrove, si trasferì la preziosa reliquia con la maggior solennità fu possibile a quel popolo; conciossiachè accoppiati i due ordini secolare  ed ecclesiastico, col regolare ancora, per mano del p. Francesco Speranza allora guardiano, ma alquanto prima provinciale, furono le sagre reliquie portate nel sudetto convento. Ma poi, rimasto suppresso per la Bolla di papa Innocenzo (X), 1'anno 1653 furono queste riposte nella chiesa Matrice e aggregate con l'altre da monsignor Fabio Olivadisio vescovo di Catanzaro, con facoltà di portarsi ogn'anno li 3 gennaro [La festa è il 25], giorno della sua festaprocessionalmente per tutte le strade della terra, come già avviene ogn'anno con molta festa, concorso di popoli ed apparato di lumi.&lt;br /&gt;Sono e per numero e per qualità maravigliose le grazie, quali anche giornalmente si ricevono da Dio per li meriti di questo suo b. servo, e fra queste si racconta che l'anno 1625, travagliando le campagne una fierissima arsura, recata loro dalla mancanza della pioggia per otto mesi, languiva il tutto mezzo inaridito, con non leggier sospetto d'una qualche memoranda carestia. II clero ordinò le solite processioni e preghiere per somigliante bisogno: ma il cielo quanto più sereno, tanto più sordo sembrava di non gradire quelle supplichevoli umiliazioni. Risolsero pertanto i religiosi di quest'Ordine cavar fuori il beato cittadino, come già fecero, accompagnato dall'uno e dall'altro popolo. Venuta la processione dentro la chiesa Collegiata, nel mentre si cantavano le litanie, cambiatosi da sereno in turbato l'aere, all'uscir del beato prese a distillarsi in piacevole pioggia, che poi continua fino alle quattro ore della notte; onde interrotta la processione si restituì alla sua chiesa il santo, gridando tutti: 'Misericordia, miracolo', ed accompagnando la pioggia del cielo con quella de' propri occhi. Non fu a sufficienza la caduta acqua, poiché assorbita da una si lunga arsura, appena valse per avvivare le già moribonde biade; per il che una mattina di domenica, quale cadde li 13 aprile, andato il reggimento alla chiesa del b. concittadino, supplicarono quel superiore (resti servito) d'esporre nella cappella del santo il Santissimo Sagramento, acciocchè per li molti meriti di quel suo servo compisca la grazia alquanto prima cominciata. Si cantò la Messa, e fu esposto il Venerabile Sagramento col concorso dell'uno e dell'altro clero. Mirabil cosa! Fu si presta ad ubbidir la pioggia, che non diede tempo alla gente di condursi in casa, ed il meglio fu stimato che, continuando fino alli 20 del medesimo mese, si provide al pieno al bisogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-3790150268097813661?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/3790150268097813661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da_16.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3790150268097813661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/3790150268097813661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da_16.html' title='8. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da Padre Giovanni Fiore (1660 circa)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aAy1T6aVNlE/TxPnTX5-4bI/AAAAAAAAAfI/wIPeU4NasBI/s72-c/67.%2BParticolare.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-8739774609035996576</id><published>2012-01-16T00:13:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T00:29:34.757-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>7. BIOGRAFIA 3a del Beato Paolo scritta da Padre Francesco Bordoni (1666)</title><content type='html'>VITA B. PAULI DE AMBROSIIS IN CALABRIA &lt;br /&gt;di Padre Francesco Bordoni, &lt;br /&gt;Ministro generale del TOR(1666)&lt;br /&gt;in "SACRUM SILLABARIUM de vitis Sanctorum..."&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-T8NzUEwV7Hs/TxPc4MtGX3I/AAAAAAAAAew/Z--XJdRmGQA/s1600/18.%2BIn%2Bprocessione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-T8NzUEwV7Hs/TxPc4MtGX3I/AAAAAAAAAew/Z--XJdRmGQA/s400/18.%2BIn%2Bprocessione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698140811594981234" /&gt;&lt;/a&gt;1. Paulus in Terra Cropani dioecesis Catanzarii piis parentibus natus anno 1432, educatus fuit in doctrina christiana quod est timere Deum, et servare eius mandata, in sua iuventute nihil puerile egit; lilitters grammaticis imbutus, Deo agente, in Conventu S. Salvatoris Cropani Tertii Ordinis religiosum habitum accepil anno 1450, die 20 Martii, anno sui novitiatus disciplinis regularibus bene instructus, tantum in iis profecit, ut meruerit admitti ad professionem, finito suae probationis anno.&lt;br /&gt;2. Factus Christi miles cingulo professionis ligatus in monastica observantia, et aliis virtutibus exercitiis erat assiduus praesertim in orationibus, silentio, obedientia, divinis meditationibus, ieiuniis et mortificationibus sui corporis. Successive sacris ordinibus initiatus sacerdotium recepit anno 1458. Quotidie immaculatum sacrificium Deo offerebat.&lt;br /&gt;3. Multi ad eum accurrebant pro consiliis tum animae tum corporis, quorum mentes et cordis desideria antequam loquerentur praenuntiabat illis, ministrando documenta salutis; unde nemo accessit ad eum tristis, qui non recesserit consolatus; et dissidentes facili negotio reconciliabat ad invicem.&lt;br /&gt;4. Quando erat prior in dicto Conventu, vel alibi mores egregie reformabat, potens in opere et sermone, perducendo illos ad perfectionern vitae religiosae.&lt;br /&gt;5. Maiore pane temporis, moram duxit in alio conventu nuncupato S. Mariae de Spiritu Sancto Terrae Scaviguae; qui erat locus a saecularibus remotus, orationi, silentio, et meditationi magis aptus.&lt;br /&gt;6. Vocatus ad Capitulum Generale, anno 1488 celebrandum in Conventu Sanctae Mariae de Pizighitono Terrae Montisbelli dioecesis Laudensis in Ducatu Mediolanensi, Roma transeundo, missam in ecclesia S. Mariae Consolationis, cuius erat multum devotus, sibi in Memento mortuonun aliquandiu immobili permanenti, Deus revelavit mortem sui patris, quem Deus dignatus fuit, ut posset suffragari animae illius. F. Bernardinus Provincialis, cui erat socius in officio, et comes in itinere, rogavit eum cur praeter consuetum tandiu moratus est in Memento, nolebat causam aperire, se excusando, multas defunctorum animas singulariter Deo commentando; subiunxit Provincialis: nonnulli te observarunt facie immutatum esse, quasi aliquid triste tunc tibi acciderit et ex circumstantibus nonnulli admirati sunt, alii forsan scandalizati. Subinde Servus Dei respondil lacrimis profusis tunc sibi nuntiatam fuisse divinitus mortem sui patris, pro quo diu oravit in Memento, nonnullis audientibus, qui remanserunt consolati audita missa tanti servi Dei.&lt;br /&gt;7. Inde recedentes, perrexerunt in Capitulum quod fuit celebratum eo anno 25 aprilis, in quo electus fuil F. Bernardus de Septem Agnis Cremensis, pietate, doctrina et prudentia ornatus. Licentiatus cum allis finito Capitulo, redeundo domum, visitarunt loca sancta Alverniae, Assisii, et Domus Lauretanae, transeundo per Aprutium et tandem domum pervenerunt ad conventum Scavignae.&lt;br /&gt;8. In itinere mortem suam socio praedixit, unde febri gravi per quatuor, aut quinque dies vexatus fuit, patienter illam perferendo, petiit Ecclesiae sacramenta, quibus munitus, se commendans Deo et fratribus, ut pro ipso orarent, et his dictis obdormivit in Domino die 24 Januarii anno 1489 in dicto Conventu Scavignae. Statim eius corpus inclusum fuit loculo, et delatum ad aliud Conventum S. Salvatoris Cropani, ubi honorifice sepultus fuit, concurrentibus populis circumvicinis.&lt;br /&gt;9. Refero nonnulla miracula huius Beati Sacerdotis collecta per dictum fr. Bernardinum Provincialem testem de visu.&lt;br /&gt;10. Primo, capsa in qua eius corpus reclusum fuit erat nimis arcta, et brevis, et tamen cadaveri tenendo se aptavit, facta longior.&lt;br /&gt;11.  Secundo, portitores in itinere putabant se illusos fuisse a Fratribus, quia loculus erat nimis levis, dicentes intra se: Isti Fratres nos deceperunt, corpus huius sancti Fratris sibi reservarunt, et nobis capsam vacuam consignaverunt. Admoniti Fratres de murmure portitorum, capsa in Ecclesia S. Salvatoris aperta fiat et ab illis visum fuit corpus Servi Dei, unde in eis et aliis circumstantibus crevit devotio erga B. Paulum.&lt;br /&gt;12. Tertio eius Corpus per plures dies mansit expositum ex vicinis locis quamplurimis devotis concurrentibus ad eius venerationem et in nullo fuit immutatum sed ab omnibus visum rubicundum, tractabilem, odore plurimo flagrans, videbatur dormire in catalecto, et continuo guttas sudoris emittebat. Post haec, sub altari maiore S. Salvatoris Cropani conditum fuit.&lt;br /&gt;13. Quarto, dum viveret, ex obedientia dedit matri suae nonnullas res pauperibus distribuendas, a quibus ista vicissim in signum gratitudinis, recepit tria ova deferendo illa F. Paolo filio suo. Ea autem antequam intret reprehensa fuit a filio, qui spiritu prophetico praeviderat matrem ova illa dono recepisse ab illis pauperibus, a quibus nihil debebat recipere, faciendo illa restituere.&lt;br /&gt;14. Quinto, quidam nomine Franciscus lapide offensus in genu non potens ambulare aliquo modo, invocato B. Pauli auxilio, statim coepit perfecte ambulare.&lt;br /&gt;15. Quidam Ioannes Paulus de Cropani senex infirmus et notabiliter gibosus, visitatis sacris Reliquiis, statim coepit sanus incedere recto.&lt;br /&gt;16. Septimo, Crescentius de Mario affatim surdus, visitato eius corpore, statim auditum recuperavit.&lt;br /&gt;17. Octavo, Solda, malo lunae seu caduco multo tempore laborans, invocato Beati auxilio, statim fuit liberata, et amplius talem morbum non sensit.&lt;br /&gt;18. Nono, Dominica suae filiae laboranti in extremis, invocatione Servi Dei sanitatem recuperavit, et eadem Dominica gratiam pro seipsa recepit, de gravi infirmitate liberata.&lt;br /&gt;19. Colla Graecus gravissima infirmitate detentus, qua nec edere nec bibere poterat, recurrens ad Beatum, statim sanus factus fuit.&lt;br /&gt;20. Undecimo, Marcus Blundus de Misuraca ludi litterarii Magister, praesens funeri Servi Dei faciem sudantem abstersit suo sudariolo, quo filiam suam agonizantem devote tactam invocatione Beati restituit sanitati.&lt;br /&gt;21. Duodecimo, Fratres eiusdem ordinis partem fabricae agebant sui conventus, dum muratores volebant certum lignum accomodare super duos parietes, invenerunt illud breve nimis, ita quod positum super unum parietem, alterum non attingere poterat. Vocant F. Paulum, qui orabat, dicentes, hoc lignum non est bonum nec aptum nostro aedificio, oportet aliud longius procurare. Tunc F. Paulus dixit eis, reponite quaeso illud iterum super parietes, quod fecerunt, ut illi satisfacerent, viderant enim esse ineptum ad opus. Nihilominus tunc illud invenerunt proportionatum parietibus, quamvis tale antea verum non erat, unde illi homines magnum conceptum fecerunt de meritis servi Dei, qui lignum aridum oratione produxerat iuxta indigentiam, et exigentiam opens.&lt;br /&gt;22. Decimotertio, D. Hilaria de Bellocastro gravissima infirmitate vexata tuberibus per totum corpus cooperta nigris cum suo filio simili modo laborante, diversis exhibitis medicamentis peritorum medicorum nihil proficientibus, invocato nomine B. Pauli, ambo statim sanati sunt. Accidit anno 1490 die 24 Decembris.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-57tfe6CDVbY/TxPdVLIGd_I/AAAAAAAAAe8/z8Gu7hQ-SC4/s1600/29.%2Bin%2Bprocessione.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-57tfe6CDVbY/TxPdVLIGd_I/AAAAAAAAAe8/z8Gu7hQ-SC4/s400/29.%2Bin%2Bprocessione.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698141309387569138" /&gt;&lt;/a&gt;23. Decimoquarto, quaedam mulier de loco Cutroni habebat sororem laborantem in extremis, facto voto, subito melioravit, cuius animam, cum candella benedicta Deo commendaverunt.&lt;br /&gt;24. Decimoquinto, Joannes de dicto loco Cutroni caecus biennio, facto voto visum statim recepit. Accidit 25 aprilis 1499.&lt;br /&gt;25. Decimosexto, dicta mulier de Cutrono habebat filium hernia laborantem, vovit pro filio, qui sanitatem recuperavit 1494.&lt;br /&gt;26. Decimo septimo, duo Diaconi de Bellocastro, Nises et Stephanus, missi a suo Episcopo Cutronum, ille oppressus dolore acerbissimo videbatur mori, eius comes dixit: Quare non invocas Beatum Paulum, qui tot miracula facit? Eo cito invocato, statim sanus factus fuit. Anno 1494.&lt;br /&gt;27. Decimo octavo, D. Florina de Misuraca habens labrum ultra modum tumens visu horrendum, et abominabile, non invento a medicis remedio, recurrit ad Beatum, de cuius habitu frustulum ori applicavit suo, subito tumor evanuit. Accidit anno 1490, mense decembri.&lt;br /&gt;28. Decimo nono, Conradus Pandulphus de Misuraca quasi mortuus, sincopando tactu dicti frustuli, statim restitutus fuit sanitari.&lt;br /&gt;29. Vigesimo, D. Armenia de Cutrono manibus debilitata, facto voto convaluit, mense Decembri 1491. Item eius filius multo tempore claudus, restitutus fuit, mense Decembri 1493.&lt;br /&gt;30. Vigesimo primo, Iacobus de Ambrosiis, sancti viri frater secundum carnem, habens unum ex cruribus nimis tumens cum nimio dolore, se commendavit, et tumor ac dolor cessavit. Mense julio 1492.&lt;br /&gt;31. Vigesimo secundo, D. Palumba uxor Collae Baronis de Cropano habens caput tumescens, et dentes omnes mobiles, liberata fuit, dentibus consolidatis, anno 1494.&lt;br /&gt;32. Quidam spernebant acta huius sancti viri impedientes Fratres ne eius Reliquias exponerent publicae venerationi. F. Alphonsus Barchius de Cropano, vir pius, et prudens Commissarius Provinciae Calabriae eiusdem ordinis ivit Romam et ab Auditore Camerae Apostolicae anno 1562 obtinuit litteras executoriales contra impedientes venerationem publicam Reliquiarum Beati Pauli. Tenoris sequentis:&lt;br /&gt;33. Flavius Ursinus Dei et Apostolicae Sedis gratia Episcopus Muranus Santissimi Papae etc. Noveritis quod nuper pro parte, et ad instantiam Fratrum.&lt;br /&gt;34. Monasterii Sancti Salvatoris Tertii Ordinis S. Francisci terrae Cropani Catacensis Dioecesis, Nobis expositum fuit, quod cum ipsi fratres Corpus, seu Cadaver aut ossa Beati Pauli de Ambrosiis de terra Cropani praedicta, in quodam tabernaculo reconditum, seu recondita capsa, tam homines quam populus dictae terrae, quam aliorum locorum circumvicinorum maiori devotione dicti Beati Pauli accedente, et illud universo populo ostendentes in quodam loco eminenti in capella S. Luciae sita in praefata ecclesia S. Salvatoris elevaverint, et posuerint nec debuerint, possintque, nec debeant, saltem legitime, et de iure a quoquam molestari, vexari, seu superturbari.&lt;br /&gt;35. Nihilominus quod nonnulli in executione praesentium nominandi restiterunt, quo spiritu ducti, aut quo jure suffulti, dictos dominos instantes de et super elevatione dicti Corporis seu cadaveris Beati Pauli, aut alias occasione praemissa, non minus recte quam indebite, et injuste molestare et perturbare velle se iactarunt et iactant, aut forsan molestarunt et perturbarunt, aut molestant aut perturbant de praesenti in non modicum dictorum dominorum instantium suorumque iurium praeiudicium, damnum et iacturam, Intersitque eorumdem dominorum instantium e causa praedicta a dictis molestiis et perturbationibus via iuris eximi, et liberari. Idcirco pro .eorumdem dominorum instantiun parte fuimus requisiti, quatenus eis de opportuno iuris remedio providere dignaremur.&lt;br /&gt;36. Attendentes Nos Flavius Ursinus Auditor ordinarius, requisitionem hanc fore justam, et rationi consonam, vobis omnibus, et singulis supradictis tenore praesentium committimus, et in virtute S. Obedientiae, et sub excommunicationis poena praecipimus, et mandamus, quatenus statim visis praesentibus, vos, vel quisque vestrum fuerit requisitus ex parte nostra, moneatis, et requiratis primo, secundo, et tertio, et peremptorie, omnes, et singulos, dictos dominos instantes occasione praemissorum molestantes, seu molestare volentes in executione praesentium nostrarum nominandos.&lt;br /&gt;37. Eisque nihilominus in virtute sanctae obedientiae et sub excommunicationis, aliisque ecclesiasticis, sententiis, censuris, et quingentorum ducatorum auri de Camera Camerae Apostolicae applicandorum poenis, praecipiatis, et mandetis, quibus Nos etiam tenore praesentium sic praecipimus, et mandamus, ac requirimus, et monemus eosdem, quatenus infra sex dierum spatium a die monitionis huiusmodi eis factae immediate sequentium debeant a quibuscumque molestationibus, vexationibus, perturbationibus, iactationibus et impedimentis praedictis dominis instantibus, aut eorum deputatis et ministris, de et super elevatione Corporis seu Cadaveris, aut ossium praedictorum, ex quavis occasione, ratione, modo, vel causa hactenus illatis, praestitis a sacris, aut fieri, et inferre comminatis, ab inferendisque in futurum realiter, et cum effectu destitisse, cessasse et abstinuisse: necnon dictum cadaver, corpus seu ossa dicti Beati Pauli in loco praedicto stare, et permanere permisisse ac permittere.&lt;br /&gt;38. Et si qua jura in praemissis habent, seu quomodolibet habere praetendant, coram Nobis deduxisse et demonstrasse, necnon praesentibus nostris in omnibus et per omnia iuxta illorum formam, continentiam et tenorem, paruisse et obedivisse et de paritione huiusmodi Nos certiorasse et certificasse, alioquin praenominatos, si in praemissis se fore gravatos senserint modo, et forma praedictis peremptorie citare curetis, prout etiam Nos citamus eosdem; quatenus vigesima die post citationem vestram eis factam immediate sequenti compareant Romae iudicialiter, legitime coram Nobis per se, vel procuratores suos idoneos, causam eorum gravaminis allegaturi, atque dicturi facturi et recepturi, quod iustitia suadebit, et ordo dictaverit rationis.&lt;br /&gt;39. Certificantes nihilominus eosdem sic citatos, quod sive in ditto citationis termino, ut praemissum est, comparere curaverint, sive non Nos tamen, sive Locumtenens noster praedictus ad declarationem praedictarum sententiarum, vel alias ad graviora procedemus seu procedet justitia mediante.&lt;br /&gt;40. Quidquid autem in praemissis omnibus actum sit, fideliter intimari curetis. Absolutionem vero praemissorum Nobis vel Superiori nostro tantummodo reservamus. In quorum praemissorum etc.&lt;br /&gt;Datum Romae in aedibus nostris sub anno a Nativitate Domini 1562, die 12 januarii Pontificatus Domini nostri Domini Pii Papae IV anno eius tertio D. Caesar Quintilius Notar.&lt;br /&gt;Ex Actibus eiusdem conventus iam suppressi sub Innocentio X, apud me extantibus, Clerici Matricis Ecclesiae dictum Sacrum Corpus B. Pauli processionaliter et solemniter transtulerunt in propriam ecclesiam eo anno suppressionis 1652.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-8739774609035996576?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/8739774609035996576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-3a-del-beato-paolo-scritta-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8739774609035996576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/8739774609035996576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-3a-del-beato-paolo-scritta-da.html' title='7. BIOGRAFIA 3a del Beato Paolo scritta da Padre Francesco Bordoni (1666)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-T8NzUEwV7Hs/TxPc4MtGX3I/AAAAAAAAAew/Z--XJdRmGQA/s72-c/18.%2BIn%2Bprocessione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-6035944435380379084</id><published>2012-01-15T23:29:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T00:28:59.549-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>6. BIOGRAFIA 2a del Beato Paolo scritta da Padre Francesco Bordoni (1660)</title><content type='html'>VITA DEL B. PAOLO DE AMBROSI DA CROPANO &lt;br /&gt;di Padre Francesco Bordoni, &lt;br /&gt;Ministro generale del TOR(1660)in "CALENDARIO delle Vite de' Santi e Beati..."&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-wSAP8--V4l8/TxPS46O7nCI/AAAAAAAAAeY/Tukw7FFYpRo/s1600/9.%2Bparticolare%2Bcasa%2Bnatale.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-wSAP8--V4l8/TxPS46O7nCI/AAAAAAAAAeY/Tukw7FFYpRo/s400/9.%2Bparticolare%2Bcasa%2Bnatale.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698129828700199970" /&gt;&lt;/a&gt;F. Paolo della casata dell'Ambrosi nacque l'anno 1432 in Cropano terra della Calabria nella diocesi di Catanzaro, da parenti pii et honesti, che l'educarono nel timor di Dio et della sua santa legge. A tempo debito lo mandarono a scuola, dove in poco tempo fece profitto nella Grammatica superando tutti gli altri suoi coetanei et era tanto savio et obediente al maestro, che mai ebbe occasione di riprenderlo, osservandolo in tutte le sue azioni che parevano d'uomo di gran prudenza, non di figliolo di così giovenil età.&lt;br /&gt;Passati i quindici anni di sua età andò al convento di San Salvatore del Terz'ordine di San Francesco fuori di Cropano, lontano un miglio, dimandando con grand'humiltà et preghiere l'habito; li fu risposto che volentieri l'havrebbero consolato, ma prima volevano parlar a suo padre, per sapere la sua volontà, parendoli conveniente non si accettasse senza saputa del padre, così licenziato se ne tornò a casa, pregando nostro Signore si degnasse il padre a darli la licenza di farsi Frate, come poi fu esaudito rallegrandosi il padre di questa sua deliberatione, mettendola poi in esecutione.&lt;br /&gt;Fatto dunque Soldato di Christo, nell'anno del novitiato, fu zelantissimo esecutore della Regola, assiduo al coro con gli altri Religiosi, esercitandosi nell'oratione, digiuni, discipline, tenendo in casa una gran humiltà e patienza, che meritò esser ricevuto alla professione, proseguendo l'osservanza regolare a maggior perfezione, con stupore delli Padri, che mai hebbero occasione di riprenderlo in cosa alcuna.&lt;br /&gt;Con 1'obedienza de suoi Superiori a tempi debiti ricevette li ordini, ultimamente il sacerdotio, del 1456. Ogni giorno celebrava la Santa Messa con grande spirito e devotione. Molti convenivano a lui per consigli, sì dell'anima come del corpo, prevedendo alcune volte i loro bisogni, quali cortesemente ascoltava, dandoli documenti di salute. Nessuno mai s'accosto a Lui travagliato, che non si partisse ancor consolato.&lt;br /&gt;Fu più volte Priore del Convento, mantenendo sempre 1'osservanza regolare nelli suoi Frati, a' quali predicava non in parole ma con opere et bon'esempio, corregendoli con gran piacevoleza e prudenza per comune frutto.&lt;br /&gt;Dimorò per alcun tempo nel convento di S. Maria dello Spirito Santo di Scavigna nel territorio di Belcastro, loco assai lontano dall'habitato per haver maggior commodità di servir Dio, orando e contemplando li sacrosanti misteri della Passione del Salvatore. Mortificava il suo corpo con lunghi digiuni, discipline, cilicii e flagelli per mantenerlo soggetto alla ragione.&lt;br /&gt;Una volta d'ordine del superiore diede certe cose a sua madre con patto che le donasse per amor di Dio, la madre non osservò l'ordine datogli, ma le tramuto in tanti ovi. Doppo questo, andando un giorno con altre donne al detto Convento di Scavigna per vederlo, F. Paolo vedendo da lontano sua madre che non aveva fatto quello che li era stato ordinato, sapendo ciò per divina rivelatione, cominciò ad esclamare come lei haveva venduta quella robba e non data per amor di Dio, non dovendosi defraudare le limosine dovute ai poveri. Si stupì la madre con le altre donne, poiché la cosa era tanto segreta che nessuno la sapeva, eccetto, che li contrahenti onde fu giudicata divina rivelatione.&lt;br /&gt;Era molto desideroso di visitar i santi lochi di Roma, doppo molte preghiere ebbe licenza d'andarvi in compagnia, preregrinando a piedi per prepararsi meglio per ricevere quelle sant'indulgenze, come fece. Un giorno, celebrando messa nella chiesa di S. Maria della Consolazione, mentre era per fare il Memento per i vivi, nel quale sempre si ricordava di suo padre, ebbe in quello una tal ombra, e distrattione, che lo smemoriò in tal guisa, che non si ricordò del padre ma solamente dell'altri.&lt;br /&gt;Nel Memento poi de' morti, apparve un'altra o l'istess'ombra che li disse: "Hora prega per tuo padre, perche hor hora è morto, e cosi stette fermo immobile in quel secondo Memento più dell'ordinario. I1 che arrecò gran maraviglia alli circostanti, che finita la messa ricercarono la causa di quella tardanza, alli quali rispose ch'aveva pregato per suo padre morto non dichiarandosi però d'haverne notitia per divina rivelatione, la quale poi si scoperse mentre se ne ritornava alla Patria, incontrando certi amici che li diedero nuova della morte di suo padre, alli quali rispose che lo sapeva fino a Roma, come era morto, il tal giorno  e la tal hora.&lt;br /&gt;Fatte le feste di Natale dell'anno 1488, se ritornò col compagno a casa, dove arrivò a mezzo di gennaro e vista la madre una sol volta, li disse che non tornasse più al convento perche non l'havrebbe trovato, dovendo pagare il debito alla terra, licentiò con bone parole la sconsolata madre verso casa dicendogli non si.pigliasse fastidio, perchè bisogna conformarsi alla volonta di Dio.&lt;br /&gt;Hebbe dunque rivelatione come doveva morire in giorno di sabato che era la vigilia delle Conversione di San Paolo. Soprapreso d'una infermità legiera, si prese i santissimi sacramenti et rese l'anima al suo Creatore alli 24 di Gennaro, 1'anno 1489, di sua età 57, di Religione 42 nel sopradetto convento di Scavigna.&lt;br /&gt;Fu ordinato che il suo corpo fosse portato a sepelire nella chiesa di San Salvatore del Convento di Cropani sua patria, onde fu necessario preparare una cassa dentro della quale si doveva portare a San Salvatore, ma perchè cadeva tanta pioggia dal cielo non si puoté levare dal convento di Scavigna per quattro giorni a venire per la strada che inondava d'acque nei quali giorni fu da molta gente circonvicina veduto et honorato il pretioso corpo del beato che pareva non morto ma dormente, che spirava suavissimo odore. Fu veduto in questo mentre, sudare la carne e fronte sua, che rese stupore a tutti.&lt;br /&gt;Successe un miracolo nel volerlo collocare nel tumulo o nella cassa preparata per lui, che dal Convento di Cropano fu portata a Scavigna e ritrovarono ch'era più corta d'un palmo del corpo e anche più stretta mentre due frati chiamati uno Bernardino et 1'altro Francesco appoggiarono il corpo sopra il tumulo, non ostante la longezza del Beato et la grossezza del suo corpo, senza alcuna difficoltà et opera humana calò da se stesso il cadavero nel tumulo, come se fosse alla prima stato fabricato conforme alla capacità che mostrò nel ricevere quel sacro pegno.&lt;br /&gt;Nel portarlo da Scavigna a Cropani, accompagnato da gran moltitudine di gente, occorse un altro miracolo, poiché quattro huomini che portavano il corpo del beato rinchiuso dentro il tumulo, sperimentando la legerezza del peso della cassa, dubitarono che non vi fosse dentro il corpo, argomentando fra di loro che un corpo morto è più pesante d'un vivo, e nel portar quella cassa non li pareva sentir altro peso se non quella del tumulo; onde arrivati al convento di Cropano, si sparse fama per la terra come i Frati havevano finto di mandare il corpo al convento di Cropano, ma 1'havevano sepolto nascostamente nella chiesa di Scavigna per loro interesse, non solo per aver i suoi libri ma ancora sperandone molte limosine, ch'averebbero fatto i devoti del beato.&lt;br /&gt;La Comunità di Cropano, che facilmente credette che li Frati havessero finto di mandare il corpo al convento di Cropano, ma l'havevano sepolto nascostamente nella chiesa di Scavigna con la mostra del tumulo, volsero quasi a forza che si aprisse la cassa per vedere se dentro di essa vi era il corpo di Fra Paolo.&lt;br /&gt;Aperta la cassa, videro il cadavere tutto bello, bianco, come se non fosse di morto, ma di persona dormiente, osservando inoltre che sudava, come prima faceva a Scavigna, sentendosi un suavissimo odore uscire dal suo corpo. Ecco il miracolo suggerito dai portatori del tumulo, che pensavano non vi fosse dentro, per esser cosi leggiero, sospendendo Iddio miracolosamente il peso del corpo, acciò quelli che lo portavano ricevessero quel beneficio d'esser sollevati da gran peso.&lt;br /&gt;Un altro se ne vide non inferiore alli predetti, dicendo alcuni ch'era vivo, altri ch'era morto, parendo così a loro di propria vista.&lt;br /&gt;Anzi che alcuni li vedevano l'unghie delle mani e piedi nere, altri dicevano che erano rosse onde alla diversità di vedere, ne seguì quest'altro miracolo, volendo per questo Iddio, havendo riguardo ai meriti del suo servo, lasciar ognuno nella propria opinione di quelli segni nelle mani, arguendo la nigrezza delle unghie la morte, e la rossezza la vita, poichè il beato era morto in quanto al corpo, ma vivo in quanto all'anima.&lt;br /&gt;I1 suo prezioso corpo stette un giorno scoperto nella Chiesa di S. Salvatore da ogn'uno riverito e il settimo giorno della sua morte fu sepolto sotto l'altar maggiore.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8AMfMN_zHHY/TxPTLyCUDjI/AAAAAAAAAek/V1n_OEfLIpI/s1600/15.%2BAffresco%2BA%2BRoma.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 291px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8AMfMN_zHHY/TxPTLyCUDjI/AAAAAAAAAek/V1n_OEfLIpI/s400/15.%2BAffresco%2BA%2BRoma.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698130152917306930" /&gt;&lt;/a&gt;Fece molti miracoli anco doppo la morte, de' quali ne raccontarò alcuni. Un certo Francesco, offeso in un ginocchio con una pietra che non poteva caminare, per intercessione del Beato, a cui si era raccomandato, fu subito liberato. Giovan Paolo da Cropano, vecchio infermo et gobbo, toccate le Reliquie del Beato, subito fu risanato. Crescentio di Marco ricuperò l'udito, che affatto haveva perso. Solda, che pativa il mal caduco, hebbe la gratia che non cadde mai più.&lt;br /&gt;Dominica fu liberata d'una gravissima infermità con sua figliola ch'era in agonia. Cola Greco, che per una gravissima infermità non poteva mangiare né riposare, ottenne la sanità.&lt;br /&gt;Marco Biondo da Misuraca Maestro di scola in Cropano fu presente quando s'apriva il tumulo e col suo fazzoletto sugò la fronte del beato, conservandolo come Reliquia appresso di sé, hebbe poi occasione di servirsene, perché, agonizzando una sua figliola, si raccomandò al beato et ottenne la gratia, poiché subito che l'ebbe toccata con quel fazzoletto, fu del tutto risanata. &lt;br /&gt;Fabbricavano un corridore in convento e li mancava un legno lungo a proposito, havendone uno corto, che non arrivava sopra l'una e l'altra muraglia, non sapendo per allora dove trovarne uno longo a proposito, disse un frate per nome Giovanni: il nostro beato fa tanti benefici e miracoli per altri, non credo si sia scordato di noi, ritornate un'altra volta il tronco sopra le muraglie, che il nostro padre fra Paolo ha tanti meriti appresso Dio, che lo farà tanto longo, che servirà. E cosi i muratori levarono un'altra volta il legno sopra la fabrica; et l'accomodarono, che avanzava fuori della muraglia più che d'un palmo, abenché altre volte misurato mancasse più d'un palmo, che si poteva toccare le muraglie dalle bande.&lt;br /&gt;Hilaria da Belcastro con una sua figliola era travagliata d'una gravissima infirmità tutte due piene di buboni negri, li quali nessun medico potè mai sanare, chiamato il santo in suo aiuto, tutte due furono risanate l'hanno 1490, 24 settembre.&lt;br /&gt;Un'altra donna di Cutrone agonizzante fu risanata per i meriti del beato.&lt;br /&gt;Giovanni, cieco di due anni, ricuperò la vista alli 25 aprile 1499.&lt;br /&gt;Un figliuolo fu liberato dalla rottura (=l'ernia) l'anno 1494.&lt;br /&gt;L'istess'anno liberò un altro da un gravissimo dolore, era Diacono di Belcastro.&lt;br /&gt;Madonna Florina da Misuraca haveva un labro tumente et molto mostruoso. Si raccomandò al Beato et subito che l'hebbe toccato con un pezzetto dell'habito suo fu risanata. &lt;br /&gt;Con l'istessa Reliquia toccato, Corrado Pandolfo da Misuraca agonizzando ricuperò la sanità. &lt;br /&gt;Donna Armemia da Cutrone, debilitata nelle mani et inutile, fatto voto riebbe le forze; et ad un suo figliolo, ch'era zoppo da molto tempo raddrizzò la gamba, nel mese di decembre 1493. La madre predetta hebbe la gratia 1'anno 1498 di settembre. &lt;br /&gt;Giacomo, fratello del beato, fu liberato d'un male tumente che aveva in un ginocchio l'anno 1492. &lt;br /&gt;Palomba moglie di Cola Barone di Cropano haveva gonfia la testa et tutti li denti tremolanti in bocca, per intercessione del beato fu liberata dalla gonfiezza et saldata nei denti.&lt;br /&gt;Alcuni facevano poco conto di questo servo di Dio, o perché non credessero, o per altro interesse, impedivano l'honore che pubblicamente li era dato da devoti fedeli, onde fu necessario che il padre fra Alfonso Barchi, allora commissario nella Provincia della Calabria se n'andasse a Roma, dove dall'Auditore della Camera Apostolica 1'anno 1562 ottenne litere esecutoriali contra quelli che impedivano 1'esposizione e veneratione pubblica delle Reliquie del beato Paolo, la quale è registrata nel nostro Archivio sotto la 4° Collettione, num. 22.&lt;br /&gt;Ex Monumentis apud nos dicti Conventus S. Salvatoris Cropani, quae redigi etiam Controvers., 13 a num. 47 Romae impressa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-6035944435380379084?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/6035944435380379084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-2a-del-beato-paolo-scritta-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6035944435380379084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6035944435380379084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-2a-del-beato-paolo-scritta-da.html' title='6. BIOGRAFIA 2a del Beato Paolo scritta da Padre Francesco Bordoni (1660)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wSAP8--V4l8/TxPS46O7nCI/AAAAAAAAAeY/Tukw7FFYpRo/s72-c/9.%2Bparticolare%2Bcasa%2Bnatale.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-616630810760064059</id><published>2012-01-15T15:22:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T23:39:27.144-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>5. BIOGRAFIA 1a del Beato Paolo scritta da Padre Francesco Bordoni (1652)</title><content type='html'>VITA BEATI PAULI DE AMBROSIIS &lt;br /&gt;di Padre Francesco Bordoni, &lt;br /&gt;Ministro generale del TOR in "Controversiae morales..."&lt;br /&gt;E' la biografia esistente più antica del Beato Paolo (1652 )&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-mL_ry8uO0Bk/TxNkO_gXjNI/AAAAAAAAAeM/w4FDw34wTm0/s1600/14.%2BAffresco%2Ba%2BRoma.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-mL_ry8uO0Bk/TxNkO_gXjNI/AAAAAAAAAeM/w4FDw34wTm0/s400/14.%2BAffresco%2Ba%2BRoma.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698008162281950418" /&gt;&lt;/a&gt;Hiis positis mihi videtur licere hic subijcere vitam, et gesta Beati Pauli de Ambrosiis de Cropano Calabriae sacerdotis professi nostri Ordinis, qui obiit 1489, ac proinde ab eius morte, in qua proclamatus fuit beatus ex eius miris gestis usque ad annum 1625. Bullae transierunt anni 136. Est autem eius tenoris.&lt;br /&gt;Beatus F. Paulus de Ambrosiis in Terra Cropani dioecesis Catanzarii piis parentibus natus anno 1432, ex piis parentibus, qui illum in doctrina Christiana educatur, docentes timere Deum, et servare eius mandata in sua iuventute nihil puerile egit; litteris grammaticis imbutus, &lt;br /&gt;Deo agente, in Conventu S. Salvatoris    Tertii Ordinis S. Francisci, suae patriae ingressus religione anno 1450 die 20 Martii, anno sui novitiatus disciplinis regularibus assiduus, tantum in illis profecit ut meruerit admitti ad professionem finito suae probationis anno. &lt;br /&gt;Factus Christi miles  in monastica observantia, et  exercitiis spiritualibus coeteris praestabat silentio, orationibus, divinis meditationibus, ieiuniis et disciplinis assidue erat occupatus.&lt;br /&gt;Ex obedientia sacerdos factus est 1458, quotidie immaculatum Deo sacrificium offerebat. &lt;br /&gt;Multi ad eum accurrebant pro consiliis tum animae tum corporis, quorum mentem et cordis desideria antequam loqueretur praenuntiabat illis, ministrando documenta salutis;     &lt;br /&gt; nemo accessit ad eum tristis, qui non redierit consolatus; &lt;br /&gt; dissidentes facili negotio reconciliabat.&lt;br /&gt;Prior non semel in dictu conventu mores reformavit suorum subditorum, quos magis exemplo et opere, quam verbo et persuasione ad perfectionem vitae religiosae perduxit. &lt;br /&gt;Maiore parte temporis, mansit in conventu S. Mariae de Spiritu Sancto alterius Terrae dictae Scaviguae; qui erat locus a saecularibus (re)motus, orationi et contemplazioni magis aptus, quamconvenctus Cropani.&lt;br /&gt;Vocatus ad Capitulum Generale, anno 1488 celebrandum in Conventu Montisbelli dioecesis Laudensis in Lombardia uti prior ivit cum Patre f. Bernardino Provinciali, transeundo Romam, ubi celebrando Missam in Ecclesia S. Mariae Consolationis non dum conventum SS. Cosmae et Damiani habebant concessum anno 1512 sibi in Memento (aliquan)diu immobili permanenti, Deus revelavit mortem sui patris, quem Deus dignatus fuit, ut in spiritu adesset funeri paterno, quod post missam dicens Provincialis a beato Patre instructus, narravit in occulto nonnullis presentibus Missae quaerentibus tantae morae in Memento. &lt;br /&gt;Et statim  ambo recesserunt a loco ad Capitolum Generale pergentes  celebratum 25 aprilis in quo electus fuit F. Bernardus de Septema gnis Cremensis, vir pietate, doctrina et prudentia ornatus. Licentiatus cum aliis discessit redeundo visitavit loca insigniora devotionis, Santae Domus Lauretanae, Sacrorum stigmatum, ac Sacrum corpus S. Francisci Patri, et dictis visitatis locis  sanctis Urbis, domum pervenerunt ad Conventum Scavignae initio ianuarii 1489. &lt;br /&gt;Mortem, quam sibi in regresso a Capitolo predixerat, ex febricola quatuor aut quinque dierum vexate illum. Sacrosanctis  Ecclesiae sacramentis munitus, admonitis fratribus  suis de bono exemplo dando, et de observatione Regulae, quam professi fuerant, subsecuta fuit vita felicior in Domino die 24 ianuarii eiusde anni 1489.&lt;br /&gt;Statim eius corpus fuit inclusum in capsa et allatum ad alium  conventum&lt;br /&gt; Cropani, sic iubente supradicto Bernardino provincialii, qui tunc morabatur in conventu de Bisiniano suae patriae, admonito de morte illius per Fra Ludovicum de Marco. &lt;br /&gt;Nonnulla Miracula, referenda sunt praeter supra dicta de suo patre….&lt;br /&gt;Primo, capsa in qua eius corpus fuit reconditum erat satis arcta, et brevis, et tamen cadaveri se congrue adaptavit.&lt;br /&gt;Secundo, portitores in itinere putabant se illusos fuisse et nil portare, quia feretrum erat nimis leve, dicentes intra se: Isti Fratres nos deceperunt, sibi corpus Beati retinuerunt, et nobis capsam vacuam consignaverunt.&lt;br /&gt;Tertio in ecclesia S. Salvatoris, ubi modo eius Reliquiae venerantur, aperta fuit, et portitores propriis oculis viso sancto corpore, multum obstupuerunt recogitantes se nihil laboris subiisse ex tam longo itinere in deferenda capsa cum cadavere levis ponderis.&lt;br /&gt;Quarto, apparuit eius corpus omnibus expositum pluribus diebus ex vicinis locis concurrentibus, rubicundum, et coloratum, ac si adhuc viveret, odore plurimo flagrans, videbatur dormire in catalecto, et continue guttas sudoris emittebat. Peractis de more funerali bus sub altari maiore sepelierunt.&lt;br /&gt;Quinto, dum viveret, ex obedientia dedit matri suae nonnullas res pauperibus distribuendas, a quibus ipsa vicissim in signum gratitudinis recepit tria ova deferendo F. Paolo antequam autem ea offeret reprehensa fuit a filio, qui in spiritu praenoverae, matrem suam dono recepisse ea a pauperib. a quibus nihil erat accipiendum.&lt;br /&gt;Sexto, quidam Franciscus lapide offensus in genu nullo modo poterat ambulare; invocato B. Pauli auxilio, eo instanti liberatus fuit.&lt;br /&gt;Septimo, quidam Ioannes Paulus de Cropani senex infirmus et notabiliter gibosus, visitato corpora Beati, in illo instanti liberatus fuit ab ea infirmitate et omni malo.&lt;br /&gt;Octavo, Crescentius de Marco affatim surdus, visitato Beati  corpore, statim auditum recuperavit.&lt;br /&gt;Nono, Solda, malo lunae seu caduco laborans multo tempore, invocato eiusdem Beati Patris auxilio, statim fuit liberata, et amplius talem morbum non sensit.&lt;br /&gt;Decimo, D. Dominica suae filiae laboranti in extremis, invocatione nominis Beati Patris, impetravit statim sanitatem. Eadem Dominica de gravissima infinnitate oppressa, eiusdem invocazione convaluit.&lt;br /&gt;Undecimo, Colla Graecus gravissima infirmitate detentus, qua nec edere nec bibere poterat, invocato nomine Beati, statim liberatus fuit. &lt;br /&gt;Duodecimo, Marcus Blundus de Misuraca ludi literarii Magister, praesens funeri in Ecclesia eadem S. Salvatoris,  suum sudariolum quo Beati corporis sudantis in catalecto faciem absterserat, propria filia iam mortua, quam volebant deferre ad sepulturam, ponendo pater ploras super faciem defunctae, invocazione Beati, statim et subito caepit redivivere.&lt;br /&gt;Tertio decimo, Fratres eiusdem Ordinis Cropani  quoddam lignum saepius iuste mesuratum, invenientes proportionatum muris, super quibus accommodabant, quia erat nimis breve, licet iuxta mensuram esset apratum, de quare admirari invocato Beati auxilio, et reponentes illud super muros invenerunt longum, et aptum ad fabricam, quamvis ante semel aptatum vidissent nimis breve.&lt;br /&gt;Decimo quarto, D. Hilaria de Bellocastro crudelissima infirmitate vexata tuberibus per totum corpus cooperta nigris cum suo filio simili laborante infirmitate, diversis ad libiti Medicorum doctissimorum remediis nihil proficientibus, invocato nomine Beati, statim ambo sanati fuerunt. Hoc accidit anno 1490, 24 Decembris.&lt;br /&gt;Decimoquinto, quaedam mulier de Terra Cutroni habebat sororem laborantem in extremis, facto voto, meritis Beati Patris, subito melioravit, cuius animam cum candella benedicta Deo commendaverant.&lt;br /&gt;Decimo sexto, Joannes de dicto loco Cutrono caecus biennio, facto voto dicto Beato, statim visum recepit. Accidit 25 aprilis 1499.&lt;br /&gt;Decimoseptimo, supradicta mulier de Cutrono habebat filium apertun circa genitalia, facto ab ea voto pro filio, is statim  sanatus fuit, anno 1494.&lt;br /&gt;Decimo ottavo, duo Diaconi de Bello Castro, Nises et Stephanus, missi a suo Episcopo ad Cutronum, ille oppressus dolore acerbissimo videbatur mori,  Stephanus eius comes dixit: Quare non invocas Beatum Paulum de Cropano, qui tot miracula facit? Eo invocato, statim liberatus fuit. Anno 1494.&lt;br /&gt;Decimo nono, Donna Florina de Misuraca habens labrum ultra modum tumens visu horrendum, et abominabile, non inveniens remedium a pluribus medicis ad se vocatis, recursum fecit  ad Beatum, de cuius habitu frustulum ori applicavit suo, subito in eo instanti liberata fuit, mense Decembri 1490, &lt;br /&gt;Vigesimo, Conradus Pandulphus de Misuraca quasi mortuus, sincopando tactu dicti frustuli habitus Beati, statim in eo instanti restitutus fuit sanitari.&lt;br /&gt;Vigesimo primo, D. Armenia de Cutrono manibus debilitata, facto voto, statim liberata fuit, mense septembris 1493. Item eius filius multo claudus, seu curvus multo tempore liberatus fuit, mense Decembris 1493.&lt;br /&gt;Vigesimo secundo, Iacobus de Ambrosiis, Beati Patris Frater, habens unum ex cruribus nimis tumens cum nimio dolore continuo, facto voto,  statim convaluit, mense julio 1492.&lt;br /&gt;Vigesimo tertio, Donna Palumba, seu patius Columba uxor Collae Baronis Cropani habens caput tumescens, et dentes omnes mobiles, facto voto, in eo instanti liberata fuit, anno 1494.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Praedicta miracula cum aliis extracta fuerunt ex quodam libello scripto per certos fide dignos; et testes pariter idoneos, qui liber conservatur in eodem Conventu Cropani. &lt;br /&gt;Quia quidam spernebant acta huius viri Dei impedientes Fratres ne eius ossa et Reliquiae venerarentur a fidelibus, F. Alphonsus Barchius de Cropano, Commissarius Provinciae Calabriae eiusdem Ordinis ivit Romam et a Sede Apostolica obtinuit anno 1562 obtinuit litteras executorias quae sunt sequentis tenoris:&lt;br /&gt;Flavius Ursinus Dei et Apostolicae Sedis gratia Episcopus Muranus Santissimi Papae etc. Noveritis quod nuper pro parte, et ad instantiam Fratrum… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-1WPGwhx6DG4/TxNhD8ZGVAI/AAAAAAAAAeA/xKeDg45NdDk/s1600/11.%2Bstatua%2BBronzo%2BB.%2BPaolo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 340px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-1WPGwhx6DG4/TxNhD8ZGVAI/AAAAAAAAAeA/xKeDg45NdDk/s400/11.%2Bstatua%2BBronzo%2BB.%2BPaolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698004673932710914" /&gt;&lt;/a&gt;Traduzione del MONITORIUM  &lt;br /&gt;Flavio Orsini, per grazia di Dio e della Sede Apostolica vescovo di Murano, Uditore del santissimo Papa e del suo Camerario, e giudice ordinario della Curia Generale delle cause della Camera Apostolica e delle sentenze della Curia Romana e delle censure nella stessa Curia Romana e nella chiesa universale, e mero esecutore di tutte le Lettere apostoliche saluta nel Signore e dichiara la certa fiducia a tutti e ai singoli signori abati, priori, preposti, decani, arcidiaconi, scolastici, cantori, custodi, tesorieri, sacristi, canonici sia delle cattedrali e delle metropolie e sia delle collegiate, e ai titolari o vicari delle parrocchie e agli altri sacerdoti, chierici, notai e scrivani pubblici, e a tutti coloro  che sono nella città e diocesi di Catanzaro o ovunque, e a chi giungerà la presente nostra lettera. &lt;br /&gt;Sappiate che poco fa da parte e su istanza dei frati del monastero del S. Salvatore del Terz'Ordine di S. Francesco della terra di Cropani nella diocesi di Catanzaro, Ci fu esposto che, avendo gli stessi frati elevato e posto il corpo o cadavere o le ossa del Beato Paolo in un tabernacolo, o in una cassa chiusa, perché tanto gli uomini che il popolo di questa terra e degli altri luoghi circonvicini potessero crescere sempre più nella devozione del Beato Paolo de Ambrosiis, mostrandolo a tutto il popolo in un luogo eminente nella cappella di S. Lucia sita nella predetta chiesa di S. Salvatore,  non avrebbero dovuto o potuto,  non debba¬no, almeno legittimamente e secondo il diritto, venire da chiunque molestati, vessati, disturbati. Purtroppo alcuni, da nominare nell'esecuzione della presente, spinti da superbia, o rivendicando diritto,  e accusando i detti signori per l'elevazione del detto corpo o cadavere del Beato Paolo, o altrimenti, hanno colto ogni occasione per continuare a molestare (i frati) indebitamente e ingiustamente e si sono vantati di volerli disturbare e se ne vantano, e forse hanno molestato e disturbato e molestano e disturbano al presente in non piccolo pregiudizio a danno e iattura dei detti signori istanti e dei loro diritti. E' interesse dei signori istanti essere salvati e liberati, secondo la detta causa, per via diritto, da molestie e fastidi. Perciò dalla parte a favore degli stessi signori istanti siamo sta¬ti richiesti che ci degnassimo di provvedere con l'opportuno rimedio del diritto. &lt;br /&gt;Ritenendo noi, Flavio Orsini, Uditore ordinario, che tale richiesta sia giusta e conforme a ragione, a voi tutti e singoli predetti secondo il tenore della presente ordiniamo e, in virtù della Santa obbedienza e sotto pena di scomunica, stabiliamo e comandiamo che, appena vista la presente, voi o chi di voi ne sia tenuto da parte nostra che ammoniate e sollecitiate in primo, secondo, terzo grado, e perentoriamente tutti e i singoli detti signori che presentandosi l'occasione molestano o vogliono molestare, da nominare in esecuzione della presente, in virtù della santa obbedienza, e sotto Pena di scomunica ed altre censure ecclesiastiche, e duecento ducati d'oro di camera da applicare alla Camera Apostolica, disponiate e comandiate, come a loro anche noi, secondo il tenore della presente, disponiamo, comandiamo e richiediamo e li ammoniamo, che nello spazio di sei giorni di seguito dall'ammonizione siffatta, debbano desistere e cessare e astenersi da qualunque molestia, vessazione, disturbo, pretesa, impedi¬mento ai predetti signori istanti, o a loro deputati e ministri, circa l'elevazione del corpo o cadavere ovvero ossa predette, qualsiasi occasione, ragione, modo o causa affaccino, usino, facciano, o minaccino di fare o addurre, e dal portare in futuro realmente e con effetto e permettere che il detto cadavere, corpo, ovvero ossa del detto Beato Paolo stiano e rimangano nel luogo predetto.&lt;br /&gt;E se hanno qualche diritto nelle premesse, o pretendano di averne, devono dedurlo e dimostrarlo dinanzi a Noi; e, presente questa nostra, in tutto e per tutto, secondo la forma, contenuto e tenore obbedire ed attestare e certificare noi l'obbedienza: altrimenti i prenominati, se nelle cose suddette crederanno di essere defraudati, nel modo e forma predetti curiate perentoriamente di citarli, come anche Noi li citiamo, che venti giorni immediatamente seguenti dopo la vostra citazione fatta a loro compaiano a Roma in giudizio secondo la legge di fronte a Noi personalmente, o attraverso idonei procuratori, per allegare la causa del gravame, a dire e fare e ricevere quanto deve la giustizia e detta l'ordine della ragione. Certificando che gli stessi, cosi citati, o vogliano comparire nel detto termine della citazione, come premesso, o no, Noi tuttavia o i delegati, come premesso alla pubblicazione delle predette sentenze, o altrimenti procederemo ad atti più gravi, o procederanno, con l'intervento della giustizia. E curate che quanto contenuto nel precedente sia fedelmente disposto. Riservando l'assoluzione vero dal predetto a Noi, o al nostro Superiore. Per garanzia di autenticità abbiamo ordinato che il nostro notaio sottoscriva e munisca la presente del sigillo pendente. Roma 12 gennaio 1562, anno terzo di papa Pio IV. &lt;br /&gt;(Il Bordoni conclude dicendo)&lt;br /&gt;Extracta est praesens copia manu aliena a suo originali in carta de pergameno mihi exhibito per Referendum Patrem Bonaventuram Cropanensem Guardianum venerabilis conventus Sanctissimi Salvatoris dictae terae, et cum originali concordat. Cropani die 2 Iunii 1651.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-616630810760064059?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/616630810760064059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da_5682.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/616630810760064059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/616630810760064059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da_5682.html' title='5. BIOGRAFIA 1a del Beato Paolo scritta da Padre Francesco Bordoni (1652)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mL_ry8uO0Bk/TxNkO_gXjNI/AAAAAAAAAeM/w4FDw34wTm0/s72-c/14.%2BAffresco%2Ba%2BRoma.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-7555469431154706219</id><published>2012-01-15T14:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T00:30:31.736-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>4. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta dalla Commissione storica (1996)</title><content type='html'>LA VITA DEL BEATO PAOLO &lt;br /&gt;Scritta dalla Commissione Storica del Processo diocesano (1996):&lt;br /&gt;Padre Gabriele Andreozzi&lt;br /&gt;Padre Fernabdo Scocca&lt;br /&gt;Padre Vittorio Moretti&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;1. Introduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-9jMD7iYt4n0/TxNZcj_xlZI/AAAAAAAAAdQ/XF5Rb5OxTCM/s1600/100_0777.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 312px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9jMD7iYt4n0/TxNZcj_xlZI/AAAAAAAAAdQ/XF5Rb5OxTCM/s400/100_0777.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697996300787750290" /&gt;&lt;/a&gt;Per comprendere appieno un personaggio che ha esercitato un ruolo talmente importante tra la sua gente da essere ancora ricordato, venerato ed amato a cinquecento anni dalla sua morte, crediamo indispensabile inquadrarlo nel tempo e nell'ambiente in cui visse.&lt;br /&gt;Fin da prima del mille, l'ascetismo cristiano, sia nella forma eremitica che in quella monastica, fece della Calabria la sua sede ideale e numerosi furono i santi che vi fiorirono.&lt;br /&gt;II francescanesimo si diffuse in Calabria fin dagli inizi. Nel 1227,  già i primi frati minori calabresi versarono il sangue per la fede in Marocco. Al1'apparire dei frati minori, predicatori di penitenza e di pace, come dovunque, fiorirono anche qui i penitenti di ispirazione francescana, nella duplice forma: di coloro che rimanevano nelle loro famiglie e di coloro che, al dire di Gregorio IX, "per fare penitenza si erano ritirati in segreti recessi". (l)&lt;br /&gt;Lo storico cappuccino fra Giovanni Fiore, nella sua opera "Della Calabria illustrata" (2) narra quali furono in Calabria gli eventi che determinarono l'evolversi dei penitenti francescani in veri e propri religiosi del Terzo Ordine Regolare di San Francesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ambiente storico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1439, alcuni eremiti calabresi, che avevano fatto una esperienza comunitaria "in alcuni luoghi della Marca", dove i frati erano già "claustrati", avevano dovuto far ritorno in Calabria, per causa di certe "marose procelle". Tornati in Calabria furono accolti dal Vescovo di Bisignano, dove aprirono il loro primo convento. Si estesero poi ad altri luoghi. Nel 1440 aprirono un eremo a Cropani, lontano un miglio dall'abitato e lo denominarono di San Salvatore. Fondatore di questo e degli altri eremi di Calabria era fra Biagio Margione di Sinisi d'Anglona "homo probatissimo  e  degno d'ogni lode per le sue virtù, benignità, qualità e santità" come leggiamo in un documento forse contemporaneo, trascritto e autenticato dal Notaio Gian Battista Truscia di Cropani nel '600 (3). Paolo d'Ambrosio aveva allora otto anni. Era nato a Cropani il 24 gennaio 1432. Tristi tempi correvano allora per la Calabria e si protrassero ed aggravarono nel corso degli anni. Scrive Ernesto Pontieri: (4) "Mezzo secolo di guerre dinastiche... avevano sconvolto la Calabria. dividendone gli animi in fazioni e funestandola da un capo all'altro... Molti odi l'avevano dilaniata e imbarbarita per oltre cinquanta anni; e la miseria, prodotto di molte cause, pesava sul paese. Scarse e languenti erano le attività produttive che animavano le poche città; non meno dimesso il vivere civile delle loro sparute popolazioni... Peggiore lo stato delle campagne. In esse, sotto il peso di dure calamità, traeva i suoi giorni un gregge di contadini sui quali, più che su altri gruppi sociali  gravavano maggiormente gli antichi mali della contrada.&lt;br /&gt;Pesanti gravami fiscali li avevano dissanguati ed esasperati; d'altra parte, il vertiginoso succedersi degli eventi, il sostituirsi improvviso di padroni dal diverso colore politico, o senza parte alcuna, avevano loro tolto la nozione della legge e dell'autorità costituita. In alto, al di sopra di questo infelice proletariato, vi erano i potenti col dominio incontrastato della situazione: baroni riottosi... funzionari regi, rapaci ed esorbitanti, capitani di ventura... che non hanno né pietà né moderazione... Miseria dunque e anarchia aduggiano tanta parte della Calabria sin dai primi decenni del secolo XV, miseria morale e materiale; anarchia, qua e là nella vita pubblica e privata... A ciò si aggiungano terremoti, epidemie e carestie, brigantaggio, depressione spirituale e demografica". Questo è il quadro che bisogna tenere presente se si vuole comprendere l'ambiente nel quale il d'Ambrosio nacque, visse e morì, e il ruolo che si trovò ad esercitare tra i suoi compaesani, che a lui ricorrevano per consiglio ed aiuto, ottenendone il desiderato conforto. Anche quelle che sembrano, e forse sono, leggende, possono avere un significato, se viste in queste tristi ma reali prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Fonti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti dirette e fonti indirette ci forniscono notizie sufficienti e sicure sulla vita, le virtù, la fama di santità, i miracoli del beato. Le fonti ora esistenti sono costituite da scrittori del '600, che però hanno attinto da fonti contemporanee al beato o di poco posteriori. Essi sono:&lt;br /&gt;F. BORDONI (1595-1671) autore di tre vite del beato, contenute nella sua opera "Controversiae morales" (5) , nel "Calendario delle vite de' Santi e Beati etc." (6) e nel "Sacrum Syllabarium etc" (7) , dichiara di aver attinto "ex quodam libello scripto per certos fide dignos et testes pariter idoneos, qui liber conservatur in eodem conventu Cropani" (8) , "ex documentis apud nos dicti Conventus S. Salvatoris Cropani" (9) e , per ciò che riguarda i miracoli, dichiara di fondarsi sugli scritti di fra Bernardino, teste "de visu" (10) .&lt;br /&gt;F. FIORE (1622-1683), autore dell'opera "Della Calabria illustrata", nativo anche lui di Cropani, tratta a più riprese del beato, suo lontano parente, e indica le fonti alle quali ha attinto: "Più prima (del Bordoni) scritto ne avea in ottava rima italiana con frase cropanese un tal per nome Francesco, il quale per essere nato e vissuto cieco, dismesso il nome della Famiglia, veniva detto volgarmente Francesco l'orbo, che per essere stato in tempi più in là prossimi al santo, poté del tutto essere ammaestrato dalla pubblica fama" (11) .&lt;br /&gt;Il Fiore cita anche un'altra fonte, anteriore a Francesco l'Orbo "un antico scritto a penna, qual si conservava nell'Archivio della medesima Religione in Cropani", lo stesso evidentemente che è citato dal Bordoni.&lt;br /&gt;I1 terzo autore che afferma di aver attinto a fonti contemporanee al beato o di poco posteriori, è DOMENICO MARTIRE (12) , cosentino, vissuto nel '600 e morto nel 1710. Egli afferma di aver desunto "da MS di Gualtieri, fol. 100 e da certa leggenda in verso volgare composta da P. Francesco Sergio di Cropani". Inoltre afferma: "E anche in quel convento serbavasi un processo".&lt;br /&gt;L. Accattatis ci fornisce il titolo dell'opera MS del Gualtieri, contenente la vita del beato Paolo (Cfr. Bibliografia della Relazione Commissione Storica).&lt;br /&gt;Non siamo a conoscenza di altre vite più antiche, ma sappiamo dal Fiore che ai suoi tempi esistevano "molte" vite del beato (13) .&lt;br /&gt;E dal Martire sappiamo che esisteva "un processo", (14) evidentemente quello che precedette il "Monitorium" di Flavio Orsini… &lt;br /&gt;Possiamo, pertanto, così delineare la vita del nostro beato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Nascita e giovinezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo d'Ambrosio nacque a Cropani i1 24 gennaio 1432 (15) .&lt;br /&gt;Secondo la tradizione locale, riportata dal P. Fiore, cropanese e consanguineo dei d'Ambrosio, fin da bambino, Paolo lasciò presagire la sua futura santità, dando prova di "senno, modestia e virtù". E anche di prodigiosa intelligenza: "Applicato alle umane lettere, sembrò d'averle divorate, poiché, correndo troppo nel corso di quelle, appena era posto nella classe dei primi che già si scorgeva maturo all'altra degli ultimi". Era sempre disponibile a servire "a qualunque altro voleva servirsene per affari domestici". "Tra per le fattezze del volto, che erano assai belle, e tra la bontà del costume, il suo più frequente nome presso tutti era quel d'Angelo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Entra in convento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva diciotto anni il giovane Paolo, quando prese una decisione, che tutti ormai si aspettavano: quella di dedicarsi al servizio di Dio per tutta la vita. C'era a Cropani un copioso clero locale e due antichi monasteri: ma Paolo scelse il più povero dei conventi, quello di San Salvatore, una fondazione recente di frati dell'Ordine della Penitenza, detto il Terzo Ordine di San Francesco, da pochi anni installati nelle campagne di Cropani, a circa un miglio di distanza dall'abitato. I frati non vivevano sempre in convento, ma spesso si dividevano nelle circostanti caverne per condurre una vita di totale contemplazione e assoluta penitenza, oppure per annunziare a vicini e lontani la penitenza e la pace.&lt;br /&gt;Erano rimasti fedeli alla linea del primitivo francescanesimo, che si divideva tra il raccoglimento di Rivotorto o della Porziuncola, delle Carceri o della Verna, e le più spericolate missioni evangeliche. In particolare, seguivano le norme del primitivo Ordine della Penitenza, i cui membri, al dire di Gregorio IX, "per fare penitenza si ritiravano in segreti recessi". (16)&lt;br /&gt;Dal 1450, in poi, anno dell'ingresso di Paolo a San Salvatore avvennero dei fatti, che misero a dura prova la perseveranza del giovane novizio. Il Fiore (17) racconta che la fondazione dell'eremo di San Salvatore era avvenuta nel 1440, grazie ad un benefattore, Pietro Massaro, che aveva donato un terreno e fabbricato una chiesolina col nome del Salvatore e vi attaccò poche cellette per l'abitazione.&lt;br /&gt;Nel 1450, proprio l'anno dell'ingresso di Paolo, il benefattore morì, lasciando ai frati la sua eredità. Un nipote del benefattore defunto, il prete Giovanni Massaro, approfittando del fatto che i frati si erano allontanati dall'eremo, lasciandovi un solo frate come custode, ottenne dalla Corte di Catanzaro il riconoscimento dei suoi diritti ereditari sull'eremo "e di fatto ne prese possesso". Appellarono i frati e riportarono sentenza favorevole, ma anche il pretendente appellò e, pertanto, venne la causa commessa a Monsignor Nicola Michele Cosa, Vescovo dell'Isola, il quale "restituì ai frati il monasterio e la chiesa". Si ripetette dunque a Cropani quanto era accaduto a San Francesco e ai suoi primi compagni, che un asinaio allontanò da Rivotorto. Non per questo il giovane Paolo ed i suoi confratelli si tirarono indietro dalla vita di "uomini della Penitenza" che avevano prescelto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Sacerdote per obbedienza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal noviziato al presbiterato, i fatti sono cosi sintetizzati dal Bordoni: "Factus Christi miles in monastica observantia et exercitiis spiritualibus caeteris praestabat, silentio, orationibus, divinis meditationibus, ieiuniis et disciplinis assidue erat occupatus. Ex obedientia sacerdos factus 1458 quotidie, iminaculatum Deo sacrificium offerebat"(18). E cosi pure il P. Fiore: "Ma se nella casa paterna era vissuto religioso, che poi non fu in quella del Signore? Come qui è la palestra della virtù, cosi il novello soldato s'applicò con tanto ardore d'animo che in un convento, dove di quel tempo fioriva la santità, non fu veduto religioso alcuno, anche de' più consumati nella perfezione, di lui, o più frequente nel Coro, o più astinente alla mensa, o più umile negli esercizi, o più profondo nel silenzio, e, quantunque giovane per l'età e novello nella religione, sembrava però il più provetto nell'una e nell'altra. Compiuto il Noviziato con tanta lode e fatta la professione, non si rilasciò dal sentiero intrapreso: anzi che vie più incaloritosi nell'osservanza religiosa non s'ordinò Sacerdote che fu l'anno 1458, che al solo imperio dell'ubbidienza, che per altro, fisso l'occhio all'esempio del suo Serafico Patriarca, aveva risoluto di seguirlo nell'imitazione"(19).&lt;br /&gt;Umiltà, spirito di contemplazione, assiduità alla preghiera, astinenza, silenzio e tutto questo, "con tanto ardore d'animo". Con l'ordinazione sacerdotale, ebbe inizio il periodo di vita attiva del Beato. I biografi ci riferiscono in sintesi quale sia stato il suo comportamento. Scrive il Fiore: "Ordinato adunque Sacerdote, ed eletto Guardiano, era troppo frequente il concorso dei popoli, quali se gli affollavano, chi per consiglio dell'anima, chi per consolo nei travagli, tutti per glorificare Dio nel suo servo, tanto maggiormente che alcuni molti, senza anche favellare si udivano discoverta la cagione della loro andata, e il remedio preparato a loro bisogni" (20). Cosi pure il Bordoni: "Ex obedientia sacerdos factus 1458, quotidie immaculatum Deo sacrificium offerebat. Multi ad eurn concurrebant pro consiliis tum animae tum corporis, quorum mentem, et cordis desideria antequam loquerentur praenuntiabat illis, ministrando documenta salutis, nemo accessit ad eum tristis, qui non redierit consolatus: dissidentes facili negotio reconciliabat" (21).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Stima e virtù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E cosi pure il Martire: "Quivi sparsa la fama della sua santità e bontà gli concorreva della gente, menandoci infermi e altri travagliati e tutti eran da colui consolati"(22) . La stima di cui era circondato dai confratelli fece si che il Beato venisse eletto più volte priore e una volta delegato al capitolo generale dell'ordine. Scrive il Bordoni: "Prior non semel in dicto conventu (Cropani) mores reformavit suorun subditorum quos magis exemplo et opere, quam verbo, et persuasione ad perfectionem vitae religiosae perduxit"(23). Durante il suo priorato a Cropani, avvenne un fatto che dimostra l'impegno del beato per il progresso del convento e insieme la stima che di lui avevano i suoi sudditi: "Fratres eiusdem ordinis in dicto loco volentes cum cementariis accomodare lignum praeparatum super duos parietes, et non invenientes sufficienter longum, nimis enim breve erat, et non poterat contingere utrumque parietem et aliud non habentes, vocaverunt F. Paulum qui, admonitus de ineptitudine trabis, dixit: Confidite, filii, in Domino, qui lignum longabil juxta nostram indigentiam, aptamus iterun lignum, et Deum laudabimus gratias agentes. Ministri igitur, Beato adiuvante, ligntun extulerunt, et imposuerunt super ambos parietes utrinque, et satis, superque in extremis parietum apparebat. Quod augmenti miraculum videntes Deo gratias egerunt" (24) .&lt;br /&gt;In altre opere, lo stesso Bordoni aveva riferito il miracolo come avvenuto dopo la morte del beato. Procedendo in ordine cronologico, troviamo due fatti, che crediamo in relazione fra di loro. In data 23 marzo 1476 Sisto IV concedeva ai frati di San Salvatore di trasferirsi presso le mura di Cropani, nella edificanda chiesa di S. Maria La Grazia: "propter loci distantiam et aeris intemperiem sibi valde incommodam mutare possint in aliam sub titulo S. Mariae de Gratia prope dictum oppidum edificandam ibidemque confraternitatem S. Salvatoris alias de Battenti vocatam admittere" (25) . L'intenzione dei frati era dunque di trasferirsi definitivamente presso il paese. Interessante è la menzione della confraternita di San Salvatore o dei Battenti, evidentemente una associazione di penitenti istituita dai frati di San Salvatore. La tentazione dell'inurbamento, che già aveva in parte afflitto l'ordine dei minori, si andava facendo strada anche tra i penitenti del terzo ordine.&lt;br /&gt;In stretta relazione con questa decisione confermata dalla bolla di Sisto IV, crediamo che sia la concessione dell'eremo di S. Maria di Loreto a Terranova ai frati Bernardino Negra, Ludovico de Marco e Paolo de Ambrosiis  (26) avvenuta nel 1477. Il trasferimento in paese non avvenne per allora, ma solo nel 1623 quando, al dire del Fiore, "infestati li religiosi del Salvatore dalla gente di campagna... presero ad ingrandire l'ospizio che poi, perfezionato in forma di monastero compiuto, abbandonarono l'altro. Vi si ritirarono l'anno 1622"(27) .&lt;br /&gt;L'eremo di Terranova fu un convento dell'ordine fino al 1653, quando soggiacque alla soppressione innocenziana. Non abbiamo le prove che ivi di fatto si sia trasferito il beato, anche se per breve tempo. Gli altri due concessionari dell'eremo, fra Bernardino Negra e fra Ludovico de Marco, erano due insigni religiosi, fraternamente uniti a fra Paolo, come risulta da episodi vari di cui parleremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Penitente e contemplativo a Scavigna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-J68_QCddmrQ/TxNZ2hjI18I/AAAAAAAAAdc/0Y2kptSe-uI/s1600/P1050347.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-J68_QCddmrQ/TxNZ2hjI18I/AAAAAAAAAdc/0Y2kptSe-uI/s400/P1050347.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697996746807367618" /&gt;&lt;/a&gt;L'eventuale permanenza del beato a Terranova non deve essersi comunque protratta a lungo, giacché ben presto vediamo il beato nell'eremo di Scavigna, dove poi santamente morì, lasciandovi imperituri ricordi, come le Grotte del B. Paolo e il poema di Cecco l'orbo. Checchè ne sia della permanenza del beato a Terranova, è certo che egli trascorse un buon numero di anni a Scavigna. Scrive il Fiore: "Ma l'uomo di Dio che più gustava la familiare conversazione del suo Signore che quella degli uomini, se non sol quanto vi si framezzavano gli interessi di Dio, abborrendo questi concorsi, pensò sottrarsene, come già fe', cominciando ad abitare (che fu il tempo più lungo della sua vita) un Conventino oggidì rovinato, ma allora di molta santità, fra Cropani e Belcastro, detto Santa Maria dello Spirito Santo, in una tenuta di Terre, dette Scavigna. Ma quanto più egli studiava come seppellirsi fra le tenebre delle solitudini, tanto più studiava il Cielo, come discoprirlo con la luce dei suoi favori" (28). La toponomastica locale ha conservato il nome di "Grotte del Beato Paolo" a certe caverne che si trovano non lontano dalla contrada di Scavigna (29). Nei pressi, la stessa carta geografica militare riporta il luogo dove si trovava la casa e la possessione del poeta cieco, Cecco l'orbo, che conobbe da vivo il beato e ne cantò poi le Lodi "in ottava rima italiana con frase cropanese".&lt;br /&gt;Il Bordoni espone il motivo del nascondimento del beato nell'eremo di Scavigna: "per aver maggior comodità di servir Dio, orando e contemplando li sacrosanti misteri della Passione del Signore" (30). La meditazione sulla passione di Cristo è sempre stata, infatti, una caratteristica della spiritualità penitenziale. Nell'eremo, e particolarmente nelle sue "Grotte", il beato aveva tutto l'agio di far penitenza: "Mortificava il suo corpo con lunghi digiuni, discipline, cilici e flagelli per mantenerlo soggetto alla ragione"(31) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Senso della giustizia e chiaroveggente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvenne a Scavigna un fatto che lo stesso Bordoni riferisce in due versioni diverse. Nel "Calendario" infatti scriveva: "Una volta d'ordine del superiore diede certe cose a sua madre con patto che le donasse per amor di Dio. La madre non osservò l'ordine datole ma le tramutò in tanti ovi. Dopo questo, andando un giorno con altre donne a detto convento di Scavigna per vederlo, f. Paolo, vedendo da lontano sua madre che non aveva fatto quello che le era stato ordinato, sapendo ciò per divina rivelatione, cominciò ad esclamare come lei haveva venduta quella robba e non data per amor di Dio, non dovendosi defraudare le limosine dovute ai poveri. Si stupì la madre con le altre donne, poiché la cosa era tanto segreta che nessuno la sapeva, eccetto che li contrahenti, onde fu giudicata divina rivelatione"(32).&lt;br /&gt;Del medesimo fatto il medesimo Bordoni aveva presentato una versione più benevola nelle sue "Controversiae": "... dum viveret, ex obedientia dedit matri suae nonnullas res pauperibus distribuendas a quibus ipsa vicissim in signurn gratitudinis recepit tria ova deferenda F. Paolo: antequam autem ea offerret, reprehensa fuil a filio, qui in spiritu praenoverat matrem suam dono recepisse ea a pauperibus a quibus nihil erat accipiendum"(33).&lt;br /&gt;Evidentemente romanzate sono alcune versioni popolari del fatto, secondo le quali la madre avrebbe rubato un galletto e lo avrebbe cucinato per portarlo al figlio e lungo la strada avrebbe rubato fichi bianchi e fichi neri da alberi diversi. Per obbedire a suo figlio, che le aveva ordinato di restituire quanto aveva rubato, la madre avrebbe depositato i fichi bianchi e i fichi neri su uno stesso albero di fichi, che da allora produsse fichi di due colori, e avrebbe riportato a casa il galletto arrosto, che di notte sarebbe risuscitato e tornato al suo pollaio (34) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Itinerante e in bilocazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in molti a raccontare il fatto più straordinario della vita del beato: la bilocazione, avvenuta a Roma, nella chiesa di S. Maria della Consolazione.&lt;br /&gt;Il Fiore lo racconta così: "L'anno adunque 1488, andato con fra Bernardino da Bisignano, altri dicono al capitolo generale, qual si celebrava in Montebello di Lodi, altri, che alla visita de' luoghi santi..." (35) .&lt;br /&gt;Sospendiamo il racconto per notare come ai tempi del Fiore, varie vite realmente esistessero del beato Paolo: "altri... altri".&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-QsI0xqRR_MI/TxNaQJg6m3I/AAAAAAAAAdo/BNI8jO1xi0w/s1600/46.%2BRoma%2B-%2Bsanta%2Bmaria%2Bdella%2Bconsolazione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 294px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-QsI0xqRR_MI/TxNaQJg6m3I/AAAAAAAAAdo/BNI8jO1xi0w/s320/46.%2BRoma%2B-%2Bsanta%2Bmaria%2Bdella%2Bconsolazione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697997187032193906" /&gt;&lt;/a&gt;Riprendiamo il racconto del Fiore: "celebrando Messa nella Chiesa di S. Maria della Consolazione, casa di questa Religione in Roma, come fu al primo memento, tutto si vide avvolto dentro una meravigliosa nuvola scesa dal cielo, e osservata da tutti i circostanti, avendola così durato buona pezza, onde perciò trattane in curiosità la gente, ed egli costretto dall'ubbidienza a dire, quello gli fosse occorso, disse ch'essendo già morto suo padre in Cropani, gli era convenuto dargli un abbraccio ed un Requiem. Racconto che come fu di molta edificazione a chi lo seppe, cosi rese al Servo di Dio non dissimigliante concetto di santità. Con l'occasione di questo viaggio visitò tutti gli altri Santuari famosi d'Italia, avendovi consummato più d'un anno, dopo del quale, fatto ritorno in Provincia, si portò addirittura al suo luogo di Scavigna sul principio del 1489".&lt;br /&gt;Secondo il Bordoni, il capitolo generale fu il motivo del suo viaggio, con frequenti deviazioni per visitare i santuari: "Vocatus ad Capitulum Generale anno 1488, celebrandum in conventu Montisbelli diaecesis Laudensis in Lombardia uti Prior ivit cum Patre Fratre Bernardino, transeundo Romam, ubi celebrando Missam in Ecclesia S.Mariae Consolationis (nondum conventun SS. Cosmae et Damiani habebant concessum anno 1512) sibi in Memento diu immobili permanenti, Deus revelavit mortem sui patris, quem Deus dignatus est ut in spiritu adesset funeri paterno, quod post missam dictus Provincialis a beato patre instructus narravit in occulto nonnullis praesentibus Missae querentibus causam tantae morae in Memento exactae. Et statim ambo recesserunt a loco ad Capitulum Generale pergentes celebratum 25 aprilis, in quo electus fuil F. Bernardus de Septemagnis Cremensis, vir pietate doctrina et prudentia ornatus. Licentiatus, cum aliis discessit redeundo visitavit loca insigniora devotionis sanctae Domus Lauretanae, Sacrontm Stigmatum, ac sacrum Corpus Seraphici Patris, et dictis visitatis locis sanctis Urbis domum pervenerunt ad Conventum Scavignae initio Januarii 1489 (36). Con leggere varianti, il fatto è narrato dal Martire: "Verso la fine della vita, volle andare in Roma a visitare i santuari e provvedersi d'indulgenze. E celebrando Messa nella Chiesa di S. Maria Consolatrice, facendo il primo Memento, fu veduto adombrato d'una piccola nube, e ritardò per qualche tempo: interrogato dagli astanti, rispose che in quel punto, il suo genitore fosse passato nell'altra vita, e egli allora gli aveva detto il Requiem aeternam. Pubblicatosi questo per Roma, fu visitato e tenuto in molta stima di santità" (37). Vari elementi storici rendono plausibile l'abbinamento del viaggio per il Capitolo Generale con la visita ai Santuari. Il 25 aprile 1488 fu celebrato un Capitolo Generale a Montebello di Lodi. Le leggi della Congregatio Longobarda, di recente istituita e alla quale i calabresi per primi avevano aderito (nel 1552 sarà ufficialmente riconosciuto che il primo luogo in Capitolo spettava ai Calabresi "tantum qui prius Longobardis fuerunt uniti") (38) prescrivevano la partecipazione del ministro provinciale e di un delegato. E' ugualmente plausibile che a Roma i due frati siano stati ospitati a S. Maria della Consolazione, avendo l'ordine in quel periodo perduto il convento di San Girolamo e non ancora ricevuto quello dei SS. Cosma e Damiano. A Montebello, viveva un altro grande penitente, il beato Geremia Lambertenghi, detto "il martire dei chiostri". Ma l'incontro dei due beati non ha lasciato un riscontro nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Morte e stima di santità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo ormai all'ultimo scorcio di vita del beato. Sulla via del ritorno dal Capitolo, fra Paolo aveva confidato al suo compagno di viaggio, fra Bernardino, ministro provinciale, che fra breve sarebbe morto (39) . Forse per questo fra Bernardino accompagnò fra Paolo fino a Scavigna, e non si diresse al suo convento di Bisignano che era nei pressi di Cosenza. Lo stesso annuncio egli diede a sua madre al suo primo incontro dopo il ritorno: "Come tosto si udì il suo arrivo, furono a vederlo molti, fra quali venne la Madre, vivente ancora. La vide e l'ascoltò con molta amorevolezza il Beato, raccontando a lei e ad altre donne venute in sua compagnia le cose vedute, e osservate in quei Luoghi Santi, dando loro molte divozioncelle portate da quel viaggio. Gioiva la buona madre nel vedersi d'appresso chi tanto amava, ma poi terminò la gioia in una grave amarezza. E fu che nel prender congedo le disse l'altro, che quello dovea essere l'ultimo loro abboccamento, mentre da lì a otto giorni, qual'era il festivo alla Conversione dell'Apostolo l'avrebbe chiamato a sé: dovesse però racconsolarsi, ch'ambedue per la divina misericordia fra breve si avrebbero riaboccato nell'altra e miglior vita; indi abbracciatala teneramente, bagnato di figliali lacrime, le diede licenza" (40). Gli ultimi giorni del beato ci vengono cosi descritti dal Bordoni: "... domum pervenerunt (lui e fra Bernardino) ad Conventum Scavignae initio januarii 1489. Mortem quam sibi in regressu a Capitolo praedixerat, ex febricula quatuor , aut quinque dierum vexante illum, sacrosanctis Ecclesiae sacramentis munitus, admonitis Fratribus suis, de bono exemplo dando et de observatione Regulae, quam professi fuerant, subsequuta fuit vita felicior in Domino die 24 januarii eiusdem anni 1489"(41). Ancor più copioso di notizie è il P. Fiore: "Egli altresì ritiratosi dalla conversazione de' suoi Religiosi, s'applicò con più  fervore alla contemplazione de' divini Misteri; purificò la sua coscienza col lavacro della penitenza, e preparò ogni altra cosa, qual gli parve necessaria per quell'ultimo passaggio. Intanto, sorpreso da una leggerissima febbricciuola, in cinque giorni rese lo spirito al Signore li 24 Gennaio 1489, avendo prima fatto un acceso discorso a quei suoi Religiosi sopra il buon esempio dovuto a loro prossimi, e sulla puntuale osservanza della regola già promessa a Dio e al loro Padre S. Francesco; discorso che loro trasse dagli occhi un fiume di lacrime, considerando la grave perdita quale tutti facevano nella morte di lui" (42) . Veramente preziosa agli occhi del Signore fu la morte del suo servo fedele. Lo dimostrano i numerosi fatti prodigiosi che si susseguirono e la sempre crescente devozione popolare, ancor viva ed ardente, a cinquecento anni dalla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Bullarium Franciscanum I, 30, Bolla "Nimis patenter" del 20.5.1227.&lt;br /&gt;(2) G. FIORE, Della Calabria Illustrata, II, p. 421.&lt;br /&gt;(3) Cfr. Cap. II, I luoghi del beato Paolo, la sua famiglia, il suo ordine.&lt;br /&gt;(4) E. PONTIERI, La Calabria a metà  del secolo XV e la rivolta di Antonio Centelles. Napoli 1963, p. 113.&lt;br /&gt;(5) F. BORDONI, Controversiae Morales, non solum Ecclesiasticis Praelatis, Regularibus, Iudicibus,  Confessariis, verum etiam Causidicis, Advocatis, et aliis in utroqueToro causal agentibus perutiles et accomodatae.  Romae  MDCLII. Contr. XIII, nn. 47-48, p. 192 ss.&lt;br /&gt;(6) F. BORDONI, Calendario de/le Vite de Santi, e Beati et altri Servi di Dio, degni di memoria, Canto Frati, quanto Suore, Religiosi, e Monache del Ter:'Ordine di S. Francesco Secolare et Regolare. MS. p. 31 ss.&lt;br /&gt;(7) F. BORDONI, Sacruin Syllaharium de vita Sanctorum, Beatoruin, e Servo rum Dei, Tertii Ordinis S. Francisci, tam Secularis, quam Reg/ilaris, Aldo puro, simplici et .sincero, compendiose c/igestum. MS, pp. 129 ss.&lt;br /&gt;(8) ID., Controversiae  Morales, p. 194.&lt;br /&gt;(9) ID., Calendario, p. 34.&lt;br /&gt;(10) ID., Sacrum Syllabarium, p. 130.&lt;br /&gt;(11) G. FIORE, Della Calabria Illustrata, T. II, p. 79.&lt;br /&gt;(12) D. MARTIRE, Calabria Sacra e Profana. Vol. II, p. 200.&lt;br /&gt;(13) G. FIORE, o.c., p. 79.&lt;br /&gt;(14) D. MARTIRE, o.c., p. 200.&lt;br /&gt;(15) G. FIORE, o.c., p. 79.&lt;br /&gt;(16) BF I 30, Bolla "Nimis patenter" del 26 maggio 1227.&lt;br /&gt;(17) G. FIORE, o.c., p. 420.&lt;br /&gt;(18) F. BORDONI, Controversiae Morales, p. 194.&lt;br /&gt;(19) G. FIORE, o.c., T. II, p. 80.&lt;br /&gt;(20) ID., o.c., p. 80.&lt;br /&gt;(21) F. BORDONI, Controversiae Morales, p. 192.&lt;br /&gt;(22) D. MIARTIRE, o.c., p. 198.&lt;br /&gt;(23) F. BORDONI, Controversiae Morales, p. 192.&lt;br /&gt;ID., De miraculis, p. 189.&lt;br /&gt;(25) BF II 965; G. ANDREOZZI (A cura di), II Beato Paolo e la sua C'ropani, p. 121.&lt;br /&gt;(26) F. BORDONI, Archivium Bullarum, Privilegiorum, Instrumentorum, et Decretorum Fratrum, et Soronun Terzii  Ordinis S. Francisci, collectorum per Rever. P. Magistrum F. Franciscum Bordonum Parmensem eiusdem Ordinis Professum, et Generalem. Parmae 1658. p. 403.&lt;br /&gt;(27) G. FIORE, o. c., T. II, p. 422.&lt;br /&gt;(28) ID., o.c., p. 80.&lt;br /&gt;(29) Carta geografica militare, F. 242.&lt;br /&gt;(30) F. BORDONI, Calendario etc., p. 32.&lt;br /&gt;(31) ID., o.c., p. 32.&lt;br /&gt;(32) ID., o.c., p. 32.&lt;br /&gt;(33) ID., Controversiae, p. 193.&lt;br /&gt;(34) STANIZZI M. LINA, I Fioretti del Beato Paolo, in "IL Beato Paolo e la sua Cropani". p. 83.&lt;br /&gt;(35) G. FIORE, o.c., p. 80.&lt;br /&gt;(36) F. BORDONI, Controversiae, p. 192.&lt;br /&gt;(37) D. MARTIRE, o.c., p. 198.&lt;br /&gt;(38) A. DE SILLIS, Studia originem, Provectum atque Complementum Tertii Ordinis de Poenitentia S. Francisci concernentia. Neapoli 1619, p. 36.&lt;br /&gt;(39) F. BORDONI, Controversiae, p. 192.&lt;br /&gt;(40) G. FIORE, o.c., p. 81.&lt;br /&gt;(41) F. BORDONI, Controversiae, p. 192.&lt;br /&gt;(42)    G. FIORE, o.c., p. 80.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-7555469431154706219?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/7555469431154706219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da_15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/7555469431154706219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/7555469431154706219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da_15.html' title='4. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta dalla Commissione storica (1996)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kSV3yaSTbUA/S220/094a+Padre+Pasquale+.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9jMD7iYt4n0/TxNZcj_xlZI/AAAAAAAAAdQ/XF5Rb5OxTCM/s72-c/100_0777.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9090715642942261402.post-6298364032822989115</id><published>2012-01-14T06:15:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T23:32:51.507-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Paolo D&apos;Ambrosio Cropani fede virtù Calabria TOR san Francesco Terzo Ordine Regolare'/><title type='text'>3. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp. (ridotta)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_231_Beato-Paolo-Vita-P.Remigio.html"&gt;BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nucciatolomeo.it/Video_229_Beato-Paolo-Vita.html"&gt;BIOGRAFIA del Beato Paolo scritta da P. Gabriele Andreozzi, TOR &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;PRESENTAZIONE&lt;br /&gt;E’ un gesto molto lodevole quello di voler conservare memorie che giovano all’educazione delle generazioni future e che decorano e ornano le nostre città e i nostri paesi, sottraendole così all’opera distruttrice del tempo che tende ad attenuare e perdere ogni cosa.&lt;br /&gt;Il Beato Paolo D’Ambrosio da Cropani è un illustre mistico ... umile fiore che ha profumato con il suo soave odore le aiuole della Chiesa. &lt;br /&gt;Catanzaro, 8 dicembre 1935&lt;br /&gt;Giovanni Fiorentini - Arcivescovo di Catanzaro e Vescovo di Squillace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREFAZIONE&lt;br /&gt;Mi ha spinto a scrivere questa breve biografia il desiderio di far conoscere ed amare un santo e un illustre concittadino che onora la mia patria, la Calabria e l’Ordine Francescano... Possiate imitarne le virtù.       L'autore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PATRIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella diocesi e provincia di Catanzaro, su una ridente e pittoresca collina circondata da uliveti, sorge il comune di Cropani che domina la lussureggiante e tortuosa valle del Crocchio, l’immensa distesa della sua marina e l’ampi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-hJDYRh-0jmo/TxGWGyfhRFI/AAAAAAAAAbw/5z_UIx_T6Co/s1600/100_0811.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 312px; height: 234px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-hJDYRh-0jmo/TxGWGyfhRFI/AAAAAAAAAbw/5z_UIx_T6Co/s400/100_0811.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697500046977746002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o golfo di Squillace.&lt;br /&gt;Cropani, paese antico, ricco di monumenti e di storia, patria di grandi uomini, che la illustrarono magnificamente, fu anche la fortunata patria del Beato Paolo D’Ambrosio: la sua gloria più fulgida perché adornato dall’aureola immortale della santità.&lt;br /&gt;Il nostro Beato nacque il 24 gennaio 1432, di mercoledì, dall’antica e attualmente estinta famiglia degli Ambrosi.  Al fonte battesimale lo chiamarono Paolo, quasi presagendo che un giorno egli si sarebbe distinto per le sue virtù e avrebbe fatto parte dei figli di Francesco d’Assisi risplendendo nella vigna del Signore di quella luce con la quale, sulla via di Damasco, venne investito l’Apostolo S. Paolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ADOLESCENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grandezza di un genio e di un santo si rivela, normalmente, fin dalla più tenera età.&lt;br /&gt;L’infanzia del nostro Paolo, data la sua fedele corrispondenza alla grazia divina, fu straordinaria in tutto. Sin da fanciullo diede segni visibili della sua futura santità. In tutte le sue azioni, come affermò il P. Fiore (+1683), dimostrò maturità, modestia e virtù tanto da avere di quell’età solo il tempo. L’indole buona e disciplinata del nostro Paolo, che era di esempio per i suoi coetanei, andava sempre più perfezionandosi sulla via del bene, grazie anche all’ottima e accurata educazione che costantemente riceveva dai suoi genitori. Essi, nonostante fossero poveri, non tralasciarono nulla per educarlo nel migliore dei modi, sia dal punto di vista morale che intellettuale.Fin da piccolo, in un clima di gioia e di amore, fu avviato verso i sentieri delle virtù cristiane. Il bimbo faceva tesoro di questi insegnamenti, manifestando una  grazia e un sorriso che provenivano dal cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE VIRTU’ DELLA VITA LAICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Signore aveva donato al nostro giovane un ingegno brillante. Per questa ragione, i genitori decisero di fargli presto frequentare la scuola.&lt;br /&gt;All’ingegno sublime e alla ferma volontà di progredire negli studi, che tanto sarebbero stati utili per il suo futuro ministero sacerdotale, egli univa una limpida vita morale: resisteva a tutto ciò che potesse essere peccato e viveva le più belle virtù evangeliche, il migliore patrimonio e ornamento di un giovane. Per queste virtù si meritò dai suoi compaesani l’appellativo di Angelo:  fu per tutti di esempio,  così da creare intorno a sé un’atmosfera profumata e piena di amore celestiale. L’ubbidienza, l’umiltà e la virtù angelica erano da lui rigorosamente osservate con un amore non terreno. La preghiera, fonte di ogni virtù,  lo elevava a Dio. Con il suo amore riusciva a trasformare ogni sentimento in virtù, anche attraverso il sacrificio dei sensi e la penitenza.&lt;br /&gt;Con lo spirito della preghiera rese dolce e soave la sua ubbidienza ai genitori e agli altri  e imparò l’umiltà, la regina tra le virtù, per la quale la Vergine SS. piacque al Signore.  Anche il giglio immacolato della castità brillò meravigliosamente in lui tanto da renderlo prediletto a Dio e agli uomini. La devozione alla Madre di Dio e l’amore per Gesù Eucaristia, indispensabili per ogni anima pia, furono per il nostro Paolo un conforto  grande ed efficace nell'affrontare i momenti di sofferenza ed energia pura per fortificare il suo spirito. Il giovane, così, si fortificava nelle virtù e si preparava a rispondere alla chiamata del Signore ad una sequela di totale consacrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IN CONVENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ordine Francescano in Calabria si diffuse rapidamente mentre il suo fondatore era ancora in vita ed ebbe una grande popolarità in tutta la regione. Lo stesso avvenne per il Terz’Ordine Secolare di San Francesco d’Assisi. Esso  assunse l’appellativo di Regolare  (T.O.R) e divenne, come afferma P. Luconi: “Un fiore gentile e odoroso spuntato sui passi casti di S. Francesco d’Assisi: naturale coronamento della sua opera provvidenziale.”&lt;br /&gt;L’apertura di una comunità religiosa del T.O.R a Cropani  nel 1440 fu provvidenziale per il giovane D’Ambrosio, dal momento che suscitò in lui la vocazione ad entrare nella grande famiglia francescana e in essa raggiungere il suo ideale di santità. Infatti, ben presto il Signore lo sottrasse dai campi incolti del mondo per trapiantarlo nei profumati giardini del Serafico d’Assisi.&lt;br /&gt;Era il 20 marz&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RY75rjhE_9o/TxGTO3GA1bI/AAAAAAAAAbM/otS8P6xUenk/s1600/100_0777.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 191px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-RY75rjhE_9o/TxGTO3GA1bI/AAAAAAAAAbM/otS8P6xUenk/s400/100_0777.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697496887117010354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o 1450 e Paolo aveva appena diciotto anni! L’età esuberante di dolci speranze e di sogni dorati, in cui tutto intorno sembra sorridere e la fantasia si culla in mete lontane che appaiono sublimi e facili da raggiungere ma che spesso, invece, sono amare delusioni!&lt;br /&gt;L’abbandono totale di tutto ciò che era mondano gli veniva suggerito dall’amore sincero di ascoltare e seguire la voce del Signore: “Chi vuole seguirmi rinunzi a se stesso”.&lt;br /&gt;Paolo, adorno delle più attraenti virtù,  nel ritiro del noviziato, luogo di solitudine e di preghiera, di penitenza e di prove, ora si sentiva libero da ogni laccio che poteva tenerlo legato ai beni terreni. Quali santi propositi non fece in cuor suo varcando le soglie del convento, vestendo il saio francescano e nell’abbracciare la Regola? Intensificò in modo mirabile il lavoro interiore e alimentò la fiamma dell’amore divino verso le più alte vette dell’ascesi e della mistica.&lt;br /&gt;Osservava la regola con scrupolo: il silenzio, l’astinenza, la frequenza del coro, l’umiltà nelle azioni, erano per Paolo una prassi ordinaria. Il suo stile di vita all’interno del convento, benché giovanissimo e agli inizi della vita religiosa, era esempio di consumata perfezione anche per i religiosi più esperti. Possiamo davvero affermare, con le parole del salmista, che "erano diletti al suo cuore i padiglioni del Signore"!&lt;br /&gt;Paolo, dunque, diede il suo addio al mondo per vivere tra le sacre pareti del Convento del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco d’Assisi, da poco fondato al di là delle mura di Cropani .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DA RELIGIOSO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminato il santo Noviziato con lode e ammirazione di tutti ed emessa la solenne professione dei tre voti di ubbidienza, povertà e castità, attraverso i quali ogni religioso abbandona per sempre la vita del mondo, Paolo si perfeziona maggiormente diventando modello di ogni virtù.&lt;br /&gt;Anche nel corso degli anni di studio, che compie con gran profitto, egli tiene sempre presente la costante osservanza delle regole senza trascurare e venir meno anche al più piccolo dei doveri. Lo studio intellettuale e quello spirituale costituiscono, per Paolo, un unicum armoniosamente completo. Così procedendo, egli raggiunge ben presto la sapienza e la santità. Pone come fondamento dell’edificio della perfezione la sublime virtù dell’umiltà tanto insegnata e inculcata dal Maestro Divino durante la sua vita terrena: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.  Oh divina umiltà dei santi, quanto sei grande e mirabile!&lt;br /&gt;Il nostro Paolo, profondamente convinto del potere di questa celeste virtù, non voleva ascendere al sacerdozio, imitando San Francesco, credendosi indegno per tale compito. Ma la santa ubbidienza, che solennemente aveva promesso di osservare per tutta la vita, gli impone di non opporsi al volere divino. E Paolo, come agnello mansueto, con candore d’animo e la certezza di poter meglio servire Dio, si abbandona alla volontà dei suoi superiori e nel 1458 diventa sacerdote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ASCETA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo sente crescere sempre più l’amore per Dio e il desiderio di unirsi a Lui. Vorrebbe esercitare la pietà in maniera intima e isolarsi dagli altri per soddisfare le sue soprannaturali aspirazioni. I superiori, però, conoscendo le virtù di cui era dotato, lo eleggono a padre guardiano .&lt;br /&gt;Ben presto la santità del nostro Paolo si diffonde nei paesi vicini e, come avviene in simili circostanze, il convento comincia ad affollarsi di persone di ogni classe e condizione sociale che chiedevano di lui per esporgli i propri dubbi e ricevere consiglio o per trovare consolazione e sollievo alle angustie e difficoltà della vita. Paolo, come è proprio dei santi, ascoltava tutti con ammirevole pazienza e carità, donando sempre parole soavi e di conforto che infondono nell’animo dell’afflitto benessere e sollievo. Spesso il Signore manifesta la sua santità con il dono della profezia: a molti, infatti, accadde che prima di proferire parola egli sapesse già la ragione della loro visita e il rimedio giusto per soddisfare i loro bisogni.&lt;br /&gt;Ma Paolo sente la necessità di stare solo; non ama gli afflussi e le conversazioni del popolo; vuole vivere di Dio e nella solitudine con Lui. Va, allora, via dal convento, luogo ormai troppo frequentato, e si rifugia in un eremo, oggi del tutto distrutto, situato tra Cropani e Belcastro in contrada Scavigna, chiamato di S. Maria dello Spirito Santo, dove passerà in contemplazione la maggior parte della sua vita.&lt;br /&gt;Il silenzio e la solitudine sono virtù che formano e creano nobili e grandi spiriti tra gli uomini e presso Dio. E Paolo trova in quel luogo solitario la sua più grande consolazione perché lì ha la possibilità di entrare in comunicazione con Dio.&lt;br /&gt;Possiamo solo immag&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NU9VSclDed0/TxGUj23AO8I/AAAAAAAAAbk/3-aa5uyOIk8/s1600/55.%2BGrotta%2Bdell%2527Eremo%2Bdi%2BScavigna.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 228px; height: 171px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-NU9VSclDed0/TxGUj23AO8I/AAAAAAAAAbk/3-aa5uyOIk8/s400/55.%2BGrotta%2Bdell%2527Eremo%2Bdi%2BScavigna.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697498347342937026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;inare come egli abbia passato quegli anni dedito alla contemplazione delle cose sante immerso nella  natura; come si sia innalzato ai voli sublimi della preghiera, ai cantici di lode e di ringraziamento al Signore dell'universo per aver creato tante meraviglie.&lt;br /&gt;Solo un’anima che vede Dio, anche nelle più piccole cose, non si stanca della contemplazione, del silenzio e della preghiera. E Paolo, che è una di queste anime, che vive più di cielo che di cose terrene, lontano dal fragore della vita mondana, in un convento che spontaneamente si è scelto e che gli offriva tutti i mezzi per giungere alla santificazione, non è mai sazio abbastanza di meditare sulla bontà di Dio e sui Misteri della fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ROMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Paolo studiava il modo di vivere lontano dal mondo nella solitudine e nell’umiltà, nell’anno 1488, insieme a Frate Bernardino da Bisignano, deve lasciare temporaneamente il prediletto convento  di Scavigna per andare, secondo alcune fonti, al capitolo generale di Montebello di Lombardia; secondo altre, in pellegrinaggio nei luoghi santi.  Tro&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NG39Mvbd6LA/TxGT9muTVwI/AAAAAAAAAbY/EZHT8SUE-hk/s1600/45.%2BRoma%2B-%2Bsanta%2Bmaria%2Bdella%2Bconsolazione%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 243px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-NG39Mvbd6LA/TxGT9muTVwI/AAAAAAAAAbY/EZHT8SUE-hk/s320/45.%2BRoma%2B-%2Bsanta%2Bmaria%2Bdella%2Bconsolazione%2B2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697497690176444162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vandosi a Roma, mentre celebrava la santa messa nella chiesa di S. Maria della Consolazione, giunto al memento (ricordo dei defunti), una nube scese dal cielo, lo avvolse in tutta la sua persona e lo rese per breve tempo invisibile agli occhi del popolo. I fedeli, sbalorditi, dopo messa gli domandarono la ragione di tale prodigio e Paolo con la più schietta semplicità raccontò che, essendo morto suo padre a Cropani, era giusto che andasse a porgergli l’ultimo saluto e recitare un Requiem.&lt;br /&gt;Questo prodigio di ubiquità concesso a Paolo dal Signore agli intellettuali può apparire come un segno di stoltezza, per i credenti, invece, è prova della benignità di Dio rivolta al suo servo. Coloro che ebbero la fortuna di assistere a questo evento prodigioso piansero di commozione e portarono a tutti la notizia del prodigio che Dio aveva operato.&lt;br /&gt;Prima di ritornare in Calabria, Paolo pellegrinò nei più celebri Santuari d’Italia. Quindi ritornò felice   nel   suo   amato  convento  di Scavigna  per continuare  a  servire  il Signore .&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;LA BEATA MORTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al rientro a Scavigna, agli inizi del 1489, molte persone accorsero per visitarlo, compresa la sua cara e anziana madre. La gioia nel riabbracciare il proprio figlio fu immensa, ancor più nel sentire i racconti di ciò che Paolo aveva visto nei luoghi santi e dei doni spirituali ricevuti.&lt;br /&gt;Il cuore della madre fu colmo sì d’amore e di gioia, ma ben presto subentrò la sofferenza, non appena Paolo le rivelò che sarebbe passato ad altra vita e che quella era l’ultima volta che si sarebbero visti su questa terra: fra otto giorni Dio lo avrebbe reso partecipe della felicità eterna. Il figlio, vedendo il dolore della madre, la consolò e la rassicurò che presto si sarebbero rincontrati in cielo; e così, non senza lacrime, la salutò. Avendo il Signore rivelato a Paolo il giorno in cui sarebbe morto, si ritirò in solitudine per prepararsi al grande passo; nel silenzio meditò i misteri divini e si preparò a partecipare alla gloria che Dio dona a coloro che sino alla fine dei propri giorni perseverano nel bene. Nella sua grande umiltà, considerandosi  peccatore bisognoso di purificazione, si accostò al sacramento della penitenza e chiese a Dio tutte le consolazioni della nostra santa religione.&lt;br /&gt;Aveva 57 anni. Di questi 39 li aveva vissuti  in convento, in preghiera, vivendo in umiltà. Ora attendeva il giorno benedetto nel quale avrebbe restituito l’anima al Creatore e goduto della sua visione per l’eternità. Beato è colui che muore tra le braccia del Signore!&lt;br /&gt;L’ora beata si avvicina sempre più, una febbre lo assale, segno che la morte è vicina, ed Egli, sicuro di questo, con il sorriso sul volto, caratteristica propria delle anime sante nell’ora estrema, chiama attorno al suo letto tutti i suoi religiosi, così come fece il Serafico Padre San Francesco, e, tutto infuocato di amore celeste, parla loro dell’osservanza della Regola promessa a Dio, esortandoli a sopportare con pazienza ed evangelica rassegnazione tutte le avversità della vita per potere, un giorno, godere del premio della gloria immortale. Quanta commozione e lacrime suscitarono le sue ultime parole colme di unzione! Grande fu il dolore che i frati provarono nel dovere a breve perdere Colui che aveva elargito tanto bene con generosità e fraterna carità. Ma l’ora tanto desiderata è ormai giunta e Paolo, sfiorato sulle labbra da un dolce ed evangelico sorriso, rende la sua anima a Dio il 24 gennaio 1489. – Così muoiono i Santi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE TRIONFALI E PRODIGIOSE ESEQUIE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte dei Santi è un trionfo. I popoli che hanno la grande fortuna di aver conosciuto un uomo che, nel corso della sua vita, ha profuso aiuto, è stato per loro un protettore, ha dato sollievo alle loro anime, nell’ora dolorosa della sua morte non sanno contenere l’impeto dell’affetto e della riconoscenza che erompe spontanea e irrefrenabile dai loro cuori. E’ questo il degno tributo della gratitudine e dell’amore. “La memoria del giusto – dice la Sacra Scrittura – non si dilegua nel tempo ma rimane in eterno”.&lt;br /&gt;Cropani pianse la morte del suo&lt;br /&gt;grande cittadino e benefattore e il solitario convento di Scavigna divenne centro di attrazione per i cropanesi, per la vicina Belcastro e per i dintorni.&lt;br /&gt;Il clero secolare e regolare, le autorità civili e una grande folla si recarono in quel luogo santo per rendere a Paolo omaggio pubblico della loro fede e venerazione.&lt;br /&gt;Coloro che affluirono per venerare la salma di Paolo furono ancora una volta spettatori di eventi prodigiosi che confermarono la sua santità.&lt;br /&gt;Spesso Dio, per rendere gloria ai suoi figli e servitori, permette che, attraverso essi, si ottengano delle grazie e si compiano fatti straordinari che superano la forza umana e destano meraviglia. Ebbene il Signore, Causa prima di tutte le cose, volle concedere al nostro beato il dono di fare miracoli in vita, in morte e dopo di essa.&lt;br /&gt;Paolo aveva manifestato ai suoi religiosi il desiderio di essere trasportato, subito dopo la sua morte, al convento del Salvatore a Cropani, del  quale oggi è rimasto solo qualche rudere, per poter riposare là dove in vita aveva professato il suo ministero. Il suo viso, rimanendo il corpo visibile ai fedeli per svariati giorni per soddisfare la loro devozione, da pallido ed estenuato per le aspre penitenze, si trasformò in colorito e fresco come quello di chi dorme ed emanò una quantità di sudore così odoroso da poter essere raccolto con dei fazzoletti, che in seguito operarono prodigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I MIRACOLI DOPO LA MORTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle ragioni che confermano la divinità di Nostro Signore Gesù Cristo è senza dubbio l’esistenza dei miracoli da lui operati in vita. Egli stesso, infatti, afferma: “Le opere che io compio nel nome del Padre mio sono quelle che parlano a mio favore” (Giov. 10,25).&lt;br /&gt;Lo stesso può affermarsi dei santi. I miracoli che Dio compie per la loro intercessione sono segni della loro santità,  benché non necessari, poiché la santità consiste nell'esercizio delle virtù fino all’eroismo. In tutti i secoli nel cristianesimo vi furono, come ai tempi di Gesù, i miscredenti che tentarono in ogni modo di allontanare i fedeli dal credere alla veridicità dei miracoli.&lt;br /&gt;Non diversamente avvenne dopo la morte del Beato Paolo per le numerose grazie che Dio concesse  a coloro che lo invocavano con fede. Alcuni, mossi da sentimenti indiscreti e sleali, affermavano questi fatti non fossero veri miracoli e che non dovessero essere attribuiti al Servo di Dio. Fu allora che Padre Alfonso Barchio, appartenente allo stesso ordine di Paolo e cittadino cropanese, in qualità di Commissario della Provincia di Calabria, spinto da ardente amore per Dio, andò alla Curia Romana, espose il caso ed ottenne dal Vescovo Flavio Ursino, Uditore Generale di Sua Santità Pio IV, una lettera esecutoria, che trascrivo e traduco nelle sue linee principali.&lt;br /&gt;“Il Vescovo Flavio, Uditore Generale di Sua Santità, fa noto che, su istanza dei Frati del Convento del S. Salvatore del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco d’Assisi di Cropani, Diocesi di Catanzaro, sarà inflitta la scomunica e la pena pecuniaria di 50 ducati d’oro a tutti coloro che, dopo sei giorni dall’arrivo della sua lettera e dopo il terzo avviso, continuassero a disturbare o impedire la pubblica venerazione delle sacre Ossa del B. Paolo D’Ambrosio da Cropani giacenti nella Cappella del Convento di S. Salvatore.&lt;br /&gt;Roma, 12 gennaio 1562, 3° anno del Pontificato di Pio IV&lt;br /&gt;Roma locuta est, causa finita est!&lt;br /&gt;Dal giorno della morte, senza interruzioni, da cinque secoli, Cropani  continua a nutrire la più viva devozione verso il suo santo concittadino: tutti, bisognosi o afflitti,  ricorrono a Lui, ottenendone benefici e consolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL TRASFERIMENTO DELLE RELIQUIE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Beato Paolo si spense nell’eremo di Scavigna, nel territorio tra Cropani e Belcastro, e il suo corpo fu seppellito nella Chiesa conventuale dei Religiosi del Terzo Ordine Regolare del SS. Salvatore situato lontano dal centro abitato. Nonostante questa distanza, la tomba era continua meta di fedeli che, avendo ri&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KJaxWZaVgU8/TxGWpjCyiuI/AAAAAAAAAb8/wZFiMozxF50/s1600/PICT0107.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-KJaxWZaVgU8/TxGWpjCyiuI/AAAAAAAAAb8/wZFiMozxF50/s400/PICT0107.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697500644126132962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;scontrato la costante protezione del Beato Paolo, accorrevano dai paesi vicini e lontani per implorare grazie.&lt;br /&gt;Essendo il convento lontano dal paese e difficoltoso per la cura degli infermi, i frati avevano chiesto e ottenuto da Sisto IV, il 23 marzo 1476, la Chiesa di S. Maria delle Grazie situata all’interno delle mura. Alla chiesa era annesso un ospizio. Dopo la morte del servo di Dio, l'ospizio fu trasformato in convento. Così, nei primi decenni del seicento, il corpo del B. Paolo  fu trasferito in questo nuovo convento e lì rimase fino al 1653, anno in cui il convento venne soppresso da Innocenzo X, poiché non aveva almeno sei frati.&lt;br /&gt;Fu allora che il clero della Chiesa Matrice, reclamò l’onore di poter trasferire il corpo del Beato presso la Chiesa Collegiata. I Terziari Regolari acconsentirono a condizione che, nel caso in cui il loro convento fosse stato riaperto, le reliquie fossero riportate nella loro chiesa.&lt;br /&gt;Il convento non fu riaperto e le reliquie rimasero nella Chiesa Matrice. Furono in seguito riposte in una teca e questa posta all’interno del busto ligneo del Beato. Con questa modalità vengono portate in processione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Vescovi della diocesi di Catanzaro non misero mai in dubbio il culto del B. Paolo. Solo nel sec. XIX, la Curia Generalizia dei Terziari Regolari diede inizio alle pratiche per il riconoscimento ufficiale del culto del B. Paolo con la beatificazione equipollente per modum cultus ab Immemorabili. Il 24 maggio 1824, Mons. Emanuele Bellorado, fu nominato Vescovo di Catanzaro. L’anno dopo, il Procuratore Generale dei Terziari Regolari gli rivolgeva la supplica per l’istruzione del processo ordinario del B. Paolo, da inoltrare alla S. Congregazione dei Riti per averne la sanzione ufficiale. La supplica fu accolta e a D. Gennaro Corapi, Arciprete di Cropani, fu affidato l’incarico di ottenere informazioni in merito. Questi imbastì un regolare atto processuale firmato da tutte le Autorità religiose e civili. Il successore di Mons. Bellorado, Mons. Matteo Franco ordinò all’Arciprete di Cropani, D. Filippo Ape, l’istruzione di un nuovo processo sulla vita, i miracoli e le reliquie del B. Paolo. Cosa che questi fece il 20 settembre del 1830.&lt;br /&gt;Il 16 ottobre 1866, il Procuratore Generale del Terzo Ordine, P. Francesco Salemi, rivolse una nuova supplica al Vescovo di Catanzaro per la riapertura della causa. Ma nel 1870 sopraggiunse l’occupazione di Roma, la soppressione degli Ordini Religiosi e la causa fu nuovamente sospesa.&lt;br /&gt;Essa riprese in seguito al colloquio avuto dal P. Bonaventura Macchiaroli, Postulatore Generale dei Terziari Regolari, con l’Arcivescovo di Catanzaro nell’agosto del 1939. Questi, il 12 ottobre seguente, nominò una commissione per istruire il processo Ordinario, pregando P. Remigio da Cropani, cappuccino, di raccogliere tutte le notizie attinenti al caso. Purtroppo sopraggiunse la seconda guerra mondiale e anche questa iniziativa fallì”.&lt;br /&gt;In previsione del 5° Centenario della morte del B. Paolo (1989), la causa riprese con lettera del 20 marzo 1980 del Postulatore P. Provenzano. Questi, il 10 aprile 1981, contattò l’Arcivescovo di Catanzaro per istruire, “a norma dei sacri canoni, il processo del Servo di Dio, nonché del culto a lui prestato fino ad oggi”. La causa fu temporaneamente sospesa per la malattia di P. Provenzano e ripresa dal suo successore, P. Gabriele Andreozzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 settembre 1996, Sua Eccellenza Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo di Catanzaro, nel Duomo di Cropani, ha presieduto alla solenne chiusura del processo diocesano per il riconoscimento del culto. Era presente il Ministro Generale dell'Ordine, P. Bonaventura Midili, con alcuni confratelli e un'immensa folla di popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREGHIERA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concedi a noi, Signore, che, a imitazione del Beato Paolo, possiamo vivere in Te e ricondurre a Te, buon pastore, i nostri fratelli che si sono allontanati, inducendoli alla penitenza e alla pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9090715642942261402-6298364032822989115?l=beatopaolodambrosio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/feeds/6298364032822989115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da-p_14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6298364032822989115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9090715642942261402/posts/default/6298364032822989115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatopaolodambrosio.blogspot.com/2012/01/biografia-del-beato-paolo-scritta-da-p_14.html' title='3. BIOGRAFIA  del Beato Paolo scritta da P. Remigio Le Pera, Capp. (ridotta)'/><author><name>Padre Pasquale Pitari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00666584738254273812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='22' src='http://3.bp.blogspot.com/_W2kZZHiByxQ/TEjJyYjL-rI/AAAAAAAAAAM/kS
